Nelle Marche tre prezzi per un solo Carlino
Sembra incredibile, ma i marchigiani se vogliono comperare Il Resto del Carlino, a seconda che stiano ad Ancona, a Macerata o ad Ascoli Piceno, lo pagano in modo differente.
Di certo ai pesaresi conviene farsi una passeggiata fino ad Ascoli per risparmiare ben 1.200 lire (€ 0,62) sull’acquisto del loro quotidiano preferito.
A Pesaro, Il Resto delCarlino costa L.1.700 – (€ 0,88), a Macerata e ad Ancona il prezzo scende a L.1.000 – (€ 0,52), per arrivare, appunto, alle 500 lire (€ 0,26) di Ascoli Piceno.
Una vera e propria follia che ha scatenato le ire degli edicolanti, anche perché in zona c’è anche Il Messaggero che è venduto, da tempo, a L.500 (€ 0,26).
Macerata è stata la portabandiera dell’agitazione che, capitanata da Nazareno Fabiani, ha fatto sì che venissero vendute soltanto 5 copie del quotidiano romano e 15 di quello bolognese. Tutte le altre messe in resa. A ogni edicola è stata esposta una locandina per spiegare alla clientela i motivi di questa presa di posizione.
"Su 500 lire (€ 0,26), il compenso per l’edicolante si riduce a 55 lire nette(€ 0,03) "una vera miseria" – dice Fabiani che è avvantaggiato dal fatto di vendere anche tabacchi. "Oltre a tutto queste campagne promozionali sono nocive anche per i quotidiani nazionali che non vengono più acquistati. La gente compera ciò che costa meno. E in effetti la vendita sia del Carlino che del Messaggero è aumentata, ma cosa succederà quando il prezzo tornerà quello di prima? Di certo il nostro incasso per mantenersi in quota dovrebbe prevedere vendite triplicate, ma purtroppo ne siamo ben lontani."
Di fronte alla protesta massiccia delle edicole maceratesi, il Carlino ha promesso che con il 31 agosto, forse anche prima, il costo del quotidiano sarebbe tornato normale. E così di fronte a questa assicurazione gli edicolanti sono tornati a vendere tutte le copie. Approfittando anche del periodo di ferie che rende queste vendite sottocosto meno pesanti.
"Ma l’occhio di riguardo nei nostri confronti, probabilmente, porterà l’editore a ridurre il prezzo di copertina in qualche altra località" conclude realisticamente
Fabiani.
"Anche a Jesi la battaglia è stata dura" racconta Paolo Marani, presidente dello SNAG locale "tanto che persino il sindaco Marco Polita ha preso carta e penna per appoggiare la protesta degli edicolanti, ritenendo inaccettabile il protrarsi di tale situazione che ha creato una sperequazione nei confronti dei cittadini e comportando notevole pregiudizio alla sfera patrimoniale dei rivenditori di giornali".
Già, per quale motivo i lettori di una città devono essere penalizzati nell’acquisto del loro quotidiano, quando a pochi chilometri, lo stesso giornale costa anche mille lire meno?
"Il primo cittadino di Jesi – continua Marani – è dunque ricorso a un ordine del giorno e la cosa è stata discussa in consiglio appoggiata dalla maggior parte delle forze politiche. Insomma un vero e proprio casus belli che si è concluso con il ritorno del Carlino a lire 1.000 (€ 0,52). In compenso con Il Messaggero ogni trattativa è praticamente impossibile. Da parte dell’editore romano nessuna possibilità di dialogo. Questo stato di cose è duro per noi, ma lo è particolarmente per Ascoli, dove il quotidiano è la testata più venduta".
Nelle Marche le vendite si stanno inesorabilmente contraendo. "Già i risultati della sperimentazione – prosegue ancora Paolo Marani – avevano evidenziato questa tendenza che è andata accentuandosi in questi ultimi diciotto mesi senza possibilità apparente di recupero. Si parla di cali nelle nostre edicole – dati alla mano – anche del 30%, e non certo dovuti ai punti alternativi. Comunque adesso siamo in periodo di ferie. L’appuntamento è per settembre. Aspettiamo tutti il Messaggero al varco, confidando che il Carlino mantenga la promessa di tornare al prezzo normale".
I rivenditori interessati a contattare Paolo Marani possono telefonare al numero 0721.207913.