Carlo Leopardo
L'ESPERTO RISPONDE
A cura di Carlo Leopardo

 

 

GLI EDICOLANTI DI MATERA SENZA SERVIZIO DI PORTATURA

Vorrei sapere quali azioni intraprendere per avere riconosciuto il diritto alla portatura delle pubblicazioni da parte del distributore locale. Voglio informare che a tutt’oggi gli edicolanti di Matera non ricevono questo servizio e che molti di loro lamentano tale mancanza. Chiedo inoltre:

1 - A chi rivolgere istanza per ottenere il servizio?

2 - La domanda deve essere firmata da tutti gli edicolanti di Matera?

L. L. – Matera

 

L’art. 6, comma 3 dell’Accordo Nazionale sulla vendita di quotidiani e periodici del 1994 recita testualmente: “...le aziende editoriali si impegnano a effettuare direttamente o tramite le imprese di distribuzione locale, il servizio di portatura e relativo ritiro resa delle pubblicazioni, franco punto vendita, salvo situazioni particolari nelle quali le organizzazioni sindacali locali richiedano il mantenimento del servizio al banco.”

L’art. 9 dello stesso Accordo regola i compensi per la vendita delle pubblicazioni, e dice che le aziende editoriali praticheranno alle rivendite di giornali la percentuale di sconto del 19% sul prezzo defiscalizzato delle loro pubblicazioni a eccezione di una serie particolare di testate su cui vi sarà uno sconto supplementare del 5%, come sopra previsto.

Premesso tutto ciò, lei deve verificare se, a suo tempo, la piazza di Matera decise per il mantenimento del servizio al banco; se così fosse, la percentuale di sconto che vi deve essere applicata è del 20% anziché del 19%: se ciò avviene, la situazione sulla piazza è corretta.

Diversamente, è necessario che il Sindacato locale dei rivenditori ponga istanza alla FIEG affinché sia attuato il servizio di portatura ai punti vendita.

Tenga presente in ogni caso che, in qualsiasi momento, qualora vi fosse la situazione di mantenimento del servizio al banco, è possibile richiedere il servizio franco punto vendita; deve essere, però, una decisione presa da tutta la piazza a maggioranza e deve essere notificata al distributore locale e alla FIEG – via Petrarca 6 – Milano. Trascorso il tempo per organizzare il servizio, questo dovrà essere effettuato.

 

COME CONVINCERE

IL DISTRIBUTORE A NON INVIARE

MATERIALE INVENDIBILE?


Ho chiesto più volte al distributore di Oristano di sospendere l’invio di materiale che io non vendo come porno, buste e giornalini. Vi prego di intervenire come sindacato. Inoltre le rese vengono richieste solo una volta e non più volte come previsto dalla legge col risultato che le riviste restano accatastate senza poter pagare l’estratto conto.

F. C. – Austis (NU)

 

Come più volte ribadito su queste colonne, i distributori locali devono fornire le rivendite secondo le possibilità di vendita di ogni singolo punto; se così non succede, ribadisco la legittimità di rendere le pubblicazioni in esubero alle normali capacità di vendita. Il giornalaio non deve essere strangolato da forniture eccessive; ho provveduto a inviare la sua lettera alla FIEG per le valutazioni del caso. Ho avvertito, anche, del fatto il nostro responsabile in Sardegna che la contatterà per trovare eventuali soluzioni ai suoi problemi.

 

IL TAR DI LECCE ORDINA LA VENDITA DI SIGARETTE

ANCHE IN EDICOLA


Premetto che sono una lettrice assidua di Azienda Edicola e che trovo la rivista uno strumento più che interessante per chi opera in questo settore e quindi vi faccio i miei più sinceri complimenti. Gestisco una cartolibreria edicola da 4 anni e sin dal primo anno ho pensato di inserire la vendita di articoli di monopolio (sigarette e valori bollati). Qualche giorno fa sfogliando il quotidiano Italia Oggi ho letto un articolo che trattava proprio questo argomento. Il giornale riportava un’ordinanza del Tar di Lecce che titolava “Sigarette, vendita anche in edicola”. Alla luce di tutto ciò vorrei avere se possibile tutte le notizie in merito.

P. Ferraro – Torano Castello (CS)

 

Ricordo di avere letto in una circolare che il SINAGI aveva fatto al Governo una proposta in tal senso. Io inviai la domanda completa per avere la licenza ma non ho mai avuto risposta.

M. Petruzzella – Molfetta (BA)

                                         

Ho sentito dire che ora si potranno vendere anche i tabacchi in edicola senza domanda e senza distanze tra il tabaccaio. È vero?

S. C. – Telese Terme (BN)

 

Tenete presente che prima o poi cadrà il monopolio delle tabaccherie per la vendita delle sigarette e, frazionando ulteriormente il mercato, chiaramente vi sarà un calo di redditività per i singoli punti vendita a causa di questa segmentazione, ma questo è un mio parere personale che vedo non condiviso da molti colleghi.

In ogni caso, quella dei tabacchi è una delle richieste che sono state avanzate da tutte le organizzazioni sindacali dei giornalai al governo insieme a quella di poter commercializzare il cosiddetto pastigliagggio (caramelle e affini confezionati) senza avere i particolari requisiti richiesti per la vendita dei prodotti alimentari, al pari di quanto avviene ora per i tabaccai, per le sale cinematografiche e altri, per i quali questa vendita viene definita attività marginale non soggetta a particolari restrizioni. Tali richieste saranno riproposte al nuovo governo che, probabilmente, quando leggerete queste righe si sarà già insediato.

Vorrei, però, che tutti i giornalai ricordassero che già ora il cosiddetto Decreto Bersani consente, anche ai giornalai, di poter commercializzare tutto ciò che non è considerato alimentare e che tutte le delucidazioni possibili si possono richiedere alle locali Associazioni Commercianti (ASCOM). Senza contare che sulle pagine di Azienda Edicola abbiamo più volte ripreso questo argomento con tutti i dettagli del caso.

Per quanto riguarda l’ordinanza del TAR di Lecce, devo ricordare che, pur costituendo un precedente, il pronunciamento del Tribunale Amministrativo Regionale produce i suoi effetti solo nella regione di competenza, e non su tutto il territorio nazionale. Quello pugliese, era un caso particolare che, come quasi sempre succede, la stampa ha enfatizzato.

 

LE TESTATE SULLE INSEGNE



Siamo un nuovo punto vendita e ancora non abbiamo le idee molto chiare per cui scusate se la nostra domanda vi potrà sembrare banale. Vorremmo sapere se è possibile mettere le testate degli illustrati sulle insegne e se per farlo è necessario chiedere i permessi ai relativi editori. Grazie fin d’ora.

R. Ravetta – Opera (MI)

 

È possibile fare quanto da voi desiderato anche se suggerirei, per correttezza, di contattare le case editrici potenzialmente interessate. Visto che lo spazio offerto è di vostra proprietà, cercherei di monetizzare il tutto. In molte piazze esistono anche convenzioni in tal senso con le organizzazioni sindacali locali dei giornalai. Contattate lo SNAG Provinciale di Milano – tel.02.878700, che potrà darvi ogni delucidazione in proposito.

E perché non pensare anche a una bella insegna che caratterizzi la vostra presenza..

 

PER RICHIESTA GIOCO DEL LOTTO E NON SOLO



Nella mia carto-edicola ho la licenza per valori bollati ma non per i tabacchi. Vengo considerata rivendita di Monopolio di Stato? Posso fare la richiesta del gioco del Lotto? Altrimenti si possono richiedere altri giochi come: Totocalcio, Totogol, Totip, Superenalotto? Grazie e distinti saluti.

F. G. – Orosei (NU)

 

Possiedo un’edicola e desidererei mettere il banco del Lotto. Potete dirmi a chi devo rivolgermi nella zona e come devo effettuare la domanda? A me interesserebbe anche il Totocalcio, ma mi hanno detto che è difficile ottenerlo e che è più semplice avere il Lotto. È vero? Posso chiedere sia il Lotto che il Toto?. Faccio presente che non ho ricevitorie di Lotto vicine. Vi ringrazio.

L. Billè – Viareggio (LU)

 

È possibile ottenere l’autorizzazione al Lotto separato dai Tabacchi? Gestisco già Superenalotto e Totocalcio e vorrei incrementare con il Lotto e servizi conseguenti ma non riesco a ottenere i Tabacchi per la distanza ravvicinata alla Riv./Autogrill 300 che naturalmente non gestisce il Lotto in una zona scoperta ma di grosso traffico vicino al Garda con uscita autostradale. Grazie

G. R. – Affi (VR)

 

Desidero ricevere informazioni per ottenere le concessioni Lotto, Superenalotto, Sisal, ecc.

M. Marino – Carlentini (SR)

 

Qualsiasi cittadino italiano, indipendentemente dal lavoro o dalla professione che esercita può far richiesta agli enti preposti, per ottenere la concessione per aprire una ricevitoria del Lotto, Superenalotto, Totocalcio, ecc.

Se avete conservato i numeri arretrati della nostra rivista, vi ricordiamo che abbiamo trattato questo argomento in modo esauriente sul n. 4/99.

Per agevolarvi riproduciamo qui chi rivolgersi.

 

A PROPOSITO DELLA NUOVA LEGGE



Ho letto attentamente sul n. 2 di Azienda Edicola la nuova legge sulle vendite e vi dico da edicolante che questa legge è stata fatta appositamente per garantire un sistema clientelare ai vari comuni che, in assenza di piani comunali, non potranno rilasciare alcuna autorizzazione ai punti vendita esclusivi. Però bastano 4 penne e 2 quaderni per farlo diventare non esclusivo. Pertanto basta un sindaco compiacente e il gioco è fatto.

V. Tassone – Monasterace (RC)

 

Ogni legge dello Stato viene fatta per regolamentare determinati settori della vita pubblica: può essere bella, brutta, migliorabile, ma è sempre a tutela del cittadino e, come tale, deve essere fatta rispettare.

I suoi ragionamenti sono quelli tipici di noi Italiani che siamo convinti di essere furbi, fedeli al detto: “Fatta la legge, trovato l’inganno”. Questo ci rende sempre molto diversi dagli altri popoli, in particolare da quelli anglosassoni.

 

LE FERIE DI LUGLIO INDISPONGONO IL DISTRIBUTORE

 

 

Gestisco da 10 anni un’edicola in un paese termale dove esiste un’altra rivendita. Non abbiamo mai effettuato una chiusura domenicale perché la mia “collega” non intende chiudere mai, se fosse per lei resterebbe in negozio anche di notte. Per quanto riguarda le ferie solo io ne usufruisco. Devo però sottolineare che i periodi prestabiliti non sono adeguati alle mie esigenze perché, come paese termale, il maggior afflusso si verifica dalla metà di luglio in poi e, quindi, chiedo sempre di chiudere la prima quidicina di luglio. Ogni anno ho sempre discussioni con il mio distributore locale. Non vedo dove sia il grosso problema dal momento che sono aperta nel periodo di grande afflusso ma non intendo rinunciare alle ferie.

M. B. – Monticelli Terme (PR)

 

Per quanto riguarda i turni di chiusura domenicale, lei ne può usufruire, indipendentemente dal fatto che la sua collega resti sempre aperta.

Per le ferie estive, e in special modo per le zone a carattere turistico, sono concesse deroghe alle normali date di chiusura previste. Se il suo distributore obietta alle sue richieste, vuol dire che ragiona in modo limitato. In ogni caso verrà contattata dal nostro responsabile di zona che le potrà essere particolarmente utile in proposito.

 

IL PROBLEMA DEL PIANO DI VENDITA



Il DL con la mancata applicazione del piano di vendita mi ha messo in difficoltà con i pagamenti in quanto il fornito supera gli incassi settimanali. Ho dovuto ricorrere a un prestito per pareggiare i debiti, ma vi chiedo: cosa posso fare per ottenere dal DL un piano di vendita per evitare futuri debiti?

C. S. Donati – Macerata

 

Lei non deve fare alcun debito per pagare le forniture. Se queste, come dice, sono eccedenti rispetto a quanto assorbito dal suo punto vendita, è legittimo che lei possa rendere le eccedenze, contribuendo così alla costruzione del suo piano di vendita. Ciò le consentirà il saldo delle forniture senza costose esposizioni finanziarie.

Ho provveduto a inviare la sua lettera alla FIEG per le valutazioni del caso.

 

PERCHÈ TANTO RITARDO CON

LA FATTURAZIONE DELLE FIGURINE?



Vorrei sapere se è lecito che la maggior parte delle raccolte di figurine fornite da ottobre a gennaio ci vengano fatturate da febbraio ad aprile e richiamate in resa da maggio in poi. È possibile all’atto della fatturazione rendere le figurine e gli album che non mi interessano? (Vendita scarsa o inesistente). Vi ringrazio.

Lettera non firmata

 

Perché non ha firmato la lettera? Come già detto, non ci piacciono le missive anonime. Tuttavia per questa volta facciamo un’eccezione, pensando che l’argomento possa  interessare altri lettori.

Al momento della fatturazione di un conto deposito è legittimo rendere le copie ancora giacenti in edicola.

 

CHI È COLPEVOLE QUANDO MANCANO LE COPIE?



Poco tempo fa nella consegna dei periodici ho trovato mancanti 4 copie di Panorama con CD Rom. Ho subito contattato l’agenzia che ha declinato ogni responsabilità perché, ha precisato, dal loro magazzino era partito tutto regolarmente e ha aggiunto che avrei dovuto vedermela col trasportatore. Ora vi chiedo: chi è il responsabile delle copie mancanti: l’agenzia, il trasportatore o io giornalaio?

V. Fittipaldi – Moliterno (PZ)

 

Se il servizio di portatura è organizzato dal distributore locale, questi è responsabile della merce sino alla consegna al punto vendita: in poche parole, nel suo caso, l’agenzia è responsabile delle copie mancanti.

Ho provveduto a inviare la sua lettera alla FIEG per le valutazioni del caso.

 

CIVETTE E CARTONATI NON SONO TOLLERATI


Ho un negozio, edicola cartoleria e altro, in affitto e i nuovi inquilini del palazzo (una famiglia) si sono lamentati  per l’esposizione di cartonati e civette. Quando alla sera chiudo, i cartonati li porto all’interno del negozio mentre le civette le lascio all’esterno ordinatamente ammucchiate. Mi è stato detto  che non sono estetiche e che non sono autorizzata a lasciarle fuori per tutta la notte. Ho già fatto notare che sono sola e che trasportare tutti i giorni  quel materiale  rappresenta per me un lavoro estenuante. Vi chiedo quali sono i miei diritti e i miei doveri in proposito.

S. Cattaneo – Grandate (CO)

 

Il suo è prettamente un problema condominiale, fatto salvo il decoro e il rispetto delle leggi vigenti per l’esposizione del materiale pubblicitario, le consiglio di richiedere al condominio il permesso per tale esposizione: sono decisioni che l’assemblea condominiale prende a maggioranza; perciò se questa è d’accordo nulla potrà il nuovo inquilino.

 

LE VIOLAZIONI VANNO PERSEGUITE?


Se il distributore vìola il contratto nazionale e mi danneggia, posso agire legalmente contro di lui? Oppure devo per forza agire contro gli editori firmatari con il sindacato del suddetto documento?

A. I. – Tivoli (RM)     

 

Nella sua lettera non vengono evidenziati i danni subiti. Tuttavia se ritiene che gli atteggiamenti posti in atto nei suoi confronti dal distributore locale, contravvengano le leggi in vigore, può agire giudizialmente contro di lui.

 

IL DISTRIBUTORE COSTRINGE A NON RENDERE


Sono una edicolante di Grosseto e vi chiedo gentilmente delle informazioni in merito al seguente problema: da due mesi la nostra agenzia di distribuzione ci costringe a tenere tutte le pubblicazioni che ci consegna rimandandoci regolarmente tutti gli esuberi che noi restituiamo. Questo atteggiamento ci procura non poche difficoltà, sia dal punto di vista dello spazio sia da quello finanziario perché, per esempio, se vendo 100 è inutile che mi mandino 300. Inizialmente mi era stato detto che il cambiamento sarebbe durato un mese per consentire di fare le medie di vendita (in 14 anni che ho l’edicola non sono ancora stati capaci di farle), ora invece ci hanno precisato che sarà sempre così. Vorrei sapere se tale comportamento è lecito o se possiamo fare qualcosa per impedire, a mio avviso, questo abuso anche perché mi sembra che il nostro sindacato sia molto rassegnato. Vi ringrazio per una vostra eventuale risposta.

P. B. – Grosseto

 

Ripeto ancora che le forniture devono essere effettuate per il reale fabbisogno di ogni punto vendita e che le eventuali eccedenze possono essere rese, anche per favorire i colleghi che, eventualmente, avessero necessità di rifornirsi di dette pubblicazioni.

Non so a quale sindacato lei aderisca, ma le garantisco che il nostro rappresentante in Toscana è tutt’altro che persona rassegnata.

La invito a contattarlo:

Andrea Innocenti – SNAG Firenze – tel. 055. 474012.

Ho provveduto a inviare la sua lettera alla FIEG per le valutazioni del caso.

 

LA SOLITA ARROGANZA


Ritengo singolare l’atteggiamento della agenzia che mi consegna i giornali in quanto ho constatato che non regolarizza eventuali copie mancanti nella fornitura e non accredita eventuali copie rese. Di fronte a tanta arroganza chiedo:

1 – quali iniziative intraprendere per il recupero di una somma pari a L.82.530 maturata in seguito a quanto predetto?

2 – È possibile effettuare un controllo quotidiano sul fornito/reso? Se si quale procedura seguire?

R. Petrongolo

Francavilla al Mare (CH)

 

Nessuno è depositario della verità: Torno a ripetermi dicendo che il rapporto tra distributore e rivenditore deve essere di natura fiduciaria; venendo a mancare la sicurezza, le suggerisco di controllare gli arrivi ed effettuare le rese, alla presenza di un testimone che sia disposto a certificare eventuali mancanze e la correttezza delle copie messe in resa.

Qualora il suo distributore nonostante ciò, rilevasse discrepanze, lo citi in giudizio.

Ho provveduto a inviare la sua lettera alla FIEG per le valutazioni del caso.

 

IL MESSAGGERO A L.500


Sono titolare di un’edicola. Voglio protestare e chiedere, se possibile, l’intervento del sindacato per far cessare l’iniziativa del MESSAGGERO che da quasi 16 mesi mette in vendita la sua testata a L. 500. È possibile una cosa del genere? Faccio presente che ciò comporta una perdita lorda di incasso di circa 15 mil. all’anno per ogni edicola che vende in media 40 copie al giorno. Perché dobbiamo rimetterci sempre noi? Perché i sindacati non fanno niente? È giusto che il ns. lavoro venga così calcolato? Siamo aperti 15 ore al giorno per cambiare aria? Grato per la cortese attenzione, colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

F. Malizia

San Benedetto del Tronto (AP)

 

Quello che lei mette in evidenza è un problema che riguarda tutto il paese ed è ben noto allo SNAG. Purtroppo però è del tutto legittimo che un produttore decida il prezzo di vendita di un suo prodotto.

Tenga presente che l’ultimo Accordo Nazionale risale al 1994 e che in questi ultimi anni, le fantasie editoriali hanno raggiunto vette altissime, creando prodotti e situazioni che, di fatto, allora non esistevano; da qui l’attuale proliferare di iniziative senza regole.

Nell’eventualità di un futuro accordo, è evidente che terremo conto di tutto quanto si è verificato in questi anni.

Concludendo, vorrei ricordarle che il nostro lavoro vale moltissimo; è il prodotto che lei cita che probabilmente vale così poco che per essere venduto deve abbassare il suo prezzo di due terzi rispetto a quello degli altri quotidiani.

PERCHÈ IL DOPPIO ADDEBITO?

 


Vi ringrazio per la risposta che mi avete dato sul n. 1/01; ho però tralasciato di esporvi un altro seccante problema sempre con la stessa agenzia: succede che una pubblicazione di qualche tempo addietro, quando viene resa ce la addebitano nuovamente e la tengono; è capitato più volte di pagare la stessa cosa due volte. E non vogliono sentir ragioni.

Inoltre alcune pubblicazioni speciali o enciclopedie non sono mai state chiamate in resa e ora sono scadute.

S. D’A. – Cesano Boscone (MI)        

 

Se ho ben capito, alcune pubblicazioni non le vengono accreditate in resa perché ritenute scadute, ma non le vengono fisicamente restituite. In questo caso penso ci siano gli estremi per proporre un’azione giudiziaria per appropriazione indebita.

Nel secondo caso che lei propone, se le pubblicazioni speciali e collezionabili non sono mai state richiamate, non possono essere scadute; oppure quando sono state richiamate in resa, lei non se ne è accorta. Torno a rinnovarle l’invito a contattare il nostro sindacato provinciale di Milano (tel. 02.878700) che la potrà aiutare nella soluzione dei suoi problemi.

Ho provveduto a inviare la sua lettera alla FIEG per le valutazioni del caso.

 

UN COLLEGA SCORRETTO PORTA I GIORNALI AL BAR VICINO

 


Ho un collega che porta tutti i giorni da 60 a 100 copie del giornale locale a un bar a 30 metri dal mio negozio. Io a suo tempo rifiutai di portarglieli. Come posso fare per farlo desistere da questa scorretta iniziativa?

M. S. – Scandicci (FI)

 

Non entro nel merito dell’atteggiamento del suo collega (anche perché lei a suo tempo ha rifiutato di effettuare questo servizio). Se però il bar non è in possesso dell’autorizzazione amministrativa per la rivendita dei giornali e non ha partecipato alla sperimentazione, non può mettere in vendita i giornali, potrebbe al limite regalarli; se così stanno le cose denunci il fatto all’ufficio Annona del suo comune che dovrà attivarsi per fare cessare l’abuso.