DOMENICA SENZA CONSEGNE

 

Settimo Milanese, 25 Giugno 2000

 

• Spett. SPEDISERVICE – Pero

e per conoscenza:

• Spett. FIEG – Milano

• Spett. SINAGI

• Spett. SNAG-Confcommercio Milano

• Spett.le Azienda Edicola

 

La presente per segnalarvi la mancata consegna dei quotidiani nella giornata di domenica 25 giugno 2000 da parte dell’agenzia Spediservice.

Questo disservizio, che si verifica puntualmente durante le aperture domenicali, si aggiunge ai quotidiani disservizi.

Abbiamo inviato segnalazione di apertura dell’edicola, che si trova nel centro commerciale di Settimo Milanese, e pertanto soggetta alle aperture domenicali in funzione dell’apertura del centro stesso. Con fax in data 5.6.00 alle ore 16.12, abbiamo segnalato l’apertura domenicale; successivamente in data 21.6.00 alle 15,30 abbiamo “ricordato” telefonicamente ai vostri uffici l’apertura. Da parte del vostro responsabile abbiamo avuto la conferma.

Oggi alle ore 8.00 abbiamo telefonato segnalando la mancata consegna dei quotidiani, abbiamo avuto assicurazione che erano in consegna; sono seguite altre telefonate fino alle ore 9.00, sempre con l’assicurazione dell’imminente consegna.

Dopo le ore 9.00 al telefono non ha risposto più nessuno.

Ci preme sottolineare che questo disservizio avviene sempre nelle aperture domenicali, nonostante la nostra “brutta” abitudine di inviare preventivamente fax e fare telefonate a titolo di promemoria. Inoltre alla domenica quando, vi ricordate di consegnare i quotidiani, gli stessi vengono lasciati fuori dalle casse alle intemperie e alla mercé di tutti.

(Seguono tutta una serie di lamentele sull’impossibilità di comunicare telefonicamente con l’agenzia – ndr). Per non parlare del personale utilizzato per la consegna, letteralmente ingiudicabile: sempre più spesso vediamo persone che a stento riescono a dialogare, non conoscendo la nostra lingua, mandate allo sbaraglio senza la minima conoscenza, per esempio delle vie dove sono ubicate le edicole. Chiudo con una provocazione, rivolta alle associazioni in indirizzo: ma perché in tempo di privatizzazioni, libero mercato, ecc. ecc., noi edicolanti che ormai siamo impresa di noi stessi, non possiamo sceglierci l’agenzia di diffusione che professionalmente o per simpatia ci garba?

Dalla Spediservice invece esigo una immediata risposta del perché non sono stati consegnati i quotidiani e avvengono i succitati disservizi.

Dalle associazioni in indirizzo, in particolare dalla Federazione Italiana Editori Giornali richiedo un intervento nei confronti della Spediservice.

Distinti saluti.

Edicola, Libreria Ricev. Silo.Or. Achille Radaelli

 

 

LE COPIE OMAGGIO DELLA STAMPA LE VENDONO A ME

 

Torino, 2 giugno 2000

 

• Spett. La Stampa

e per conoscenza

• Sinagi – Roma

• Azienda Edicola – Milano

 

Con la presente invito a riflettere su ciò che è successo in data odierna nella mia edicola. Riassumo in breve i fatti: Questa mattina, tutti gli abituali clienti della mia edicola sono stati gentilmente omaggiati presso la loro abitazione, di una copia di La Stampa.

Ma secondo voi, è giusto eseguire una massiccia distribuzione a tappeto senza neanche avvisare gli edicolanti di zona? Ciò ha comportato dei problemi:

a) Vi è stata una grave perdita in quanto non si sono venduti né i quotidiani né le riviste potenziali trascinate durante l’acquisto del giornale.

b) Si è creata una situazione di disagio reciproca tra me e i clienti, dal momento che La Stampa non gli ha regalato anche l’inserto settimanale Torino sette del venerdì.

Sono venuti a chiederlo in edicola dicendo: La Stampa l’ho trovata in buca, lei mi può dare Torino Sette? E noi cosa avremmo dovuto rispondere: “Se lo faccia inviare da La Stampa!!”.

Alcuni clienti già abbonati, si sono visti recapitare un’ulteriore copia e hanno tentato di rivenderla a me scontando un’altra rivista!!??

Quindi il mio giudizio è che determinate iniziative si possono fare, ma senza ledere i diritti di chi:

– È presente 13 ore al giorno in edicola per circa 340 giorni all’anno senza permessi, la domenica e anche malato!!

– I giornali e le riviste sono al minimo storico di vendita: basta uno sciopero o un qualsiasi motivo per non portare la gente in edicola e per noi è la fine!!

E se domani, cara La Stampa non avessi più la nostra collaborazione:

– non eseguendo più abbonamenti

– non esponendo la vostra locandina

– nascondendo le copie del vostro quotidiano?

Ma dobbiamo proprio metterci a fare “La guerra dei poveri”?

Il sindacato se esiste dia un segnale prezioso, noi non siamo carne da macello! Distinti saluti.

Renato Filoramo

 

 

ENCICLOPEDIE... UN VERO DISASTRO!

 

Frascati (RM), 20 marzo 2000

 

• Carissimi amici di Azienda Edicola,

 

sono un’edicolante vostra affezionata lettrice. Vi adoro! (Grazie davvero – ndr). È già la seconda volta che vi scrivo e nella prima occasione ero rimasta soddisfatta dei tempi di “risposta”.

Gestisco insieme al mio ragazzo un’edicola sulla quale abbiamo puntato tutti i nostri risparmi e così siamo interessati a portarla avanti nel migliore dei modi, anche perché è l’unico nostro introito.

E ora passiamo al motivo della mia lettera.

(...) Vi propongo una bella gatta da pelare: le ENCICLOPEDIE. L’unica che si salva per ora è la De Agostini, ma con le altre è un incubo: le copertine non sono mai sufficienti, saltano i numeri, è un problema avere le sostituzioni, tanta pubblicità per lunghi periodi per pochissime irrisorie copie a disposizione (leggasi Fabbri e Hobby & Work).

Ma insomma vogliono o non vogliono lavorare?

Perché gli editori devono far stufare il lettore?

Perché non comunicano l’esatta durata dell’opera e spesso la protraggono?

Perché devono essere tanto prolissi?

Perché nel caso delle enciclopedie a libri, a CD, a VHS il lettore è obbligato a prendere tutti i numeri pena la sospensione della fornitura?

Insomma, non è che questa roba venga regalata e può anche capitare che un libro di un certo autore, o su un pittore, o una VHS, uno già ce l’abbia o non gli interessi...

E su questo argomento ne avrei a bizzeffe.

E noi qui continuiamo a stare fra l’incudine e il martello e sembra che a nessuno importi trovare la soluzione del problema.

Continueremo a tirare avanti: per me è tutto quello che ho, per altri è un lavoro che si tramanda da generazioni, per altri è passione e chissà cos’altro.

Paola e Giorgio

 

 

IL TRAVASO C’È, MA NON SI VEDE

 

Foggia, 28 aprile 2000

 

• Spett.le Azienda Edicola,

 

di recente ho inviato alla sede nazionale dello SNAG gli E/C relativi ai mesi di ott/nov/dic 1998 e 1999 per un travaso di vendita tra la mia edicola e un punto sperimentale.

Secondo i calcoli fatti dalla organizzazione sindacale, confrontando gli E/C dei due periodi, il calo di vendita è di circa il 2,8%, una percentuale sicuramente esigua per essere presa in considerazione.

Mi rendo conto che questo è il sistema di valutazione adottato dalla commissione paritetica, ma tengo a sottolineare che, a mio parere, è un mezzo di valutazione piuttosto superficiale perché non vengono considerati gli incrementi di vendita avuti nel periodo 1999 dovuti agli inserti di Repubblica e del Corriere della Sera e, soprattutto, non viene considerato che sulle bolle dei quotidiani vengono addebitate pubblicazioni come Guide Italia Oggi, Guide Operative del Sole 24 Ore, Vhs, Cd-Rom e Cd Musicali editi da Repubblica, Corsera e Gazzetta dello Sport; pubblicazioni queste che, se vendute, visto l’elevato prezzo di copertina (da lire 7.000 a lire 30.000 cad.) portano a un notevole aumento del fatturato, tutti prodotti che un punto sperimentale probabilmente non riceve e, quindi, non vende.

Valutando quanto sopra si evince chiaramente che, nel mio caso, confrontando la media di vendita delle singole testate del periodo 98/99 e comparando le perdite con le copie vendute dal punto sperimentale, vi è un effettivo travaso di vendita.

Infatti, prendendo in considerazione solo la testata giornalistica locale, si rileva che nel 1998 vendevo circa 50/55 copie giornaliere della Gazzetta del Mezzogiorno, mentre ora ne vendo circa 30. Le copie di differenza sono 20/25, che corrispondono a quelle vendute dal punto sperimentale.

Rispetto dunque alla mia media giornaliera la perdita è intorno al 50% ben diverso dal 2,8% riscontrato attraverso la differenza degli E/C.

Nell’interesse della categoria, non sarebbe più opportuno rivedere il sistema di valutazione adottato dalla commissione, affinché siano valutate in maniera approfondita le eventuali segnalazioni di perdite/travasi visto che, come in questo caso, il travaso c’è ma non si vede?

Raffaele Pacini

 

 

PERCHÉ SENZA RISPOSTA

 

Torino, 5 marzo 2000

 

Oggi giornata quasi del pedone, lavoro in un’atmosfera di completo relax, leggo Azienda Edicola (n. 1/00 – ndr) e decido di compilare il questionario e rifletto...

Dato che la rivista non può, e non deve, risolvere i problemi di ognuno dei componenti della nostra categoria (articolo a pag. 6 e seguenti) ma solo evidenziarli e renderli pubblici, mi chiedo:

a) perché la fornitura dei giornali in questo ultimo periodo è aumentata in misura esponenziale?

b) Perché La Stampa (quotidiano) arriva a fare concorrenza a se stessa?

c) Perché gli editori non abbonano i loro lettori con i “carnet edicola” (esempio: Motociclismo, ecc.) cosa bella per tutti?

In attesa di vedere esposte al pubblico ludibrio queste domande, e magari, vedere le risposte, invio i più calorosi saluti.

Massimiliano Staltari

maxstalt@ciaoweb.it

 

 

 

A PROPOSITO DI PORTATURA

Nelle risposte pubblicate nei numeri 5 e 6 / ’99 di Azienda Edicola, rubrica L’esperto risponde, riguardo alla Portatura non va mai pagata, viene più volte affermato che “...nulla è dovuto... la portatura non va mai pagata... ogni addebito da parte del distributore è da considerarsi abusivo...”.  Evidentemente, si dà per scontato che ovunque si sia adottato il sistema di trasporto a cura dell’editore, franco punto vendita, con trattenuta dell’1% sull’aggio.

Come noto ai più, l’Accordo Nazionale prevede che il rivenditore paghi il trasporto delle pubblicazioni al suo punto vendita con la trattenuta dell’1% sull'aggio a esso spettante.

Ma con l’entrata in vigore dello stesso Accordo, si consentì alle piazze di distribuzione di scegliere questo sistema di pagamento o di mantenere quelli in uso.

Nella nostra piazza di distribuzione (Udine) si decise di conservare il sistema di trasporto franco agenzia, con spese di trasporto regolate a parte, con fattura emessa dal trasportatore o apposita voce di addebito in estratto conto.

A fronte di queste fatture o voci a debito in estratto conto, non vi è, quindi, la decurtazione dell'1% dell’aggio spettante alle rivendite.

Questa precisazione è neccessaria per evitare di indurre in errore chi ignora che altrove vige la trattenuta dell’1% sull'aggio spettante ai rivenditori.

Daniele Zulian

SNAG-Confcommercio – Udine