Le novità con decorrenza 2001

 

Aliquote IRPEF, detrazioni fiscali per carichi di famiglia e spese mediche. E  se vogliamo ristrutturare? Come sfruttare le riviste dimenticate per ridurre  a quota tasse e, infine, cosa sono, e a cosa servono, gli studi di settore.

 

Di Sandro Cipriani

 

Aliquote irpef – Art. 2

È la parte più significativa della manovra a regime: è stato ampliato il primo scaglione di reddito elevandolo da 15 a 20 milioni che sconterà fino al 2003 un’aliquota del 18%; il secondo scaglione (da 20 a 30 milioni di reddito) avrà un’aliquota alleggerita di un punto l’anno: 24% nel 2001, 23% nel 2002 e 22% nel 2003. Il terzo scaglione (da 30 a 60 milioni di reddito), quello in cui si affolla la maggior parte di contribuenti, per il prossimo triennio sconta un’aliquota unica del 32% contro l’attuale 33,5%.

Anche gli ultimi due scaglioni subiranno, nel triennio, un abbattimento di un punto percentuale.

 

 

 

Detrazioni per carichi di famiglia – Art. 2

 

Se il reddito complessivo non supera i 100 milioni, la detrazione per i figli a carico viene fissata rispettivamente in L. 552.000 per il 2001 e L.588.000 per il 2002 per il primo, e L. 616.000 e L. 652.000 per i successivi.

 

 

 



Spese mediche – Art. 2

Viene riconosciuta la possibilità di ripartire in quattro quote annuali costanti la detrazione delle spese mediche di importo superiore a lire 30.000.000.

 

Ristrutturazione edilizia – Art. 2

Anche per l’anno 2001 viene riconosciuta la detrazione del 36% delle spese sostenute per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio.

È stata prevista una sanatoria per i lavori iniziati entro il 30 giugno 2000 anche quando la comunicazione al centro servizi risulta tardiva, purché la stessa sia pervenuta entro 90 giorni dell’inizio dei lavori.

 

Mutui prima casa – Art. 2

Notevoli le innovazioni in materia di interessi passivi relativi a mutui per l’acquisto della prima casa da destinare ad abitazione principale; in modo particolare, vogliamo sottolineare il riconoscimento della detrazione anche nell’ipotesi di acquisto di immobile locato od oggetto di lavori di ristrutturazione edilizia e la possibilità di detrarre la quota di interessi sostenuti dal coniuge fiscalmente a carico.

 

IRPEG: Riduzione aliquota - Art. 4

A partire dal 2001 è prevista la progressiva diminuzione dell’aliquota IRPEG nella misura del 35% per gli anni successivi. Modifiche sono anche intervenute in materia di acconti.

 

 

ICI – Art. 18

L’ICI dovrà essere versata in due rate: la prima entro il 30 giugno e dovrà essere pari al 50% dell’imposta dovuta sulla base dell’aliquota e delle detrazioni dell’anno precedente; la seconda entro il 20 dicembre, a saldo dell’imposta dovuta per l’intero anno, con eventuale conguaglio.

Interessi legali

Il tasso legale per interessi, dal 1° gennaio 2001, viene elevato dal 2,5 al 3,5%.

 

Lavoratori pensionati – Art. 72

Il cumulo tra pensione e redditi da impresa o lavoratore autonomo, coinvolge un numero sempre maggiore di pensionati che intendono continuare un’attività lavorativa.

Dal 1994 a oggi la normativa ha subìto numerose modifiche passando da norme estremamente rigide che hanno spinto verso il lavoro nero, alla Finanziaria 2001 che tende a rendere più compatibili i due regimi. Dal gennaio 2001 le pensioni di vecchiaia e di anzianità con almeno 40 anni di contributi sono completamente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo e dipendente.

Le pensioni di anzianità, fermo restando la non cumulabilità con il lavoro dipendente, sono invece parzialmente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo nella misura del 70%; la trattenuta sulla pensione non può, in ogni caso, superare il 30% del reddito di lavoro autonomo prodotto.

L’attuale normativa si applica anche ai trattamenti liquidati prima del 1° gennaio 2001, solo se più favorevole.

 

 

Portiamo le riviste al macero per scaricarle

dalla dichiarazione dei redditi

Entro un mese dovremo pagare le tasse. Approfittiamone per portare subito al macero tutte le riviste dimenticate.

Anche, soltanto una ventina di testate per un valore di centomila lire può aiutarci a recuperare qualche preziosa lira per le nostre tasche.

Sul n.5/00 di Azienda Edicola, avevamo illustrato la procedura da seguire per le riviste da portare al macero. Ciò nonostante, da più parti ci sono giunte ulteriori richieste di informazioni al riguardo, ma soprattutto ci è stata chiesta la conferma che la prassi fosse assolutamente corretta.

Domenico Moschella, il commercialista consulente dello SNAG che risponde alle vostre domande ha, dunque, presentato il 15 gennaio scorso all’Ufficio Distrettuale delle Imposte Dirette di Milano e per conoscenza alla Direzione Regionale delle Entrate della Lombardia, il seguente quesito:

“…chiede l’iter da seguire, da parte dei rivenditori, nella distruzione delle copie di pubblicazioni scadute e che non sono più oggetto di “reso” all’editore.

Si precisa che lo scrivente, in ottemperanza alle norme di cui ai commi 2 e 4 dell’art.4 DPR 10.11.97 n.441 nonché delle istruzioni impartite da codesto Ministero con circolare del 23.07.98 n.193/E, ha orientato il comportamento dei rivenditori nel modo seguente:

Comunicazione da far pervenire agli uffici finanziari e ai comandi della Guardia di Finanza territorialmente competenti, almeno cinque giorni prima delle operazioni di distruzione delle pubblicazioni, contenente l’indicazione del luogo, ora, data e modalità delle operazioni, nonché la qualità, la quantità e l’ammontare complessivo dei beni da distruggere.

Nel caso in cui il valore complessivo dei beni da distruggere, risulti inferiore a 10 milioni di lire, una dichiarazione sostituiva di atto notorio, ai sensi della L. 4.01.68 n.15, contenente tutte le notizie di cui sopra può tener luogo della comunicazione precitata. In attesa di positivo riscontro…”.

In data 18 gennaio l’Ufficio Distrettuale delle Imposte Dirette di Milano, a firma di Salvatore Metrangolo, Capo Area dei servizi Generali e Direttore tributario ha dato “positivo riscontro al comportamento descritto”.

Pertanto rimandiamo tutti gli interessati a seguire la procedura suddetta, prendendo esempio dai facsimili di “comunicazione” pubblicati sul n.5/00 della nostra rivista a pag.44.

Gli stessi documenti sono anche presenti sul nostro sito www.aziendaedicola.com.

 

 

E gli studi di settore che cosa sono?

Come abbiamo anticipato sul numero scorso, il settore “Commercio e dettaglio di giornali, riviste e periodici” è stato inserito fra gli Studi di Settore.

Gli studi di settore costituiscono un sistema utile per valutare le capacità di produrre ricavi, o conseguire compensi, delle singole attività economiche, realizzato tramite la raccolta sistematica non solo di dati di carattere fiscale, ma anche di numerosi altri elementi che caratterizzano l’attività e il suo contesto economico.

Con questo sistema, accolto con il pieno consenso delle associazioni di categoria, l’Amministrazione finanziaria si è avviata su una nuova strada basata sulla trasparenza e sul confronto.

Come è noto, per l’accertamento dei redditi delle piccole e medie imprese e dei lavoratori autonomi, erano stati adottati diversi metodi: prima allargando il numero dei soggetti obbligati alla contabilità, poi imponendo sempre nuovi obblighi “strumentali” (come la bolla di accompagnamento, gli scontrini, la ricevuta fiscale) infine ricorrendo a strumenti di tipo presuntivo come i coefficienti di congruità, la minimum tax, i coefficienti presuntivi di reddito.

Nel corso degli anni ci si è resi conto, però, che soltanto utilizzando ciò che realmente serve all’imprenditore o al professionista per gestire la propria attività, il fisco può ottenere risultati efficaci e che è improduttivo imporre adempimenti contabili con finalità esclusivamente fiscali.

Da qui la logica che ha indirizzato l’Amministrazione verso la strada degli “studi di settore”: studi cioè che, attraverso la rilevazione delle caratteristiche “strutturali” delle imprese consentono di individuare le condizioni effettive di redditività.

 

 

Come compilare il Vostro questionario

Il questionario dovrebbe essere stato inviato a ogni contribuente direttamente dal Ministero delle Finanze. Tuttavia qualora non fosse pervenuto i rivenditori possono procurarselo o fotocopiandolo dalla Gazzetta Ufficiale o prelevandolo dal sito Internet 

www.finanze.it

 alla voce modulistica.

Il modello identificato SM 13 va compilato con riferimento ai dati contabili relativi al 1999 per i titolari di reddito d’impresa classificati col codice attività 52.47.2.

Il modello si compone di più pagine codificando i vari righi con lettera e numero:

• La prima pagina contiene i dati anagrafici dell’impresa unitamente ai dati relativi al personale addetto all’attività come richiesto dal rigo A1 al rigo A13;

• dal rigo B1 al rigo B25 viene richiesta una serie di informazioni inerenti il punto vendita e la sua localizzazione;

• dal rigo D1 al rigo D5 vengono richieste informazioni circa i mezzi di trasporto usati per l’attività;

• dal rigo G1 al rigo G12 vengono richiesti i dati contabili circa le vendite di prodotti editoriali e di altri prodotti soggetti ad aggi;

• dal rigo G13 al rigo G33 la suddivisione in percentuale delle altre merceologie vendute;

• dal rigo G34 al rigo G46 deve essere indicata una serie di informazioni specifiche all’attività svolta: fra queste è da sottolineare la percentuale del 19% che va indicata al rigo G35 in quanto detta cifra corrisponde allo sconto sul prezzo defiscalizzato;

• dal rigo H1 al rigo H10 viene richiesta la suddivisione circa le modalità di acquisto della merce;

• dal rigo M1 al rigo M25, esposti nell’ultima pagina, vengono richieste le voci contabili rilevabili nella dichiarazione dei redditi 1999.

 

Modalità di invio

Il questionario, opportunamente compilato deve essere inviato per posta ordinaria entro il 18 aprile 2001 (utilizzando, laddove possibile, la busta pervenuta insieme al modulo stesso) al Centro di Servizio delle Imposte Dirette e Indirette indicato nella tabella 3 riportata in Appendice.

Per i residenti nella provincia di Bolzano, il termine della trasmissione del questionario in forma cartacea, è fissato al 31 maggio 2001.

I dati richiesti possono essere trasmessi telematicamente all’Amministrazione finanziaria. In questo caso il termine per la trasmissione è successivo a quello previsto per la spedizione del modello cartaceo e scade il 15 maggio 2001.

Per i contribuenti residenti nella provincia di Bolzano, il termine per la trasmissione telematica è fissato al 15 giugno 2001.