Crescono come funghi ed escono con
largo anticipo. Tra le ultime novità, andati a ruba quelli dedicati alle donne.
Di Agostino De Lucchi
Un tempo i calendari erano veicolati da poche testate hard, Play-Boy e
Play-Man con le play-mate dell’anno.
E senz’altro
c’era coerenza di contenuti e di forma. Poi ha iniziato Max qualche anno
fa con calendari dedicati a donne famose e ha aperto la strada all’attrice e
alla modella nude formato calendario in edicola (il calendario Pirelli
ha seguito sempre altre vie di diffusione).
Da allora è un
proliferare di nudi calendarizzati che, da ottobre a dicembre, fanno bella
mostra di sé in edicola e, forse, anche nelle case degli italiani (ma verranno
davvero appesi? E dove?).
A fine novembre
sette testate (Maxim, Gq, Max, Panorama, Travel, Gente Viaggi, Donna
Moderna, Auto Oggi) avevano già presentato il proprio calendario e ne erano
usciti due indipendenti: uno dedicato a Selen e quello realizzato
direttamente da Anna Falchi.
Un bell’anticipo
se si pensa che il calendario, normalmente, è un tipico gadget da fine anno.
Solo una
questione di concorrenza?
Non crediamo.
Basta fare due conti per capire che evitare di pagare i sovrasconti di Natale è un bel risparmio
per gli editori.
Un esempio: l’anno
scorso Max è uscito nel mese di novembre con il calendario 2000 di Sabrina
Ferilli a 12.000 lire. La tiratura fu da capogiro: ben 700.000 copie. Il
sovrasconto corrisponde al 3% del prezzo di copertina, vale a dire a 360 lire a
copia. Se ipotizziamo, per un attimo, che tutte le 700.000 copie siano state
vendute, l’editore ha risparmiato ben 252.000.000 di lire (360x700.000).
Totale calendari
per totale sovrasconto uguale a qualche miliardo che gli editori hanno
risparmiato: tutti soldi in meno che, di conseguenza, entrano nelle tasche dei
rivenditori. Gli editori ottimizzano le spese nel modo più semplice. Con i
nostri sovrasconti si pagano le “bellone” di turno.
I maschietti
italiani però danno segni di cedimento e, anche i più fedeli al rito del calendario,
non sembrano disposti a collezionarne più di uno o due. Forse hanno esaurito
tutto lo spazio disponibile.
Sembrano invece
più effervescenti le donne che, forti della loro personalità ritrovata, sulle
pareti di casa – o di ufficio – vogliono sfoggiare ogni mese un bel nudo
maschile diverso.
Così, se il
calendario osé è sempre stato appannaggio di un pubblico maschile, adesso
grazie a Donna Moderna (già l’anno scorso Max Donna ne aveva
presentato uno a dicembre) è nato anche quello destinato al pubblico femminile.
Un vero successo: il calendario con i più bei giocatori di calcio, in versione
Adamo, è andato letteralmente a ruba. 450.000 copie bruciate in un guizzo. E
subito ristampato.
Sono troppi
“Quest’anno le
vendite dei calendari sono state un po’ sottotono” dice Antonio Mansi,
con edicola in centro a Milano. “A parte quelli della Ferilli e di Megan, non
c’è stato un grande interesse. Gente Viaggi ha trovato l’espediente
delle foto di Vanessa Kelly naturali, non ritoccate al computer, ma per
il resto i calendari sono troppi.
Decisamente di
successo quello di Donna Moderna, peccato però il numero di copie molto
limitato. Panorama ha inserito il suo calendario anche nel mensile Panorama
Travel; chissà se anche quello di Donna Moderna verrà inserito su
qualche altra testata Mondadori? Senz’altro il mercato femminile offre
nuove opportunità”.
“Cinquanta anni
fa gli uomini facevano la rissa per andare dai barbieri che distribuivano
calendarietti profumati con disegni di donne procaci” ricorda Stefano
Sandoni, edicolante di Milano.
“Oggi in edicola
si trovano quelli degli editori: non ci vedo nulla di male o di scandaloso. La
sostanza del discorso è la stessa. Le copie di quelli destinati al pubblico
maschile sono state più che sufficienti mentre abbiamo fatto l’esaurito di
quelle destinate al pubblico femminile che sono andate a ruba. Probabilmente è
il segno di una forte volontà di emancipazione femminile”.
Ed ecco il
calendario di Happy Web con i famosi personaggi Lara Croft e Kasumi
le eroine virtuali che nulla hanno da invidiare, in quanto a forme e ad
atteggiamenti procaci alle dive in carne e ossa. Anche loro super spogliate,
armate di pistola e stivaloni per il pubblico dei fedelissimi ammiratori che,
stando alla tiratura dichiarata dall’editore, non sono meno di 300.000! Ma non
è finita: a gennaio esce MAX con il calendario di Marina, la “gatta
morta” del Grande Fratello; una bellezza questa... decisamente non virtuale.