Gli edicolanti e l’Euro

 

Problemi e paure per l’introduzione della moneta unica.

In tanti si sono però già attrezzati con convertitori e prenotando

il kit-Euro in banca.

 

Euro, problemi e paureDal primo gennaio tutti alle prese con l’Euro, ma come si sono attrezzati gli edicolanti? E quali sono i loro principali timori? Leggete a pag. 26 cosa è stato deciso nel corso dell’ultima Commissione ex art. 5, su tutto ciò che riguarda i nuovi problemi di gestione. Noi abbiamo fatto, nel frattempo, un viaggio lungo lo stivale per conoscere la reale situazione a poche settimane dall’introduzione della moneta unica.

“Ci sarà disagio per tutti – spiega Stefano Ciolini, edicolante di Genova – soprattutto nei primi due mesi  in cui si potranno ancora spendere le lire; ricevendo il resto in Euro molti clienti andranno, però, in confusione. Per ora sono tanti i dubbi solo qualcuno ci scherza sopra leggendo sui quotidiani il prezzo in Euro e dicendomi se devono pagare in lire o già in Euro. Ma da gennaio si farà sul serio”.

Numerosi dubbi li ha anche Paola Desseni di Monza: “Non siamo ancora pronti a questo grande passo né noi né il cliente – commenta l’edicolante brianzola. Solo all’ultimo momento capiremo e affronteremo le difficoltà; per ora ci consigliano l’uso di convertitori per cercare di fare chiarezza, ma non tutto sarà così facile”.

 

Prepararsi con il kit-euro

“Sono già andato in banca e ho prenotato il kit-Euro e mi sono munito di convertitore, credo di aver fatto tutto per essere pronto il primo gennaio – commenta invece Nicola Carli di Bologna –. La reazione della gente è purtroppo disparata: c’è addirittura chi per disfarsi delle lire mi paga i quotidiani tutto in monetine da cinquanta lire creandomi non pochi problemi nel dover controllare l’esatto ammontare del pagamento. La soluzione per aiutare noi edicolanti l’avrebbero potuta adottare le banche offrendoci gratuitamente il pagamento POS per i primi mesi.

Ma invece le commissioni adottate dagli istituti di credito sono salate e non è possibile applicare questo sistema”.

A Napoli, Gianluca Palmisano è invece ottimista: “Personalmente ho viaggiato molto e sapendo maneggiare anche moneta estera non sono preoccupato per l’entrata in vigore dell’Euro – spiega l’edicolante partenopeo –. Spero che un aiuto ci venga anche dai primi due mesi in cui si maneggeranno le due valute: un modo per abituarci gradualmente a questo passaggio. Era giusto fare così.”

 

Occhio ai centesimi

Euro, occhio ai centesimiRimanendo al Sud è tranquillo anche Francesco Cacozza di Crotone: “C’è già molto interesse per questo cambiamento di moneta, penso che la maggior confusione sarà rappresentata dal resto in centesimi, un ritorno al passato per gli italiani – dichiara il rivenditore calabrese –. Come edicolante mi preparo con macchinette per fare i conti, ho il registratore di cassa già adeguato all’Euro e nelle prossime settimane vedrò di attrezzarmi ritirando le nuove monete in banca”.

Favorevole all’Euro è invece Maria Tiziana Pegoretti di Povo (Trento): “Sarei addirittura per un cambiamento radicale senza i due mesi di doppia circolazione di valuta – spiega l’edicolante trentina –. Sono già attrezzatissima tra registratori di cassa e convertitori; penso invece che ci saranno parecchi problemi soprattutto per gli anziani che faranno fatica a capire il cambiamento e a calcolare quanto spendono. Cercheremo di assisterli con i calcolatori spiegando il controvalore, non vedo altro modo per aiutarli”.

 

Code alle edicole?

Euro, code alle edicole ?Da Firenze, Pierluigi Gagli auspica pazienza: “Si verificheranno code alle edicole e sarà inevitabile. Ognuno prima di andarsene con i giornali acquistati vorrà controllare l’esattezza del resto – spiega Gagli –. Il rischio è quindi di dover aspettare qualche minuto in più per poter acquistare i propri giornali, bisognerà fare tutti esercizio di pazienza: l’edicolante nello spiegare al cliente, il cliente nell’aspettare il suo turno”.

Da Torino, Massimiliano Staltari predica un po’ d’ordine nei conti: “Ritengo che un metodo per non aggiungere confusione ai dubbi già presenti sia il modo di gestire i resti. A chi pagherà in lire darò il resto nella stessa moneta, altrettanto farò per chi mi darà gli Euro. Inizialmente può essere d’aiuto per non creare ulteriore confusione, poi, vedremo di dare resti in Euro”.

Un metodo logico, ma per la verità dal primo gennaio al ventotto febbraio gli edicolanti dovrebbero, così come tutti gli altri commercianti, dare il resto soltanto in Euro fungendo da vera e propria agenzia di scambio di valuta.

Massimiliano Staltari nella sua edicola promette, comunque, il massimo servizio all’acquirente: “Utilizzeremo i convertitori per fare i conti in fretta – conclude l’edicolante torinese – e saremo a disposizione di chi vorrà controllare i prezzi”.

 

Paura di rimanere con gli spiccioli

Euro, paura di rimanere con gli spiccioliA Roma, Luisa Olmeda, madre del titolare dell’edicola Riva Moretti sottolinea la nuova paura degli italiani, quella di rimanere con moneta fuori corso: “È incredibile come si sia creata questa fobia tra chi vuole disfarsi di spiccioli e paga i giornali con le 50 o le 100 lire – spiega l’edicolante capitolina –. Diventa pesante per noi che ci troviamo sommersi da montagne di monetine. Queste persone non sanno che potranno andare in banca o, comunque, avere tempo di spendere questi soldi anche nei primi due mesi del nuovo anno. La colpa è di un’informazione non adeguata: a Roma, per esempio, solo IL TEMPO sta dedicando ampio spazio all’introduzione della moneta unica con inserti speciali. La nostra edicola cerca di educare il cliente evidenziandogli, già da oggi, il prezzo in Euro stampato sui quotidiani o sulle copertine delle riviste e invitandolo ad abituarsi.”

 

Piero Di Fratello