Il
sogno di poter regolarizzare la propria posizione, sta diventando realtà per
tutti quegli edicolanti “abusivi”, ma operanti prima della legge 416/81, grazie
al Decreto Regionale firmato il 16 aprile 2000 dall’assessore regionale al
Commercio, Giovanni Battaglia.
Quella
degli “abusivi” di Catania è una lunga storia per la quale Antonino Alicata,
segretario dello SNAG-Confcommercio si batte da tempo.
Da
oltre un anno, infatti, era stata raggiunta un’intesa a livello regionale anche
con la FIEG, che tuttavia continuava a dormire nel cassetto continuando a
penalizzare gli edicolanti in questione.
Bisogna
ricordare che il fatto più clamoroso è avvenuto dopo l’incontro del 13 dicembre
1999 in Comune, con il commissario regionale ad acta Pecoranio e Giovanna
Muscaglione, direttore XVIII Struttura, al termine del quale è stato deciso
di effettuare “una verifica dei punti vendita preesistenti all’anno 1981” per
la definizione del Piano Comunale.
Anziché
procedere alle giuste verifiche e non considerando valida la comunicazione
della Domenico Sanfilippo Editore (FIEG), questa “missione informativa”
si è di fatto, trasformata in “missione punitiva” e, malgrado lettere e
telegrammi di protesta da parte di Alicata, alcuni edicolanti sono stati
invitati a non vendere prodotti editoriali, mentre altri sono stati
verbalizzati dal corpo di Polizia Municipale “in quanto privi di
autorizzazione”.
Ora,
però, in base all’art. 2 del nuovo Decreto Regionale “i Comuni devono procedere
al censimento dei punti vendita di giornali, quotidiani e periodici esistenti
sul territorio comunale, tenendo conto di tutti i punti vendita regolarmente
autorizzati, nonché di quelli che, benché privi di autorizzazione
amministrativa, alla data del 31 dicembre 1999, risultano in attività da almeno
tre anni”.
Nel
caso specifico, di fatto, il comune dovrà rilasciare la regolare autorizzazione
amministrativa agli edicolanti “abusivi”. Si dà così loro la possibilità di
mettersi in regola e ottenere il giusto riconoscimento di un diritto finora
negato.
Fermo
restando che ognuno potrà leggere sulla Gazzetta Ufficiale del 5/5/2000 il
decreto regionale n. 445/1/X in tutti i suoi dettagli, vediamo cosa prevedono
in particolare due articoli: l’art. 9 e l’art. 10:
1.
L’autorizzazione
amministrativa comunale è rilasciata dai Comuni ai sensi della legge 5 agosto
1981, n. 416.
2.
L’esercizio
della vendita può essere svolto unicamente dal titolare o dai suoi familiari o
parenti o affini fino al terzo grado. È consentita la collaborazione dei terzi,
ma è vietato l’affidamento in gestione a terzi.
3.
L’affidamento
in gestione è consentito soltanto nel caso di comprovato impedimento per
malattie o infortunio.
4.
Le
autorizzazioni sono concesse con priorità ai terzi cui è stata affidata la
gestione della rivendita.
5.
L’autorizzazione
per la rivendita di soli giornali, quotidiani e periodici, può essere
rilasciata esclusivamente alle persone fisiche.
6.
Qualora
vi sia abbinamento ad altri settori merceologici, l’autorizzazione può essere
rilasciata a persone fisiche e alle persone giuridiche.
7.
Alle
persone fisiche non può essere rilasciata più di una autorizzazione alla
vendita di giornali quotidiani e periodici.
8.
Ferme
restando le disposizioni di cui all’art. 1 del presente decreto,
l’autorizzazione al commercio rilasciata per gli esercizi della grande
distribuzione, per le librerie, per le rivendite di tabacchi e per i bar,
comprende, qualora richiesta, anche l’autorizzazione alla rivendita di
giornali, quotidiani e periodici, quando gli stessi esercizi sono programmati
anche a tal fine nei piani comunali.
9.
Per
quanto non espressamente riportato nel presente decreto, si applicano le norme
di cui all’art. 7 della legge n. 67/1987, che ha sostituito l’art. 14 della
legge n. 416/1981, nonché della Legge 108/1999.
Art.10
- Istruttoria per nuove autorizzazioni.
1 - In sede di elaborazione dei piani comunali, saranno determinate le modalità e i criteri per ottenere l’autorizzazione amministrativa, nel rispetto di quanto disposto con il presente articolo, che comunque si applica per il rilascio di autorizzazioni in regime transitorio.
2 - Le domande tendenti a ottenere
l’autorizzazione a esercitare l’attività di rivendita di quotidiani e periodici
devono essere presentate al Comune territorialmente competente.
3 - Il richiedente deve:
a) - essere in possesso dei
requisiti di accesso all’attività di cui all’art. 3, comma 2, della L.R. 22
dicembre 1999, n. 28;
b) - avere la residenza nel
comune dove intende svolgere l’attività;
c) - non prestare la
propria opera con rapporto di lavoro continuativo alle dipendenze di altri;
d) - non essere iscritto in
albi professionali.
4 - Le domande intese a ottenere autorizzazioni per l’apertura di nuove rivendite devono contenere i seguenti dati:
e) - ubicazione
dell’esercizio e del posteggio su suolo pubblico o privato;
f)
-
dimostrazione della disponibilità dei locali e dello spazio pubblico ovvero
l’avvio della relativa istruttoria per l’acquisizione di questi ultimi;
g) - eventuale titolarità
di altra autorizzazione alla attività di rivendita di giornali e riviste, o di
altra autorizzazione all’esercizio di attività di commercio al dettaglio.
h) “I comuni – precisa
Antonino Alicata – hanno ora tre mesi di tempo per la definizione dei piani
comunali degli edicolanti, con l’obiettivo di prevedere, per molte delle 140
edicole presenti in città, l’ampliamento delle superfici espositive”.
i)
Alicata
auspica che si inverta la tendenza negativa delle vendite dei quotidiani
“dovuta al fatto che molti studenti e cittadini adulti comprano e leggono il
giornale soltanto una volta la settimana”.
UDINE: PROPOSTE CONCRETE PER AUMENTARE LA DIFFUSIONE DELLA STAMPA
Ogni
giorno le 1.200 rivendite di giornali e riviste del Friuli-Venezia Giulia
mettono in contatto il pubblico con quasi 4000 testate diverse, distribuiscono
poco meno di 200.000 quotidiani e una moltitudine di periodici, coinvolgendo
direttamente e indirettamente nel processo distributivo circa 4.000 addetti,
realizzando un fatturato annuo che raggiunge i 200 miliardi.
Questi
numeri rendono l’idea della dimensione della rete distributiva delle
pubblicazioni in questa regione e ne fanno una realtà economica di primo piano,
che non teme confronti qualitativi a livello nazionale e non sfigura certamente
in quello internazionale.
In
tempi recenti, a livello nazionale, vi sono state delle pressioni volte
all’allargamento della rete di vendita delle pubblicazioni a esercizi
commerciali diversi dalle edicole che hanno portato all’approvazione della
legge n.108/99 per la sperimentazione di nuove forme di vendita di giornali e
riviste.
Questa
legge non è stata recepita nella regione dove la giunta regionale, avvalendosi
della potestà primaria in materia di legislazione sul commercio, ha deciso di
promuovere un processo più graduale e adeguato alla specificità delle
condizioni distributive esistenti nel territorio.
Attualmente
i progetti di riforma della legislazione vigente in materia (l.r.17/83) sono
all’esame della 2a commissione del consiglio regionale.
Le
organizzazioni sindacali dei rivenditori di giornali e riviste ritengono che
per ottenere un significativo e stabile incremento della diffusione della stampa
anche nella regione Friuli-Venezia Giulia non sia necessario potenziare i punti
di vendita ma si possa ragionevolmente agire attraverso due fattori:
Sul
primo aspetto – che non può essere disgiunto dalla riforma organica della
normativa di settore alla quale si è accennato – si può agire fin da subito
attraverso queste operazioni:
Il
secondo aspetto è intimamente legato alla valenza di servizio pubblico assunta
dall’attività di vendita di giornali e riviste. Essa realizza in concreto il
disposto costituzionale sulla libera circolazione delle idee e, pertanto, si
pone a garanzia della libertà e della democrazia.
È
possibile incentivare la diffusione della stampa attraverso:
La
competenza della maggior parte dei rivenditori di giornali porta a ritenere che
le vendite dei prodotti editoriali possano essere positivamente influenzate
dalla professionalità e completezza dell’offerta commerciale. Solo le edicole
possono soddisfare contemporaneamente questi due fondamentali requisiti.
Tali
proposte intendono portare un contributo all’elaborazione di eventuali progetti
che puntino all’affermazione del concetto dell’importanza dell’informazione in
generale e di quella a mezzo stampa in particolare perché, solo attraverso
questo mezzo, l’informazione può rappresentare un’attendibile fonte di
consapevolezza che guida la capacità di decidere e di agire.
Daniele
Zulian
Presidente
prov.le SNAG – Udine
Si
è svolta a Milano, il 9 aprile scorso, l’annuale assemblea per il rinnovo delle
cariche sindacali e per trattare tutti gli argomenti concernenti l’attività
delle rivendite nella capitale lombarda.
Come
d’abitudine il dibattito, seguito ai preliminari d’uso, è stato aperto e
interessato. Molti gli argomenti presi in considerazione: dai rapporti con la
distribuzione alle copie mancanti, ecc.
In
particolare è stato espresso malcontento in merito al porta a porta e alla
sperimentazione.
Nel
primo caso si sono denunciate situazioni anomale che stanno danneggiando i
rivenditori: in molte zone di Milano e dell’hinterland, come Corsico, i
sette giorni di distribuzione gratuita che precedono l’offerta di abbonamento
si prolungano esageratamente o si ripetono a distanze di tempo troppo
ravvicinate. In alcune portinerie sono stati consegnati interi pacchi di copie
da distribuire gratuitamente agli inquilini. Nonostante il Sindacato sia
intervenuto ripetutamente presso i responsabili della RCS abbonamenti,
non si è ottenuto alcun miglioramento (non c’è, peggior sordo di chi non vuol
sentire).
Per
quanto riguarda invece la sperimentazione i prolemi derivano dai quantitativi
abbondanti distribuiti nei supermercati con anticipo rispetto alle forniture
insufficienti e in ritardo per le edicole. A questo proposito lo SNAG sta
raccogliendo dati per effettuare una comparazione tra prima e durante la
sperimentazione così da segnalare al Nazionale i risultati e consentirgli i
necessari interventi.
Dopo
avere ascoltato gli interventi di Abbiati, Barletta, Caniglia, Dusio, Fazio,
Graziotti, Levati, Menozzi, Sandoni e Santoro si sono svolte le elezioni
del nuovo consiglio direttivo che, riunitosi successivamente il 10 e il 17
aprile, ha nominato a ricoprire le varie cariche sindacali:
Presidente
provinciale: G. Labò
Vicepresidenti
provinciali: V. Bossi, G. Graziotti
Segretario
amministrativo: E. De Angeli
Vicesegretario
amministrativo: G. Agliuzzo
Cassiere:
G. Graziotti
Rapporti
con l’ATM e la MM: E. De Angeli, A. Elmi, G. Graziotti
Rapporti
con le Agenzie di distribuzione: V. Bossi, M.L. Cagnoni, L. Ciapessoni, G.
Corbetta, E. De Angeli, A. Rosa, P. Zarini
Rapporti
con la Regione Lombardia: G. Agliuzzo, V. Bossi, M.L. Cagnoni, G. Graziotti
Rapporti
con la Confcommercio: G. Agliuzzo
Rapporti
con la categoria e sviluppo: V. Bossi, M.L. Cagnoni, L. Ciapessoni, G.
Corbetta, E. De Angeli, A. Elmi, F. Valerio, P. Zarini
Rapporti
con i rivenditori e con i distributori della provincia: V. Bossi, M.L. Cagnoni,
G. Graziotti, L. Cairati (Abbiategrasso), R. Cassetta (Limbiate), P. Desseni
(Monza), E. Forlani (Legnano), G. Locati (Corsico)
Rinnovo
Accordo Nazionale: V. Bossi, M.L. Cagnoni, E. De Angeli, G. Graziotti
Rappresentanti
presso il comune di Milano/ Enti locali: G. Labò, G. Graziotti
Rappresentante
presso gli Enti locali della provincia: G. Agliuzzo.
L’intero
consiglio direttivo, rinnovando il ringraziamento per l’opera svolta dai
colleghi che, per vari motivi, non hanno potuto ricandidarsi, si è impegnato a:
È
stato, poi ricordato che lo SNAG di Milano mette a disposizione dei suoi
associati:
Per
informazioni:
tel.
02.878700 – 02.8056704
fax
02.8900005
e-mail:
snag@confcommercio.it
“Siamo
in attesa dell’approvazione della legge regionale sulla sperimentazione”
racconta Luciano Cova, presidente locale dello SNAG di Trieste.
“Rispetto ai parametri concordati precedentemente sulle distanze sembra che ci
siano state delle modifiche ma non si sa ancora nulla di ufficiale. A Trieste
ci sono 244.000 abitanti e 375 punti vendita, quindi esiste già una buona
densità. I nuovi punti dovranno vendere tutte le testate, esattamente come le
edicole e non solo quelle che hanno più mercato. La distribuzione? Va bene, le
edicole più piccole soffrono però per le forniture eccessive di alcune testate
con poco mercato che creano scompensi a livello finanziario”.
“I
problemi non sono mai mancati qui. In particolare d’estate aumentano le
forniture di testate che non si vendono e calano quelle che hanno mercato” dice
Gianluigi Soru, fratello di Salvatore che è il presidente locale
SNAG.
“A
Oristano si verifica un certo calo della popolazione e per compensare la
relativa diminuzione delle vendite ampliamo l’orario di apertura che viene
prolungato dalle sei del mattino alle undici circa la sera.
Per
fortuna, noi, oltre ai giornali vendiamo anche i tabacchi”.
MONTECATINI: LA SPERIMENTAZIONE SI SENTE SULLE RIVISTE
“La
sperimentazione ha senz’altro portato via alle edicole una fetta di mercato,
quella relativa alle riviste” afferma Claudio Diolaiuti, direttore
dell’ASCOM di Montecatini Terme.
“Sono
pochissimi i bar che vi hanno aderito, mentre il supermercato sta, senz’altro,
dando più fastidio” aggiunge Silvia Nani, presidente SNAG locale.
“Ci
sono problemi a livello di distribuzione (come il fatto che d’estate il
distributore rifornisce con più copie le edicole posizionate vicino alle terme
penalizzando le altre) ma li stiamo affrontando e a settembre contiamo di
giungere ad accordi precisi che ci permetteranno di lavorare meglio”.
Nella
Val di Nievole ci sono problemi relativi ai quantitativi delle forniture
che, mentre nella grande distribuzione sono in abbondanza, risultano
insufficienti per le edicole.
“A
Montecatini il turismo è fluttuante e d’estate si verifica qualche problema con
alcune riviste perché le copie non bastano mai. È il caso delle testate più
vendute del tipo Sorrisi e Canzoni” aggiunge Diolaiuti.
“Poi
naturalmente ci sono gli stessi problemi diffusi a livello nazionale come la
distribuzione delle enciclopedie che però ultimamente nel caso della De
Agostini è decisamente migliorata”.
FOGGIA: FINALMENTE IL SERENO
“Abbiamo
trovato una nuova intesa con il distributore e, finalmente, i rapporti di
lavoro sono molto migliori” afferma Carmine De Ninno, presidente SNAG
locale.
“Stiamo
formulando accordi in anticipo sulle forniture estive e le ferie in vista
dell’estate in un clima di armonia. Devo dire che siamo riusciti a raggiungere
i nostri obiettivi.
La
sperimentazione? Un grande supermercato ha tolto un po’ di lavoro a tutti e
alcuni bar e tabacchi hanno portato via del mercato. Per questo alcune edicole
si lamentano, ma c’è una certa pigrizia nel denunciare le situazioni.
Stiamo
valutando se vale la pena inserire in edicola altre merceologie. Alcune già
vendono giocattolini e bigiotteria;
l’edicola si trova comunque a dover subire – anche in questo – la concorrenza
del supermercato e le sue offerte speciali.
Un
esempio per tutti: i Miti di Mondadori venduti al 50%. Per questo
l’edicolante fa fatica a credere di poter contrastare la sperimentazione
inserendo altri prodotti.
Perché,
che siano magliette, occhiali o altro, il cliente li troverà sempre a prezzo
più basso nei grandi centri commerciali. Ci sono poi articoli che si prestano
solo a vendite saltuarie, tipo le videocassette vergini che qualcuno ogni tanto
(ma comunque raramente) mi chiede. Di certo per vivere non si può far conto su
questo tipo di prodotti”.