CUI PRODEST?
Luca di
Montezemolo nuovo presidente FIEG sarà più disponibile a dialogare con noi?
E
Regioni e Comuni vorranno ottemperare a quanto richiesto dalla nuova Legge?
La
sperimentazione terminata e a nuova legge sulla diffusione della stampa “divulgata”
desidero commentare quelli che ritengo siano i due più importanti “momenti” che
riguardano la nostra categoria in questi ultimissimi anni.
Malgrado
il mantenimento del sistema programmatorio e autorizzatorio (temevamo il
peggio) non possiamo certamente cantare vittoria... se la sperimentazione ci ha
lasciato come retaggio, la “consacrazione” dei 4.000 punti vendita in più della
sperimentazione.
Però,
facendo parte di questa categoria da sempre (sono figlio di giornalai), vorrei
ricordare che da sempre gli editori, ma anche i giornalisti e pure i...
tipografi, ci hanno sempre accusato di essere... collo di bottiglia e di
strozzatura del mercato Editoriale.
E
da sempre hanno “materializzato” queste loro accuse approvando invariabilmente
tutte le richieste (anche le più incredibili) che pervenivano dai Comuni.
Tutto
questo è avvenuto dopo che le tanto rimpiante Commissioni Paritetiche
(giornalai ed editori esaminavano congiuntamente le richieste che arrivavano
sui loro tavoli) hanno finito di esistere per passare questo compito ai Comuni!
Vent’anni
fa le rivendite in Italia erano all’incirca 20.000; oggi sono quasi il doppio!
Allora si vendevano 5.000.000 di quotidiani ogni giorno. Oggi se ne vendono
altrettanti. Allora l’analfabetismo nel nostro paese era nettamente il più alto
in Europa. È di questi giorni la notizia che alla visita di leva un italiano su
quattro è semianalfabeta! (Come vedete non si è migliorato molto?!)
È
sempre stata evidente la distorsione che la FIEG ostentava nei confronti della
rete distributiva del nostro paese quando la confrontava con quella degli altri
paesi europei! Così come non si è mai posta il problema di comparare i diversi
aspetti che li caratterizzano come diversa situazione socio politica, cultura,
tradizioni, disponibilità economica, ecc. ecc.!
Ma finalmente ce l’hanno fatta – grazie alla sperimentazione – a toccare con mano e i risultati che sono sotto gli occhi di tutti (l’1,7% di aumento delle vendite) ci confermano che gli italiani non leggono.

Gli
italiani sono indifferenti verso la carta stampata e hanno, invece, la piena
accettazione, e una accoglienza quasi maniacale, dei programmi televisivi!
Abbiamo
il più alto numero di televisioni, in tutto il mondo, rispetto al numero di
abitanti.
Dei
quattro quotidiani pomeridiani che a Milano nel dopo guerra facevano bella
mostra sui nostri banchi di vendita: CORRIERE D’INFORMAZIONE, NOTTE, LOMBARDO,
e MILANO SERA, non è rimasta traccia.
Solo
da pochissimo tempo, due tra gli editori più importanti stanno sperimentando il
giornale nelle scuole. Di questo progetto i Sindacati dei giornalai si erano
resi garanti suggerendo e sponsorizzando tale iniziativa già parecchi anni fa!!
A
proposito di televisione, ci hanno sempre detto che è preferibile alla carta
stampata per l’immediatezza e l’impatto dell’immagine con cui si coglie
l’avvenimento (sono d’accordo). Ma soprattutto sulla veridicità dell’immagine!?
A
confutare simile affermazione ci vengono in aiuto due esemplari avvenimenti che
la TV ci ha “propinato” in questi ultimi tempi! Sono da considerarsi due
evidenti distorsioni della “tanto declamata veridicità” dell’immagine di cui va
fiera la TV.
In
occasione di uno dei tanti incontri pre-elettorali che un “candidato” premier
ha avuto, la RAI ha mandato in onda una sala entusiasticamente “plaudente” il
suo leader. Non era così: il futuribile premier era arrivato molto in ritardo,
per sopravvenuti impegni, e aveva trovato una sala desolatamente vuota.
Fortunatamente prima di lui si erano avvicendati altri componenti il suo “staff
politico”. Erano perciò rimasti solo gli addetti ai lavori: giornalisti della
carta stampata e televisivi?! a far da corona al suo intervento.
Per
“par condicio”... Mediaset ha mandato in onda il giorno di Pasqua una S. Messa
dal Polo Nord con la presenza della spedizione guidata dal “principe” dei
presentatori! Niente di vero: quella Messa era stata registrata diversi giorni
prima in una base militare americana, lontana dal Polo qualche migliaio di
chilometri!
A
farci conoscere le due “bufale” hanno provveduto “Striscia” e “Blob” parecchi
giorni dopo i due “taroccamenti”.
E
io che credevo che solo nei films, grazie agli effetti speciali, le verità
diventassero fantastiche immaginazioni. Che tempi! Non ci si può fidare di
niente e di nessuno! Perlomeno la carta stampata offre un panorama di notizie
più variegato e pluralistico e ha il pregio di smentirsi il giorno dopo!
Non
dobbiamo, poi, dimenticare che a detta degli stessi editori di giornali, il
loro prodotto veniva venduto, e tuttora lo è, per il 93% nelle nostre
rivendite!
E
tutto questo malgrado i loro reiterati sforzi (porta a porta con gratuiti nelle
portinerie per settimane, abbonamenti blasfemi al 70% di sconto, panini, –
paghi uno e prendi 2 – e gratuiti alle entrate del metrò e ora anche delle
stazioni ferroviarie.
Pur
non decollando le vendite, decollano invece i bilanci degli editori! È di
questi giorni la notizia che, grazie alla pubblicità, le aziende editoriali
hanno aumentato, nel 2000, i loro guadagni del 29%!
A
fronte di questo panorama non certo esaltante del mondo dell’editoria per
quanto riguarda le vendite, ma ottimo invece per gli utili, vorremmo avere la
garanzia al diritto di sopravvivenza perché gli edicolanti in questi ultimi
anni hanno fatto di tutto per migliorarsi!.
È
sotto gli occhi di tutti, pur con lo spazio che ci è concesso (che è sempre
miserrimo e contrastante con le nostre necessità) il tentativo di attirare la
nostra clientela con altri prodotti non necessariamente editoriali. D’altra
parte non possiamo dimenticare che su tutto il territorio nazionale i promiscui
sono già al 70%.
Le
autorità regionali, che avranno il compito di salvaguardare il sistema
programmatorio e autorizzatorio della nuova legge dell’editoria, dovranno
fornirci quelle garanzie per quelle aspettative che ha la nostra categoria per
il proseguimento del suo duro lavoro!
Non
vogliamo trattamenti di favore, vogliamo semplicemente che le leggi regionali
che ne usciranno siano fatte applicare da tutti i comuni. Diversamente, cioè,
da quanto è stato fatto fin’ora: il 70% dei comuni in Italia non ha
ottemperato, infatti, all’obbligo dei piani comunali (in primis il Comune di
Milano).
Era
forse più comodo, più semplice, e più... clientelare il sistema di esaminare
senza un valido studio sul territorio le domande che pervenivano in Comune!?
A significare questo malcostume e questo pressappochismo i punti vendita che sono “scesi” in questi ultimi anni sono da “fame”; parecchi sono già chiusi e altri sopravvivono con espedienti “notturni” (...e non fatemi dire quali).

Ma
vorremmo soffermarci soprattutto sulla nuova legge che riguarda il riordino
della diffusione della stampa laddove stabilisce, che a tutti gli esercizi
commerciali che hanno effettuato la sperimentazione ai sensi dell’art. 1 della
legge 108/99, l’autorizzazione alla vendita verrà rilasciata dai Comuni di
diritto!
La
scelta dei punti vendita sperimentali – dobbiamo sottolineare – nella maggior
parte dei casi, è stata maldestra e in alcuni casi persino perversa
(sovrapposizioni così eclatanti – a pochi metri di distanza dalle rivendite
esistenti!) da sembrare scelti apposta per far naufragare il progetto!
Ed
è per questo che ci rivolgiamo agli editori (sperando che prendano esempio dai
loro colleghi francesi che, come dice Abbiati nel suo editoriale sul n.
2, dialogano con i giornalai per sollecitare un incontro in FIEG per l’esame
dei punti di sperimentazione rimasti in sospeso!
Luca
di Montezemolo, nuovo Presidente FIEG sarà più disponibile al “colloquio”
del suo predecessore?
Non
abbiamo dubbi che, per esempio, Caprotti, patron della Esselunga
e con lui tutte gli altri proprietari dei supermercati, non demordano nel
pretendere di vendere quello che già vendono anche in quei “punti” dove
l’Edicola è posta davanti alle loro vetrine!
E
non abbiamo altrettanti dubbi che anche i negozi singoli, finora abilitati alla
sperimentazione (bar, tabaccai, ecc.), pretenderanno uguale trattamento pur
avendo, a qualche decina di metri, un’edicola di giornali! È proprio per questi
casi che suggerisco, e auspico, un incontro fra FIEG, Organizzazioni Sindacali,
Distributori!
Ecco
il titolo dell’articolo!: CUI PRODEST? Ovvero: a chi serve?
A
che servono, soprattutto agli editori, sovrapposizioni così contrastanti ed
eclatanti (e non sono poche!) se non ad aumentare le rese e i costi di
distribuzione?
Malgrado
questi “attentati” editoriali alla nostra categoria, sono ancora ottimista, e
magari mi illudo... Vedo nuovi editori che credono in noi sommergendoci di
nuove pubblicazioni, magari di non grande tiratura, ma di rinnovato
proselitismo per la conquista di una nuova clientela.
Del
resto la carta stampata non morirà mai! Malgrado l’assediamento tecnologico
(Internet, ecc.) sempre più invadente di questi tempi, non temo per la nostra
sopravvivenza, anzi.
Tutti
quanti, e anche noi del resto, quando non riusciamo, per il tempo sempre
tiranno che ci manca, a leggere un articolo che ci interessa, oppure vogliamo
rileggerci un servizio che ci ha interessato per archiviarlo alla nostra
memoria, non facciamo altro che strappare quella pagina e... conservarla
(facendo poi di resa quel giornale).
Non
posso che ripetermi: “scripta manent, verba volant”.
Giuseppe Fiori
Presidente
SNAG-Lombardia