Storia, amore e poesia

Dal romanzo “straripante e rigoroso”
alle poesie di uno scrittore dal destino tragico.
Ma anche lezioni di scrittura, musica e avventure esotiche.

 

A cura di Valentina Ferri

 

LA SOFFERENZA DEL BELGIO

di Hugo Claus

Feltrinelli

pp.667

Lire 35.000

Vincitore del Premio Nonino, questo libro è – come sottolinea Claudio Magris – “un affresco possente e polifonico, un romanzo straripante e rigoroso, di intensa forza poetica, scritto da un autore la cui personalità e la cui opera hanno una dimensione di inesauribile e poliedrica vitalità, una avidità di vita e di scrittura prodigiosa come le scorpacciate dei giganti di certi poemi”. Questo libro narra la storia di Louis Seynaeve, un ragazzino di dieci anni che studia in un collegio di suore mentre la guerra si abbatte sul paese, le Fiandre. È la seconda guerra mondiale, l’occupazione nazista, e il peso abnorme della Storia si riversa sul mondo infantile di Louis, un mondo “bigotto e falso, ma anche seducente come l’impurità e l’inganno della vita stessa”. Nei giardini del collegio, nelle ampie camerate sorvegliate da suore operose e austere si impara ad obbedire e ancor più a trasgredire, ci si alleva alla ribellione, intrecciando nel proprio destino innocenze e menzogne. La menzogna diventa stortura di un’epoca, “carne e sangue degli uomini”, e anche Louis finirà con l’iscriversi alla Gioventù hitleriana. Un grande libro, che cela tutta la sofferenza di uno scrittore al cospetto dell’identità al contempo effimera e schietta del proprio paese.

 

POESIE PER UN LETTORE NUOVO

di Pier Paolo Pasolini

Garzanti

pp.204

Lire 12.000

Nel 1970 Pier Paolo Pasolini curò personalmente un volume di poesie, proponendo un’antologia che doveva essere “un atto conclusivo di un periodo letterario per aprirne un altro” e scrivendone l’introduzione, che intitolò Al lettore nuovo. Il poeta fece premettere quindi alle sue poesie un testo in forma diaristica che forniva notizie, talvolta del tutto inedite, sulla sua vita, ricordando la sua formazione poetica.

Scrive Pasolini, a commento delle poesie raccolte in questa antologia: “Ciò che mi colpisce è un diffuso senso di scoraggiante infelicità: un’infelicità facente parte della lingua stessa. (…) Questo senso (quasi un diritto) di essere infelice, è talmente predominante che la stessa felicità sensuale non è offuscata (…) Ciò che mi colpisce ancora, rileggendo questi versi, è rendermi conto di quanto fosse ingenua l’espansività con cui li scrivevo: proprio come se scrivessi per chi non potesse volermi che un gran bene. Adesso capisco perché sono stato tanto sospetto e odiato”.

Un volume che raccoglie poesie che vanno dal 1951 al 1964, opera di un autore dal destino tragico che ha dato alla nostra lingua e al nostro immaginario poesie intense e film indimenticabili.

 

COME SI LEGGE UN LIBRO?

di Virginia Woolf

Baldini & Castoldi – I Nani

pp.203

Lire 13.000

“Perché il vero lettore è giovane nella sua essenza. È una persona d’intensa curiosità, piena di idee, aperta e comunicativa, per la quale leggere ha più il carattere di un vigoroso esercizio all’aria aperta che non quello di studiare al chiuso”. Così scrive Virginia Woolf in questa interessante raccolta di saggi destinata – queste erano le intenzioni dell’autrice inglese – al lettore comune. Come si scrivono buoni romanzi? È possibile apprendere la scrittura? Si possono insegnare le parole? Virginia Woolf non intende, come spesso accade oggi, creare un manualetto di norme pronto uso per aspiranti scrittori e dunque a queste domande non dà risposta, preferendo offrire, invece, esempi vivi di come la prosa autentica possa essere creativa.

 

IL PASSAGGIO

di Sibilla Aleramo

Feltrinelli

pp.128

Lire 11.000

Scrive la curatrice Bruna Conti nella sua Postfazione: “Il racconto si snoda per seguire la traccia di inseguire la vita. L’autrice parla a se stessa ora con voce imperiosa, ora con voce dolente, a volte in prima a volte in terza persona. “Il passaggio” è una rievocazione che permette al documento di divenire canto”. Un racconto, dunque, ricco di tensione lirica, una prosa poetica che riscopre tutta la musicalità della parola, per consentire a stati d’animo e a sentimenti di avere una voce.

Sibilla Aleramo, una delle scrittrici che seppe promuovere all’inizio del secolo una vera rivolta sociale, ritorna in questo libro sulla propria vita, per confessare il proprio animo e testimoniare l’importanza della centralità dell’amore.

 

LA DIVINA ELVIRA

di Giampaolo Rugarli

Marsilio

pp.215

Lire 25.000

Le donne e Giacomo Puccini. Molto è stato scritto e detto sul rapporto controverso del musicista con le proprie eroine: donne fragili, vittoriose, vittime e tiranne. Donne che incarnano desideri, che ispirano protezione ma sollecitano, nello stesso tempo, un sadico istinto: Puccini ci godeva anche, pare, a vedere morire sulla scena le proprie figure. Creature sublimi e diaboliche, le donne percorrono non solo la produzione artistica del compositore, ma anche e più ancora la sua vita.

Questa biografia-romanzo vuole far riscoprire proprio “l’ideale femminile nella vita e nell’opera di Giacomo Puccini”. La donna che campeggia nella vita del musicista è Elvira: donna passionale e gelosa, diabolica e vendicativa, che non esita ad abbandonare il marito e il figlio da poco nato per seguire Puccini, che ricorre a pratiche da strega infilzando spilloni nei pupazzetti del marito e del musicista che scopre averla tradita. L’esperimento di vodoo funziona: il marito muore di colpo e Puccini ha un incidente d’auto. Elvira è una donna temibile, capace di indurre al suicidio la serva Doria Manfredi (per la cui morte subirà un processo) e di condizionare la vita e l’opera del musicista.

Secondo Rugarli le figure femminili che trascorrono veloci nell’esistenza del Maestro – fino alla fine gran donnaiolo – si specchiano inevitabilmente, di volta in volta, in Manon, Turandot, Tosca e Madama Butterfly, in un continuo intreccio di vita e arte.