Da trent’anni sul mercato
editoriale, con una leadership
indiscussa
nel settore “casa”, la Di Baio Editore
è presente in edicola
con oltre trenta titoli differenti.

una testata per
ogni anno di attività. O quasi. Una super produzione, protetta da un arcobaleno
– il logo della Di Baio – come metafora di vita dopo il diluvio
universale, che potrebbe essere giustificata o da una domanda super del
mercato, o da una strategia aziendale per aggredire, in modo super, il mercato.
Due le ipotesi. E nel dubbio, ne parliamo direttamente con l’editore.
“Entrambe le
ipotesi sono valide – risponde l’architetto Giuseppe Maria Jonghi Lavarini
che così prosegue – perché le due alternative si sono perfettamente integrate
con i cambiamenti del mercato e dello stile di vita”.
Una risposta che
mette in chiaro, da subito, l’aspetto professionale e manageriale di questa
casa editrice. Che nasce a Milano, trent’anni or sono, da un’idea vincente:
parlare della “casa” con un linguaggio semplice e in grado di trasferire al
lettore concetti e soluzioni altamente tecnici e professionali. E da quell’idea
parte il primo progetto editoriale: Casa Oggi modi di vivere, il mensile
che punta a una comunicazione mirata al miglioramento della qualità della vita.
Considerata la madre di tutte le testate Di Baio, Casa Oggi modi di vivere
ha sempre mostrato grande sensibilità verso i mutamenti del vivere,
rappresentandone fedelmente gli stili mediante la testimonianza reale dei
protagonisti del tempo. E la casa, da sempre, è la traduzione fedele dello
stile di vita. Ecco, quindi, la scelta editoriale di presentare al lettore case
vissute e raccontate attraverso immagini vere, e non ricostruite in studi
fotografici. Quel vissuto che diventa messaggio rassicurante per chi, come il
lettore, è in cerca di una soluzione abitativa. Quel vissuto che, nell’essere
anche esclusivo, diventa per l’edicolante l’elemento rasserenante in termini di
garanzia commerciale.
Rassicurati e
rasserenati, dunque, lettore ed edicolante, la Di Baio pensa bene di
ampliare il discorso “casa”. E il progetto iniziale comincia a svilupparsi su
percorsi differenziati. Della casa si analizzano gli ambienti: la camera da
letto, il soggiorno, la cucina, il bagno. Ogni singolo luogo dà vita a una
nuova testata, e ogni singola testata comunica nuovi concetti funzionali in un
colloquio sempre aperto con i professionisti di settore. E sul mercato e nelle
edicole approdano riviste dai titoli incisivi nella loro sintesi espressiva:
Il Soggiorno, La Camera da letto, Il Nuovo bagno, Cucina bella e buona, La
Mansarda.
Nel corso degli
anni l’idea editoriale si spinge fuori le mura abitative: nascono così La
Veranda, La Piscina, Viali Muri Recinzioni; si dilata dalla città alla
montagna, alla campagna e al mare. E in edicola si allineano Case di
Montagna, Case di Campagna, Case al mare.
Ma la vulcanica
mente creativa della Di Baio non si ferma all’analisi dei singoli
ambienti e delle tipologie abitative. Ne approfondisce gli aspetti specifici e pubblica
Il Camino, Pareti e Soffitti, I Pavimenti, La Scala. Per poi passare a
parlare dei complementi e materiali d’arredo con Il Barbecue, La Stufa,
Ferro Battuto, Tende e Tessuti. Ogni elemento preso in esame viene
elaborato nella sua storia, tradizione, evoluzione, per cui la specializzazione
tematica delle testate veicola un’ulteriore dose di informazione. In pratica,
la “casa” con le sue caratteristiche, viene proposta al lettore non solo come
prodotto di moda ma, anche, come memoria storica di tradizioni lontane. Le
riviste della Di Baio diventano “libri” da collezionare.
e dell’edicolante
Vai in edicola!
L’esortazione è rivolta a tutti i lettori delle testate Di Baio: non
solo addetti ai lavori, architetti, interior designer, negozianti di mobili, ma
anche, e soprattutto, l’uomo della strada che vede in quelle esclusive proposte
editoriali l’idea da copiare, la soluzione da personalizzare, il sogno da
realizzare.
“Una rivista
tira l’altra”, dichiara con l’orgoglio di appartenenza Fabio Alberti,
responsabile da sedici anni della diffusione e dei rapporti con l’edicola.
Un’affermazione che, tradotta in linguaggio di marketing, significa usare il
collezionismo come punta di forza. Dell’editore e dell’edicolante.
Difatti, così
come il lettore non rinuncia a collezionare riviste e sogni, anche l’edicolante
può garantirsi tranquillità di fatturato, puntando sulla costanza d’acquisto da
parte del cliente collezionista. Un modo per raggiunge ottimi risultati di
vendita.
“Accade sempre
più spesso – aggiunge Alberti – che di fronte a un cliente disorientato dalle
numerose riviste esposte, l’edicolante prenda l’iniziativa di suggerire la
testata più idonea da comprare. L’edicolante guida il lettore nelle scelte
motivandolo. Questo atteggiamento presuppone un’accurata conoscenza del
prodotto in vendita. La professionalità che noi riconosciamo al rivenditore e
che è alla base di un buon rapporto di collaborazione e di serietà reciproca.
Da parte nostra, garantiamo all’edicolante una serie di rassicurazioni
professionali: è nostra prassi infatti, proprio per le caratteristiche
delle nostre riviste che non hanno una stagionalità (ci si può innamorare del
Camino in ogni periodo dell’anno), accettare le copie in resa anche dopo
oltre un anno dall’uscita. Non è casuale, poi, che in Di Baio siamo
contrari alle campagne di abbonamento che sottraggono vendite all’edicola;
siamo contrari, soprattutto a campagne con sconti che offendono il lavoro
dell’Edicolante”.
un commerciante specializzato
Per usare una
terminologia che dal mondo della carta ci trasferisce nel virtuale di Internet,
possiamo paragonare la specializzazione del collezionismo della Di Baio a
un vero “link”?
“Certamente –
risponde Jonghi Lavarini – come per Internet ogni pagina aperta rimanda
a un’altra pagina web, così nel cartaceo ogni nostra rivista consente di
aprirne un’altra per approfondire un argomento che a sua volta rimanderà la
lettura a un’altra rivista ancora. Inoltre, la specializzazione che
caratterizza la nostra casa editrice e che gratifica il lettore, farà
dell’edicolante del 2001 un commerciante specializzato”.
Ma la
specializzazione ha dei costi. E le riviste Di Baio costano.
“È vero –
prosegue l’architetto Jonghi Lavarini – le nostre riviste, rispetto ad
altre a carattere più generico, sono più costose. Ma sono anche le testate che
non mostrano l’affollamento pubblicitario che le renderebbe effimere. Sono più
care, perché i servizi fotografici sono curati e realizzati interamente da noi.
Noi mostriamo al lettore esattamente ciò che abbiamo visitato, visto e
fotografato.
La rivista più cara, perché più professionale e la formula “una
rivista tira l’altra”, permettono all’edicolante un guadagno più solido.
Non
dimentichiamo di segnalare che sul mercato esiste 99 Idee Casa, al
prezzo contenuto di 5.900 lire. Una testata che offre comunque un’informazione
sempre professionale, aggiornata e mai casuale. Così come non è mai casuale il
modo di rapportaci all’edicola. Oggi, per esempio, il ricambio generazionale
che si sta verificando a livello nazionale, in forma più manifesta nelle città
e meno evidente nelle periferie e nei piccoli centri, ha provocato, e
continuerà a farlo, mutamenti nelle vendite, privilegiando forse riviste a
basso costo e quindi di realizzo economico più immediato. Noi continueremo,
però, a difendere la qualità dei nostri prodotti e a chiedere all’edicolante
sempre più professionalità e specializzazione”.
Internet,
e-commerce, on-line. Conquiste tecnologiche che portano a rivedere tempi e
modalità di produzione, distribuzione e vendita. L’edicola ne uscirà
penalizzata?
“Chi come noi
progetta la casa e le sue variabili – spiega l’architetto Jonghi Lavarini –
non teme più di tanto le conseguenze di queste conquiste. Perché, sia il
lettore sprovveduto sia il professionista di settore avranno sempre bisogno di
consultare il cartaceo. Quindi continueranno ad andare in edicola. La lettura
on line è di facile e immediata consultazione ma priva il lettore del piacere
tattile del possesso. E nel piacere del possesso è racchiuso il messaggio
rassicurante di cui il cliente/lettore ha necessità per realizzare sogni e
bisogni. E dove, se non nell’edicola, si può concretizzare il piacere del
possesso di una rivista da consultare?