Napoli: battaglia per le rese

Ping Pong edicole distributori editoriIl cambio di distributore dà origine a un vero e proprio ping pong a quattro: edicolanti, due distributori ed editori.
L’unione delle sigle (tranne una) porta alla soluzione, dopo quasi quindici giorni.

 

 

Si è conclusa positivamente, dopo una intensa battaglia condotta dai dirigenti dello SNAG della provincia di Napoli, la vicenda che ha visto contrapposti edicolanti e distributori per una complessa questione legata alle rese della Mondadori e della RCS. Una battaglia cominciata il 28 giugno scorso cui, ne va dato atto, sono stati validi alleati i colleghi della CISL, del FENAGI e della UILTUCS.
La vicenda inizia con un improvviso cambio di distributore, nella rete provinciale napoletana, delle pubblicazioni Mondadori e RCS. Senza preavviso gli editori affidano la distribuzione (fino ad allora effettuata dalla Diffusione napoletana) alla Diffusion Press già distributore delle pubblicazioni De Agostini, Rusconi, Marco, ecc. La notizia coglie di sorpresa i rivenditori napoletani cui giungono contemporaneamente due lettere dai due distributori. Entrambi, infatti, comunicano di non accettare più copie invendute. La Diffusione napoletana rifiuta le rese sostenendo che le due case editrici "hanno risolto unilateralmente il contratto senza nemmeno rispettare i previsti 30 giorni" e, quindi, "tutte le rese vanno fatte al subentrante distributore". Dal canto suo la Diffusion Press, ufficializzando con una circolare del 28 giugno il nuovo incarico di distribuzione, precisa che le copie invendute "dei numeri precedenti, distribuiti dalla Diffusione napoletana, andranno rese solo ed esclusivamente a quest’ultima".
In quella stessa data Vincenzo Frontoso (presidente SNAG-Confcommercio), Mario Vitrano (segretario CISL), Gaetano Saccone (segretario FENAGI-Confesercenti) e Aldo Esposito (segretario UILTUCS-Giornalai) si riuniscono e stilano un documento congiunto (indirizzato ai due distributori, alla FIEG, alla Mondadori, alla RCS e alle segreterie nazionali dei rispettivi sindacati) in cui esprimono "profonda preoccupazione per la volontà da parte delle agenzie di distribuzione, di non voler ritirare gli invenduti dei numeri precedenti" e annunciano che nel caso in cui non si intervenga per "attivare il ritiro delle rese giacenti presso le rivendite delle pubblicazioni trasferite da distributori" resta agli edicolanti la possibilità di "congelare in forma cautelativa i pagamenti delle forniture".
Il giorno dopo, 29 giugno, arriva la risposta delle due case editrici che, richiamandosi all’Accordo Nazionale e alle "delibere della commissione ex art.5" invitano a restituire le copie invendute alla Diffusione napoletana.

Napoli, terra di battaglia sulle reseIncomincia così un vero e proprio ping pong che lascia interdetti gli edicolanti e che spinge le quattro sigle sindacali a redigere immediatamente una nota in cui informano i rivenditori di aver già provveduto a manifestare la propria preoccupazione per una decisione così contraddittoria.

È l’inizio di una battaglia coraggiosa a tutela degli interessi di tutti gli edicolanti napoletani costretti a conservare le rese Mondadori e RCS, senza sapere quando e a chi dovranno restituirle. Battaglia da cui si defila il SINAGI-Cgil, unica organizzazione sindacale che si disinteressa della intricata questione mantenendo il più assoluto silenzio.
Nel frattempo si susseguono i fax tra editori ed edicolanti. Ciascuno resta sulle proprie posizioni visto e considerato che il nodo della vicenda sta tutto nel rifiuto della Diffusione napoletana di ritirare le vecchie rese.
Il 3 luglio le quattro sigle alleate, CISL, FENAGI, SNAG e UILTUCS si riuniscono nuovamente e sottoscrivono un documento in cui, richiamandosi all’Accordo Nazionale (in cui è previsto che gli estratti conto vanno pagati al netto delle rese), comunicano alle case editrici, alla Diffusione napoletana e alla FIEG che "non avendo riscontrato alcuna disponibilità al ritiro delle pubblicazioni scadute, gli stessi giornalai si faranno carico di scomputare dal versamento l’importo delle relative rese giacenti in edicola". Aggiungono poi che "in attesa di precise disposizioni sulla destinazione degli invenduti, sarà cura dei rivenditori trattenerle presso le proprie edicole".La questione resta di fatto irrisolta.
Il 7 luglio, il SINAGI-Cgil rompe il silenzio e, colpo di scena, diffonde una circolare ai rivenditori di Napoli e provincia annunciando che la Diffusion Press ritirerà le rese non accettate dalla Diffusione napoletana.
La voce, non confermata, disorienta ancora di più la categoria.
Tre giorni dopo la smentita ufficiale. Sulle bolle di consegna la Diffusion Press fa stampare un messaggio in cui spiega che quanto affermato dal SINAGI "non risponde a verità in quanto alla data odierna la RCS Rizzoli e la Mondadori ribadiscono che tali invenduti dovranno essere ritirati esclusivamente dalla Diffusione napoletana ancor oggi operante sulla piazza di Napoli".
La situazione si complica ancora di più fino a che la Diffusion Press (nuovo distributore delle pubblicazioni Mondatori e RCS), invia una circolare ufficiale datata 11 luglio in cui comunica che i due editori "pur ritenendo grave il comportamento della Diffusione napoletana per non aggravare e compromettere ulteriormente tutta la rete di vendita napoletana" hanno autorizzato la stessa Diffusion Press a ritirare "le rese delle pubblicazioni di competenza della Diffusione napoletana a far data da mercoledì 11 luglio".
La battaglia sindacale si conclude con una vittoria. Resta però un interrogativo. Perché il SINAGI non ha vi preso parte lealmente al fianco delle altre sigle? Perché ha aspettato alla finestra scegliendo il momento più conveniente per lanciare un annuncio a effetto, non suffragato da alcuna nota ufficiale? 
Ci piacerebbe ricevere risposta.

Daniela Quaranta