Fideiussioni, spese extra e cattivi
abitudini. I distributori non vogliono rispettare l’Accordo e sono sordi alla
Commissione 5.
Esiste
un accordo e non viene rispettato” quante volte dal telefono di Azienda Edicola
abbiamo sentito questa frase? Edicolanti e sindacalisti ce l’hanno ripetuta
infinite volte e per svariatissimi motivi. Non rispettare l’Accordo è, in
alcune piazze, una prassi.
Lo
sanno bene anche la FIEG e l’ANADIS. Il 19 luglio scorso, presso la sede
della Federazione Italiana Editori Giornali, si è riunita la Commissione
Nazionale ex art.5 per esaminare il seguente tema: “Verifica sul territorio
dell’osservanza delle norme contenute nell’Accordo nazionale e delle
risoluzioni approvate dalla Commissione da parte delle imprese e strutture
associate alle parti componenti”.
In
questa riunione la Commissione ha preso atto che, fatta eccezione per le
intenzioni comunicate dal distributore Menta di Fidenza, le imprese di
distribuzione locale che tuttora avanzano pretese scorrette circa le richieste
di garanzie (fideiussioni) e di importi che non trovano riscontro nell’Accordo Nazionale
non intendono fornire alcuna assicurazione di volere applicare la normativa
vigente.
Nei
prossimi giorni la Commissione si riunirà nuovamente al fine di verificare
dettagliatamente la situazione sul territorio. A questo proposito le OO.SS
intendono segnalare singoli casi di sospetta violazione delle norme del vigente
Accordo Nazionale e delle risoluzioni di Commissione, indicando punto di
vendita, distributore locale interessato e il problema.
La
Commissione, nella riunione del luglio scorso ha ritenuto utile accertare il
ruolo dell’ANADIS, verificando la sua piena rappresentanza nonché la potestà
dell’Associazione di intervenire nei confronti delle imprese associate al fine
di sollecitare l’applicazione della normativa contrattuale nazionale.
hi
pensa che l’Accordo Nazionale non sia rispettato soprattutto al Sud si sbaglia.
E se non ne è convinto può farsi un giro a Bassano del Grappa, in
provincia della nordicissima Vicenza.
“Qui
i due distributori (uno in particolare) sono soliti da tempo imporre alle
edicole la prassi irregolare della fideiussione bancaria” spiega Giangiuseppe
Moschini, presidente SNAG di Vicenza. “Chiedono dai 10 ai 20 milioni di
garanzia: gli edicolanti sono così obbligati a rivolgersi agli istituti bancari
che si impegnano a intervenire per queste cifre in caso di loro inadempienza.
Naturalmente però non lo fanno gratuitamente: ci sono colleghi che pagano alla
banca anche mezzo milione all’anno per la fideiussione”.
Ogni
edicolante ha chiesto ai distributori la restituzione delle fideiussioni. Non
avendo ricevuto alcuna risposta, la questione è stata sottoposta con relativa
documentazione al sindacato nazionale e quindi portata in Commissione 5.
La
FIEG, presenti anche i rappresentanti dei distributori, ha intimato di
sospendere immediatamente questa pratica ma,
fino a luglio, non c’era stato ancora alcun risultato. Nel frattempo tra
intimidazioni e mancate risposte sono passati circa 8/10 mesi.
“Noi
però continuiamo a combattere” dice il presidente “sicuri che a vincere sarà la
Legge”.
Ma
la fideiussione non è l’unica cattiva abitudine di questi distributori: “Non si
può fare resa anticipata di merce che di “editoriale” non ha neppure la carta,
né intervenire per livellare la merce in eccesso destinata al macero, ...ma che
ha sbagliato strada.
E,
ancora più grave, i distributori applicano spese extra per il trasporto quando
devono consegnare poca merce”.
Insomma
un inferno. Auguriamo agli edicolanti di Bassano di vincere la loro legittima
battaglia.
Per
informazioni: SNAG – Vicenza
Giangiuseppe
Moschini
tel.
0444/535505.
E.P.