Miliardi investiti in pubblicità, bellissimi modellini che arrivano dall’altra parte del mondo, l’impossibilità di fare previsioni certe di vendita, sono solo alcune delle molte caratteristiche dell’universo “collezioni”.
Di Elena Pizzetti
Dai
trenini
alle battaglie, dalle bambole alle automobiline alle nuove tecnologie
informatiche. Passando per le città, gli artisti e le lingue del mondo. Il
mercato dei collezionabili sembra inesauribile: una raccolta a fascicoli può
infatti essere progettata per qualsiasi hobby o argomento dello scibile. Così
nascono collezioni per bambini, ragazzi, donne più o meno giovani, uomini di
tutte le età, gusti e professioni.
Ma
attenzione: come è accaduto per i femminili con l’ingresso sulla scena di D e
Io Donna, anche i collezionabili hanno pesantemente risentito dei fascicoli
allegati ai quotidiani, spingendo gli editori a scelte diverse dal semplice
prodotto cartaceo che oggi affianca, invece, una ricca e curata gadgettistica
spesso costituita da modellini di ottima qualità e da oggetti collezionabili
provenienti dalla Cina e dintorni.
Le
collezioni sono poi, spesso, articolate in diverse edizioni per soddisfare
tutte le esigenze, come accade per i prodotti Fabbri: solo fascicolo, fascicolo
+ VHS, solo VHS, CD-rom, ecc..
E
senza obbligo di continuità: gli editori affermano di non obbligare il lettore
ad acquistare tutti i numeri delle collane. Con qualche eccezione concettuale:
“Non editiamo opere monografiche, bensì corsi di informatica, Internet ed
elettronica che hanno un senso solo nella loro unitarietà” dice Roberto
Pancaldi direttore editoriale di Jackson Libri.
Secondo
i dati forniti dagli editori, i collezionabili rappresentano il 10% del mercato
della stampa.
Si
tratta però di un settore che dà molti grattacapo ai rivenditori: arretrati
introvabili, copie insufficienti, primi numeri esauriti troppo presto e
sospensione delle forniture sono tra i problemi più diffusi che sottraggono
copie alle vendite.
Di
contro il battage pubblicitario, soprattutto prima dell’uscita, è in genere
considerevole con campagne promozionali articolate su TV nazionali e locali,
radio e giornali, sia quotidiani sia periodici, locandine, ecc.
QUALCOSA STA CAMBIANDO
Se
da un lato continuano le lamentele degli edicolanti, per una situazione che
all’apparenza sembrerebbe ormai cronicizzata, dall’altro c’è stato un
intervento che ha risolto molti problemi: la De Agostini ha creato il primo
servizio arretrati on-line.
“Il
servizio è nato nel settembre ’99 e nel marzo 2000 ha raggiunto copertura
nazionale” spiega Silvia Riccardi della Divisione Collezionabili De Agostini.
“La risposta degli edicolanti è stata molto positiva: più di 15.000 giornalai
si sono rivolti ad Arretrati on-line e il 5% delle richieste arriva via
e-mail”.
Grazie
a questo nuovo servizio per il 2000 la casa editrice di Novara stima di vendere
400.000 copie, esattamente il 100% in più rispetto agli anni passati.
Attualmente sono in corso ben 120 collane, ciascuna composta in media da 60
numeri.
Ma
le altre case editrici non stanno certo a guardare: la De Agostini ha aperto
una strada che
presto anche altri editori intendono percorrere all’insegna di
una maggiore efficienza per tutti.
“È
un servizio molto intelligente e funzionale” commenta Angelo Fossati,
responsabile Diffusione Fabbri. “Entro poco tempo realizzeremo un servizio
simile con qualche innovazione”.
“È
sicuramente positiva la strada che può conciliare due esigenze apparentemente
antitetiche: centralizzazione, decentrata, degli arretrati sulla distribuzione
e contatto diretto dell’editore con il cliente” afferma Roberto Pancaldi,
direttore editoriale Jackson.
E
pareri positivi vengono anche da Hachette Italia.
MEPE
(Messaggerie Periodici) per Del Prado sta studiando un call-center (centralino
specializzato) che funzionerà sia via e-mail sia telefonicamente per ridurre i
tempi di attesa degli arretrati dagli attuali 45 a 8 giorni.
Al
call center si potranno rivolgere sia gli edicolanti sia i clienti che
riceveranno a loro nome, in edicola, tramite DL (Distributore Locale) il
materiale richiesto.
IL PROBLEMA DELLE COPIE INSUFFICIENTI
Purtroppo si
verifica spesso la seguente situazione: i primi numeri sono super pubblicizzati
ma le copie non bastano. “Questo problema potrebbe essere superato aumentando
le capacità diffusionali del Distributore Locale” suggerisce Angelo Fossati,
Fabbri. “Da tempo siamo impegnati in questo campo. Nei prossimi mesi installeremo
presso i DL un “programma di diffusione” (è un progetto esclusivo RCS
Libri)
che, soprattutto per i primi numeri, permetterà di ottimizzare la diffusione
inviando le copie dove sono necessarie evitando, così, che ci siano punti
vendita esauriti e altri con resa”.
“Il problema delle
copie insufficienti fornite alle edicole potrebbe essere ovviato con un attento
studio del mercato” aggiunge Paola Tincani, direttore Hachette Italia.
Ma c’è anche
un’altra situazione che si verifica spesso: al terzo numero le copie non
arrivano più. Dove sta l’inghippo?
“È difficile
individuare la tiratura ottimale e il problema si presenta con il secondo
numero: in genere il taglio della tiratura è nell’ordine del 40% ma il
Distributore Locale non sa con esattezza dove si sta vendendo, le edicole che
hanno esaurito e quelle che hanno ancora copie, così questo taglio può
sacrificare dei punti vendita” dice Lorenzo Mauri, direttore marketing
Messaggerie Periodici distributore nazionale di Del Prado, editore di Madrid.
“Con un futuro collegamento telematico tra edicola e DL la situazione diventerà
più monitorabile. Naturalmente il numero della tiratura dipende molto dal tipo
di opera e dal costo: i quotidiani hanno introdotto i collezionabili a
fascicoli, spingendo gli altri editori, specializzati in questo settore, verso
prodotti che al cartaceo uniscono anche un “oggetto da collezione”
(aereoplanini, automobiline, statuette del presepio, ecc..). Questi oggetti,
anche se realizzati in paesi dove il costo del lavoro è inferiore all’Italia,
hanno, comunque, costi molto alti perché puntano sempre ad avere un ottimo
livello di qualità. Le statuine di resina colorate del Presepio, per esempio,
hanno un valore commerciale di 30.000 lire l’una; chiaramente non è il prezzo
del fascicolo. Per questo motivo le rese hanno, per noi, costi elevatissimi:
meglio allora sacrificare delle vendite piuttosto che trovarsi con troppe rese.
Inoltre è proprio la tipologia di questi prodotti che causa rallentamenti nella
possibilità di ristampe: occorre una gestione extra-nazionale, ci sono i
trasporti da considerare, i tempi si allungano e i clienti si disaffezionano
rinunciando alla collezione.
Ma c’è anche un
terzo punto da valutare: può capitare che uno stesso editore esca in più di un
paese europeo contemporaneamente con la stessa opera (anche se tradotta, i
gadget sono gli stessi) e questo diminuisce la disponibilità dei rifornimenti.
Nel mercato dei collezionabili l’Europa è una grande scacchiera e anche le
rese, spesso, viaggiano da un paese all’altro”.
Il crollo delle
tirature è soprattutto un crollo delle vendite: “Varia da prodotto a prodotto,
da zona a zona, da distributore locale a distributore locale, da rivendita a
rivendita” spiega ancora Fossati. “Il nostro sforzo è adeguare i servizi alla
realtà che si materializza dopo ogni giorno di vendita. Essenzialmente è un
problema di informazione che deve circolare rapidamente attraverso la catena
distributiva: Editore, Distributore Locale, Rivendita e viceversa”.
E le ristampe
veloci?
“Nel caso di vendite
eccezionali o di sotto-tiratura del numero uno effettuiamo ristampe veloci, ma
in genere questo problema non si presenta” afferma Roberto Pancaldi, Jackson
Libri.
Tra il primo numero
e i successivi c’è comunque un calo delle tirature che, nel nostro caso
corrisponde al 50%”.
DURATA INCERTA
Gli
edicolanti lamentano poca chiarezza nella durata delle opere che spesso vengono
protratte senza avviso. Gli editori però dichiarano il contrario.
“La
durata dell’opera viene annunciata all’inizio della collana ed eventuali
aggiornamenti sono inseriti se i contenuti dell’opera lo richiedono” spiega
Silvia Riccardi della De Agostini.
“Comunichiamo
alle edicole e ai lettori l’esatta durata dell’opera che viene protratta in
base alle richieste pervenuteci” ribadisce Paola Tincani, Hachette Italia.
“Può
capitare che, a fronte del successo di vendite, si cerchi di offrire una nuova
opportunità al lettore per una raccolta più completa” dice Angelo Fossati,
Fabbri. “La collana dei film di Totò
era inizialmente composta da 48 film.
Siamo riusciti ad acquistare i diritti per altri 20 titoli e li abbiamo
offerti”.
E
anche per Del Prado, La casa delle bambole è passata da 100 a 125 uscite mentre
Luce sulla Storia dell’Istituto Luce (distribuita sempre da MEPE) ha cavalcato
la cresta del successo slittando da 12 a ben 30 numeri.
“Da
noi, invece, non vengono mai attuati allungamenti delle opere” dice Roberto
Pancaldi, Jackson Libri.
COPERTINA DIFFICILE
Un altro aspetto
problematico è spesso quello delle copertine che risultano insufficienti.
Alla Fabbri hanno la
regola di diffondere quantità di copertine pari al venduto del fascicolo con
cui esce abbinata. “La prima copertina esce mediamente in contemporanea con la
12a uscita del fascicolo” spiega Fossati. “Essendo un prodotto lento da
produrre (richiede un mese) è necessario definire la tiratura quando in vendita
si trova il n.8. Ma a quel momento si conoscono solo le vendite dei fascicoli
n. 5 e 6. Le difficoltà sono quindi di ordine “previsionale” (quanto caleranno
le vendite dalla 5a uscita alla 12a?). In parte si risolve il problema
realizzando copertine “uguali” e ridistribuendole periodicamente (ogni 3 o 4
mesi)”.
ARRETRATI, CHE SOFFERENZA
Eppure
secondo gli editori non ci sono tempi lunghissimi e impossibili.
Per
la Fabbri sono 15 i giorni di attesa a partire da quando la richiesta inviata
dal Distributore Locale viene ricevuta dall’editore.
Diversamente
la Jackson Libri gestisce gli arretrati appoggiandosi al distributore
nazionale, tranne
eccezioni gestite direttamente ed evase in sette giorni.
“Nel
nostro caso lo stoccaggio dovrebbe essere estremamente ridotto e commisurato ai
piani distributivi” dice Roberto Pancaldi. “Operando su prodotti specialistici,
e conseguentemente con basse tirature, sarebbe preferibile uno stoccaggio
centralizzato e una gestione efficiente degli arretrati da parte del
distributore nazionale e di quello locale. Il problema è la non trasparenza del
servizio (se non nei casi in cui è l’edicolante o il lettore a contattarci
direttamente segnalandoci disfunzioni) e la sua valutazione effettiva”.
“Gli
arretrati sono disponibili fino a 6 mesi dalla data di completamento dell’opera
e possono essere richiesti dall’edicolante al suo Distributore Locale” afferma
Paola Tincani, Hachette. “A questo proposito sarebbe meglio avere sempre delle
scorte presso i distributori locali”.
Il
problema che emerge dalle telefonate e dalle lettere degli edicolanti è che il
DL, comunque, non riesce a rifornire (vedere lettera in box a pag.8) anche per
mancanza cronica di prodotto. Si può inoltre ipotizzare che, una volta che il
distributore ha ricevuto gli arretrati dall’editore – magari in quantità
ridotta rispetto alla sua richiesta –, li smisti poi soltanto a quei
rivenditori cui può arrivare senza costi eccessivi.
ABBONAMENTI
E’ ormai un
classico: l’edicolante vende pubblicazioni che contengono offerte molto
vantaggiose di abbonamento. Le copie che veicola possono avere così un effetto
boomerang per il suo cassetto. Accade anche con i collezionabili. Gli editori
sostengono che non c’è alcuna intenzione di sottrarre copie alle edicole: “Il
primo numero viene distribuito su tutte le edicole; man mano che le vendite si
assestano i punti vendita calano sino a 5/6.000 e intere aeree non vendono più
il prodotto” spiega Angelo Fossati, Fabbri. “L’abbonamento quindi non sottrae
copie alle rivendite ma permette di collezionare anche in piazze difficili. In
ogni occasione, e in tutti i nostri prodotti, ricordiamo ai clienti che la
formula più efficace è la fidelizzazione al punto vendita, realizzare, cioè,
presso l’edicolante una sorta di abbonamento. Sta anche all’edicolante saper
coinvolgere il cliente che sa collezionista”.
Non attua campagne
di abbonamento aggressive Jackson Libri: “L’abbonamento non costituisce
un’alternativa alla vendita in edicola” dice Roberto Pancaldi “bensì un
servizio integrativo per una clientela (molto spesso aziendale) che altrimenti
non si recherebbe con regolarità in edicola”.
E la stessa politica
soft viene adottata anche da Hachette Italia: “L’abbonamento non toglie
potenziali clienti alle edicole poiché non pratichiamo sconti, solo 2 x 1 (il
primo invio) e due regali” afferma il direttore.
Per
Del Prado lo
sconto abbonamenti è previsto nel caso il cliente paghi tutta l’opera subito e
si aggira sul 7%. In genere c’è un regalo.
“Abbiamo, per così,
dire la “coscienza sporca” solo con Il Presepe: per gli abbonati è stata
prevista in regalo una cassa di legno per archiviare le settanta statuine della
collezione” racconta Lorenzo Mauri. “Gli edicolanti ci hanno fatto notare che
si trattava di concorrenza sleale e abbiamo abbracciato questa tesi. Da ottobre
chi raccoglie i fascicoli può ordinarla acquistandola a prezzo di costo.
Comunque per ogni
abbonato ci sono sei clienti che si recano in edicola.
L’edicolante svolge
un ruolo insostituibile nella gestione dei collezionabili: ad agosto, per
esempio, non c’è alcun crollo di vendite perché è lui che si preoccupa di
tenere via i fascicoli per i suoi clienti. Per questo non ci interessa
minimamente essere nella grande distribuzione. Così come non ci interessa
andare nei negozi specializzati anche se ci chiedono addirittura materiale reso
dalle edicole: non lo facciamo perché sappiamo che daremmo fastidio alla nostra
rete di vendita”.
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ANCHE I DISTRIBUTORI HANNO I
LORO PROBLEMI
“Egregio
signor Rivenditore, vorremmo
attirare la sua attenzione su di un aspetto fondamentale del nostro lavoro che,
al momento, sta creando sempre più disagi all’intera rete di vendita
(distributore-edicolante-acquirente) e a causa del quale siamo continuamente
subissati di comunicazioni telefoniche, scritte o verbali, sempre più allarmate
e, a tratti, esagerate. Mai
come quest’anno, infatti, le tirature editoriali e soprattutto, i rifornimenti
e adeguamenti richiesti delle nuove opere sono stati carenti, nonostante le
nostre continue sollecitazioni. Come
avete avuto modo di verificare, quasi mai le prenotazioni o variazioni da lei
effettuate, e da noi richieste, sono state evase per intero, nonostante le
stesse fossero state girate all’editore in questione. Questa
lettera intende, quindi, sottolineare il nostro continuo impegno, nonostante
uno scetticismo in merito, nel cercare di accontentare al massimo la sua
richiesta. Le
continue (giuste) lamentele che ci pervengono in merito alla carenza
nell’approvvigionamento di alcuni prodotti (esempio: PIPPI CALZELUNGHE, DRAGON
BALL SCACCHI, COSTRUIRE IL MEDIOEVO, CD DI SORRISI E CANZONI) sono quindi
costruttive solo se si riesce a comprendere che insieme stiamo cercando di
risolvere il problema: d’altronde che utile potremmo mai avere nel non fornirvi
prodotti di sicura vendita? Spesso, inoltre, alcuni rivenditori si informano
direttamente presso gli editori per avere notizie e, naturalmente, gli viene
risposto che il materiale richiesto è disponibilissimo. Ciò è vero ma si devono
sempre tenere presenti diversi fattori, primo fra tutti il rapporto tra disponibilità
e richiesta. Ultimo
esempio: la ristampa del CD DI SORRISI E CANZONI. Le nostre richieste,
inoltrate da tempo, saranno accontentate nella misura del 20%. Nel
ricordarvi che siamo sempre a vostra disposizione per ogni chiarimento, Le
inviamo i nostri più distinti saluti”. Non possiamo che apprezzare lo spirito di collaborazione della EFFETI. Nasce però una considerazione nei confronti del mondo editoriale. Possibile che gli uffici marketing non riescano, con tutti i modelli proiezionistici esistenti, a valutare meglio l’impatto dei miliardi spesi in pubblicità sulle loro vendite? |
Come funziona il servizio De Agostini
Telefonando
all’apposito numero verde, dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00, oppure
inviando una e-mail.
Le
copie degli arretrati verranno consegnate in pacco sigillato dal Distributore
Locale di riferimento con regolare addebito sull’estratto conto.
A
ogni edicola viene assegnato un codice personale che agevola i contatti
successivi. Inoltre i fascicoli delle opere collezionabili sono disponibili,
come arretrati, dopo un mese dalla loro pubblicazione, senza alcun
sovrapprezzo.
De
Agostini arretrati on line: tel. 147-013352
e-mail:
arretrati.edicola@deagostini.it
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A CHI RIVOLGERSI ALBERTO
PERUZZO EDITORE
•
tel.: 02.54121330 •
fax: 02.2485736 DEL
PRADO
Per
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- Messaggerie Periodici •
tel. 02.89592.1 - fax 02.89500688 •
www.DelPrado.it Finché
non sarà operativo il nuovo sistema arretrati, gli edicolanti devono comunicare
le loro esigenze al proprio Distributore Locale. •
Servizio arretrati Fabbri riservato ai DL: tel. 02.24843206 fax
0373.2723108 •
Numero verde per segnalare anomalie distributive: 800.800194
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