La distribuzione in Europa Come
funziona negli altri Paesi d’Europa la distribuzione dei giornali? Quali sono
i guadagni degli edicolanti? C’è qualcuno che può scegliere le testate da vendere?
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Grazie
alla collaborazione di Union Presse, la rivista che in Francia assolve
al compito di informare i rivenditori di giornali su quanto avviene nel settore
in generale, possiamo illustrarvi, sia pure in modo succinto, le
caratteristiche che diversificano i maggiori Paesi europei per quanto riguarda
il mercato di quotidiani e periodici.
Quanto
segue è frutto di uno studio pubblicato proprio da Union Presse, che
riproduciamo per gentile concessione e che, per ciò che concerne la Francia, è
stato ampliato da Guy Delivet, direttore della testata francese, proprio
per i lettori di Azienda Edicola.
La
prima cosa da evidenziare è il numero degli abitanti di ogni singolo Paese:
Germania: 82 milioni d’abitanti
Inghilterra: 59 milioni d’abitanti
Italia: 57 milioni d’abitanti
Spagna: 40 milioni d’abitanti
Francia: 60 milioni d’abitanti
Gli
editori dei quotidiani consegnano direttamente agli edicolanti tramite i
distributori locali (ovvero grossisti). Non esistono agenzie di distribuzione
nazionale in Germania. Le pubblicazioni hanno integrato la distribuzione nel
processo di fabbricazione.
In
Germania esiste un solo piccolo distributore nazionale che realizza il 5% della
cifra d’affari complessiva con piccole testate, un’attività del tutto
marginale.
In
Germania ci sono 97 grossisti (DL). La ristrutturazione della rete distributiva
è stata fatta da molto tempo: trent’anni fa erano 300.
Questi
distributori possono negoziare con gli editori le loro commissioni che variano
in funzione della periodicità e delle tirature. E naturalmente hanno
un’esclusiva territoriale.
Si
tratta della famosa rete tedesca, di cui sentiamo continuamente parlare,
costituita da ben 107.000 punti di vendita, ovvero un punto per ogni 750
abitanti:
Nei
20.000 negozi specializzati sono inclusi 1.600 concessionari tipo i Relay
francesi (vedere più avanti). Questi realizzano da soli il 12% della cifra
d’affari.
I
32.000 negozi promiscui comprendono le drogherie, le panetterie e le
superettes, (ovvero supermercati di piccoli dimensioni) con superficie
inferiore ai 200 metri quadri.
Nei
16.000 punti della GDO (numero decisamente elevato) rientrano le superettes con
superficie superiore ai 200 metri quadri, i supermercati e gli ipermercati.
I
16.000 diversi, sono appunto i diversi fra cui risaltano i punti vendita
specializzati.
Da
quanto sopra si rileva come la vendita della stampa, in Germania, sia
praticamente libera.
In
questo Paese, inoltre, il 98% dei punti vendita chiude intorno alle 18,30 e il
95% è chiuso dalle 14 del sabato fino al lunedì mattina.
(Che ne dicono i nostri editori di questi orari? Polverizziamo pure la vendita dei giornali come in questo paese di Bengodi, ma applichiamo poi anche noi, le stesse aperture e chiusure!).
Per
quanto riguarda le vendite possiamo dire che:
Una
sola cifra per tutte: la Bild-Zeitung (quotidiano popolare con un’edizione
speciale per la domenica) vende 4.200.000 copie.
Per
quanto riguarda la vendita dei quotidiani in Germania, a numero, questa
rappresenta soltanto il 35%, mentre in Francia è il 75% della diffusione
totale.
Il
costo della distribuzione incide per il 60%.
Gli
abbonamenti non superano il 5% e la resa è intorno al 31%.
Per
i periodici, la diffusione è del 69% con un 29% di abbonamenti.
Il
giornalaio tedesco non ha diritto di scelta nelle testate. È il distributore
locale che sceglie titoli e quantità da inviare, soprattutto per i punti
vendita specializzati. Trimestralmente viene effettuata una revisione del piano
di vendita in funzione proprio di quanto è stato venduto e di quanto è stato
reso.
La
percentuale di invenduti è del 30% per i quotidiani e del 40% per i periodici.
I
pagamenti vengono effettuati ogni 7 giorni. L’aggio sui quotidiani è, per i
rivenditori, il 20%, mentre sui periodici appena un poco di più: il 20,2%.
INGHILTERRA
I
quotidiani consegnano direttamente alle rivendite. Esistono però sei
distributori nazionali, ma – e ciò è fondamentale – questi non fanno alcuna
operazione di raggruppamento a monte. Ciò significa che gli editori dei
periodici consegnano direttamente ai distributori locali.
Voi
vi chiederete: a cosa servono questi distributori nazionali?
In
Inghilterra, patria del liberalismo, tutto si negozia. Loro negoziano le
referenze, ciò vuol dire che i distributori locali e i rivenditori hanno il
diritto di scegliere cosa acquistare e cosa vendere.
Tutto
ciò comporta, ben inteso, determinate conseguenze.

Ci
sono 115 distributori locali. Anche qui la ristrutturazione risale a molti anni
fa: erano 1.000 nel 1980 e 120 nel 1992. In Inghilterra esiste, oggi, una forte
tendenza a creare veri e propri cartelli all’interno della rete dei
distributori: ci sono, infatti, quattro consorzi che realizzano ben l’85% della
cifra d’affari. Essi hanno, a loro volta, delle catene di punti vendita.
I
distributori locali non hanno esclusive per quanto riguarda l’acquisto delle
testate, né per la dislocazione geografica e rimangono in concorrenza fra loro.
Naturalmente il fatto di avere dato vita a un cartello, consente di ridurre la
concorrenza selvaggia che esiste fra loro.
Fino
a qualche tempo fa, il rivenditore di giornali di Londra aveva la facoltà di
scegliere il suo distributore.
Con
53.800 punti vendita gli Inglesi hanno un punto vendita ogni 1.100 abitanti:
I
negozi tradizionali non vendono soltanto giornali, ma anche tabacchi,
cosmetici, alimentari, ecc. Sono sostanzialmente dei mini-drugstores. In questi
34.000 negozi sono comprese le catene (negozi consorziati) che sono 4.000 e
realizzano un fatturato enorme: il 34% della cifra d’affari totale.
In
teoria la vendita della stampa è libera, ma in realtà sono soprattutto i
distributori locali che aprono dei punti vendita.
Non
ci sono COV (vedere più avanti) in Inghilterra né in Germania.
Per
quanto riguarda i quotidiani le vendite a numero e le consegne porta a porta a
porta si equilibrano al 50% ma c’è da tenere presente che sono i giornalai che
effettuano le consegne. Gli abbonamenti rappresentano soltanto lo 0,05%.
Per
quanto riguarda la vendita dei periodici, siamo più o meno allo stesso livello
della Germania con il 71%. Ciò che cambia è la differenza fra la consegna a
domicilio e l’abbonamento. Il porta a porta, che in Inghilterra è una vera
tradizione, rappresenta il 25% contro il 4% degli abbonamenti.
Per
quanto riguarda le catene di cui abbiamo già detto, grazie alla possibilità di
scegliere le testate da vendere, queste realizzano il 34% della cifra d’affari
esponendo soltanto 500 o 600 titoli!
Le
condizioni di pagamento prevedono il saldo fra i 15 e i 21 giorni. In realtà
più un punto vendita è potente e migliori condizioni può ottenere.
Per
quanto riguarda l’aggio sui quotidiani questo va dal 26,5% al 30,5% mentre per
i periodici della domenica è intorno al 25%.
I
dati relativi a questo Paese assomigliano abbastanza a quelli dell’Italia.
Distributori Nazionali
Sono
quattro i distributori nazionali, ma stanno velocemente perdendo terreno e
sono, probabilmente, condannati a sparire entro breve tempo. Gli editori hanno
infatti inserito il processo distributivo nella fabbricazione e, sempre di più,
provvedono a consegnare direttamente ai distributori locali.
Distributori Locali
La
situazione dei distributori locali non è facile perché non hanno né esclusività
territoriale né di titoli: un editore può infatti consegnare le sue testate a
più distributori nella stessa zona. È una situazione molto vantaggiosa per gli
editori perché consente loro di mettere in concorrenza i 200 distributori
locali.
Rivenditori
di Giornali
La
Spagna può contare su 27.050 punti di vendita (1 ogni 1.478 abitanti):
I
rivenditori di giornali hanno il diritto di bloccare le eventuali nuove
aperture. Molti chioschi sono a licenza comunale.
Caratteristiche di diffusione
L’aggio
è del 20% su quotidiani e periodici. In quattro grandi città, i rivenditori
beneficiano di un 5% supplementare.
FRANCIA
ovvero: Le Messaggerie

Le
Nuove Messaggerie della Stampa Parigina (NMPP), assicurano la distribuzione dei
titoli raggruppati in seno alle 5 cooperative di editori che detengono il 51%
del loro capitale, il 49% del rimanente capitale è detenuto da Hachette.
In più, questa società assicura la distribuzione dei titoli raggruppati nelle 3
cooperative che formano Transport Presse (TP), nel quadro di un contratto di
sub-appalto. Le NMPP realizzano 19 miliardi di franchi di cifra d’affari, di
cui 3,9 miliardi con i quotidiani, 12,6 miliardi con i periodici e 2,5 miliardi
con i prodotti extra-stampa e multimedia.
Le
Messaggerie Lionesi di Stampa (MLP), società cooperativa di distribuzione,
realizza una cifra d’affari di 2,9 miliardi di franchi. Questa società non
distribuisce quotidiani ma essenzialmente pubblicazioni a periodicità mensile o
superiore. Da qualche tempo essa distribuisce qualche settimanale di nuovo
sviluppo e sta aumentando la concorrenza che esiste, da qualche anno, con le
NMPP.
La
stampa quotidiana regionale assicura, invece, la distribuzione con i propri
mezzi.
Ci
sono oggi in Francia 350 distributori locali (depositaires/grossistes). Questa
cifra è il risultato del primo piano di riforma delle NMPP (1994-1997): prima
di allora c’erano 1.268 distributori e 2.840 nel 1987. È prevista tuttavia,
un’ulteriore riduzione che dovrebbe consolidare il numero dei distributori
locali in 200 (con 34 piattaforme logistiche per i quotidiani).
Di
questi 200, 46 sono filiali delle NMPP. Grazie a queste strutture e a Parigi
Diffusione Stampa, le NMPP detengono il 50% dell’attività di distribuzione
locale sul territorio francese.
La
rete di vendita, in Francia è molto articolata.. Le insegne commerciali: Maison De La Presse e Mag Presse
caratterizzano dei negozi gestiti da commercianti indipendenti, ma appartenenti
alle NMPP.
I
Relay sono invece punti di vendita appartenenti al gruppo editoriale Hachette:
sono negozi in concessione: stazioni ferroviarie (SNCF), aeroporti, ospedali.
Essi beneficiano di una remunerazione netta del 30%.
| STRUTTURA RETE VENDITA | NUMERO | COPERTURA RETE |
| Punti vendita | 31.450 | 100% |
| Librerie-edicole specializzate | 4.000 | 12,7% |
| Franchising MP | 2.500 | 8,7% |
| Tabaccai-Stampa | 8.400 | 26,7% |
| Bar-Stampa | 6.700 | 21,3% |
| Stampa e annessi | 5.500 | 17,5% |
| Chioschi | 800 | 2,5% |
| Totale PV tradizionali | 27.900 | 88,7% |
| Alimentari(GDOeSuperettes) | 2.500 | 8,0% |
| RELAY | 800 | 2,5% |
| Distributori carburante | 250 | 0,8% |
| Totale PV aggiuntivi | 3.550 | 11,3% |
In
Francia i giornalai, per la grande maggioranza, sono aperti anche i giorni
festivi a eccezione del 1° maggio, in cui non esce alcun quotidiano. In
provincia, oltre il 70% dei punti di vendita è aperto la domenica mattina.
Quotidiani
nazionali: 576 milioni di esemplari e 3,9 milioni di franchi di cifra d’affari
(CA).
Quotidiani
regionali: 1,1 miliardo di esemplari e 18 miliardi di franchi di CA.
Periodici:
1,2 miliardi di esemplari e 18 miliardi di franchi di CA.
La
presenza di gadget o di altri prodotti in abbinamento alle testate è molto
rara; è limitata a certe pubblicazioni come quelle di informatica (con CD Rom o
floppy), alle testate per bambini e, assai raramente, a qualche femminile.
In
Francia, la legge non autorizza gli abbinamenti di 2 quotidiani diversi, da noi
chiamati “panini”.
È
diversificato sia per tipologia di punto vendita che per dislocazione sul
territorio. Si veda la tabella qui sotto in cui sono indicati gli aggi netti:
| LOCALITA' | QUOTIDIANI | PERIODICI |
| Parigi | 17% | 18% |
| Bordeaux - Lione - Marsiglia | 14% | 18% |
| Provincia PV qualificati | 15,5% | 14,5% |
| Provincia | 14% | 13% |
| Punti vendita RELAY | 30% | 30% |
Una
“tavola rotonda” sulla distribuzione della stampa in Francia riunisce, ogni
anno a settembre, tutti i partner del sistema. In questo quadro, il Consiglio
Superiore delle Messaggerie della Stampa (NMPP) ha annunciato, in occasione
della quarta edizione di EXPOPRESSE (la grande esposizione che si tiene fra
marzo e aprile a Parigi), un secondo piano di miglioramento per la
remunerazione dei rivenditori di giornali che permetterà loro di raggiungere
gli aggi presentati in questa tabella:
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SINTESI DEI NUOVI AGGI FRANCESI, IN PROGETTO |
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Punti di vendita non qualificati |
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| (AGGIO NETTO) | QUOTIDIANI | PERIODICI | MULTIMEDIALI |
| Parigi | 17% | 18% | 18% |
| Lione - Marsiglia - Bordeaux | 14% | 18% | 18% |
| Provincia | 14% | 13% | 13% |
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Punti di vendita rispondenti alle 3 caratteristiche richieste |
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| Parigi | 17% | 18% | 18% |
| Lione - Marsiglia - Bordeaux | 14% | 18% | 18% |
| Provincia | 15% | 15% | 15% |
|
Punti di vendita rispondenti alle 3 caratteristiche richieste e ai nuovi criteri |
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| Parigi | 19,50% | 19,50% | 19,50% |
| Lione - Marsiglia - Bordeaux | 18,00% | 19,50% | 19,50% |
| Provincia | 18,00% | 18,00% | 18,00% |
L’edicolante
riceve ogni settimana (in generale il martedì) un estratto conto relativo alle
testate ricevute (“fornito”) dal lunedì alla domenica (inclusa) della settimana
terminata.
Per
tutti i titoli di periodicità superiore al mese, il pagamento è differito a 8
settimane. Per le testate a periodicità molto lunga, come i cataloghi di
vendita per corrispondenza, il pagamento si effettua al 50% dopo 8 settimane e
al 50% all’estratto conto redatto in base alla resa finale.
Tutti
i titoli, arrivati a scadenza durante la settimana alla quale si riferiscono,
sono ripresi sul rendiconto di tale settimana e pagati il martedì della
settimana successiva.
L’apertura
di nuovi punti di vendita è sottoposta al gradimento degli editori. E di essi
soltanto. Gli editori nominano i loro rappresentanti presso la Commissione di
Organizzazione della Vendita (COV), incaricata di studiare tutte le domande
presentate dalle NMPP.
La
COV si riunisce ogni mese e decide sull’opportunità commerciale della domanda
presentata; le decisioni sono senz’appello. Chi desidera aprire un punto di
vendita si rivolge direttamente al distributore locale o alle NMPP per
prospettare la sua richiesta. L’UNDP, Union National Diffuseurs Presse –
l’organizzazione che raggruppa tutti i rivenditori di giornali) che non ha
tuttavia, voce in capitolo presso la COV, si limita a segnalare la richiesta e
a informare gli editori della sua eventuale opposizione al progetto di
apertura.
Impegnarsi
per contratto a rispettare le regole professionali (e, soprattutto, mettere in
vendita imparzialmente tutti i titoli in edicola). La qualità della prestazione
proposta (superficie di vendita, ubicazione, importanza dell’esposizione
dedicata alla stampa, ecc.) sono, naturalmente, tutti fattori tenuti in
considerazione dagli editori per decidere dell’apertura di un nuovo punto di
vendita.
Le
strutture dei chioschi (800 a Parigi e prevalentemente nelle grandi città),
sono di proprietà della AAP, una filiale delle NMPP che decide perciò della loro
sistemazione, e vengono affittate al gestore. L’AAP si ripaga con la
commercializzazione della pubblicità presente sul chiosco.
Per
quanto concerne gli altri punti di vendita (negozi), il loro arredamento è
determinato liberamente dal giornalaio, proprietario del negozio. Alcuni di
loro possono scegliere di arredare il punto vendita seguendo le direttive del
franchising (Maison De La Presse e Mag Presse), commercializzato dalla SEDDIF.
In questo caso però, il rivenditore di giornali può decidere, anche in maniera
autonoma, sull’arredamento del suo punto di vendita. Anche la SEDDIF è una
filiale delle NMPP.
Gli
editori sono sempre più attenti alla loro rete di vendita. Nel 1995, sotto
l’impulso di UNDP, essi hanno accettato di dare 1,5 punti di aggio
complementare (pari al 12% di aumento) ai punti vendita che si qualificavano in
base a precisi criteri di qualità: presentazione della stampa in vetrina,
maggioranza dello spazio espositivo dedicato alla stampa, orario d’apertura,
ecc. Sono più di 15.000 i punti vendita che hanno beneficiato di questo
aumento.
Un nuovo piano di miglioramento della
remunerazione è in corso. Sarà riservato ai punti di vendita già presi in
considerazione nel ’95 e permetterà loro di ottenere altri 3 punti, ossia un
aumento del 24%. I criteri qualitativi per ottenere questo aumento saranno i
seguenti: accettazione dell’obbligo di formazione continua, informatizzazione
del punto di vendita con lettore ottico e informazioni costanti sulle vendite.
Il
CEFODIP è l’organismo di formazione costituito dalla filiera stampa. Creato 15
anni or sono, associa i vari “partner” della diffusione della stampa (editori,
distributori nazionali e locali e, naturalmente rivenditori di giornali) e
offre dei corsi per l’insieme di queste attività. Per quanto concerne i
giornalai, il CEFODIP propone uno stage iniziale per chi inizia l’attività,
della durata di 4 giorni, e a tutti degli stages di formazione continua di un
giorno su temi particolari (l’informatizzazione del punto di vendita, l’Euro,
la vetrina, la suddivisione della stampa, ecc.) Questi corsi sono a pagamento.
Tuttavia, in Francia, ogni impresa versa automaticamente una tassa destinata a
finanziare la formazione professionale attraverso un organismo statale. Ciò
permette ai giornalai che vi partecipano o che vi iscrivono il loro personale
di essere rimborsati in toto, o in parte, delle spese sostenute.

UNION
PRESSE è il giornale di informazione per i rivenditori di giornali (cui Azienda
Edicola fa riferimento per molte informazioni di carattere internazionale) ed
esce 11 volte all’anno. Un numero normale costa 28 franchi, sui quali
l’edicolante prende il suo aggio (13%). Alla fine quindi, la rivista gli costa
24,30 franchi. Ogni anno escono due numeri speciali (speciale Congresso e,
numero doppio d’estate) al prezzo di 35 franchi (netto 30,40 FF). In un anno
l’edicolante paga, dunque, 279,50 franchi (pari a circa 83.000 lire) per
ricevere Union Presse.
Non
c’è diritto di reso. Come si vede una bella differenza con Azienda Edicola!
Union Presse - Sandro Cipriani