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Nuove
precisazioni
su modalità e tempi per la richiesta della licenza tabacchi
Da
più di 10 anni faccio l’edicolante nel mio paese di nascita Martirano
Lombardo (CZ) piccolo centro di 2.500 abitanti dell’entroterra calabrese.
Svolgo l’attività in un locale di oltre 50 mq. adibito alla vendita di
cartoleria edicola e già da cinque anni ho fatto domanda all’ispettorato di
Catanzaro per vendere i Tabacchi. Dopo
circa un anno di assoluto silenzio abbiamo avuto un sopralluogo da parte della
guardia di finanza che ha dato parere positivo e quindi di idoneità dei nostri
locali, essendo rispettate sia la metratura che la distanza con l’unica
rivendita esistente in paese (non sufficiente al fabbisogno della popolazione
soprattutto nel periodo estivo quando la popolazione aumenta per effetto dei
molti turisti). Tuttavia la nostra domanda si è arenata; da allora nonostante le numerose lettere di sollecito e le telefonate la cosa non si è più mossa... |
In
una delle molte telefonate ci è stato spiegato che nessuno ci garantiva questa
licenza e che se anche l’ispettorato, che avrebbe dovuto fare un ulteriore
sopralluogo, avesse ritenuto opportuno rilasciare una nuova licenza nel nostro
comune, si sarebbe dovuta svolgere una gara alla quale avrebbe potuto
partecipare l’intera popolazione.
Quindi
la mia domanda non mi dava nessuna priorità... io avevo dato solo l’apertura
alla cosa, avevo speso dei soldi in raccomandate e telefonate e avevo la stessa
possibilità di tutti i miei concittadini che avrebbero potuto fare un’offerta.
A
questo punto mi chiedo e vi chiedo: come mai il vs. articolo diceva che la
risposta arriva dopo pochi mesi quando io aspetto da 5 anni?
Non
mi sembra che nel frattempo sia cambiato il regolamento. E poi l’edicolante che
fa domanda come fa ad avere priorità sugli altri quando poi tutti possono
partecipare alla gara per la licenza commercianti e non?
A
mio avviso hanno sbagliato i sindacati di categoria a far liberalizzare il
settore... non si doveva cedere, bisognava scendere in piazza. Chiusura totale
delle edicole, se si liberalizzavano i giornali bisognava avere almeno in
cambio i tabacchi oppure si doveva scioperare...
Io
sto pensando alla chiusura definitiva e a trovarmi un nuovo lavoro.
Questa
lettera ci ha dato lo spunto per approfondire ulteriormente la questione
“tabacchi”.
È
evidente che quando abbiamo iniziato a occuparci di questo problema, sono stati
presi contatti con i responsabili dei Monopoli che ci hanno fornito le risposte
e i dati che ci hanno consentito di realizzare l’articolo.
Appare
però evidente che i Monopoli non sono stati esaustivi nel rispondere e ci hanno
detto solo quello che ritenevano opportuno.
Il
malinconico sfogo di Aiello ci ha quindi “costretti”, a cercare qualche “gola
profonda”, come si dice in gergo giornalistico, ed ecco quanto è emerso nella
nuova ricerca.
Fermo
restando quanto già detto, possiamo precisare che i Monopoli vogliono trarre,
comunque, un vantaggio economico dall’assegnazione delle licenze e che, di
conseguenza, le domande hanno due iter diversi a seconda che pervengano da
località al di sopra o al di sotto dei 30.000 abitanti.
| Al di sotto dei 30.000 abitanti Esiste la possibilità di assegnazione per “concorso” e la priorità viene data agli INVALIDI (sia civili che di guerra, ma questi ultimi dovrebbero essere ormai tutti scomparsi). In mancanza di invalidi la trattativa diventa “privata” (cifra minima da offrire) con comunicazione a mezzo lettera a chi ha fatto richiesta e con la pubblicazione del bando (riservato agli esercizi presenti in quella strada – o in quel quartiere da cui è partita la prima richiesta) negli appositi spazi comunali. |
Al di sopra dei 30.000 abitantiViene promossa un’asta in cui
l’offerta minima è fissata in funzione del reddito degli esercizi viciniori. Se
per esempio la media degli esercizi nelle immediate vicinanze è intorno ai
100milioni, la base d’asta non potrà essere inferiore ai 70milioni. L’appalto concesso è per 9 anni. |
Cosa può dunque succedere al nostro lettore?
Che
non avendo comunque ricevuto, fino a questo momento un rifiuto, prima o poi (e
sempre che i Monopoli ravvisino che nel suo paese esiste effettivamente la
necessità di un ulteriore punto vendita tabacchi) dovrebbe essere invitato a
partecipare alla trattativa “privata”. Ma a questa trattativa – tramite bando –
potranno partecipare anche altri esercizi di una zona ben definita (e non tutta
la popolazione) che abbiano preso visione del bando che dovrà essere stato
affisso in Comune.
In
attesa dei tabacchi, visto che ha la fortuna di avere parecchio spazio a
disposizione, potrà pensare ad altri servizi da offrire alla clientela,
soprattutto nei mesi in cui il turismo aumenta.
C’è
Internet, per esempio, che diventerà, sempre più importante.
Attraverso
questo mezzo oggi si può – fra l'altro – comperare (e far comperare) qualsiasi
cosa in qualunque parte del mondo.
Ci
sono poi i prodotti per PC (i giovani ormai non possono più farne a meno), la
musica per tutti i gusti (visto le offerte CDShop riservate alle edicole?) e
tutto quanto la fantasia può suggerire.
di un centro commerciale
Ho
avuto il piacere di leggere sui n. 5 e 6/99 di Azienda Edicola l’articolo
“All’arrembaggio dei tabacchi” e “Tabacchi? Ecco come chiederli”. Gli articolisti
hanno messo bene in evidenza il trasformismo dei colleghi tabaccai, per cui è
giusto che anche i rivenditori di giornali non debbano crearsi problemi per
attivare soluzioni integrative alla loro attività di base.
Negli
articoli vengono inoltre fornite utili indicazioni per richiedere la licenza
per i tabacchi (metratura del locale, distanza fra i punti vendita, periodo in
cui si può inoltrare la domanda, ecc.). Ebbene è su queste particolarità che
desidero chiedere agli articolisti se esistono in commercio pubblicazioni
specializzate e aggiornate in materia.
Io
sono interessato all’argomento esercitando la rivendita di giornali all’interno
di un Centro Commerciale mancante di tale attività. Un grazie per la cortese
attenzione con tanti auguri di buon lavoro.
M. Calistri – Massa e Cozzile (PT)
Esiste
una legislazione speciale per i centri commerciali in base alla quale questi
esercizi dovrebbero avere automaticamente diritto alla licenza dei tabacchi. Il
fattore indispensabile è, però, che il locale abbia un’apertura anche verso
l’esterno (strada, piazza, parcheggio, ecc.).
Se
il suo negozio ha questa prerogativa, può rivolgersi alla sede FIT c/o ASCOM
–
viale Adua 128 – Pistoia
–
tel.0573.99151 – fax 0573.365710
e
chiedere tutte le delucidazioni del caso.
Qualora,
invece, la sua edicola sia tutta “all’interno” del centro commerciale non ci
sono possibilità.