| FERIE ESTIVE | |
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...ci si ammala sempre di più!
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Di Francesco
Solaro
Il 24 ottobre
2000, a Milano, si è riunita la Commissione ex art.3, Accordo Nazionale sulla
vendita dei giornali quotidiani e periodici, per fissare le date di chiusura
estiva per l’anno 2001 e valutare l’andamento delle chiusure per ferie relative
all’anno in corso, con particolare riferimento alle province di Modena, Reggio
Emilia e Ferrara.
Su un totale di
850 edicole presenti, 385 rivenditori delle suddette province hanno effettuato
turnazioni estive di 21 giorni consecutivi. Questi edicolanti sono quindi stati
denunciati, da parte delle aziende editoriali all’Organo Monocratico previsto
dall’art.12 dell’Accordo Nazionale.
Occorre
segnalare che questa durata era pervenuta dalle strutture provinciali
interessate del SINAGI, ma non erano state accettate dalle rispettive
Commissioni provinciali e tanto meno dalla Commissione Nazionale ex art.,3 che
non aveva voluto prenderle in considerazione neppure a titolo sperimentale.
Ciò in quanto le
turnazioni in questione sono sempre state ritenute in contrasto con quanto
disposto dal vigente Accordo Nazionale che determina che le chiusure estive
possono essere effettuate sino a un massimo di 18 giorni consecutivi a cavallo
del 16 agosto e sino a un massimo di 17 giorni consecutivi, nel caso di
fruizione delle stesse in altro periodo.
Il SINAGI aveva
preventivamente motivato alla FIEG le sue richieste e nello stesso tempo in
data 14 giugno aveva sottoscritto un documento nel quale le parti si
impegnavano “ad attivarsi affinché le vigenti norme contenute nell’Accordo
Nazionale e le risoluzioni approvate dalla Commissione ex art.5 e dalla
Commissione ex art.3 dell’Accordo vengano scrupolosamente osservate dalle
imprese e strutture associate fino a quando tali normative non siano
modificate.”
La Commissione
ha quindi deciso di inviare ai rivenditori delle province di Modena, Reggio
Emilia e Ferrara una lettera ufficiale, tramite i distributori locali, con la
quale si ricorda che l’aver violato gli impegni al rispetto delle date
concordate ha comportato il loro deferimento all’Organo Monocratico. Nello
stesso documento si invitano pertanto i giornalai interessati a rispettare le
turnazioni previste per il 2001.
1° Periodo
turno A dal 23.07.2001 al 08.08.2001
turno B dal 09.08.2001 al 25.08.2001
2° Periodo
turno A dal 30.07.2001 al 16.08.2001
turno B dal 16.08.2001 al 02.09.2001
La Commissione
ha espresso la propria grave preoccupazione in relazione all’aumento
generalizzato del numero dei certificati medici, tesi a ottenere periodi di
chiusura estiva superiori a quanto previsto dall’Accordo Nazionale.
Se volessimo
fare dello spirito, potremmo dire che andare in vacanza fa male. Ma sappiamo
benissimo che sarebbe fuori luogo. Il lavoro dell’edicolante è uno dei più duri
in assoluto: il giornalaio che lavora in un chiosco è esposto ai rigori
dell’inverno e ai gas di scarico delle automobili in modo veramente
preoccupante. Comprensibile quindi che qualcuno cerchi di “recuperare” durante
le tanto sospirate vacanze un po’ di salute in più.
Per contro, dal
dettaglio delle chiusure si rileva,
anche, che in nessuna regione si è raggiunta la percentuale del 50% di
chiusure. È la Lombardia con l’indice più alto (47,68%) seguita dall’Emilia
(39,25%) e dal Piemonte (38,18%).
E in Calabria si
può dire che le edicole sono rimaste tutte aperte: soltanto l’1,44% ha
ritenuto, infatti, di effettuare i turni di chiusura previsti.
Ma vediamo ora
più in dettaglio alcune città:
Torino città e provincia:
rispetto all’anno precedente sono aumentate le richieste di deroga esaminate
dalla Commissione Provinciale e le variazioni al turno di ferie che sono
risultate 205 pari al 23% delle rivendite. I certificati medici sono risultati
68 esattamente come lo scorso anno.
Milano città: solo il
38% delle rivendite ha osservato il proprio turno di chiusura. Si è
ulteriormente aggravato il fenomeno delle chiusure dietro presentazione di
certificati redatti dal medico di famiglia.
Quest’anno le
rivendite che si sono servite di tale pratica sono state 194, pari al 25% delle
esistenti. Nel 1999, 1998, 1997 e 1996 ne erano stati presentati
rispettivamente 182, 139, 115 e 73.
Diversamente
dalla piazza di Milano, nella provincia il fenomeno dei certificati medici ha
riguardato solamente il 6% dei rivenditori.
Viene
evidenziato il grave squilibrio del numero delle rivendite aperte dal 10 al 20
agosto 2000 rispetto al totale: il rapporto è sistematicamente inferiore al 50%
previsto dall’Accordo nazionale.
Napoli e
zonale: su di un totale
di circa 1400 rivendite la situazione è risultata la seguente:
Il coordinatore
della Commissione Provinciale di Napoli rileva che, nonostante i ripetuti solleciti
effettuati, i rivenditori che rispondono alla circolare inerente ai turni di
chiusura estiva sono in numero esiguo.
Roma: la fruizione delle ferie è stata
effettuata nei turni stabiliti.
Hanno usufruito
delle chiusure estive 164 rivendite nel primo turno e 116 nel secondo turno.
Ben 314 edicole hanno invece effettuato delle chiusure fuori turno. Il numero
dei certificati medici (120) è anche qui in forte crescita rispetto agli anni
precedenti: 88 nel 1999 e 78 nel 1998.
La Commissione
ha, inoltre, rilevato che ogni anno aumenta la percentuale di rivenditori che
effettuano le chiusure al di fuori del proprio turno o per un numero di giorni
superiore a quanto consentito dall’Accordo Nazionale.
Tale fenomeno fa
sì che nelle principali città non possa essere rispettata, in particolare nel
periodo dal 10 al 20 agosto, l’apertura di almeno il 50% delle rivendite. E nel
verbale della riunione del 24 ottobre si legge “con grave danno per la
diffusione delle pubblicazioni e nocumento per i cittadini a cui è reso
difficile usufruire di un servizio unico e insostituibile quale la carta
stampata.”
A questo punto
sorgono spontanee alcune riflessioni che, forse, dovrebbero essere tenute
presenti.
Bene, nella 33ma
settimana di agosto, quella dal 14 al 20, a Milano erano aperte soltanto 143
farmacie pari al 34% del totale. Nella 32ma (dal 7 al 13 agosto) e nella 34ma
(dal 21 al 27 agosto) le farmacie a disposizione del pubblico erano invece 190,
pari al 45%.
Le farmacie
iniziano i loro turni di ferie a partire dalla 29ma settimana (17 luglio)
dell’anno con chiusure che vanno aumentando progressivamente per poi
ricominciare ad aprire gradualmente fino alla 36ma settimana che, quest’anno, è
terminata il 10 settembre.
Mentre, dunque,
gli editori considerano indispensabile garantire ai poveri lettori, rimasti in
città nella settimana a cavallo di ferragosto, l’apertura di almeno il 50%
delle edicole, gli enti preposti alla tutela della nostra salute ritengono
sufficiente soltanto il 34% delle farmacie che, come già visto, sono poco più
della metà delle edicole milanesi.
Che si debba
imparare qualcosa?
Concludiamo
ponendoci alcune domande: