CUI PRODEST?

 

Luca di Montezemolo nuovo presidente FIEG sarà più disponibile a dialogare con noi?

E Regioni e Comuni vorranno ottemperare a quanto richiesto dalla nuova Legge?

 

Giuseppe FioriLa sperimentazione terminata e a nuova legge sulla diffusione della stampa “divulgata” desidero commentare quelli che ritengo siano i due più importanti “momenti” che riguardano la nostra categoria in questi ultimissimi anni.

Malgrado il mantenimento del sistema programmatorio e autorizzatorio (temevamo il peggio) non possiamo certamente cantare vittoria... se la sperimentazione ci ha lasciato come retaggio, la “consacrazione” dei 4.000 punti vendita in più della sperimentazione.


Però, facendo parte di questa categoria da sempre (sono figlio di giornalai), vorrei ricordare che da sempre gli editori, ma anche i giornalisti e pure i... tipografi, ci hanno sempre accusato di essere... collo di bottiglia e di strozzatura del mercato Editoriale.

E da sempre hanno “materializzato” queste loro accuse approvando invariabilmente tutte le richieste (anche le più incredibili) che pervenivano dai Comuni.

Tutto questo è avvenuto dopo che le tanto rimpiante Commissioni Paritetiche (giornalai ed editori esaminavano congiuntamente le richieste che arrivavano sui loro tavoli) hanno finito di esistere per passare questo compito ai Comuni!

Vent’anni fa le rivendite in Italia erano all’incirca 20.000; oggi sono quasi il doppio! Allora si vendevano 5.000.000 di quotidiani ogni giorno. Oggi se ne vendono altrettanti. Allora l’analfabetismo nel nostro paese era nettamente il più alto in Europa. È di questi giorni la notizia che alla visita di leva un italiano su quattro è semianalfabeta! (Come vedete non si è migliorato molto?!)

È sempre stata evidente la distorsione che la FIEG ostentava nei confronti della rete distributiva del nostro paese quando la confrontava con quella degli altri paesi europei! Così come non si è mai posta il problema di comparare i diversi aspetti che li caratterizzano come diversa situazione socio politica, cultura, tradizioni, disponibilità economica, ecc. ecc.!

Ma finalmente ce l’hanno fatta – grazie alla sperimentazione – a toccare con mano e i risultati che sono sotto gli occhi di tutti (l’1,7% di aumento delle vendite) ci confermano che gli italiani non leggono.

La TV è preferibile alla carta stampata per la veridicità dell'immagine
Gli italiani sono indifferenti verso la carta stampata e hanno, invece, la piena accettazione, e una accoglienza quasi maniacale, dei programmi televisivi!

Abbiamo il più alto numero di televisioni, in tutto il mondo, rispetto al numero di abitanti.

Dei quattro quotidiani pomeridiani che a Milano nel dopo guerra facevano bella mostra sui nostri banchi di vendita: CORRIERE D’INFORMAZIONE, NOTTE, LOMBARDO, e MILANO SERA, non è rimasta traccia.

Solo da pochissimo tempo, due tra gli editori più importanti stanno sperimentando il giornale nelle scuole. Di questo progetto i Sindacati dei giornalai si erano resi garanti suggerendo e sponsorizzando tale iniziativa già parecchi anni fa!!

A proposito di televisione, ci hanno sempre detto che è preferibile alla carta stampata per l’immediatezza e l’impatto dell’immagine con cui si coglie l’avvenimento (sono d’accordo). Ma soprattutto sulla veridicità dell’immagine!?

A confutare simile affermazione ci vengono in aiuto due esemplari avvenimenti che la TV ci ha “propinato” in questi ultimi tempi! Sono da considerarsi due evidenti distorsioni della “tanto declamata veridicità” dell’immagine di cui va fiera la TV.

In occasione di uno dei tanti incontri pre-elettorali che un “candidato” premier ha avuto, la RAI ha mandato in onda una sala entusiasticamente “plaudente” il suo leader. Non era così: il futuribile premier era arrivato molto in ritardo, per sopravvenuti impegni, e aveva trovato una sala desolatamente vuota. Fortunatamente prima di lui si erano avvicendati altri componenti il suo “staff politico”. Erano perciò rimasti solo gli addetti ai lavori: giornalisti della carta stampata e televisivi?! a far da corona al suo intervento.

Per “par condicio”... Mediaset ha mandato in onda il giorno di Pasqua una S. Messa dal Polo Nord con la presenza della spedizione guidata dal “principe” dei presentatori! Niente di vero: quella Messa era stata registrata diversi giorni prima in una base militare americana, lontana dal Polo qualche migliaio di chilometri!

A farci conoscere le due “bufale” hanno provveduto “Striscia” e “Blob” parecchi giorni dopo i due “taroccamenti”.

E io che credevo che solo nei films, grazie agli effetti speciali, le verità diventassero fantastiche immaginazioni. Che tempi! Non ci si può fidare di niente e di nessuno! Perlomeno la carta stampata offre un panorama di notizie più variegato e pluralistico e ha il pregio di smentirsi il giorno dopo!

Non dobbiamo, poi, dimenticare che a detta degli stessi editori di giornali, il loro prodotto veniva venduto, e tuttora lo è, per il 93% nelle nostre rivendite!

E tutto questo malgrado i loro reiterati sforzi (porta a porta con gratuiti nelle portinerie per settimane, abbonamenti blasfemi al 70% di sconto, panini, – paghi uno e prendi 2 – e gratuiti alle entrate del metrò e ora anche delle stazioni ferroviarie.

Pur non decollando le vendite, decollano invece i bilanci degli editori! È di questi giorni la notizia che, grazie alla pubblicità, le aziende editoriali hanno aumentato, nel 2000, i loro guadagni del 29%!

A fronte di questo panorama non certo esaltante del mondo dell’editoria per quanto riguarda le vendite, ma ottimo invece per gli utili, vorremmo avere la garanzia al diritto di sopravvivenza perché gli edicolanti in questi ultimi anni hanno fatto di tutto per migliorarsi!.

È sotto gli occhi di tutti, pur con lo spazio che ci è concesso (che è sempre miserrimo e contrastante con le nostre necessità) il tentativo di attirare la nostra clientela con altri prodotti non necessariamente editoriali. D’altra parte non possiamo dimenticare che su tutto il territorio nazionale i promiscui sono già al 70%.

Le regioni dovranno garantire le aspettative della nostra categoriaLe autorità regionali, che avranno il compito di salvaguardare il sistema programmatorio e autorizzatorio della nuova legge dell’editoria, dovranno fornirci quelle garanzie per quelle aspettative che ha la nostra categoria per il proseguimento del suo duro lavoro!

Non vogliamo trattamenti di favore, vogliamo semplicemente che le leggi regionali che ne usciranno siano fatte applicare da tutti i comuni. Diversamente, cioè, da quanto è stato fatto fin’ora: il 70% dei comuni in Italia non ha ottemperato, infatti, all’obbligo dei piani comunali (in primis il Comune di Milano).

Era forse più comodo, più semplice, e più... clientelare il sistema di esaminare senza un valido studio sul territorio le domande che pervenivano in Comune!?

A significare questo malcostume e questo pressappochismo i punti vendita che sono “scesi” in questi ultimi anni sono da “fame”; parecchi sono già chiusi e altri sopravvivono con espedienti “notturni” (...e non fatemi dire quali).

La scelta dei punti sperimentali è stata maldestra e perversa

Ma vorremmo soffermarci soprattutto sulla nuova legge che riguarda il riordino della diffusione della stampa laddove stabilisce, che a tutti gli esercizi commerciali che hanno effettuato la sperimentazione ai sensi dell’art. 1 della legge 108/99, l’autorizzazione alla vendita verrà rilasciata dai Comuni di diritto!

La scelta dei punti vendita sperimentali – dobbiamo sottolineare – nella maggior parte dei casi, è stata maldestra e in alcuni casi persino perversa (sovrapposizioni così eclatanti – a pochi metri di distanza dalle rivendite esistenti!) da sembrare scelti apposta per far naufragare il progetto!

Ed è per questo che ci rivolgiamo agli editori (sperando che prendano esempio dai loro colleghi francesi che, come dice Abbiati nel suo editoriale sul n. 2, dialogano con i giornalai per sollecitare un incontro in FIEG per l’esame dei punti di sperimentazione rimasti in sospeso!

Luca di Montezemolo, nuovo Presidente FIEG sarà più disponibile al “colloquio” del suo predecessore?

Non abbiamo dubbi che, per esempio, Caprotti, patron della Esselunga e con lui tutte gli altri proprietari dei supermercati, non demordano nel pretendere di vendere quello che già vendono anche in quei “punti” dove l’Edicola è posta davanti alle loro vetrine!

E non abbiamo altrettanti dubbi che anche i negozi singoli, finora abilitati alla sperimentazione (bar, tabaccai, ecc.), pretenderanno uguale trattamento pur avendo, a qualche decina di metri, un’edicola di giornali! È proprio per questi casi che suggerisco, e auspico, un incontro fra FIEG, Organizzazioni Sindacali, Distributori!

Sovrapposizioni contrastanti che hanno aumentato rese e costi distributiviEcco il titolo dell’articolo!: CUI PRODEST? Ovvero: a chi serve?

A che servono, soprattutto agli editori, sovrapposizioni così contrastanti ed eclatanti (e non sono poche!) se non ad aumentare le rese e i costi di distribuzione?

Malgrado questi “attentati” editoriali alla nostra categoria, sono ancora ottimista, e magari mi illudo... Vedo nuovi editori che credono in noi sommergendoci di nuove pubblicazioni, magari di non grande tiratura, ma di rinnovato proselitismo per la conquista di una nuova clientela.

Del resto la carta stampata non morirà mai! Malgrado l’assediamento tecnologico (Internet, ecc.) sempre più invadente di questi tempi, non temo per la nostra sopravvivenza, anzi.

Tutti quanti, e anche noi del resto, quando non riusciamo, per il tempo sempre tiranno che ci manca, a leggere un articolo che ci interessa, oppure vogliamo rileggerci un servizio che ci ha interessato per archiviarlo alla nostra memoria, non facciamo altro che strappare quella pagina e... conservarla (facendo poi di resa quel giornale).

Non posso che ripetermi: “scripta manent, verba volant”.


Giuseppe Fiori

Presidente SNAG-Lombardia