L’affare free press

citySull’ultimo numero di PRIMA (ottobre) si legge un’interessante, e caustica, intervista del direttore Umberto Brunetti ad Alberto Donati, editore del Corriere dell’Umbria, di Bella, Pratica, Cucina di Pratica e La mia Boutique, che è entrato a far parte di City Italia (90% Corriere della Sera, 10% Donati) editore del quotidiano gratuito City, distribuito a Milano.

“Cominciamo con il dire che la free press e i suoi lettori – dice Donati – sono più imparentati con la televisione che con la carta stampata classica”. E prosegue precisando che vorrebbe che City “funzionasse in maniera tale da rappresentare non un sottoprodotto del classico quotidiano, un quotidiano per il target degli sfigati, di quelli che per leggere hanno bisogno che qualcuno il giornale glielo regali. Io vorrei – continua – che questo giornale si affiancasse agli altri giornali, che non fosse un giornale di seconda lettura ma un giornale di diversa lettura…”

L’originale progetto di City sta subendo alcune modifiche esteriori, sempre per iniziativa di Donati, proprio per avvicinarsi di più agli obiettivi che l’editore intende raggiungere. Nel frattempo il gruppo sta trattando con La Stampa per l’edizione torinese.

L’arrivo del quotidiano gratuito milanese ha impensierito gli editori di Metro che hanno apportato variazioni alla grafica della testata e stanno riconsiderando la strategia di distribuzione.

La distribuzione – che viene considerata il punto debole della free press – è uno dei problemi in evidenza da parte degli editori di City che stanno esaminando la possibilità di ricorrere all’edicolante perché tengano City dopo le 11,30, quando ormai la vendita dei quotidiani s’è spenta e ogni pretesto per attirare gente in edicola è benvenuto.

Si legge ancora – a questo proposito - in una didascalia di Prima: “I contatti in questo senso con gli edicolanti sono appena agli inizi, ma è probabile che vadano speditamente in porto per la semplice ragione che la RCS Editori offre agli edicolanti la vendita di Corriere e Gazzetta, per non parlare dei periodici: come dire che RCS Editori è per gli edicolanti milanesi antipasto, primo, secondo, frutta e dessert”.