A vele spiegate

 

Armando Abbiati
Presidente Nazionale 
SNAG–Confcommercio

Armando Abbiati

 

Sarà colpa della pioggia incessante di questi giorni, ma l’editoriale dell’ultimo numero del 2000 nasce all’insegna di metafore acquatiche e, di conseguenza, marinare.

Fra poco, cari colleghi, veleggeremo finalmente nel terzo Millennio!

Il tormentone è finito e, ormai, non esiste più alcun dubbio.

Anche chi riteneva che l’anno Duemila fosse l’ultimo del Secondo Millennio, ora ha finalmente varcato la fatidica soglia.

E dunque oggi ho deciso di fare tanti, ma proprio tanti, auguri a tutti.

Il primo augurio va alla categoria di noi giornalai  affinché possa ritrovare serenità e voglia di crescere.

Le nostre edicole sapranno traghettarci, ancora molto a lungo, verso mete sempre più ambiziose. Ricordate che non sono scialuppe di salvataggio ma motoscafi: spetta a noi installare motori più potenti.

Dimenticate i remi: saranno le nuove tecnologie ad aiutarci.

Dimenticate i naufragi: le nostre edicole diventeranno imbarcazioni sempre più sicure.

Dimenticate i pirati: sapremo difendere la nostra attività e i suoi profitti dagli attacchi della concorrenza sleale.

Il secondo augurio va a tutte le organizzazioni sindacali affinché sappiano essere dei fari per gli edicolanti naviganti e sappiano assisterli in caso di difficoltà come motovedette della capitaneria,  fornendo gli strumenti e le indicazioni adatte per raggiungere il porto.

Perché siamo professionisti capaci di uscire vincenti da qualsiasi difficoltà e, soprattutto, non siamo disposti ad arrenderci per nessun motivo.

Un augurio particolare, il terzo, va a chi ci rifornisce del nostro prezioso carburante: i distributori. Affinché il nostro rapporto di lavoro cresca in qualità e vengano meno le tensioni e i malintesi  che corrono, spesso, tra di noi.

Auguriamo loro, poi, di lavorare con profitto e serenità nel nuovo Millennio anche in mezzo alle intemperie dei tanti problemi che affliggono la distribuzione (vedere articolo).

Il quarto augurio va agli editori. Che diventino saggi come vecchi marinai che sanno anticipare le bizze del mare e perché, grazie alla nostra esclusiva collaborazione, possano trarre grande soddisfazione dalle loro aziende.

Auguriamo ai loro esperti di marketing di trovare strategie e prodotti vincenti capaci di portare una ventata di nuovo ossigeno al mercato.

E poi tanti auguri al mare dei lettori: ai pesci più disparati che abboccano felici a gadget e calendari, agli squali più esigenti famelici di cultura, ai cetacei che compaiono solo ogni tanto per acquistare testate di supernicchia, alle tartarughe lente ma fedeli che amano i collezionabili; agli immensi branchi che in edicola invece non si fermano auguriamo di scoprire, finalmente, il piacere incommensurabile della lettura.

Auguriamo alla scuola italiana di sconfiggere la minaccia del nuovo analfabetismo che ha prodotto tanti molluschi e mancati delfini.

Perché se la scuola di oggi è in grado di fornire le basi e creare nei giovani

la sana abitudine alla lettura, le edicole dei nostri figli avranno, forse, meno problemi.

Un augurio ai Comuni affinché si rendano conto dell’importanza del nostro ruolo e non ci riservino scogli minuscoli ma grandi isole  dove poter esporre i nostri prodotti.

Perché l’edicola svolge un ruolo sociale insostituibile: è un magazzino di cultura, di informazione.

Una finestra sul mondo della comunicazione che merita spazi e strutture adeguate. 
Un grande augurio, poi, va al Governo che dovrà rifare le carte di navigazione approntando la riforma della legge sull’editoria.

Auguriamo che le nuove rotte siano proficue e giuste, e che questo nostro veleggiare possa approfittare di qualche vento leggero su acque tranquille e non soltanto di onde procellose.

Perché non vogliamo essere il collo di bottiglia che galleggia facendosi sospingere inerme dalle correnti, ma gli strateghi che ricercano insieme a editori, distributori e autorità competenti le regole di questa nuova battaglia navale. Battaglia nel senso della sfida che il mercato ci sta lanciando, perché tutti navighiamo insieme e non ha alcun senso farsi guerra l’un con l’altro.

La nostra arma sarà sempre più collaborazione in ogni direzione: verticale, orizzontale e trasversale. Collaborazione tra le OOSS, con la FIEG, l’ANADIS e tutti quanti partecipano a questo nostro mondo della stampa. Se così sarà, non ci saranno ammutinamenti perché tutti lavoreremo secondo competenze, capacità e talento.

Perché il fine è comune e il bene di uno è anche il bene dell’altro.

E che le perle più preziose siano riservate agli edicolanti che vorranno tuffarsi con maggior determinazione e coraggio in questo nuovo Millennio. Sono convinto, infatti, che questa nostra professione possa ancora riservare soddisfazione e benessere a quanti sapranno investire intelligenza e imprenditorialità nella loro azienda.

Noi siamo qui per aiutarli. Auguri, quindi, anche a tutti noi dello SNAG  che abbiamo sempre lavorato onestamente tenendo sempre presenti  i valori e i principi indispensabili.

Auguri ai nostri ideali e alle nostre piccole e grandi imprese di diplomazia, rivendicazione e tutela.


Auguri a tutte le tavole rotonde che ci aspettano
, a tutte le parole che diremo, agli accordi che firmeremo e a tutte le strette di mano che sapremo allacciare.


Felice terzo Millennio.


Armando Abbiati