Una dimostrazione
d'intelligenza

 

Armando Abbiati
Presidente Nazionale 
SNAG–Confcommercio

ARMANDO ABBIATI


Ci sono momenti in cui la tentazione di fare dei bilanci si presenta in modo pressante. Questo è uno di quelli.

Perché il cambio della nostra lira nella moneta unica europea rappresenta una svolta determinate nella storia del nostro Paese e ci porta a dover fare, per esempio, i conti con altri partner di qualità ben più elevata.

Per quanto ci riguarda continuiamo, anche con questo numero, a dimostrarvi che siamo molto attenti alle vostre necessità: cercando di immaginare cosa succederà con le moltissime monete

che sarà indispensabile gestire da qui a cinquanta giorni, abbiamo pensato di offrirvi qualcosa che sia di immediata utilità per il vostro lavoro.

In copertina avete trovato un “porta monete €uro” che è stato studiato appositamente per voi.

Non è ingombrante, ma è assolutamente funzionale; potrete collocarvi tutti gli Euro (esclusi quelli cartacei), da un centesimo a due Euro, e averli così a disposizione senza correre il rischio di fare confusione.

L’abbiamo realizzato con la gradita collaborazione del Sole 24 Ore.

Ma quest’oggetto ci dà, anche, l’opportunità  di richiamare l’attenzione di tutti i nostri lettori

sul silenzio che pervade il nostro settore, a differenza di quanto avviene negli altri Paesi dove, per esempio, gli editori si sono dati da fare in questi mesi per istruire, con corsi e seminari, i loro punti vendita su tutto quanto riguardava l’entrata in funzione dell’Euro.

Eppure i nostri editori sono così attenti a quanto accade oltre confine…

All’estero i giornali sono nei supermercati? E vai, anche da noi, con testate e testatine in mezzo a frutta e verdura.

In Norvegia si lancia la free press? Ed ecco che i nostri si accorgono che, alle fermate degli autobus, dentro e fuori le stazioni ferroviarie e le metropolitane, questa stampa gratuita può diventare una gallina dalle uova d’oro.

Si guarda altrove senza rendersi conto che la nostra povera Italia è il paese di Bengodi in quanto a punti specializzati nella vendita  della carta stampata. E dicendo “specializzati” non ho bisogno di richiamare l’attenzione su cosa ciò significhi.

Così, a un tratto qualcuno si accorge che perché le uova siano veramente d’oro occorre garantire una distribuzione certa, ma soprattutto che non costi più dell’oro di cui sono fatte.

Ed ecco che, secondo quanto si legge sulla stampa specializzata,  le nostre edicole diventano  appetibili anche per la free press.

Peccato, però, che nessuno si sia ancora messo in contatto con noi.

 

I giornali stanno polverizzando la loro distribuzione, ma le vendite non decollano. Qualcosa vorrà pur dire…

Con gli editori non si riesce a parlare. Non si può fare un punto della situazione, trovare delle strade che possano conciliare i comuni obiettivi che sono quelli di vendere tutti di più.

Dall’alto del loro empireo, queste eminenze grigie, si preoccupano soprattutto di guardare cosa fa la concorrenza e corrono immediatamente a comperare la carta copiativa.

Che venga in mente a qualcuno, che i lettori potrebbero essere stanchi di tutta questa carta uguale, sia pure patinata? Che si sia mai visto in edicola un manager (con tanto di laurea alla Bocconi), che abbia chiesto di passare mezz’ora nel nostro chiosco (ce ne sono anche di superconfortevoli!) per capire cosa pensi il cliente quando – davanti al nostro banco – si guarda attorno in cerca di ispirazione?

Ma per carità… Negli uffici marketing delle case editrici, dalle grandi vetrate di cristallo, capita  esattamente quello che accade nelle redazioni degli stessi giornali dove, per usare le parole di Brunetti su PRIMA, “i giornalisti sono abituati a vedere quello che succede fuori guardando dal buco della serratura. Stanno seduti e se la raccontano tra di loro.”

 

C’è stata una sperimentazione, il Governo ha varato una Legge.

E ora? Tutto fermo, tutto silenzio.

Dopo l’entusiastica presentazione dei risultati (ve lo ricordiamo + 1,7% di incremento) nulla è più successo.

Siamo in piena apatia e noi non possiamo che lanciare il nostro grido di dolore. Perché è come se durante una partita a scacchi uno dei due giocatori si fosse addormentato.

Che cosa possiamo fare noi, che rimasti svegli, non riusciamo a destare dal suo torpore il nostro avversario di gioco? Eppure le nostre pedine sulla scacchiera dovrebbero essere appetibili: per citare solo un alfiere e una torre potremmo pensare alla consegna  degli abbonamenti in edicola e alla fidelizzazione della clientela attraverso carte magnetiche prepagate…

Nel nostro settore serve intelligenza. Una intelligenza concreta, costruttiva, esente da preconcetti.

Noi pensiamo proprio di esserne forniti  e aspettiamo, con fiducia, di poter constatare, finalmente, di non essere i soli.

 

Armando Abbiati

Presidente Nazionale SNAG-Confcommercio