A Luca Cordero di Montezemolo
nuovo Presidente FIEG
Casale Monf.to (AL), 6
giugno 2001
Gentilissimo Presidente,
lunedì 28 maggio Lei è
stato eletto per acclamazione, Presidente della FIEG e così, per Lei uomo di
grande comunicazione – che ha saputo condurre con successo realtà molto diverse
– si apre ora una nuova sfida in un settore molto difficile e particolarissimo.
Mi sono piaciute le
parole del Suo discorso di investitura, la Sua intenzione di guardare avanti,
tenendo conto di tante nuove realtà, con un atteggiamento rivolto al futuro; la
Sua voglia di identificare pochi obiettivi da perseguire con decisione.
Mi permetto di
suggerirgliene, anch’io, uno piccolo di obiettivi, sfuggito sino a questo momento ai Suoi predecessori:
il miglioramento dei rapporti con la rete di vendita e la sua rivalutazione.
Chi L’ha preceduta ha
privilegiato obiettivi di massima redditività per le aziende editoriali,
realizzando a breve altissimi profitti, derivati in massima parte dai proventi
pubblicitari.
Ma sono state mischiate
le carte, confondendo vendite con diffusione, regalando il prodotto per
aumentare il numero dei contatti, drogando il mercato con cut price continui e
promozioni permanenti che hanno disorientato il lettore e svilito il prodotto
editoriale.
Gli stessi utenti
pubblicitari si stanno accorgendo delle storture del mercato e della scarsa
affidabilità dei dati che scaturiscono da questa “confusione” e senza dubbio ne
trarranno le relative conclusioni, ovvero che non è più così redditizio
investire su prodotti che vengono svenduti.
Lei che è presidente
della Ferrari, pensa che un’auto prodotta negli stabilimenti del
Cavallino, sarebbe ricercata e sognata dagli uomini (e anche da qualche donna)
di mezzo mondo se fosse svenduta a prezzi ridicoli da venditori di auto usate
invece che nei prestigiosi saloni delle Sue concessionarie?
Non dimentichi, poi, i
dati di vendita ottenuti dalla “sperimentazione”: nelle intenzioni dei Suoi
predecessori, e nello spirito della legge, vi era l’obiettivo di portare
quotidiani e periodici verso potenziali nuovi lettori; si è andati invece
incontro al profitto fine a se stesso, allargando la rete di vendita dove non
era necessario, specialmente nelle grandi realtà urbane del Nord e della
Lombardia in particolare. I dati di vendita ottenuti, di fatto, sono risultati
semplicemente ridicoli a fronte dell’impegno economico sostenuto dagli editori
in proposito. Tutto ciò ha, per contro, messo in sofferenza la nostra rete di
vendita, una rete capillare che non ha uguali nel mondo. Una rete che ha
consentito agli editori di crescere enormemente, ma che non ha ricevuto –
almeno negli ultimi venticinque anni – da parte loro alcuna considerazione e
che, anzi, giorno dopo giorno deve cercare di difendersi per non venire
distrutta.
Ho grande fiducia nelle Sue capacità di mediazione e di dialogo, nella Sua visione del futuro.
Anche la mia
organizzazione ha idee nuove e proiettate verso il domani. Ed è per questo che
auspico che ci sia la Sua personale disponibilità all’apertura delle trattative
per il rinnovo dell’Accordo Nazionale per la vendita di quotidiani e periodici.
Auspico che si trovino punti di contatto adeguati per il bene di tutto il settore perché la filiera editoriale è come una ruota: se gira bene tutti i componenti ne traggono benefici ma, se gira male, Lei che è un esperto di Formula 1, può ben immaginarne i risultati. E mi creda, è troppo tempo che la ruota gira male. È proprio il momento di voltare pagina.
Per concludere, mi viene
in mente quanto letto su un noto giornale economico, il giorno dopo il suo
insediamento: vi si diceva che Lei ama “l’atmosfera romana” e come, dopo tanti
anni di nebbie in quel di Maranello, Lei fosse alla ricerca di una via di fuga verso la Capitale,
per non cenare sempre da solo in ristoranti, desolatamente vuoti della zona.
Vorrei ricordarle che Roma è sì la città dei Palazzi e dei salotti mondani, ma
è Milano la città dell’Editoria, ed è qui che si dovrebbe sentire la Sua
presenza.
Qualora, poi, volesse fuggire la nebbia della Pianura Padana (a Milano ormai non si vede proprio più) e non volesse cenare sempre da solo nei ristoranti della Bassa, sarei lieto di averla graditissimo ospite – insieme alla Sua gentile consorte – in uno dei molti ristoranti di charme sulle colline del mio Monferrato. Cordialmente.
Carlo Leopardo
Vicepresidente
SNAG-Confcommercio
Sconti natalizi
che non quadrano
Spett.le AZIENDA EDICOLA
come da telefonata di
qualche giorno fa, vi faccio avere la mia bolla sugli sconti natalizi che la nostra
agenzia di Cesena ci ha praticato per Natale 2000.
Oltre che molti errori di
percentuale, mi sembra che manchino anche parecchie pubblicazioni.
Vi prego di fare un
controllo e di farmi sapere. Mi farò carico io stesso di estendere ai colleghi
le eventuali differenze.
Nilla Burioli
P.S. – Probabilmente abbiamo
ricevuto lo stesso trattamento anche negli anni 98/99.
Bambi 138,18 anziché 161
Bd 176,40 “ ” 180
Cioé 144,00 “
” 288
Corr. Cesena 130,88 “ ” 136
Corr. Sera 115,20 “ ” 120
Cuc. Italiana 220,50 “ ” 257
Dylan Dog 111,72 “ ” 130
Gazz. Sport 109,76 anziché 112
Giornale 117,60 “ ” 120
Intinità
147,30 “
” 159
Liberazione 117,60 “ ” 120
Magico Vento 111,72 “
” 130
Meridiani 352,80 “ ” 412
Sett. Enig.ca 105,84 “ ” 108
Stop
135,24 “ ” 147
Tex N.va Ris. 111,72 “ ” 130
Topolino 194,04 “ ” 210
Tutto Tex 111,72 “ ” 130
Volare
264,60 “
” 309
Zagor
111,72 “ ” 130
Queste testate sono quelle evidenziate dalla nostra lettrice. Ma da una comparazione della bolla a nostre mani con le cifre (ricevute dai relativi distributori nazionali) pubblicate sui n. 1 e 2 di Azienda Edicola, sono molte altre le testate per le quali gli sconti non corrispondono. Come mai?
FIEG: un colpo al cerchio
e uno alla botte
S. Andrea del Pizzone
(CS),
24 marzo 2001
Spett.le AZIENDA EDICOLA
Nella riunione tenutasi a
Milano, presso la sede della FIEG il 6 febbraio scorso, la commissione ex art.
5, nel trattare l’inosservanza delle riunioni riguardanti il rapporto economico
intercorrente tra distributori e rivenditori della zona di Caserta e Napoli,
ancora una volta, ha ribadito l’inapplicabilità di trattamenti economici
personalizzati a singoli rivenditori.
Poi, però, defilandosi,
da un intervento diretto come sarebbe stato giusto, invitava le parti
interessate (distributori e rivenditori) a raggiungere intese omogenee
riguardanti le modalità di pagamento delle pubblicazioni, incontrandosi presso
la sede di Napoli del MATTINO.
Ma perché non ha risolto
lei, d’autorità questa situazione anziché demandarla ad altri, rispettando così
anche ciò che lei stessa ha sottoscritto nel vigente Accordo Nazionale
all’art.6? E che intese debbono e possono mai raggiungere distributori e
rivenditori se l’Accordo Nazionale non dice ciò? L’Accordo Nazionale è legge.
Fino a quando non se ne farà uno nuovo con altre regole, è questo quello da
rispettare, credo.
Intanto per informazione,
l’incontro che doveva avvenire alla sede del Mattino (ammesso che potesse
sortire qualche soluzione) il 28.02.2001 è stato già rinviato due volte. Ora
dovrebbe esserci il 28.03. (Essendo
passato qualche tempo dall’arrivo di questa lettera, prima di andare in stampa
abbiamo verificato la situazione ed è risultato che dopo ulteriori rinvii, ai
primi di maggio c’è stata finalmente una riunione presso la sede regionale del
SINAGI che tuttavia, non ha portato ad alcun risultato positivo – ndr).
Tali rinvii non sono
certo per colpa dei rivenditori. Molti di loro sono in conflitto con questi
distributori per contratti di fornitura capestro o spese aggiuntive varie e
hanno dovuto adire alle vie legali sacrificando le proprie tasche. La mollezza
di posizione della FIEG, ne è la causa. Perché non dice, una volta per tutte a
questi distributori: “Il mandato a distribuire i miei prodotti, come ve l’ho
dato così ve lo tolgo, se non la smettete di praticare questi abusi”. Allora sì
che farebbe il suo mestiere! Sono proprio sfiduciato! Distinti saluti.
Maggiore coesione fra di noi
Forno Canavese (TO),
14 aprile 2001
• Spett.le Redazione
di AZIENDA EDICOLA
• Spett.le
SNAG-Confcommercio
Ho letto gli articoli,
del presidente Abbiati e di Agostino De Lucchi, sul n.1 della vostra rivista
riguardanti la sperimentazione. Non posso che dirmi pienamente d’accordo con
quanto espresso e che spero portato avanti con estremo vigore seppure con
improba fatica causata anche, anzi soprattutto, dalla posizione delle altre
OO.SS che di tutto pare si occupino tranne che dell’interesse dei giornalai.
Io ero iscritta al SINAGI
da sempre, per conoscenza personale con un mio rappresentante di cui ho avuto
modo di apprezzare disponibilità e cortesia, ma anche al di là di questo mi
pareva che come organizzazione per la salvaguardia dei nostri interessi, fosse
affidabile.
Purtroppo mi sono dovuta
ricredere! Se ancora avessi avuto dei dubbi sarebbe stati dissipati dal
susseguirsi di numerose circolari riguardanti questi ultimi avvenimenti, dive
si diceva tutto e il contrario di tutto, per poi appropriarsi dei meriti (anche
se purtroppo modesti) ottenuti da altri.
La colpa di tutto ciò è
almeno al cinquanta per cento anche nostra, cioè dei giornalai, perché non
siamo certo una categoria unita, al contrario mi pare che ognuno guardi al suo
interesse immediato anche se ciò può essere lesivo di quello futuro, con
perdite molto gravose.
Con maggiore coesione fra
tutti, i risultati sarebbero sicuramente diversi.
Sperando che il vostro
impegno possa approdare a soluzioni positive desidero farvi giungere il mio
vivo incitamento e il mio grazie per il vostro operato.
Cordialmente.
Un’idea di franchising
Milano, 12 aprile 2001
• Spett.le Redazione
di AZIENDA EDICOLA
Da pochi mesi mi trovo ad
affrontare le problematiche che, puntualmente e con precisione, evidenziate
nella vostra rivista. Tali problematiche sono ormai state esaminate da ogni
punto di vista, ma quello che non si trova è il modo di uscire dall’impasse.
Eppure mi sembra che
(proprio perché la situazione si è deteriorata oltre ogni aspettativa) i tempi
siano maturi perché si sviluppi un’idea di franchising (che come sapete esiste
in altri paesi) che sarebbe la sola in grado di sfruttare le potenzialità di
una rete distributiva estremamente capillare e quotidianamente in contato con
centinaia di clienti, e di impostare al meglio i rapporti con tutti i
protagonisti del mercato.
Dai dati di mercato che
ho fin qui ricavato, mi sembra che un network in franchising sarebbe
economicamente fattibile e darebbe solo vantaggi agli operatori (si pensi solo
alle condizioni che si potrebbero avere in termini di selezione e prezzo nei
settori libri, CD, VHS, cancelleria) che diventerebbero realmente
concorrenziali anche nei confronti della spauracchio GDO.
Mi piacerebbe avere i vostri commenti e nel frattempo, insieme ai complimenti per la vostra rivista, vi porgo i migliori saluti.
Mariella Beachi