Su alcune testate il prezzo di copertinaè già indicato anche in Euro. Cominciamo a leggerli, al momento opportuno sarà tutto più facile. |
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Sul numero 4 di Azienda Edicola (cui vi
rimandiamo per un discorso più ampio) abbiamo effettuato un ampio servizio
sulla prossima entrata in vigore dell’Euro. Ma continuare a parlarne non che
può che aiutarci a prendere dimestichezza con la moneta unica e a semplificare
il tutto quando scatterà la fatidica ora X.
Perchè la recente crisi dell’Euro non
deve farci dimenticare che, comunque, l’Euro sostituirà le altre monete il 1°
gennaio 2002.
Il suo lancio ufficiale aveva dato luogo
a un grande show mediatico: dopo, pressoché più nulla.
L’Euro ha dunque iniziato la sua
pericolosa scivolata, mentre le imprese si mobilitavano su altre sfide, come il
passaggio all’anno 2000, Internet, la New Economy, ecc.
Ma la scadenza si avvicina e si scopre
che la conversione è più complicata di quanto non sembrasse: bisogna adattare
il proprio strumento contabile e informatico, ma soprattutto le aziende
editoriali devono intraprendere d’urgenza una riflessione di fondo sulla
ridefinizione dei prezzi!
La durata del periodo transitorio non ha
certamente giocato in favore di una rapida introduzione dell’Euro: troppo
lungo, esso ha condotto a una certa forma di temporeggiamento. Peccato! Questo
periodo, però, lo si è voluto definire una sorta di risacca, di bacino nel
quale non ci sarebbe stato, per le imprese come per i privati, nè obbligo nè
divieto di utilizzare l’Euro. Questo significa che nessuno può imporvi un
passaggio precoce all’Euro.
Ciò nonostante il fatto resta questo: voi
potete ricevere dei pagamenti in Euro e ciò è stato possibile a partire dai
primi giorni del 1999. Da qui la necessità per i partners commerciali di
rispettare un “codice di condotta”.
Tutti i contratti di prestito
(professionale, crediti al consumo, prestiti immobiliari o prestiti auto)
dovranno imperativamente essere convertiti in Euro il 1° gennaio 2002 al più
tardi.
Questa operazione non necessiterà di un
percorso particolare.
Pertanto se voi oggi dovete sottoscrivere
un credito il cui termine sia posteriore a questa data, è più giudizioso
calcolarlo direttamente in Euro. Per questo credito voi beneficerete di un solo
quadro di rimborso, valevole per tutta la durata del prestito.
Per queste ragioni – tanto matematiche
quanto psicologiche – l’introduzione dell’Euro non potrà farsi che in maniera
evolutiva. E’ meglio considerare il periodo transitorio attuale come un periodo
attivo di preparazione e di apprendimento per le imprese, le amministrazioni e
i privati.
E soprattutto non attendere l’ultima
scadenza – nel 2002 – per pensarci! Non lo si ripeterà mai abbastanza! Da
questo punto di vista la messa in atto anticipata, per esempio, del doppio
prezzo di copertina sulle testate di quotidiani e periodici, non può che
facilitare le cose. Poiché l’Euro è come l’apprendimento di una lingua
straniera.
Per i privati – vale a dire per i
consumatori – la principale difficoltà sarà d’arrivare a pensare direttamente
in Euro. Un buon metodo consisterà nel memorizzare i prezzi in Euro dei nostri
acquisti, poi utilizzarli come riferimento per giudicare tutti gli altri
prezzi.
Commercianti
e imprese:
la
conversione si
organizza a tutti i livelli
Le prime imprese implicate sono state
quelle che fanno capo ai mercati finanziari, le multinazionali, le società
esportatrici di ogni dimensione.
Esse hanno cercato di anticipare il
calendario del passaggio all’Euro poiché la moneta unica è per loro favorevole.
Facilita i finanziamenti sui mercati e soprattutto sopprime tutti i costi di
cambio e di copertura tra le monete della zona Euro.
Il
passaggio all’Euro concerne, praticamente, tutte
le funzioni dell’impresa
Vediamone alcune:
