IL COMMERCIALISTA
A cura di Domenico Moschella

 

 

 

A proposito di riviste al “macero”

 

Vogliate gentilmente chiarirmi quanto segue in merito alla procedura “macero” per riviste il cui valore ammonta a L.1.500.000.

a) - si possono buttare nel cassonetto o vanno portate da qualcuno che rilasci ricevuta con annotato solo il peso del materiale?

b) - l’atto notorio che in questo caso dovrei fare devo inviarlo anche alla Guardia di Finanza o devo darlo solo al commercialista?

c) - devo quindi fare una bolla di uscita come quelle che normalmente faccio ai clienti?

Vi ringrazio e porgo distinti saluti.

L. M. - Modena

 

Di questo argomento abbiamo già parlato più volte e abbiamo anche pubblicato i facsimile delle dichiarazioni da effettuare

Se conservaste Azienda Edicola, guadagnereste tempo nel risolvere i vostri problemi.

Comunque, le soluzioni che lei propone sono alternative. Infatti lei può provvedere a gettare le riviste nel cassonetto, o consegnarle a qualcuno che le butti al macero, ma dovrà far pervenire agli uffici finanziari e ai comandi della Guardia di Finanza territorialmente competenti, almeno cinque giorni prima delle operazioni di distruzione delle pubblicazioni, una dichiarazione sostitutiva di atto notorio (trattandosi di importo inferiore ai 10 milioni – € .164,57), – ai sensi della legge 4.01.68 – contenente l’indicazione del luogo, ora, data e modalità delle operazioni, nonché la qualità, la quantità e l’ammontare complessivo dei beni da distruggere. Copia di quanto sopra andrà conservato insieme ai documenti fiscali della sua attività.

 

 

Gli errori del centro contabile


Quattro anni orsono ho avuto la sciagurata idea di affidare la contabilità dell’edicola a un centro contabile. Alla prima verifica della dichiarazione dei redditi, l’ufficio imposte riscontrò errori nella compilazione delle dichiarazioni con conseguente sanzione da pagare. Fatto notare questo al centro contabile e controllando il resto della contabilità, notai altri sbagli e molto disordine; chiesi quindi la restituzione della contabilità. Ma ingenuamente firmai la ricevuta di avvenuta consegna di tutta la documentazione senza però verificare, in loro presenza, il contenuto di ciò che mi stavano consegnando.  Arrivato a casa notai che mancavano i bollati degli acquisti nonostante da una ricevuta risultassero essere stati consegnati. Avendo riconosciuto la mia manchevolezza nel non aver fatto il controllo in loro presenza, chiesi allora la consegna degli stampati in carta semplice senza ottenere alcun  risultato.

Mi sono ormai reso conto che questi bollati non sono mai stati fatti e che difficilmente mi verranno dati. Vi faccio inoltre presente che mia figlia è titolare della contabilità e che non ho avuto da lei alcuna delega scritta per il ritiro della documentazione. Attendo da voi un consiglio e cordialmente vi saluto.

V. N. - Rivoli (TO) 

 

Quanto da lei richiesto è più un problema di carattere legale circa l’eventuale responsabilità del centro contabile nell’avere, o meno, istituito il libro, anche se da parte sua, con la firma della ricevuta di ritiro dei documenti, ha di fatto sollevato da qualsiasi responsabilità  il centro predetto.

Comunque per valutare il tutto da un punto di vista pratico e per un ulteriore approfondimento, può telefonare in redazione.