A MILANO, IL METRO NON ANDRÀ IN METRÒ

 

Armando Abbiati

Presidente Nazionale 
SNAG–Confcommercio

Armando Abbiati


A Roma è partito il 3 luglio. Gli editori svedesi del Modern Times Group hanno dato vita,

forti dell’esperienza in 18 capitali nel mondo (da Stoccolma a Santiago del Cile passando per Filadelfia e Budapest)

a METRO, un quotidiano distribuito gratuitamente,  come già nelle altre città, nella metropolitana della Capitale.

170.000 copie iniziali diffuse effettivamente, 200.000 a settembre e,  salvo errori, 250.000 a partire da ottobre.

Il Messaggero non è certo stato a guardare e ha immediatamente fatto un ricorso cautelare al Tribunale di Roma, prima per l’illegittimità della testata che poteva essere confusa con quella del suo supplemento Metrò (riesumato per l’occasione dopo 12 mesi di naftalina) e, poi, perché, a seguito dell’uscita di questa testata, lo storico quotidiano  romano ha dichiarato che stava perdendo copie e pubblicità.

Di fronte alla richiesta di documentazione il Messaggero ha, però,  preferito ritirarsi. E gli edicolanti romani come hanno reagito?

Hanno incassato senza, apparentemente battere ciglio.

Ma qui al nord, a Milano, nei mezzanini della nostra metropolitana se qualcosa di gratuito arriverà, la battaglia sarà dura.

Meglio ancora, durissima.

Gli svedesi, proprio in virtù del fatto che i passeggeri che viaggiano sottoterra sono quasi il doppio di quelli romani, hanno, infatti, pensato bene di venire a Milano.

E quindi, l’ATM (Azienda Trasporti Milanese) che i suoi affari li sa fare benissimo (basta vedere gli affitti che gli edicolanti in metropolitana pagano ogni anno) ha emesso un bando di concorso.

Si legge su Prima Comunicazione di settembre: “Ciò che l’ATM mette in palio è la licenza per distribuire il quotidiano all’interno della metropolitana con un contratto di tre anni. In cambio riceverà un compenso annuale formato da una cifra fissa (non meno di un miliardo) più una percentuale sugli introiti pubblicitari”.

La cosa paradossale in tutto ciò è che, per vincere il bando dell’ATM, stanno dando battaglia agli svedesi gli editori dei più importanti quotidiani nostrani:  dal Corriere della Sera al Giornale non esclusa la Ediemme  (holding di Alberto Donati e della Stampa).

Il Giorno e il gruppo Universo (l’unico fra gli editori di periodici inizialmente interessato) hanno, invece, rinunciato per le condizioni troppo onerose poste dalla ATM.

Dunque, in un momento in cui i quotidiani fanno carte false – come si suol dire – per aumentare  le vendite delle loro copie, altrettanto stanno facendo per “regalare” la propria concorrenza.

È evidente che dietro questa free-press (stampa gratuita) si agitano introiti pubblicitari (che dovrebbero consentire il pareggio, sia pure non prima di due anni)  di grande rispetto.

Già, perché pensate un po’: sia il Corriere della Sera che Repubblica  sono stati fra i primi a fare pubblicità (a pagamento?)

alle loro nuove promozioni sul METRO (gratuito) di Roma!

Il che significa: dare munizioni al nemico.

Dice a Prima Comunicazione Gaetano Mele  (direttore generale della RCS Quotidiani): “La nostra decisione di concorrere all’inizio è stata una mossa difensiva.

Poi lavorando al progetto ci siamo appassionati, ora lo consideriamo un’opportunità di business e se perderemo (udite, udite! – nda) non è escluso che decideremo di realizzarlo ugualmente”.

Gli svedesi, dal canto loro, si sentono abbastanza sicuri  e ritengono che l’ATM, come istituzione pubblica, fra tanti concorrenti

debba scegliere “un partner assolutamente indipendente e politicamente neutrale”.

All’estero, i risultati sono stati diversi.

In alcuni casi molto positivi in tempi brevi, in altri più difficili del previsto.

A Londra, per esempio, gli editori svedesi sono stati bruciati da altro editore  che con Metro London si è ormai avvicinato alle 350.000 copie, diventando un gradito appuntamento mattutino con tutti i viaggiatori  delle 261 stazioni della metropolitana.

L’editore inglese ha, poi, ottenuto dalla società che gestisce la rete sotterranea di mettere il giornale anche all’interno dei vagoni quando partono  per la prima corsa.

A questo punto è chiaro che ne vedremo delle belle.

Noi non siamo disponibili a sopportare che le vendite dei quotidiani

calino ulteriormente nelle nostre edicole.

Non possiamo accettare che a fianco dei nostri chioschi ci siano banchetti,  studenti o pensionati, extracomunitari, pin up o chiunque altro che possa  distogliere i nostri abituali clienti, dal loro acquisto “quotidiano” in edicola, regalando METRO o Vattelapesca.

Poiché la voce di queste manovre editoriali  serpeggia ormai da tempo non troppo  sotteraneamente, insieme ai vagoni della metropolitana milanese, facendo montare nell’animo degli edicolanti (ché i giornali li leggono anche loro) propositi bellicosi,

concludo questo editoriale  dicendo a chi di dovere: “Pensateci bene, perché noi ci  difenderemo.
Se le regole cadono  per Qualcuno, cadranno per tutti,  edicolanti compresi”.


Armando Abbiati