L'ESPERTO RISPONDE
A cura di Carlo Leopardo

 

I sovrasconti vanno pagati

Speciale: Evoluzione dell'edicola di C.Leopardo

 

 

 

I DISTRIBUTORI NON PAGANO I SOVRASCONTI NATALIZI

Sono diversi anni che i distributori locali non ci pagano i sovrasconti natalizi e non avendo mai delegato il mio sindacato per il ritiro, volevo sapere come comportarmi e quanti anni di arretrati posso chiedere secondo la legge.

L. B. - Napoli

 

Ho un’edicola da due anni e sei mesi e non mi sono mai stati riconosciuti i sovrasconti natalizi. Si passano la palla delle responsabilità sia i distributori locali che i sindacati ma nessuno mi dà una risposta definitiva. Non sono iscritto ad alcun sindacato, ma proprio leggendo Azienda Edicola mi sono reso conto che i buoni sconto natalizi spettano al sottoscritto. Grazie e buon lavoro.

D. Carboni - Genova

 

In assenza di delega al sindacato, i sovrasconti natalizi devono essere liquidati direttamente al rivenditore entro e non oltre il 31 marzo dell’anno successivo. Ritengo pertanto possibile e legittima un’azione giudiziaria nei confronti del distributore locale e tutela dei vostri interessi.

 

VENGA DAI SINDACATI LA PAROLA “FINE PER SEMPRE”

Nelle bolle di consegna e resa del prodotto editoriale, le pubblicazioni vengono denominate con titoli che le rendono di difficile identificazione e che nulla hanno a che vedere con quanto registrato in tribunale. Inoltre, la poca chiarezza e trasparenza delle citate bolle che a volte, per non dire spesso, non riportano il sottotitolo della pubblicazione atto a facilitare l’identificazione della stessa, oltre a creare un oggettivo danno al rivenditore, genera nello stesso una sfiducia generalizzata (per non dire altro) verso il mondo editoriale e distributivo. È inammissibile il perdurare di una simile situazione che offende la dignità professionale del rivenditore senza che i sindacati pongano la parola FINE PER SEMPRE!

O piuttosto i sindacati hanno qualche interesse a non intervenire?

M. Rossi - Taranto

 

 

SEMPRE PIÙ RIMANENZE IN EDICOLA

Ho notato che nella mia rivendita si accumulano prodotti tipo: raccoglitori, fascicoli di enciclopedie, blister e roba del genere, senza mai essere richiamati in resa. Vorrei gentilmente sapere se posso di mia iniziativa inviarli al distributore e se può essere pubblicato uno schema con tutti i vari prodotti e quanto tempo massimo devono rimanere in edicola. Tutto ciò mi arreca dei danni in quanto alcune settimane non riesco a coprire nemmeno l’importo dell’E.C. Grazie

D. M. - Ruffano (LE)

 

Attualmente il prodotto editoriale si può dividere in 2 categorie: quello pagato alla consegna e quello ceduto in conto deposito con fatturazione al sessantesimo giorno dalla sua distribuzione. Ne consegue che per le pubblicazioni pagate alla consegna se dopo trenta giorni non vengono richiamate in resa, è legittimo renderle al distributore locale. Allo stesso modo se dopo sessanta giorni dalla loro distribuzione le pubblicazioni cedute in conto deposito non vengono richiamate in resa è legittimo renderle al distributore locale.

 

DELUCIDAZIONI SULLA SPERIMENTAZIONE

Vorrei delucidazioni in merito alla sperimentazione.

1 - Si possono vendere tutte le testate di giornali o no?

2 - Quando una persona chiede la sperimentazione ed è a una distanza inferiore ai 400 mt da un’edicola già esistente può iniziare l’attività o no?

3 - Se la risposta è no come si può fare per farla sospendere?

Vi saluto cordialmente.

Q. L.

Montenero di Bisaccia (CB)

 

Le ricordo che la sperimentazione è terminata nel mese di novembre 2000. Era possibile vendere solo quotidiani, solo periodici o ambedue le tipologie. Non vi era alcun parametro distanziometrico tra punti in sperimentazione e punti esclusivi esistenti, per cui, se il punto sperimentale è stato attivato entro i termini previsti dalla legge, può continuare a vendere prodotti editoriali. Le ricordo però che dopo il 24/11/2000 non poteva più essere attivato alcun punto in quanto la sperimentazione era terminata. Se ciò è avvenuto, il Comune deve far cessare immediatamente la vendita.

 

L’EDICOLA IN GESTIONE

È vero che con la nuova legge è possibile dare l’edicola in gestione?

E. M. - Napoli

 

È vero, in quanto è stato abrogato l’Art.14 della legge 5/8/1981 n.416 e l’Art.7 della legge 25/2/1987 n.67 che vietavano l’affidamento a terzi della rivendita.

 

 

NO ALLE LETTERE SENZA FIRMA

Abbiamo detto, e ripetuto, che le lettere non firmate non vengono prese in considerazione.

Se volete vedere pubblicato il vostro scritto o desiderate una risposta, do-vete mettere le vostre generalità e chiedere che le stesse non vengano menzionate.

Al lettore di Lacco Ameno (timbro postale) che ci ha inviato una lettera, per ben due volte, a proposito dei giornali distribuiti gratuitamente dagli alberghi, ripetiamo di riscriverci… per la terza volta e, questa volta, di ricordarsi di firmare. Pubblicheremo quanto intende denunciare senza citare nep-pure le sue iniziali.

 

 

 

 

IL DISTRIBUTORE NON ACCETTA I NUMERI ANTECEDENTI AGLI ULTIMI DUE

Il mio distributore accetta in resa solamente l’ultimo e il penultimo numero di una rivista o di un inserto di enciclopedia, tutti gli altri li considera scaduti.

Tutto questo è regolare?

A. Carotenuto - Taranto

 

Data la particolarità delle pubblicazioni a dispense ritengo che dovrebbe esserci un po’ più di elasticità da parte del suo distributore locale, come del resto si può riscontrare su altre piazze distributive. Le consiglio di contattare le case editrici delle pubblicazioni interessate (avevamo pubblicato su Azienda Edicola i relativi numeri telefonici) che, interessate al fatto che i fascicoli delle loro opere siano a disposizione più a lungo ed essendo anche mandatarie del distributore, potranno invitarlo a una maggiore e necessaria elasticità. Per tutte le altre pubblicazioni (settimanali e mensili) ritengo corretto l’operato del distributore locale.

 

COME OTTENERE L’AUTORIZZAZIONE PER  UN POSTO NON ESCLUSIVO

Leggo la vs. rivista da circa due anni che trovo molto valida. Io non ho un’edicola ma un negozio di abbigliamento bambino-donna e vorrei chiedere al comune di competenza il rilascio di un’autorizzazione per un posto non esclusivo per la vendita di riviste e periodici. Non avendo effettuato la sperimentazione, ma presentando una domanda di ottemperanza il comune dovrebbe rilasciarmi l’autorizzazione per un posto non esclusivo come spiegato sopra. Vorrei che l’esperto mi desse una risposta, che mi illustrasse come inoltrare una dichiarazione di ottemperanza, che cosa chiedere e in che data fare ciò. Vi ringrazio

B. Biadene

S. Biagio di Collalta (TV)

 

Lei ha estrapolato nella sua interpretazione un comma della legge (Art.2 comma 5) senza tener conto del contesto generale della stessa. Il rilascio di un’autorizzazione non è automatico, infatti l’Art.2 al comma 3 dice che – POSSONO ESSERE AUTORIZZATE – e NON che devono essere autorizzate. Il successivo punto 6 dice: “Il rilascio delle autorizzazioni anche a carattere stagionale per i punti esclusivi e per quelli non esclusivi deve avvenire in ragione della densità della popolazione, delle caratteristiche urbanistiche e sociali della zona, dell’entità delle vendite di quotidiani e periodici negli ultimi due anni, delle condizioni di accesso, nonché dell’esistenza di altri punti vendita non esclusivi”. Come vede il rilascio di una nuova autorizzazione, anche per le rivendite non esclusive, deve sottostare a determinati parametri che, prendendo spunto dalla legge, saranno meglio dettagliati nelle relative leggi regionali e nei regolamenti comunali. L’inoltro della domanda non dà perciò diritto ad avere l’autorizzazione che può anche non essere concessa.

 

PER RINNOVARE IL CHIOSCO

Vorrei rinnovare il mio chiosco 3x2,50 con uno 6x4 vendita interna costo lire 130.000.000. Ci sono dei finanziamenti adeguati per noi edicolanti che mantengono una struttura come edicola? Quali sono? Attualmente le mie ore lavorative sono 15 e vorrei trascorrerle in un chiosco più confortevole. Congratulazioni per la vostra rivista.

S. Baiocco - Ardea (Roma)

 

Non esistono per ora condizioni particolari riservate agli edicolanti; molte regioni però hanno finanziamenti speciali per il settore commerciale. Le consiglio di rivolgersi all’ASCOM (Associazione Commercianti) più vicina perché attraverso la loro divisione ASCOMFIDI può, probabilmente esserle di aiuto per i chiarimenti che desidera. Tenga presente che i costruttori di chioschi possono quasi sempre fornire condizioni di pagamento agevolate anche attraverso forme di leasing.

 

QUALI AGEVOLAZIONI A CHI NON DISPONE DI MEZZI PROPRI?

Ho la possibilità di ampliare il mio negozio da 34 a 50 mq. e vi chiedo se esiste qualche agevolazione altre al “credito d’imposta”. Per rifare l’arredamento, l’impianto di riscaldamento a gas, le opere di muratura, imbiancatura, porta d’ingresso e vetrina è necessaria una cifra che io non posseggo. Vi chiedo un aiuto.

M. R. C. - Genzano di Lucania (PZ)

 

Per avere una risposta certa deve rivolgersi all’Associazione Commercianti (ASCOM) a lei più vicina in quanto ogni regione ha le proprie particolarità, non ultima quella dei finanziamenti regionali a fondo perduto per l’ammodernamento del settore commerciale che solo a livello locale è possibile verificare. Presso le Associazioni Commercianti è inoltre presente l’ASCOMFIDI che è una cooperativa di garanzia dei commercianti per poter accedere rapidamente, e con relativa facilità, a finanziamenti bancari con buoni tassi di interesse.

 

TURNI DI CHIUSURA DOMENICALE

Dopo nostra comunicazione al responsabile FIEG di zona in merito alla volontà di iniziare dal primo luglio i turni di chiusura domenicale (una chiusura ogni 3 settimane per punto vendita), ci hanno fatto sapere che i turni di chiusura domenicale sono possibili solo a partire dal primo settembre. Vorremmo sapere nel più breve tempo possibile se questo corrisponde a quanto stabilito nel contratto di lavoro nazionale della nostra categoria.

Il nostro paese è di circa 10.000 abitanti e le edicole sono 5.

D. P. - Bernalda (MT)

 

Sono titolare di un’edicola da circa 10 anni (tabacchi e giornali). Per tutto questo periodo non ho mai usufruito del riposo domenicale. Ne ho parlato con l’agenzia ma mi sono sentita rispondere che gli editori non lo permettono. In paese ci sono altre due rivendite di giornali aperte di domenica ma decentrate rispetto alla mia che è in piazza. Vorrei un vostro parere. Grazie.

M. T. Pegoretti - Povo (TN)

 

L’Art.3 dell’Accordo Nazionale terzo comma dice: le chiusure domenicali potranno essere esercitate con cadenza quattordicinale e fino a un massimo del 50% delle rivendite; per cui, stabilita ove già non vi fosse la giusta turnazione tra le rivendite del vostro paese, voi potete iniziare immediatamente le chiusure domenicali non ogni tre settimane ma a settimane alterne (una domenica chiusa e una domenica aperta e così via) e comunicarlo al vostro distributore locale. Su questo problema gli editori non hanno alcuna voce in capitolo.

 

COME FARE PER AFFITTARE IL CHIOSCO

Vorrei affittare il mio chiosco, gradirei sapere la procedura da seguire e il prezzo che devo chiedere.

A. Batistini - Piombino (LI)

 

Per le procedure da seguire le consiglio di rivolgersi a un commercialista che potrà trovare l’opportunità più interessante tra le varie metodologie possibili. Il canone di affitto è strettamente legato al fatturato medio del suo chiosco che lei non indica; le consiglio di fissare un importo che permetta all’eventuale affittuario di onorarlo senza grandi difficoltà col reddito dato dal chiosco stesso.

 

IL PROBLEMA DELLE PUBBLICAZIONI “IN ABBINATO”

A conferma che agli editori interessa più distribuire che vendere per un ritorno di introiti pubblicitari, si sta sempre più ampliando la vendita di pubblicazioni “in abbinato”. OGGI, GENTE, GRAZIA, AMICA, NOVELLA 2000, DONNA MODERNA, COSE DI CASA, NEWTON, HAPPY WEB, SORRISI E CANZONI, sono solamente alcune delle pubblicazioni che ormai si abbinano stabilmente tra loro o con altre a un costo che non è la somma dei costi delle due riviste ma scontato almeno dal 60% al 90% arrivando poi al 100% come sta avvenendo in Bari e provincia con gli abbinamenti di GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO più CORRIERE DELLO SPORT a L.1.500, CORRIERE DELLA SERA più GAZZETTA DELLO SPORT sempre a L.1.500.

Tutto ciò sta mettendo in crisi migliaia di edicolanti con perdita di guadagno che ho quantificato nel mio caso, perdurando questa situazione, in almeno 6 o 7 milioni annui.

Domande:

1 – È lecito tutto ciò?

2 - Possono gli editori adottare questa politica?

3 - E i nostri sindacati, prescindendo dalle loro linee politiche, stanno trovando un accordo unitario su questo problema così importante?

4 - Si stanno battendo tutti, ribadisco unitariamente, perché sia riconosciuto all’edicolante almeno l’aggio determinato dalla somma dei prezzi di vendita delle pubblicazioni vendute “in abbinato”?

Un’immediata e positiva risposta forse rasserenerebbe la giornata lavorativa mia e di migliaia di altri colleghi.

V. Fabbricatti - Modugno (BA)

 

Lei ha focalizzato perfettamente la situazione attuale e uno dei problemi che contribuiscono a mettere in sofferenza la nostra categoria. Alcuni vecchi editori, che hanno dato il nome alle case editrici oggi presenti sul mercato, amavano dire che gli utili di una testata devono provenire per il 50% dalla vendita e il restante 50% da altri canali (pubblicità, ecc.). Probabilmente avevano ragione e, a quei tempi, i giornalai lavoravano bene con una buona redditività delle loro aziende. Ora sembra che tutto sia legato alla sola pubblicità , ma quando si verificherà un crollo in questo settore (cosa che sta già avvenendo negli Stati Uniti ma anche da noi si cominciano a vedere le prime avvisaglie), gli utenti pubblicitari impegneranno meno risorse nella stampa e gli editori avranno di nuovo bisogno di una rete di vendita forte e affidabile. Mi auguro che possano ancora trovarla dopo che per anni hanno contribuito a smembrarla e snaturarla.

In riferimento alle prime due domande le rispondo che attualmente non esistono impedimenti di legge per gli editori che vogliono adottare questa politica e, quindi, al momento tutto è lecito. I sindacati stanno però lavorando a un progetto unitario senza tuttavia aver ancora preso una posizione definitiva.

 

IL PROBLEMA DELLE BOLLE DA SCORPORARE

Vi chiedo come devo fare per non avere più materiale pornografico. Perché non è possibile scorporare le bolle per tutta la settimana? Sono obbligata a pagare materiale che non ho ricevuto? cioè che ricevo il giorno dopo. Perché FANO non ha un rappresentante sindacale? Qui la distribuzione fa il bello e il brutto tempo, più brutto che bello. Trattano noi edicolanti molto male, ci riempiono di porcherie invendibili e ci chiudono il telefono in faccia. Grazie

M. Alessandrini - Fano

 

Trovo la sua lettera troppo ermetica e mi risulta quindi di difficile interpretazione. Vedo che solleva molti problemi a cui sarà logico trovare una soluzione. Ho provveduto a informare il nostro coordinatore per il centro Italia che la contatterà e cercherà di aiutarla.

 

PER CHIUDERE UN GIORNO ALLA SETTIMANA

Ho una grande attività in un grandissimo locale: tabaccheria, lotto, edicola, alimentari, frutta e verdura, profumeria. Fino all’anno scorso e dal 1968 tutto è stato gestito da mio padre e mio zio: apertura in prima mattina (6,30) e chiusura in tarda sera (20,45), Mai chiuso la domenica mattina (fino all’88 aperti anche la domenica pomeriggio!!), mai un anno di ferie! Adesso che mio padre è morto, non pretendo un mese di ferie o due giorni di riposo settimanali ma un po’ di tregua. Mio zio dice che non possiamo chiudere di domenica perché abbiamo i giornali, il martedì pomeriggio no perché abbiamo la tabaccheria, il lunedì no perché abbiamo il lotto e via dicendo. Non è possibile coordinare queste tre diverse attività e chiudere almeno un giorno alla settimana? Noi siamo chiusi solo il giovedì e la domenica pomeriggio.

W. Festoccia - Rieti

 

Ho la sensazione che suo zio si comporti da sadico nei suoi confronti o da ingordo se cointeressato nella sua attività. Non siete gli unici in Italia ad avere attività così variegate che comportano difficoltà nel cercare di ritagliarsi i necessari periodi di riposo. Tabaccherie, ricevitorie, negozi alimentari e non, hanno tutti la chiusura domenicale e possono usufruire di un periodo di ferie; l’unica a non avere ancora una posizione ben definita è quella relativa all’attività della rivendita di giornali che però, come si può riscontrare nelle risposte date anche su queste colonne, è possibile trovare il modo di usufruire di turni di riposo domenicale a cadenza quattordicinale e di ferie in determinati periodi. Per cui quella che deve prendere è solo una decisione personale.

 

È GIUSTO CHE UNA COLLEGA CONSEGNI GIORNALI A DOMICILIO, MA FUORI DAL SUO COMUNE?

Salve a tutti. Ho una collega (proprietaria di un’edicola sita in un altro comune a circa 5 km. dal mio) che ogni mattina consegna a domicilio quotidiani e riviste a moltissimi bar, case e condomini (anche a pochi metri dalla mia rivendita e da quella dei miei colleghi) rubandoci così molti clienti. È possibile prendere provvedimenti per far cessare questa situazione? È molto importante una vostra risposta. Grazie.

F. L. - Borgotaro (PR)

 

L’art. 3 della legge 170 del 24/4/2001 dice che non è necessaria alcuna autorizzazione per la consegna porta a porta e per la vendita ambulante da parte di editori, distributori ed edicolanti. Quindi. come vede, è possibile da parte degli edicolanti fare il servizio di consegna dei giornali a domicilio come sancito dalla legge. L’edicolante però può fare questo servizio solo nell’ambito del comune in cui gli è stata rilasciata l’autorizzazione in quanto questa ha effetto solo sul territorio comunale di competenza.

Se il suo collega, come lei dice, ha l’edicola in un altro comune non può fare servizio a domicilio a Borgotaro. Vista la vicinanza dei due comuni, controlli i limiti territoriali del suo comune e, se il suo collega li invade, ponga istanza al Sindaco esponendo i fatti e chiedendo che venga immediatamente fatto cessare l’abuso.

 

IL DISTRIBUTORE HA IMPOSTO UN CONTRATTO DI 3 MILIONI

In seguito al pensionamento di mia madre, ho rilevato il 19 settembre ’00 la cartolibreria con annessa edicola e ho eseguito tutti i relativi passaggi che la legge impone; ho anche informato il distributore locale che, però, continua a inviarmi estratti conto e bolle con il vecchio nominativo, cioè con una ragione sociale che non esiste più. Mi ha costretto a firmare un contratto di fornitura nel quale mi ha imposto una fideiussione nei suoi confronti di 3 milioni del quale, ancora, non sono riuscito a ottenere una copia. Vi chiedo se posso svincolarmi da questo contratto e in che modo. Vi ringrazio anticipatamente.

R. V. - Torremaggiore (FG)

 

Il suo fornitore, che mi pare non nuovo a questi episodi, sta commettendo nei suoi confronti due abusi: il primo di natura anche fiscale rifiutandosi di intestare gli estratti conto al nuovo titolare, il secondo, subordinando le forniture alla firma di un contratto, non contemplabile dagli accordi tra editori e rivenditori, cui lui deve soggiacere, per il subentro del figlio alla madre nella conduzione dell’edicola.

In questi casi si dovrebbe evitare di firmare QUESTI contratti di fornitura e rivolgersi subito alla Magistratura per costringere il distributore al rispetto degli accordi.

Ritengo, in ogni caso, possibile fare ora un ricorso per l’atteggiamento vessatorio del distributore locale nei suoi confronti.

Ho provveduto a far pervenire la sua lettera alla FIEG e mi auguro un suo intervento. La sua lettera è stata inviata anche alla nostra struttura più vicina che la contatterà al proposito.

 

LA CONSULENZA DI UN AVVOCATO È MEGLIO DEL SINDACATO ?

Siccome l’azienda edicola ha perduto ogni valore, vorrei sapere a che serve ai sindacati protestare. Così come stanno le cose, mi pare di capire che a termini di legge le nostre organizzazioni di lavoro più di tanto non ci possano proteggere. Non converrebbe la consulenza di un avvocato? Magari uno studio legale presso ogni provincia per favorire gli accordi economici? Si può approfondire questo tema alla luce di quello che oggi è l’azienda edicola?

A. M. Pagano

Pollena Trocchia (NA)

 

La nostra attività, oltre che dalle leggi che la riguardano, è gestita da un Accordo Nazionale tra la FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali) e le OO.SS dei rivenditori. Soltanto i sindacati possono stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce (art.39 della Costituzione).

Leggendo i quesiti che vengono proposti dai colleghi si sarà resa conto di come sia difficile far rispettare un Accordo Nazionale; si figuri cosa avverrebbe se questo non esistesse e ogni distributore locale, o editore, avesse mano libera sul territorio.

Gli avvocati sono invece utili in caso di gravi violazioni agli accordi, ma purtroppo pochi vi ricorrono, non so se per paura o per altri motivi.

Le ricordo che il sindacato non è il Genio della Lampada; pur dando il massimo è composto da uomini. Non è un’entità astratta. E ricordi che il giornalaio deve essere per primo il sindacalista di se stesso e deve dialogare con i colleghi per cercare di risolvere, insieme a loro, i problemi. Troppe volte, invece, si chiude nel suo individualismo e questo non facilita di certo la soluzione dei problemi.

 

GLI EDITORI NON AIUTANO GLI EDICOLANTI

Sono amareggiata perché gli editori regalano i giornali e permettono abbonamenti a riviste e quotidiani a prezzi irrisori. Allora mi domando: a cosa serve la nostra presenza se i giornali arrivano direttamente a casa? Io proporrei di fare gli abbonamenti in edicola. Inoltre non mi sembra giusto che al mio rientro dalle ferie ci sia una montagna di riviste da rendere perché il distributore, nonostante la chiusura, le ha mandate ugualmente col risultato che dobbiamo rientrare 5 giorni prima per il necessario smaltimento.

A. Migotto - Pordenone

 

Raccolgo il suo sfogo che evidenzia un problema sollevato anche da altri colleghi e che mi auguro (veda altre risposte in proposito) che possano trovare una soluzione economicamente apprezzabile in un prossimo futuro, ivi compresa la gestione degli abbonamenti tramite le nostre edicole.

Per quanto riguarda il ritorno dalle ferie, condivido quanto lei dice. Però ho visto casi opposti in cui il distributore aveva evitato di accantonare le pubblicazioni durante il periodo di chiusura oppure li aveva forniti solo di una copia per tipo di testata uscita.

Dove sta la verità, qual è il metodo giusto, tenendo anche conto che non si può aprire la rivendita senza avere merce da vendere?

Probabilmente lasciando al rivenditore la scelta del sistema preferito, evitando così lo stress tipico da rientro.