Inforiv al nastro di partenza

 

Ne abbiamo parlato per la prima volta cinque anni fa e ora,

finalmente questo progetto, è in dirittura d’arrivo.

Ed è pronto anche un sito Internet.

 

Inforiv al nastro di partenzaA dire la verità, sembrava che il progetto INFORIV  non dovesse arrivare mai alla soglia di partenza. E invece, incredibile ma vero, entro dodici mesi o poco più questa rivoluzione diventerà operativa.

Per chi non ricordasse, o non sapesse, di cosa stiamo parlando, vogliamo ricordare che INFORIV è il lungo braccio informatico che collegherà le edicole ai distributori e agli editori. Sarà la continuazione di INFORETE, l’autostrada informatica che, da anni, consente lo scambio di dati tra editori e distributori. Un progetto complesso per le numerose sfaccettature che formano il quadro del lavoro in edicola, ma che segnerà l’inevitabile giro di boa nella storia di questa professione.

Un po’ di storia

Ce ne parla Giuseppe Ripamonti, Presidente provinciale dello SNAG di Como: “La nascita del progetto risale al 1996, quando per nostra iniziativa, coinvolgendo l’editore del quotidiano locale (La Provincia di Como, nella persona del sig. Arnaudo) e dei distributori Galbiati e Comuzzi, abbiamo realizzato un progetto sperimentale, ma concreto di collegamenti informatici.

Questa iniziativa, presentata alla FIEG nel luglio di quell’anno, ne suscitò l’interesse, tanto che convocò una prima riunione tra le parti ma senza risultati immediati.”

“C’è voluto un anno – continua Enrico Righi, dello SNAG di Como (e ora facente parte del Gruppo Analisi e Sviluppo per il progetto INFORIV) – perché si analizzasse la possibilità di pianificare un vero e proprio studio che ponesse le basi di un programma veramente valido.

E infatti il 3 dicembre 1997, un gruppo ristretto di persone (scelte all’interno di FIEG, ANADIS e di SNAG, CISL e UIL) inizia a lavorare al progetto denominato INFORIV”.

Man mano che lo studio procede, si concretizzano le difficoltà connesse a un impegno così macroscopico: collegare fra loro rete di vendita, distribuzione e mondo editoriale.

Occorre infatti analizzare i futuri impegni economici, ricercare i partner per la fornitura delle apparecchiature e per la realizzazione dei software, prevedere ammortamenti, tempi e quant’altro.

Nel frattempo è “scoppiato” Internet che lascia intravedere ulteriori possibilità di sviluppo per il progetto.

“A novembre del ’98” – continua Righi – iniziano i lavori che determineranno gli impegni delle parti. Si apre il bando per la ricerca della software house, che viene vinto dalla IBM”.

Marzo 1999 – IBM presenta il suo preventivo.

A luglio del 2000, viene firmato fra le parti (che lo ricordiamo sono la FIEG, l’ANADIS e le Organizzazioni Sindacali) il verbale con cui vengono stabiliti gli oneri di carattere economico di ognuno.

Dicembre 2000 – Il preventivo IBM viene approvato.

E arriviamo ad Aprile 2001. Vengono organizzati gruppi di lavoro diversificati che con riunioni serrate, porteranno a termine quella che, in gergo tecnico, viene definita la “microanalisi” del progetto INFORIV.

 

Il futuro è alle porte

“INFORIV – prosegue Ripamonti – è un sistema aperto, che definisce uno standard fra le tre parti interessate, proprietarie del copyright. La “microanalisi” è il processo attraverso il quale verificare ogni minimo dettaglio che consenta il funzionamento del sistema. Niente può essere lasciato al caso; tutto deve essere organizzato e previsto.

Per questa delicatissima fase sono previsti quattro mesi, per cui si ritiene che  per gennaio 2002, tutto dovrebbe essere pronto per l’inizio del primo test: saranno 5 i computer (di altrettante edicole) collegati all’Impresa Galbiati che per una settimana lavoreranno a ritmo serrato, sotto stretto controllo dei programmatori IBM.

Nel frattempo i 60 rivenditori (delle zone di Como, Paderno Dugnano (MI) e Pavia e, più avanti 3, 4 edicole di Milano) scelti per la realizzazione del vero e proprio test, parteciperanno a dei corsi di formazione (organizzati dalla IBM) così da essere pronti ai primi del 2002.

Perché aspettare fino al prossimo anno?

Perché INFORIV parte con l’Euro. Sarebbe del tutto inutile, infatti, eseguire un’operazione così delicata, utilizzando una moneta destinata a scomparire nel giro di pochi giorni.

Tre mesi sono previsti per ottenere tutte le informazioni necessarie a diventare operativi su tutto il territorio. Novanta giorni grazie ai quali verificare pregi ed eventuali difetti da correggere immediatamente.

Per settembre 2002, INFORIV dovrebbe essere a regime sul territorio italiano.

 

I costi

Limitatamente alla fase di sperimentazione, i costi del progetto verranno ripartiti come segue:

“Durante la fase sperimentale – continua Righi – non dovranno esserci costi per le edicole coinvolte. Queste daranno, infatti, un contributo molto importante alla messa a punto del progetto. E quando la fase sarà a regime i costi saranno assolutamente promozionali. È facile ipotizzare che questa iniziativa susciterà grande interesse nelle aziende che producono computer e che si potranno concordare ottime condizioni d’acquisto. Così come lo stesso dovrebbe valere per le connessioni telefoniche per le quali pensiamo di poter sottoscrivere abbonamenti di carattere aziendale, ecc.”

Il sito Inforiv

È in allestimento da parte di IBM. Potrete visitarlo all’indirizzo che vi forniremo e rendervi conto della complessità del progetto.

E mentre molte persone lavoreranno a INFORIV anche durante l’estate, noi vi diamo appuntamento a settembre. Sul prossimo numero di Azienda Edicola troverete tutte le più aggiornate informazioni in proposito raccontate dalla voce dei maggiori responsabili del progetto.

 

Sandro Cipriani