![]() |
L'ESPERTO RISPONDE |
| A cura di Carlo Leopardo |
Mi rivolgo a
voi per confrontarmi e avere un’opinione circa la gestione della mia edicola.
L’esercizio che gestisco da 20 anni è di natura composita, accosta all’attività
principale di rivendita di giornali, l’unica in un paese di 2000 abitanti, il
commercio di articoli di vario genere. Desidero esporre, in breve, i disagi che
più rendono difficile l’organizzazione del lavoro:
Fiducioso
nella vostra risposta, invio i miei più distinti saluti.
D. C. – Chions (PN)
Per quanto
riguarda il tabulato mensile delle pubblicazioni in conto deposito presenti in
edicola non ci dovrebbero essere difficoltà: i distributori locali, a suo
tempo, dettero infatti la loro disponibilità a farlo.
Il seguito della
sua lettera rappresenta una fotografia intelligente della situazione a noi ben
presente; una delle cose che ci preme di più, sia per quanto riguarda le
modifiche della legge 416, sia per ciò che concerne l’Accordo Nazionale, è
proprio l’identificazione del prodotto editoriale (che bello se le testate,
avessero la carta d’identità) essendo ormai subissati da prodotti e oggetti che
di editoriale hanno poco o nulla. Tenga presente che da tempo abbiamo dato la
nostra disponibilità a discutere il rinnovo dell’Accordo Nazionale. È la FIEG
che non dà la propria disponibilità.
Sono stufa di
ricevere i giornali alle 9 del mattino (quando va bene!) proprio mentre sto
servendo i clienti e quindi col rischio di sbagliare le rese. Vorrei fare
denuncia e chiedere un risarcimento danni simbolico perché ho perso molte
vendite e molti clienti che ora acquistano i quotidiani altrove.
A chi posso
rivolgermi?
S. C. – Roure (TO)
Si metta in
contatto con l’ufficio diffusione del quotidiano LA STAMPA di Torino che è la
testata di riferimento in Piemonte; penso e spero, visto che l’interesse è
comune, che si riesca a trovare una soluzione. Premesso che serva ancora a
qualcosa, ho provveduto a inviare la sua lettera alla FIEG, garante per gli
editori e loro mandatari del rispetto delle regole.
I tabaccai vendono di tutto, si sa, anche generi che nulla hanno a che fare con i monopoli di Stato come: bustine di patatine fritte, caramelle, cioccolatini, merendine, ecc. Non capisco in virtù di quale tabella merceologica. Disponendo di un’edicola negozio di 90 mq. vi chiedo se è possibile estendere la vendita a tali prodotti. Ho pensato anche all’eventualità di fornirmi di frigorifero per la vendita di gelati preconfezionati e bibite varie con un rispetto dell’igiene sicuramente maggiore di quello che può assicurare chi vende sigarette, francobolli, lucido da scarpe e altri cento articoli. È soltanto un’idea o è già possibile? Grazie per l’attenzione.
V. F. – Modugno (BA)
La cosiddetta
Legge Bersani ha, di fatto, diviso il commercio in due settori: alimentare e
non alimentare. Per il “non alimentare”, previa comunicazione al Sindaco lei
può già porre in vendita gli articoli che ritiene più opportuni.
Se ha conservato
Azienda Edicola, controlli quanto già pubblicato sul n.6/99 a pag. 22. Potrà
trovare lo stesso argomento anche su Internet vistando il nostro sito
(www.aziendaedicola.com) e cliccando sullo “storico articoli”.
I tabaccai sono
in possesso di una speciale tabella commerciale che permette loro di vendere
determinati prodotti alimentari senza avere particolari requisiti.
COME FARE PER CREARE UNA PICCOLA
LIBRERIA?
In seguito
alle continue richieste da parte dei miei clienti, vorrei creare una piccola
libreria (Superpocket Mondadori, I miti, Supersegretissimo, Tascabili Newton,
ecc.).
Come
riceverli?
In molte città
vi sono distributori o grossisti di materiale librario. Consulti l’elenco
telefonico o le Pagine Gialle per vedere se ce ne sono nella sua zona. In caso
contrario può telefonare agli editori che le interessano e che potranno
comunicarle l’ubicazione del deposito a lei più vicino.
PERCHÉ FUORI DELL’ARMADIETTO?
Il mio problema è il seguente: dispongo di un armadietto con serratura all’esterno del mio negozio, che viene utilizzato per la resa e la consegna di quotidiani e riviste. Nonostante l’addetto alla consegna possegga la chiave dell’armadietto il pacco con i giornali viene lasciato regolarmente a terra all’esterno col rischio di furti e pioggia. Vorrei sapere se il contratto prevede la consegna in zona protetta e, se sì, qual è l’articolo al riguardo?
E.S. – Villanova di Cepagatti (PE)
Art.6
dell’Accordo Nazionale: “(...) Le imprese editoriali si impegnano (...) a
effettuare direttamente o tramite le imprese di distribuzione locale, il servizio
di portatura e relativo ritiro resa delle pubblicazioni franco punto vendita
(...)”. Come vede non vi è nessun obbligo particolare, ma la logica
consiglierebbe di avere la rivendita aperta al momento della consegna.
Qualora questa
avvenga in ore antelucane, cerchi di ottenere – coinvolgendo il suo
distributore – un po’ più di collaborazione dal trasportatore.
PERCHÉ L’AGENZIA NON CALCOLA
SULL’E/C ANCHE
IL PAGAMENTO DEL SABATO?
Vorrei sapere se è normale che l’agenzia di distribuzione pretenda il pagamento dell’E/C inclusa la distribuzione del sabato senza che la resa dello stesso giorno venga calcolata sul medesimo E/C. In caso contrario come ci si deve comportare?
G. Tutolo – Lucera (FG)
L’Articolo 10
dell’Accordo Nazionale recita testualmente: “le pubblicazioni devono essere
pagate con i sistemi pattuiti e, di norma, contestualmente alla consegna,
scomputando l’equivalente delle copie invendute e documentate come resa”
quindi, a livello teorico, sarebbe possibile pagare quotidianamente le
forniture detraendo, chiaramente, il reso dal fornito.
Per oggettivi
problemi organizzativi e pratici generalmente l’estratto conto è settimanale e
deve essere PATTUITO, come dice l’Accordo Nazionale, dalle parti (distributore
locale e rivenditori attraverso le loro Organizzazioni Sindacali locali); non
può dunque essere una decisione unilaterale del distributore locale. Si
informi, perciò, di eventuali accordi in tal senso, presso il locale sindacato
giornalai.
Quello che
avviene nella sua piazza di distribuzione è comune ad altre piazze e, di norma,
è bilanciato dai pagamenti che avvengono alcuni giorni dopo il ricevimento
dell’estratto conto. In ogni caso, la logica direbbe che l’estratto conto debba
contenere il fornito settimanale e l’equivalente resa dei giorni corrispondenti
al fornito.
TROPPE RIVISTE!
Come ci possiamo difendere dalle troppe riviste che ci strangolano e ci portano al collasso finanziario? Mi sembra che il mio distributore faccia orecchie da mercante e vi chiedo un suggerimento in merito.
G. Del Carlo – Viareggio (LU)
Le suggerisco di
contattare Andrea Innocenti, vicepresidente dello SNAG e nostro responsabile
sindacale in Toscana: tel.055.484945.
Ho rilevato
un’edicola il 6 novembre 2000 e l’ho completamente ristrutturata ottenendo un
discreto successo dal punto di vista delle vendite. Il problema principale è
questo: ho ristrutturato una delle due vetrine esterne inserendo dietro il
vetro (satinato opaco) dei neon che vorrei utilizzare come “insegna”. Nessuno,
né distributore né quotidiani (a cui ho spedito varie e-mail), mi ha mandato
gli adesivi con i nomi dei quotidiani da attaccare sul vetro. Vi chiedo:
1 – Se
facessi fare io gli adesivi potrei andare incontro a delle sanzioni?
2 – Potrei
richiedere un compenso per questo spazio pubblicitario che offro ai vari
quotidiani?
3 – Devo
pagare qualche tassa sulla pubblicità a livello locale e/o nazionale? (Non
intendo scrivere sulla vetrina né “edicola” né “giornali”).
Vi ringrazio
anticipatamente per la vostra cortesia ed efficienza e vi faccio i miei
complimenti per la rivista che mi sembra utilissima.
E.S. – Chiavari (GE)
1) – Direi di
no, in quanto, in fin dei conti, farebbe pubblicità gratuita alle testate.
2) – Sarebbe
logico (io do se tu mi dai); in diverse città questi servizi “pubblicitari”
vengono, infatti, remunerati dagli editori.
3) – Se è
pubblicità editoriale (logo o nome di una pubblicazione editoriale) non si paga
nulla.
Veda Azienda edicola n. 5/00 a pag. 46.
Se la pubblicità
riguarda, invece, altri settori deve essere pagata una tassa comunale e
l’ufficio tasse e tributi del suo Comune potrà chiarirle costi e procedure. Per
concludere: se lo spazio che lei offre agli editori viene da loro rifiutato
(anche con il silenzio), lei può darlo al miglior offerente.
QUALE DISTANZA FRA DUE PUNTI VENDITA?
Vorrei
sapere:
1 – Come si
valuta la distanza tra un punto vendita esclusivo e un altro che si vuole
aprire?
2 – Se il
punto vendita si apre, quanto tempo ho per oppormi alla apertura?
3 – Il
parametro della distanza, cambia da comune a comune?
E. V. – Portici (NA)
1) – Non esiste
un punto di vendita che “si vuole aprire”: la legge 416 disciplina – ancora per
il momento – il nostro settore e la licenza commerciale, per la vendita dei
giornali, è rilasciata dal Comune dopo aver verificato alcuni parametri
(densità della popolazione, numero delle famiglie, caratteristiche
urbanistiche, ecc.).
I Comuni devono
essere dotati di piano di localizzazione delle rivendite di giornali e questo
piano stabilisce i parametri, il numero delle rivendite, le distanze tra loro;
solo in assenza di piano è possibile il rilascio di nuove licenze a una
distanza non inferiore ai 400 metri dalla rivendita più vicina.
2) – Se lei
ritiene che la procedura per il rilascio di una licenza non sia stato corretto
può rivolgersi, a seconda dei casi, alla Magistratura ordinaria o al TAR
(Tribunale Amministrativo Regionale), ma un avvocato potrà esserle più preciso.
3) – Il
parametro distanziometrico è generalmente contenuto nel piano comunale di
localizzazione delle rivendite e cambia da Comune a Comune.
Ho ripetutamente chiesto alla mia agenzia di distribuzione di poter avere i dati relativi a bolle di consegna/resa su supporto informatico (rete o semplice dischetto), ma non ho mai avuto esito positivo. Considerato che tra 350 giorni ci sarà l’Euro, con la conseguente ridenominazione dei prezzi di copertina, sarebbe utile poter disporre di strumenti che possano semplificare la nostra vita e attività. Tra l’altro sarei più sicura dei valori indicati nell’estratto conto sui quali ho già dei grossi dubbi. Potete aiutarmi? Grazie anticipatamente.
L.V. – Triuggio (MI)
Al momento il
suo distributore locale non ha nessun obbligo di fornirle le bolle di consegna
su supporto informatico, ma, come avrà letto sui precedenti numeri di Azienda
Edicola, è in fase di studio l’informatizzazione della rete delle edicole.
Tuttavia non penso che il sistema possa essere operante prima dell’ingresso dell’Euro.
Lei deve essere
sicura dei valori riportati in estratto conto, perché il documento riporta
soltanto l’equivalente del fornito e del reso settimanale, desunto dalle
relative bolle di consegna. Solo se così non fosse, l’estratto conto sarebbe
sbagliato.
È OBBLIGATORIA LA RESIDENZA?
Vi chiedo se per essere titolare di un’edicola occorre anche avere la residenza dove è sita l’edicola pena la revoca dell’autorizzazione? La vostra rivista è bellissima e la leggo sempre con molta attenzione, peccato sia bimestrale.
Non è necessario
avere la residenza nello stesso Comune in cui si ha la titolarità della licenza
commerciale per la vendita dei giornali.
Perché è vietato dare in gestione l’edicola? All’editore interessa vendere il prodotto e non chi lo vende. Per darla in gestione è possibile, a discrezione del Comune, avere un permesso? Il mio problema è che sono solo e l’unica fonte di reddito è l’edicola. Ma non è vita!
T. M. – Torre Annunziata (NA)
1) – L’Art.14
della legge 416/81 dice: “(...) l’esercizio delle rivendite fisse può essere
svolto unicamente dal titolare o dai suoi familiari o parenti, o affini fino al
terzo grado, ma è vietato l’affidamento in gestione a terzi. L’affidamento in
gestione è consentito soltanto nel caso di comprovato impedimento per malattia
o infortunio o di superamento dell’età pensionabile”.
Questo il motivo
per cui non è permesso dare in gestione la rivendita; vi sono, però, altre
forme analoghe o similari (contratto di partecipazione o altro) che un buon
commercialista saprà indicarle.
2) – Il Comune,
in questo caso, non ha nessun potere discrezionale.
Nel gennaio 1998 ho intrapreso l’attività di edicolante inserendola nella preesistente cartolibreria che aveva aperto nel luglio 1995. Ora siccome lo spazio dedicato alla cartoleria viene sempre più sacrificato a quello “rubato” dall’edicola, lavoriamo molto spesso solo per far vivere il nostro distributore locale che continua a inviarci “spazzatura” che a volte abbiamo rifiutato (porno e VHS). Mi chiedo se è possibile trasformare il mio negozio in libreria con annessa edicola trattando, però, solo i periodici più venduti e i quotidiani (in quanto nel ’98 ancora non c’era la nuova legge sulla sperimentazione).
Cartidea – Cupello (BA)
Lei deve
ricevere, per la messa in vendita, tutte le pubblicazioni quotidiane e
periodiche che le vengono fornite anche perché, a priori, è difficile conoscere
il loro grado di penetrazione sul mercato.
Il suo
distributore locale deve, però, rifornirla delle copie necessarie a soddisfare
l’esigenza del suo punto vendita; per assurdo, se lei ripetutamente non
vendesse nemmeno una copia di una testata sarebbe logico che questa non le fosse
più inviata.
È possibile
rifiutarsi di vendere pubblicazioni a carattere pornografico.
ALLA CONSEGNA MANCANO SEMPRE COPIE DI
QUOTIDIANI
Gestisco questa edicola da più di 6 anni con crescente successo. Purtroppo un grave problema incide negativamente nello svolgimento del mio lavoro. Il distributore competente per territorio si avvale, per la distribuzione di quotidiani e riviste, di personale conto terzi. Ahimè, è la nota dolente, poiché tutte le mattine, da sei anni ormai, alla consegna dei quotidiani mancano sistematicamente 2 copie per un valore circa L. 3.000 giornaliere. Ma non è finita perché anche alla consegna della cassa contenente periodici si riscontrano quasi sempre ammanchi che variano da poche migliaia fino a centomila lire. Anche se prontamente contattiamo l’agenzia, i suoi collaboratori non solo si rivolgono con tono poco garbato, ma declinano ogni responsabilità. Mi chiedo a questo punto con chi abbiamo a che fare. Il sindacato a cui sono iscritta, che cosa fa? Ormai sono talmente delusa e scoraggiata da tale comportamento che ho deciso mio malgrado di cedere l’attività. Sicura che pubblicherete queste mie lamentele vi ringrazio anticipatamente.
M. P. R. – Noicattaro (BA)
Ritengo che il
rapporto tra un fornitore e un cliente debba essere di carattere fiduciario,
noto però che da parte di certi distributori locali vi è una applicazione
unilaterale di tale rapporto.
Abbiamo più
volte detto che in caso di ammanchi, ripetuti e sistematici, è bene controllare
per un certo periodo insieme al trasportare (o ad altro testimone) quanto viene
consegnato. Se è in grado di provare quanto lei afferma, si rivolga al giudice
di pace per avere soddisfazione. Nel frattempo abbiamo, però, ricevuto una
lettera da Vito Michea, segretario generale del SINAGI di Bari, che qui
riproduciamo:
Bari, 22
gennaio 2001
Spett.le
rivendita M.Pia Ribezzi
Noicattaro
(BA)
e p.c.
Spett.le
Redazione di
AZIENDA EDICOLA
Gent.ma
collega,
sabato scorso
abbiamo preso visione, per puro caso, della lettera che in data 13 gennaio hai
inviato alla locale agenzia di distribuzione, alla redazione di Azienda
Edicola, e al segretario generale della nostra struttura provinciale.
Premesso che
appare alquanto strano che detta comunicazione non sia stata inviata
direttamente alla nostra sede sindacale, considerato il gran numero di
circolari inviate di recente – su carta intestata – a tutti i nostri associati,
ci permettiamo di osservare che tra i numerosissimi contatti che abbiamo avuto
con i nostri colleghi nel corso degli ultimi tre anni (periodo citato nella
lettera), non ci risulta alcuna segnalazione giunta dalla tua rivendita.
Pur
sorvolando su quest’ultimo aspetto, certamente non secondario a nostro modesto
avviso, ci permettiamo di precisarti che la nostra organizzazione sindacale, da
oltre un decennio, ha predisposto un modulo (che alleghiamo alla presente) –
utilizzato da tutta la rete di vendita – per la segnalazione settimanale degli
eventuali ammanchi riscontrati nelle forniture dei giornali.
Detto modulo
indica, tra l’altro, che “nel caso di mancato accredito sul primo estratto
conto utile delle pubblicazioni così segnalate, copia dello stesso modulo dovrà
essere immediatamente inviato al nostro sindacato”.
Questo tipo
di percorso non solo ci ha consentito di intervenire tempestivamente, con
altissime percentuali di riconoscimento degli accrediti richiesti, ma ci ha
anche permesso di esaminare da vicino le situazioni più negative, attivando di
conseguenza una serie di mirati interventi per una migliore tutela dei diritti
degli interessati.
Gentile
collega, quello che fanno i sindacati tutti – per difendere la nostra
categoria, attraverso un duro e oscuro lavoro quotidiano, meriterebbe di essere
approfondito con un dibattito serio e responsabile.
Ovviamente
nessuno di noi ha in tasca la verità, né tantomeno possiede la capacità di
conoscere le problematiche di tutti se non riceve le necessarie informazioni.
Detto questo,
desideriamo solo confermarti la nostra completa disponibilità ad affrontare
insieme tutti gli aspetti che hai sollevato.
Nell’attesa
di sentirti, ti salutiamo cordialmente.
Vito Michea
Tel.
0805423822 - Fax 0805424515
http://www.sinagi.ba.it-sinagibari@libero.it
IL DISTRIBUTORE NON RICONOSCE L’IMPORTO DEI SOVRASCONTI
Nonostante le
nostre continue richieste il nostro distributore non ci riconosce l’importo dei
sovrasconti natalizi riguardanti l’anno 1999-2000. Vorremmo sapere come fare e
a chi rivolgerci per ottenere le ns. spettanze. Grazie per l’eventuale risposta
e complimenti per il vs. lavoro editoriale.
P.S. Le forniture inoltre non sono sufficienti e non ci vengono aumentate su richiesta.
F. Talarico – Petrona (CZ)
Denunci il suo
distributore alla Magistratura per appropriazione indebita. Ho provveduto a
inviare la sua lettera alla FIEG che potrà attivarsi richiamando il suo
distributore alle proprie responsabilità.
I TERMINI DI PAGAMENTO DEGLI E/C
Vorrei sapere
se è vero, come mi ha detto il rappresentante sindacale di zona, che non esiste
nessun accordo circa i termini di pagamento degli estratti conto. A noi vengono
addebitati in banca il lunedì (praticamente il giorno successivo l’ultima
fornitura di quotidiani avvenuta la domenica).
Non
dovrebbero esserci almeno dieci giorni di tempo (diciamo dalla fornitura
intermedia di metà settimana mercoledi-giovedi)?
Il sistema di
pagamento in atto nella sua zona è sostanzialmente corretto anche se, per poter
controllare la congruità dell’estratto conto, forse, sarebbe necessario un
altro giorno. Presumo che, da quanto mi scrive, il pagamento venga effettuato
tramite RID bancario; tenga presente che nessuno la obbliga a questa forma di
addebito automatico che può revocare quando vuole.
Veda anche la
risposta data al suo collega Tutolo di Lucera (FG).
RAPPORTI TESI COL DISTRIBUTORE
Bastano 15 o 20 anni di contributi volontari? Da quando con la mia famiglia abbiamo un’edicola ci sono sempre stati problemi e cattivi rapporti con un distributore a causa di resi respinti anche se scaduti da poco chiamati con titoli strani e introvabili. Il commercialista può controllare le bolle e gli E/C settimana per settimana visto che siamo in passivo da tempo? O si può cambiare agenzia? Grazie.
S. D’A. –
Cesano Boscone (MI)
Per la sua prima
domanda che penso si riferisca al percepimento della pensione: si devono avere
35 anni di contribuzione oppure avere raggiunto l’età pensionabile. Per quanto
riguarda l’agenzia di distribuzione locale non le è consentito cambiarla perché,
per ora, la scelta del distributore spetta ancora all’editore. Devo, poi, dirle
che generalmente le pubblicazioni vengono richiamate in resa con lo stesso nome
con cui sono state fornite. Spesso però il nome effettivo della testata non è
quello ben evidenziato, ma quello scritto in piccolo in qualche angolo della
copertina se non sul retro. Le consiglio di etichettare con data le
pubblicazioni di difficile identificazione. In ogni caso, controllando se sono
state pagate, e non sono in conto deposito, dopo una quarantina di giorni
possono essere rese. La invito comunque a contattare il nostro sindacato
provinciale di Milano tel.02/87 87 00 che la potrà aiutare nella risoluzione
dei suoi problemi.