...E non finisce qui!
Nell’articolo
di fondo di Repubblica del 27 agosto 2000, Eugenio Scalfari sostiene che,
nonostante tutto, il reddito degli italiani aumenta del 3% contro una inflazione
del 2,4%.
Tutto
ciò non è per i giornalai. Purtroppo per i giornalai il lavoro manuale è
aumentato, mentre i redditi sono diminuiti creando una crisi che si verifica
con un eccessivo avvicendamento nella gestione delle edicole. Si realizza,
infatti, un mordi e fuggi mai successo negli anni precedenti.
Cercherò
di esaminare alcune cause di questa crisi.
Da
otto anni i giornali costano L. 1400 – 1500 – 1700. Ormai, il ricavo delle
vendite è l’ultimo capitolo nel bilancio degli editori! I miliardi si
guadagnano con la pubblicità. Motivo per cui i giornali vengono omaggiati in
ogni sito, purché vengano diffusi. La nostra percentuale è ferma da anni,
mentre è costante la diminuzione delle vendite. Gli inserti rappresentano un
altro capitolo discutibile. Quando è stato creato l’inserto, il quotidiano
costava L. 800. Dopo lunghe trattative, coinvolgendo le autorità governative,
ci si accordò per un compenso di L. 24 per ogni inserto, che rappresentava il
3% del costo del quotidiano. Con l’aumento dei quotidiani a L. 1.500, il
compenso per l’inserimento è stato elevato a L. 30, il che rappresenta il 2%
del prezzo del quotidiano, con una diminuzione dell’1%. Mentre il costo del
lavoro è aumentato, per i rivenditori è diminuito. Altro capitolo doloroso
sono gli abbonamenti, con sconti che arrivano in certi casi al 70%. La
conseguenza di ciò ha causato una diminuzione non indifferente nelle vendite in
edicola. In uno dei passati contratti c’era un vincolo: gli abbonamenti
dovevano essere offerti con uno sconto massimo del 30%. Purtroppo è acqua
passata. Parliamo ora della diminuzione della percentuale per via della
defiscalizzazione. Vera e propria beffa: si osservano delle cose pazzesche; su
pubblicazioni vecchie di 4 o 5 anni, quando vengono ridistribuite, viene
applicata la defiscalizzazione... anche se allora non era ancora in vigore la
nuova legge sull’IVA. Arrivano buste contenenti giornalini vecchi e stravecchi
con defiscalizzazione. E ancora, giornalini con gadget che costeranno 2 lire per
i quali viene trattenuta la famigerata defiscalizzazione. Arriviamo all’assurdo
di pubblicazioni che regalano il CD ma a noi viene diminuita la percentuale
perché il regalo deve pagare un’aliquota IVA più alta. ...e non finisce qui!
Mi riservo di continuare queste denunce.