IL COMMERCIALISTA |
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A cura di Domenico Moschella |
Sei anni fa ho acquistato un chiosco edicola del valore
commerciale di L.150.000.000. Per gravi motivi familiari ho dovuto venderla
recuperando solo la metà del suo valore. Vi domando se il fisco può farmi la
rivalutazione della somma dichiarata sull’atto notarile e farmi pagare la
differenza. Se sì, chi è tenuto a pagare: il venditore o l’acquirente? Vi
ringrazio e vi saluto.
M.
N. Curno (BG)
Nel
caso di cessione d’azienda l’Ufficio del Registro che ha ricevuto la
registrazione dell’atto di vendita, se ritiene che il valore dichiarato, sia
dell’avviamento che degli arredi, possa essere superiore al prezzo indicato
nell’atto, entro due anni dal pagamento dell’imposta principale può emettere un
avviso di rettifica nel quale deve specificare i nuovi valori attribuiti a
ciascun bene e i criteri di calcolo. L’eventuale differenza d’imposta da
pagare, fra il valore dichiarato e quello accertato, spetta all’acquirente
anche se il venditore, in caso d’inadempienza dell’acquirente, è coobbligato
nei confronti dell’Ufficio.
In
merito all’articolo “Pubblicazioni al macero” su Azienda Edicola n. 6 a pag.
64, vorrei avere i seguenti chiarimenti:
1
- La fattura (IVA?) o bolla va emessa dall’edicolante?
2
- È necessario elencare ogni rivista con il relativo prezzo?
3
- È possibile avere il recapito di un raccoglitore di carta da macero nella mia
zona?
Vi
ringrazio.
P.
Anelli – Buccinasco (MI)
La
cessione di carta da macero rientra nel regime speciale IVA previsto dal comma
n. 8 dell’art. 74 DPR 633/72 e prevede l’emissione di autofattura per colui che
raccoglie la carta come attività. Per chi la consegna basta una ricevuta nella
quale risulti il mittente (l’edicola che consegna la carta) ed il destinatario
(colui che la ritira). In detta ricevuta per esigenze fiscali, è opportuno
specificare la quantità della merce consegnata indicandola per gruppi di merce
aventi lo stesso prezzo di copertina, ciò al fine di poter quantificare
l’importo da detrarre dai costi di gestione. (esempio: n. 30 settimanali da L.
5.000; n. 15 mensili da L. 10.000, ecc.).
Purtroppo
non conosco ditte che fanno recupero carta nella sua zona.
La mia edicola è un chiosco che ha sempre venduto solo quotidiani e periodici. Dall’inizio dell’attività non ho mai fatto alcuna dichiarazione per la partita IVA perché esonerata e fino all’anno scorso ho pagato L. 100.000 di tassa partita IVA. Ora vorrei vendere anche altra merce e vi chiedo come mi devo comportare. Oltre al registratore di cassa devo comunicare la variazione ai vari uffici? Devo fare una dichiarazione periodica?
C.
Uberti – Concesio (BS)
Dovendo
vendere altri prodotti soggetti a IVA, dopo aver espletato la comunicazione al
Comune, installato il registratore di cassa, avendo cura che il tecnico faccia
la comunicazione all’Ufficio IVA competente, entro trenta giorni dall’inizio
delle vendite bisogna presentare una modifica all’Ufficio IVA dal quale si dipende,
comunicando l’inizio della vendita dei nuovi prodotti con il relativo codice di
attività. Per quanto riguarda la dichiarazione IVA periodica, le ditte
individuali (persone fisiche) sono escluse se hanno realizzato nell’anno
precedente un volume d’affari uguale o inferiore a 50 milioni. Per
regolarizzare il tutto è preferibile presentare la modifica anche presso la
CCIA al fine di ampliare l’oggetto dell’attività.
Ho
un’edicola cartoleria con contabilità semplificata. Giornalmente conteggio tre
bolle di giornali per sapere incasso – spese – aggio perdendo moltissimo tempo.
Vorrei sapere se è possibile fare questa operazione settimanalmente
dall’estratto conto. Si fa riferimento al totale venduto e poi come si riporta
nel registro?
Grazie.
F.G.
– Orosei (NU)
L’art.
18 del DPR 600/72 consente per le vendite di prodotti editoriali la
registrazione riepilogativa sulla base degli estratti conto settimanali dei
distributori. L’estratto conto, può registrarlo nel libro degli acquisti in
un’apposita colonna in base all’importo pagato, mentre sul registro delle
entrate può registrare l’importo dell’estratto conto maggiorato del 22.88%,
quale totale delle vendite effettuate.
Sono
un edicolante che ha aperto da poco una ricevitoria SISAL (Super Enalotto e
Totip). Vorrei sapere come si registra in contabilità semplificata l’aggio
derivante dalle giocate (L. 63 sul lordo costo a colonna, circa 8%). Il mio
pensiero è rivolto a seguire lo stesso trattamento delle schede telefoniche,
delle ricariche e delle lotterie registrando nei corrispettivi l’aggio netto.
In attesa di una tempestiva risposta (per non peccare di ritardo fiscale),
porgo distinti saluti.
S.
Ancillotti – Cerreto Guidi (FI)
La
registrazione degli aggi percepiti va rilevata in una apposita colonna del
libro corrispettivi acquisendo l'importo dai borderò periodici.
La nostra agenzia di distribuzione ci propone articoli non editoriali. Il mio commercialista mi sconsiglia però di prendere la partita IVA essendo il mio chiosco esclusivo (ex. art.74). Devo applicare la pro-rata cioè l’IVA doppia o la sperimentazione ha cambiato questa regola? Grazie
P.
Davide – dapia@libero.it
L’edicola
esclusiva può aprire la partita IVA senza alcun problema. Oltre ai libri delle
entrate e delle uscite che deve avere già in essere per i prodotti editoriali,
deve istituire il libro IVA degli acquisti dove registrare tutte le fatture
soggette a IVA dei vari fornitori (luce, telefono, acquisto materiali, arredi,
ecc.). Ciò le potrà consentire di recuperare l'IVA su quelle spese chiedendo il
rimborso o la compensazione dopo aver redatto la dichiarazione IVA di fine
anno.
Vi
scrivo a proposito del rimborso IVA di cui avete parlato nel numero
marzo/aprile perché non ho capito bene il contenuto.
Vi
espongo il mio problema: all’atto dell'acquisto di un chiosco nuovo ho dovuto
pagare anche l’IVA che, a detta del mio commercialista, non posso recuperare
perché a noi, rivenditori di giornali e riviste, l’IVA è trattenuta a monte.
Però io dal vostro articolo credo di aver capito che c’è la possibilità di
chiedere un rimborso IVA. Vorrei una vostra conferma ed eventualmente vorrei
conoscere l’iter burocratico da seguire. Grazie.
A.
Valenti – Ascoli Piceno
Per
poter recuperare l’IVA pagata per il rifacimento dell’edicola, bisogna avere la
partita IVA, anche se trattasi di edicola esclusiva, istituire il registro
degli acquisti e registrare sullo stesso le fatture dei vari fornitori.
Con
la dichiarazione IVA di fine anno richiedere o il rimborso oppure indicare
l'importo per eventuali compensazioni.