Con questo titolo ItaliaOggi
ha presentato un’indagine, effettuata
sul canale edicole, nella quale si esamina l’andamento dei periodici con e
senza gadget.
Di Francesco
Solaro
Il 13 settembre
Claudio Plazzotta ha illustrato su ItaliaOggi il risultato di un monitoraggio
effettuato
sulle edicole nel periodo gennaio-giugno 2000, dal quale si
evidenzia che l’incidenza dei gadget in copertina, aumenta le diffusioni da un
minimo del 2% (gadget cartaceo) a un massimo del 44% quando il regalo è invece
“qualcos’altro” di più gratificante.
Per gentile
concessione dell’Editore di ItaliaOggi, riportiamo l’articolo in questione e
anche la tabella (pag. 15) nella quale sono evidenziati tutti i numeri
scaturiti dalla rilevazione.
“Pubblicando la
tabella qui a fianco ItaliaOggi sa già che scatenerà una ridda di polemiche nel
mondo dell’editoria. Che non mancherà di far pervenire precisazioni e
rettifiche. D’altro canto tutti gli operatori della carta stampata sanno che le
diffusioni di molti periodici, e in particolare dei femminili, vengono gonfiate
da due tipi di doping: gli abbinamenti con altri giornali e i gadget. Per
questo ci è parso interessante monitorare il canale edicole e verificare, nel
periodo gennaio-giugno 2000, quali fossero le reali vendite di alcuni tra
settimanali e periodici (nel panel sono stati considerati i femminili e i
mensili di
arredamento e cucina) più attivi sul fronte degli “abbinamenti”.
Emerge, per esempio,
che Amica, il settimanale Rcs diretto da Fabrizio Sclavi, valga una media di 36
mila copie a settimana in edicola. Ma le copie scendono ad appena 18 mila
quando la testata è proposta “nuda” ai lettori, mentre le diffusioni salgono
addirittura del 44% (ovvero di 16 mila copie) quando al periodico sono allegati
regalini e gadget non editoriali. Quando invece il cadeau è cartaceo, il balzo
diffusionale è del 6%. Complessivamente, perciò, Amica può contare su un +50%
di vendite quando allega qualcosa in edicola. E in base a questi risultati, al
settimanale va la palma di giornale dalle diffusioni “più sensibili” al regalo,
e quindi di quello dal lettorato più “nomade”.
Anche il rusconiano
Gioia, comunque, non scherza: tra gadget veri e propri (+15%), gadget
editoriali (ovvero cartacei, +8%), e abbinamenti (la gran parte dei casi con Gente, +23%), l’effetto complessivo è di un +46% sulla diffusione, che sale in
media a 225 mila copie in edicola, contro le 121 mila media di vendita
“pulita”.
Ovviamente, per i
femminili è più naturale allegare profumini, smalti, rossetti, costumi, pareo,
mentre le testate dell’arredamento e della cucina, per irrobustire le loro
diffusioni, si affidano quasi esclusivamente all’abbinamento con testate
traino. È il caso di Bravacasa (Rcs), che dalle uscite in coppia ottiene un
+22% di vendite, di Casaviva (Mondadori) con un +13%, di Casa Facile
(Mondadori), a +12%.
Detto
dell’impressionante effetto gadget, resta un’ultima, e non meno importante,
riflessione: perché i dati di vendita in edicola (ovvero quelli della prima
colonna della tabella) risultano, in alcuni casi, così differenti da quelli
comunicati all’ADS (Accertamenti diffusione stampa)? Grazia dice ad Ads di
diffondere in edicola 150 mila copie, mentre ne risultano 113 mila, Amica 61
mila, mentre dalla rilevazione se ne contano solo 36 mila. Le dichiarazioni più
vicine ai risultati dell’indagine sono invece quelle di Gioia e di Starbene”.
Com’era prevedibile,
gli editori non hanno perso tempo nel proporre le loro contro argomentazioni.
E su ItaliaOggi del
19 settembre sia Giampaolo Sala (amministratore delegato RCS Periodici) che
Ernesto Mauri (allora ancora direttore generale Mondadori Periodici, ora
passato a TMC) hanno contestato i dati, ribadendo che “gli unici dati ufficiali
riconosciuti sono quelli forniti da ADS, dati accuratamente certificati, e
molto diversi da quelli apparsi nell’articolo”. E ancora che “utilizzando dati
di incerta provenienza (la fonte non è indicata) e un metodo interpretativo
quanto meno discutibile, si ottiene il risultato di alzare un polverone sui dati
e sulle rilevazioni diffusionali ufficiali (ADS) concordemente accettate da
editori e utenti pubblicitari”.
Giampaolo Sala nella
sua precisazione fa anche riferimento al fatto che “l’analisi delle diffusioni
dei giornali non può ignorare il canale abbonamenti, che, come noto, viene
utilizzato con strategie diverse da editore a editore”.
E su queste
strategie è meglio stendere un pietoso velo perché portare a casa migliaia di
abbonamenti a prezzi decisamente stracciati (gli sconti arrivano fino al 70%) è
un’abilità in cui gli editori non sono secondi a nessuno. Per alcune testate,
sono proprio gli abbonamenti che le salvano dal flop in edicola (Amica, per
esempio, raddoppia la sua diffusione grazie alle copie spedite a casa).
Risponde
ItaliaOggi:
“Probabilmente l’articolo del 13 settembre è stato letto frettolosamente. La
fonte è chiaramente indicata: ItaliaOggi. Il metodo anche: rilevamento delle
diffusioni sul canale edicole. Sulla base di dati raccolti dai distributori. Un
metodo utilizzato spesso nelle indagini che, periodicamente, le case editrici
fanno sulla concorrenza. Quanto poi all’ufficialità dei dati Ads, nessuno li
contesta ma questo non impedisce di svolgere indagini autonome e con criteri
diversi, altrettanto attendibili. Così come nessuno ha mai negato l’importanza
degli abbonamenti i quali, tuttavia, non fanno parte dell’indagine di ItaliaOggi, che ha preso in esame solo il canale edicola, come indicato senza
equivoci”.
Ultima annotazione:
si contestano i dati dell’inchiesta, senza però fornire altri”.
Se qualcuno dei
grandi capi del mondo editoriale avesse l’umiltà di fare quattro chiacchiere
con il suo edicolante, potrebbe scoprire molte cose di notevole interesse.
Avrebbe più dati, non solo numerici ma anche qualitativi, sui suoi lettori veramente
illuminanti.
Ma cosa volete
farci: le nostre edicole distano dalle sedi editoriali... veri e propri anni
luce.