L' ESPERTO RISPONDE            
A cura di Carlo Leopardo
COME ADEGUARSI AL “NUOVO”

 

 

PROPOSTE PER RIDARE DIGNITÀ AL PROPRIO LAVORO

Leggo con molto interesse la vostra rivista dedicata al nostro settore cui appartengo da pochi mesi. Ciò che più mi preme è sapere, visto che i vecchi edicolanti rispondono che certe cose sono sempre state così, se oggi non vi siano i presupposti per una maggiore compattezza di categoria pensando al “nuovo” che sta avanzando anziché vivere di rassegnazione nel proprio orticello!

Ma il segnale maggiore spetta ai Sindacati dal momento che il Contratto Nazionale è scaduto e la realtà e le esigenze attuali non sono più quelle degli anni Settanta/Ottanta.

Mi spiego meglio: l’edicolante non deve essere visto come una persona da “compatire” in quanto “carne da macello” che poverino passa tante ore dentro l’edicola a sacrificarsi. Ridate dignità a queste persone e vi faccio le seguenti proposte: visto il proliferare di moltissimi punti vendita aggiuntivi e dal momento che la gente legge meno e quindi non vi è più il reddito per una famiglia, non sarebbe possibile, e in modo ovviamente facoltativo, una riduzione d’orario?

Per esempio, effettuare una mezza giornata di riposo per consentire a persone sole come me di soddisfare le proprie esigenze come: acquisti, visite, dentista, ecc. Questo già avviene per tutte le altre categorie comprese le farmacie che, nonostante la loro utilità, ormai chiudono almeno due giorni alla settimana e un mese per le ferie estive. Se le edicole che si alternano alla domenica facessero lo stesso, per l’ulteriore mezza giornata, non si avrebbero perdite di incasso. Inoltre per motivi personali, e sempre facoltativamente, si potrebbero preventivare almeno altri cinque giorni per malattia o, perché no, anche per riposarsi e tirare il fiato ogni tanto!

Ritengo che se il Sindacato prendesse in considerazione la possibilità di esaminare queste proposte darebbe un segnale positivo a tutti coloro che, in particolare le nuove generazioni, non condividono più il fatto di lavorare molto per vendere sempre meno giornali.

Siete d’accordo? Attendo un vostro gentile riscontro in tempi brevi e vi ringrazio. Cordiali saluti.

R.F.

Non posso che condividere le sue riflessioni e i suoi suggerimenti. Ritengo abbia ragione quando dice che le esigenze attuali non sono più quelle di una volta; aggiungo anche che le caratteristiche del nostro lavoro, e del commercio in senso più generale, sono cambiate e continueranno a evolversi col passare del tempo grazie a una situazione ormai consolidata che è il “mercato globale”. Pare però che molti non se ne siano accorti e facciano fatica ad accettare la realtà dei tempi.

Se i componenti del panorama editoriale, giornalai ed editori con i rispettivi rappresentanti, prenderanno atto di tutto ciò si potrà arrivare, tramite un’adeguata mediazione, a una regolamentazione del settore in sintonia con le nuove esigenze.

Purtroppo chi non saprà adeguarsi potrà essere automaticamente espulso dal mercato.

 

PROPOSTE DI ABBONAMENTO A “PANORAMA”

Desidero sottoporre alla vostra attenzione un fatto singolare che mi ha visto protagonista. Nella corrispondenza giornaliera ho ricevuto due proposte di abbonamento a Panorama. Lo sconto che mi viene offerto ha dell’incredibile e mi domando se l’editore, sapendo che le copie da me vendute settimanalmente sono due, non voglia suggerirmi sottovoce di abbonarmi e vendere esentasse queste copie in modo da rendere più proficuo il mio lavoro. Cordiali saluti.

M. Staltari – Torino

 

Al momento attuale simili proposte di abbonamento, anche se legittime, sono immorali. La sua interpretazione sulla volontà dell’editore è maliziosa, perché non approfittarne?

 

VENDITA SPERIMENTALE IN UNA GRANDE STRUTTURA

Nella mia città in data 8/04/2000 è stato attivato un punto sperimentale su pressioni degli ispettori della Mondadori presso Iper Adriatico – Iper Mercato Pianeta via Gardone, 32 – Vasto (CH). La richiesta fatta al comune di Vasto è stata inoltrata dalla Conad srl di Monsanpolo (AP).

Chiedo: se la richiesta è stata fatta da un soggetto giuridico diverso e se è possibile che un altro soggetto giuridico con PI diversa possa attuare tale vendita? Faccio presente che il supermercato ha una superficie di 3.000 mq.

Vorrei sapere se è in contrasto con la circolare emanata dal Ministero dell’Industria il 21/3/2000 dove si afferma il principio che la grande distribuzione non può effettuare la vendita sperimentale (superficie massima 2.500 mq.). Grazie e saluti.

R. Boreave – Vasto (CH)

 

Ciò che lei mette in evidenza è già avvenuto per quanto riguarda, appunto, la grande distribuzione e le stazioni di servizio: la domanda per partecipare alla sperimentazione, di norma, è stata fatta dalla società capofila per conto delle sue filiali o dei gestori dei relativi punti vendita. Il suo legale potrà comunque essere più preciso giuridicamente anche se nutro seri dubbi su un esito a lei favorevole. In merito alla circolare 3482 del 21/3/2000 del Ministero dell’Industria, lo stesso Ministero in data 8/5/2000 ha emanato la circolare 3486/G avente per oggetto: Legge 13/4/1999 n. 108, nuove norme in materia di punti di vendita per la stampa quotidiana e periodica, circolare 3482 del 21/3/2000 che di fatto modifica la circolare da lei menzionata e che afferma che la sperimentazione può essere effettuata anche da una grande struttura di vendita.

 

PROTESTA PER VENDITA PORTA A PORTA

Già da tempo un edicolante di Udine consegna giornali e riviste in un circondario molto più vasto e distante dalla sua edicola in case private, ambienti pubblici, bar e ristoranti nei paraggi delle nostre edicole. Questo comportamento ci sembra molto sleale e lesivo nei nostri confronti visto che questa persona è anche rappresentante sindacale di categoria. Noi chiediamo se questo signore può vendere come sopracitato con le normative vigenti a livello nazionale e con l’ordinamento attuale del Friuli-Venezia Giulia.

Gradiremmo una risposta chiara a questo quesito. Grazie e distinti saluti.

M. Fontana – M. Gorasso

L. Micco – E. Pontoni – A. Romano

edicolanti di zona – Udine

 

L’Art. 14 della legge 5/8/1981 n. 416 dice: “(.) non è necessaria alcuna autorizzazione per la consegna porta a porta e per la vendita ambulante da parte di editori, distributori ed edicolanti” per cui quanto posto in essere dal vostro collega è legittimo e fa parte della normale concorrenza commerciale anche se capisco che vi possiate sentire lesi nei vostri interessi.

 

IL DISTRIBUTORE MENTE SUI RICHIAMI RESA

Gradirei una copia del Contratto Nazionale che regola e disciplina la vendita dei giornali e che prevede la normativa dei rapporti edicolante-distributore. Ho avuto discussioni con il mio D.L. circa i richiami resa; ne ha effettuato uno solo e, quando gli ho ricordato che ne doveva effettuare altri, mi ha risposto che secondo una nuova disposizione del Contratto Nazionale oggi se ne fa uno solo.

Tutto ciò è vero? Vi ringrazio anticipatamente e porgo distinti saluti.

E. B. – Caserta

demariaw@tin.it

 

La copia del Contratto Nazionale le è già stata inviata. Le affermazioni del suo distributore sono pura fantasia e non vi è alcuna nuova norma in proposito. I richiami resa possono essere uno o centomila e l’intelligenza, la correttezza e la serietà commerciale del distributore dovrebbero fare in modo che i richiami possano essere più di uno.

 

A PROPOSITO DI RESE

Vorrei cortesemente sapere come mai certe riviste non vengono richiamate in resa anche quando mi arriva il numero successivo della rivista stessa. Questo è un problema che devo affrontare con il mio distributore di zona oppure con qualcun altro?

Inoltre vorrei sapere quale sia il miglior programma per la gestione della rivendita con il computer e come si usa.

R.M. – Miglionico – (MT)

 

Una pubblicazione deve essere resa immediatamente all’uscita del numero successivo anche se non è stata richiamata, e il distributore locale DEVE accreditarla come resa. Ogni pubblicazione pagata immediatamente, a prescindere dalla sua periodicità, deve essere resa decorsi 30-40 giorni dalla sua uscita anche se il numero successivo non è ancora uscito. Ogni pubblicazione distribuita in conto deposito deve essere resa al momento della sua fatturazione anche se non richiamata in resa e il distributore locale DEVE accreditarle il relativo importo.

Per quanto riguarda i programmi di gestione informatica per l’edicola, ne abbiamo parlato più volte sui numeri precedenti di Azienda Edicola: li sfogli e troverà utili indicazioni in proposito. Tenga presente, tuttavia, che è in fase di sviluppo il progetto INFORIV con la collaborazione di editori, distributori locali e organizzazioni sindacali. INFORIV costituirà la RETE per la gestione informatica del settore distributivo edicole comprese. Veda su questo numero a pag. 11 e a pag. 34 quanto proposto e, comunque, potrà seguire l’evolversi del progetto, di volta in volta, sulle pagine del nostro giornale.

 

UNA GARA D’APPALTO AL RIBASSO INDETTA DAL COMUNE

Come è possibile che il comune di Viterbo, dove io abito e ho un’edicola, per la propria fornitura di quotidiani e riviste abbia indetto una gara d’appalto al ribasso, cioè con uno sconto sul prezzo di copertina? Un edicolante ha vinto la gara praticando uno sconto che non conosco. Non è scritto da qualche parte che dobbiamo vendere SOLO al prezzo di copertina? Grazie per la risposta e spero di non sollevare polemiche o guai vari.

P. G. – Viterbo

garraf@supereva.it

 

È legittimo che il Comune abbia fatto una gara d’appalto e fa parte della normale concorrenza commerciale il fatto che il suo collega partecipando alla gara abbia praticato un determinato sconto. Se estremizziamo il concetto, fatte salve le regolari registrazioni ai fini fiscali, lei potrebbe anche regalare i giornali, non esiste alcuna regola che lo vieti.

 

COME ELIMINARE LE RIVISTE INDESIDERATE

Vorrei sapere se è possibile farsi inviare dal distributore di zona solo le riviste che si desidera o eliminare automaticamente tutte le riviste che non si vendono come si può constatare senza ombra di dubbio dalle bolle di resa.

A. S. – Giardini Naxos (ME)

 

L’Art. 6 dell’Accordo Nazionale dice che ai rivenditori deve essere fornito un numero di copie necessario a soddisfare le loro esigenze di vendita; sarebbe, quindi, logico pensare che le pubblicazioni che non trovano diffusione nel suo punto vendita potrebbero anche essere eliminate. Poiché ogni lavoro deve dare la redditività necessaria al proprio sostentamento (regola costituzionale), qualora pubblicazioni in eccesso dovessero inficiare ciò, ritengo legittima la resa delle eccedenze per evitare sofferenze economiche al punto di vendita.

 

I GIORNALI ARRIVANO TROPPO TARDI

Nel febbraio del 1999 ho rilevato un’edicola tabaccheria ed è esattamente da allora che mi batto perché ricevo i giornali tra le ore 9 e le 10,30 del mattino. L’agenzia fornitrice mi dice che non può risolvere il problema in alcun modo, ma io non posso e non voglio continuare a lavorare così. Anche noi in montagna abbiamo il diritto di vendere e di leggere, ma esporre i giornali alle 10,30 significa vendere la metà di quanto si potrebbe.

S. C. – Roure (TO)

 

Sarà contattata dai rappresentanti dello SNAG provinciale di Torino che cercheranno di aiutarla a risolvere il problema.

 

A QUANDO IL BANCO LOTTO?

Sono un’edicolante con la licenza dei tabacchi nel centro storico di Pordenone. Ho fatto richiesta per il Banco Lotto nel febbraio 2000, ma non mi è stato concesso. Vorrei sapere quando potrò avere questo diritto visto che nel corso dove è ubicato il mio negozio non c’è alcun Banco Lotto e, a partire dal mese di luglio 2000, verranno soppresse le marche atti giudiziari perché si pagheranno con la Lottomatica.

Mi domando se ci saranno tabaccai di serie A e di serie B. Confido in una vostra risposta.

A. Migotto – Pordenone

 

Non so se esistano tabaccai di serie A o di serie B; purtroppo non sono in grado di darle una risposta riguardo il suo problema e, quindi, le suggerisco di rivolgersi alla FIT (Federazione Italiana Tabaccai), al Ministero delle Finanze o alla Lottomatica, enti che potranno darle delle risposte.

 

IL PACCO DELL’INSERTO DIMENTICATO

Vi racconto ciò che mi è successo con Io Donna l’inserto del Corriere della Sera che esce il sabato. L’autista si è dimenticato di consegnarmi un pacco di inserti, ho telefonato per segnalare la mancanza ma terminato il primo pacco sono stato costretto a vendere solo il quotidiano a L. 1.500 e non è la prima volta che succede (.). NON FIRMO per non essere riconosciuto. Ringrazio e porgo distinti saluti.

Lettera non firmata

 

Come già ribadito da queste pagine non rispondo più a lettere non firmate. Se il lettore non vuole comparire non ha che richiederlo. Sugli scorsi numeri di Azienda Edicola abbiamo pubblicato i riferimenti telefonici di quotidiani, settimanali e mensili: non è quindi difficile contattare i relativi uffici diffusione.

 

PAGAMENTO OBBLIGATORIO CON ASSEGNO CIRCOLARE

Ho iniziato l’attività nel dicembre 1999. Uno dei due fornitori di materiale editoriale rifiuta gli assegni bancari a fronte delle forniture e minaccia di sospenderle. È un’imposizione che adotta solo nei miei confronti e non con gli altri edicolanti della zona compreso mio fratello. Non ho mai trascurato i pagamenti e, non potendo avvalermi di aiuti esterni, ho chiesto di poter controllare nello stesso giorno l’estratto conto e fare l’assegno senza abbandonare l’edicola. Come posso fare per non subire tale angheria?

A.M. Sangermano – Taranto

dnpfhg@tin.it

 

Anche se biasimevole, è tuttavia legittimo che il suo fornitore non accetti assegni bancari ma solo denaro contante. Non le consiglio di adottare questa forma di pagamento a mezzo di altre mani perché si potrebbero verificare cose spiacevoli come sparizioni, furti, smarrimenti, ecc.. L’assegno circolare è ancora la forma migliore di pagamento e le consiglio di contattare la sua banca che, penso, sia in grado di recapitarle gli assegni circolari che richiede. Ritengo, comunque, sia legittimo che dalla consegna dell’estratto conto ci sia un intervallo di 24 ore per i necessari controlli.

 

PICCOLI PROBLEMI CHE DIVENTANO ENORMI

Cara Azienda Edicola,

ti leggo con piacere da dieci anni e devo dire che mi sei di aiuto e conforto perché vedo che i problemi miei sono anche di quelli di quasi tutti i miei colleghi. Tutto ciò però mi lascia perplesso perché essendo i quesiti che vi vengono proposti sempre gli stessi traggo la scoraggiante conclusione che sono irrisolvibili, almeno singolarmente. A questo punto mi chiedo quando, come categoria, saremo in grado di risolvere una volta per tutte quei piccoli problemi (che data la loro quotidianità diventano enormi) di cui vi faccio alcuni esempi:

Credo che la forza di un sindacato non si misuri solo in base agli accordi nazionali raggiunti, ma soprattutto nella capacità di farli poi rispettare.

Ringraziandovi per la vostra collaborazione, porgo distinti saluti.

A. Antonini

Valeggio sul Mincio (VR)

 

È vero che molti problemi sono comuni a tutti i giornalai, non è vero però che non possano trovare una soluzione. Certo, i piccoli problemi esisteranno sempre, l’importante è che non si trascinino nel tempo perché altrimenti, come lei dice, un piccolo problema diventa un grande problema. Ho più volte ripetuto che il Sindacato non è un’entità astratta che tutto può. Sindacato vuol dire partecipazione, e dove c’è partecipazione e collaborazione fra colleghi, mi creda, è più facile ottenere risultati. Per fare ciò, soprattutto in un momento di grandi cambiamenti nei settori commerciali, è necessario anche cambiare mentalità e cercare di proiettarsi nel futuro. Occorrono meno individualismo, meno vittimismo, più partecipazione perché la capacità di farsi rispettare deve partire anche dalla base.

 

IL DISTRIBUTORE NON VUOLE CONSEGNARE UNA COPIA DEL CONTRATTO

Sono un edicolante giovane alle prime armi con l’editoria. L’agenzia di distribuzione locale mi aveva promesso che, al termine delle pratiche burocratiche, licenza e intestazione bolla, mi avrebbe consegnato una copia del contratto. Dopo averne fatto più volte richiesta mi ha risposto che non intende assolutamente inviarmi alcuna copia.

V. Soldano – Cerignola (FG)

 

QUALI CONSEGUENZE PER UN CONTRATTO NON FIRMATO DAL DISTRIBUTORE?

Appena rilevata l’edicola, meno di due anni fa, il distributore mi ha fatto firmare un contratto di cui non ho mai ricevuto copia (il titolare era assente e avrebbe firmato successivamente).

Cosa mi posso aspettare in caso di problemi con il distributore non sapendo nei dettagli che cosa ho firmato?

GRE.GIA.MOR – Foggia

g.ruggiero@isnet.it

In nessun caso, in sede locale, possono essere raggiunte intese né per la prevalenza di pattuizioni sulle norme del vigente Accordo Nazionale per la vendita dei giornali quotidiani e periodici né di carattere economico su istituti per i quali l’Accordo Nazionale non prevede onerosità.

Ciò significa che non sono ammesse spese di gestione, servizio, portatura e altro. In molti casi si è verificata un’estorsione del consenso in quanto l’edicolante firma il contratto sottopostogli dal distributore perché altrimenti non può essere messo in condizioni di esercitare la propria professione (anche se possiede già tutte le licenze compreso ovviamente il parere favorevole della FIEG).

Se il vostro caso ricade in quanto sopra esposto e, soprattutto, se vi sono state richieste somme di denaro a vario titolo (spese di gestione, servizio, portatura, ecc.) vi consigliamo nel frattempo di continuare a pagare le “quote di servizio” perché c’è il rischio della sospensione delle forniture da parte dell’agenzia e inviare allo SNAG – Via S. Sisto, 3 – 20123 MILANO una copia di un estratto conto in cui sia evidenziata la somma indebitamente pagata.

Questo documento sarà trasmesso alla FIEG che interverrà presso il distributore per intimargli la sospensione immediata del contratto e la restituzione di quanto illecitamente incassato dalle rivendite. In ogni caso una copia di ogni contratto deve essere consegnata ai firmatari e fa molto riflettere il fatto che ciò non sia avvenuto. Vi consiglio di non firmare mai nulla senza prima aver letto e capito perfettamente quanto deve essere sottoscritto.

 

UN’OTTIMA IDEA DA COMPLETARE

Sui n. 5 e 6 dello scorso anno di Azienda Edicola avete pubblicato i numeri telefonici dei settimanali e dei quotidiani (finalmente un’ottima idea!!), ora però ci vorrebbero i numeri telefonici delle “enciclopedie” come Hobby & Work – Fabbri – Peruzzo, ecc. Sarebbe ancora meglio se istituissero un servizio arretrati come la De Agostini. Grazie e distinti saluti.

N. Mazzarisi – Udine

 

Su questo stesso numero a pag. 26 troverà alcuni indirizzi e–mail.

Purtroppo il servizio arretrati organizzato dalla De Agostini, che tanto successo sta riscuotendo, è un’operazione assai complessa e richiede una grande organizzazione. Ci auguriamo che altri editori, interessati a soddisfare i loro lettori (e ad aumentare il proprio fatturato) si diano da fare in questo senso al più presto.

 

IN AGOSTO UNA SETTIMANA ALLA SORELLA

Sono titolare dell’unica edicola presente in paese e non potendo chiudere per ferie ho pensato di farmi sostituire da mia sorella per una settimana nel mese di agosto. Cosa devo fare per essere in regola? Mi verrà a costare molto? Attendo una vostra gentile risposta.

S. R. – Palazzolo V.se – (VC)

 

Visto che la sua rivendita non chiude, non ha alcun obbligo a cui ottemperare.

 

SOPRAVVIVERE ALLA PREPOTENZA

Dal momento che siete rimasti gli unici interlocutori, desidero porvi un altro quesito. La situazione riguarda il contenzioso in essere tra la mia società e il distributore locale. Mi sono ormai fatto l’idea che non ci sono possibilità sul piano del riconoscimento dei miei diritti.

La mia società, infatti, è titolare di una licenza commerciale che mi dà il diritto di vendere giornali e riviste. Se qualcuno (in questo caso il distributore locale) lede questo mio diritto, cosa devo fare per poterlo esercitare?

In qualsiasi altra attività commerciale se un fornitore, per qualsiasi ragione giusta o sbagliata che sia, decide di non volermi fornire i propri prodotti, non mi nega il diritto di continuare a vendere, ma mi obbliga ad acquistare da altri fornitori.

E nel mio caso? Perché io non posso acquistare da altri fornitori se è vero che non esiste il monopolio sui giornali? Se è vero che il mio rapporto commerciale è con gli editori, perché questi ultimi non possono provvedere a farmi avere i giornali?

            Lettera Firmata

 

Non è il distributore locale, ma la Federazione Italiana Editori Giornali che decide sull’attivazione delle forniture ai possessori di licenza commerciale per la vendita di giornali e riviste. È quindi alla FIEG (Via Piemonte, 64 – 00187 ROMA – tel.06/4881683 – fax 06.4871109) che deve indirizzare la sua richiesta di fornitura. Se lo ha già fatto e ha ricevuto risposta favorevole il distributore locale deve fornirla e qualora si rifiutasse invii la sua protesta alla FIEG. Se invece non ha ancora fatto richiesta, lo faccia, sempre indirizzando alla FIEG. In ogni caso lei potrebbe fare istanza anche all’Autorità garante della concorrenza che potrebbe ravvisare posizioni dominanti sul mercato.