I PRIMI DATI A SETTEMBRE

 

Parte il monitoraggio.

Anomalie, dubbi, necessità di direttive univoche e chiare.

Stanno per nascere le sottocommissioni.

 

Il giorno 7 febbraio 2000 si è riunita a Roma la Commissione Paritetica Governo-editori (che ha il compito istituzionale di formulare indicazioni e pareri sull’andamento della sperimentazione) presieduta, per delega di Marco Minniti (Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri), da Mauro Masi, Capo del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria.

Tra i presenti anche i rappresentanti nazionali, e alcuni locali, delle Organizzazioni Sindacali dei rivenditori di giornali.

 

L’analisi

dei risultati

Ai fini dell’accertamento dei risultati della sperimentazione, è stata individuata una struttura professionale esercente l’attività di ricerche di mercato nel settore del commercio: il ForumUp dell’Istituto di economia e direzione delle imprese dell’università di Parma presieduto da Giampiero Lugli.

“Gli obiettivi della ricerca” ha spiegato il professore “sono: misurazione della domanda aggiuntiva, ridistribuzione della domanda esistente, stima della quota di vendita dei diversi canali per tipologia del prodotto. I dati raccolti verranno elaborati per canale e per prodotto”.

L’analisi sarà effettuata su un campione di distributori e di testate, anche con l’ausilio di questionari mirati per rivenditori. I giornali locali sono considerati una sola categoria.

L’analisi dei risultati avverrà confrontando le vendite dei primi sei mesi del 1999 con i primi del 2000 su un campione di sei città. Le città prescelte risultano: Milano, Parma, Firenze,  Roma, Lecce e Palermo.

“Se inizia subito, l’indagine può concludersi per il mese di settembre” ha assicurato Lugli.

La Commissione ha approvato all’unanimità le linee generali del monitoraggio della struttura di ricerca.

 

Violazioni

ed esclusioni

 

A proposito di sovrapposizioni e violazioni dei punti di vendita sperimentali, si è fatto notare che: “Nei casi dubbi i Comuni hanno la possibilità di emanare delle diffide fino a giungere, in caso di persistente inosservanza, al provvedimento di esclusione, fatta sempre salva la possibilità di ricorso. Alcune specifiche violazioni della legge, come la parità di trattamento, per loro natura non possono che essere contestate durante tutta la durata della sperimentazione, quindi ben oltre i sessanta giorni”.

Si è sottolineato il ruolo degli enti territoriali per l’evolversi della sperimentazione: infatti molte segnalazioni inviate alla Commissione sono poi ritornate ai Comuni: nel comune di Milano, per esempio, ogni segnalazione è stata seguita da una verifica da parte degli organi municipali. Per quanto riguarda le forme d’abusivismo viene consigliata una maggiore collaborazione tra la parte pubblica e le associazioni: infatti, è semplice verificare in Municipio se chi effettua la vendita è inserito negli elenchi o meno. A questo proposito il Presidente ha sottolineato il fatto che l’interlocutore della Commissione è  proprio l’ente territoriale.

Gli stessi Comuni stanno svolgendo una funzione fondamentale nel rispondere alle sollecitazioni. Il singolo, l’associazione o l’organizzazione di categoria può tutelarsi come meglio crede anche direttamente con gli altri soggetti del settore editoriale: qualunque operatore del mercato, se ha motivo di protestare per una situazione di sofferenza determinata dalla sperimentazione, deve anzitutto rivolgersi alle associazioni di categoria.

 

Non solo giornali

 

È ormai del tutto accertata la possibilità per le edicole di vendere articoli di settori merceologici non alimentari: ciò è stato oggetto di un chiarimento da parte del Ministero dell’Industria, Commercio e Artigianato (vedere a pag.18).

Alcuni rappresentanti dei giornalai hanno, però, rilevato che finora vi sono state forti differenze nell’atteggiamento dei Comuni riguardo questa disposizione e hanno sottolineato la necessità di direttive univoche. Armando Abbiati (presidente nazionale SNAG) ha chiesto inoltre indicazioni certe anche sulla vendita in edicola del pastigliaggio (caramelle e affini; vedere Azienda Edicola n.6/99 pag.22 – ndr).

 

Il caso del Lazio

Durante la riunione sono state evidenziate alcune anomalie verificatesi nell’ambito territoriale del Lazio: mancato rispetto dei limiti di superficie, della tipologia di vendita prescelta, disparità di trattamento nella distribuzione, fornitura di supplementi ai punti sperimentali prima che ai giornali, l’attivazione di esercizi (in particolare della GDO) limitrofi alle edicole.

 

 

Si è quindi richiesta la documentazione probatoria che però non è stata trasmessa.

A questo riguardo bisogna tener presente che la Commissione si esprime solo su elementi certi e quindi risulta fondamentale produrre la documentazione necessaria.

Si è poi sollevata la questione di Rieti dove proteste particolarmente gravi non hanno ancora trovato adeguato riscontro.

 

Questi sono i quesiti specifici della REGIONE LAZIO

e le relative risposte:

 

 

Quesito del comune di TIVOLI

 

 

Quesito del comune

di MINTURNO

 

 

Quesito del comune

di MONTEROTONDO

 

 

Le sottocommissioni

 

La Commissione “considerato il numero e l’importanza delle questioni sollevate, sia dagli enti locali, sia dai giornalai, fa propria la proposta già preliminarmente avanzata da Masi di costituire delle sottocommissioni per l’esame delle situazioni particolari, possibilmente da raggruppare per tipo di problema denunciato e per ambito territoriale. Il Dipartimento è incaricato di organizzare i successivi incontri dei gruppi di lavoro”.