Quanti problemi per le edicole in laguna

 

 

La conformazione geografica di Venezia comporta una serie di problematiche  uniche per gli edicolanti.La conformazione geografica di Venezia

comporta una serie di problematiche uniche per gli edicolanti.

Ritardi nelle consegne e disservizi sono all’ordine del giorno.

Un’unica nota positiva: l’assenza di nuova concorrenza nelle vendite.

 

Venezia per sognare, Venezia per vivere attimi indimenticabili; un po’ meno romantica per chi ci deve lavorare come gli edicolanti, costretti ogni giorno a enormi fatiche per assicurare un buon servizio ai propri clienti. I problemi sono molti e riguardano soprattutto il trasporto dei giornali che viene assicurato attraverso una complessa trafila con diversi mezzi tra acqua e terra ferma. Ovviamente i grattacapi logistici nascono per l’inconfondibile caratteristica geografica della città, tanto allettante per i turisti, quanto ricca di difficoltà per chi lavora in mezzo alla carta stampata.

 

Come si distribuiscono i giornali

Daniela Bonfà, figlia del titolare dell’omonima agenzia di distribuzione di giornali di Mestre ci illustra come avviene la trafila della distribuzione in laguna: “Portiamo i giornali a dei posteggi, cassoni in metallo all’interno dei pontili per i vaporetti, dove gli edicolanti con i loro «carretti» vanno a ritirare le copie di loro pertinenza. Questo accade per la parte insulare. Discorso diverso riguarda il Lido di Venezia dove noi scarichiamo e ci sono gli autotrasportatori che provvedono alla consegna dei giornali.

Costi? Innanzitutto paghiamo la CTV, l’azienda locale che effettua il servizio di trasporto per tutte le rivendite a cui può consegnare direttamente con i mezzi automobilistici. Come distributore siamo, inoltre, soggetti al pagamento dell’affitto di un tratto di «riva»: una tassa che va versata al «Provveditorato al Porto» e che ci garantisce lo scaricamento a mano dei giornali. Ai costi che riguardano il trasporto per le zone raggiungibili con automezzi, si aggiunge anche quello per due persone che devono lavorare dalla barca, soltanto per scaricare i pacchi dei giornali. Oneri che sono sostenuti in piccola parte dagli edicolanti. Per quelli del Lido, con la consegna diretta, l’aggio è del 19%, mentre per le zone raggiunte via barca e la consegna ai «cassoni» l’aggio è del 20%.

 

Giornali in edicola in ritardo

L’aspetto logistico è sicuramente il problema più grandeL’aspetto logistico è sicuramente il problema più grande per una città come Venezia, ma anche la tempistica non va sottovalutata e deve spesso fare i conti con la puntualità di editori e trasportatori”. Ogni giorno che passa i giornali ci vengono consegnati sempre più tardi - lamenta la responsabile dell’agenzia Bonfà -. Una volta alle tre del mattino arrivavano tutti i quotidiani; a quel punto da Mestre partiva il trasporto fino alla zona del Tronchetto. Qui le copie caricate a mano sui traghetti dovevano viaggiare per un’ora per arrivare al Lido. Poi finalmente in terra ferma si provvedeva al trasporto con i camion. Oggi invece la situazione è letteralmente cambiata. Siamo costretti a fare due giri di distribuzione: i quotidiani locali, IL GAZZETTINO e LA NUOVA VENEZIA, ci arrivano nei tempi prestabiliti e partiamo con una prima distribuzione seguendo la regolare trafila. Poi però siamo costretti ad aspettare i quotidiani nazionali, che arrivando e partendo più tardi, giungono all’edicola in orari che rischiano di essere fuori tempo massimo. La colpa è dei direttori dei giornali che «chiudono» tardi le edizioni: ciò comporta una perdita per gli edicolanti e per gli stessi editori. Infatti, di prima mattina, sono in molti che vanno in edicola per acquistare una copia del loro quotidiano preferito per leggerlo in vaporetto. Se non c’è optano per scelte diverse.”

 

Venezia senza sperimentazione

Il trasporto e la puntualità nelle edicole sono i problemi principali per gli edicolanti veneziani,Se il trasporto e la puntualità nelle edicole sono i problemi principali per gli edicolanti veneziani, per loro non c’è invece il rischio dei punti vendita alternativi. “Durante la sperimentazione, abbiamo fornito solamente una libreria che per un paio di settimane ha provato a vendere anche giornali – spiega Daniela Bonfà –. Ma l’esperimento è durato poco. Gli scarsi guadagni e la difficoltà a essere puntuali nelle consegne hanno subito spento gli entusiasmi dei proprietari che hanno rinunciato alla vendita di giornali.” Altri fattori che frenano l’allargamento dei punti vendita alternativi ce li spiega Roberto Cappello, titolare di un’edicola a Campo San Tomà: “A Venezia non ci sono grandi supermercati e, ovviamente, non c’è neppure la concorrenza dei benzinai e poi non dimentichiamo che i guadagni sono pochi e questo non stimola la creazione di nuovi punti vendita”.

 

Acqua alta e nebbia nemiche della puntualità

Al mattino non abbiamo mai un’ora esatta in cui ci vengano consegnati i quotidianiL’edicolante veneziano punta il dito poi sull’orario di consegna in edicola dei giornali: “Al mattino non abbiamo mai un’ora esatta in cui ci vengano consegnati i quotidiani; va a periodi - continua l’edicolante di Campo San Tomà. - Non c’è un unico problema che rallenta la distribuzione, ma ci sono diverse variabili. A volte è l’acqua alta a creare problemi ai battelli che trasportano copie, altre volte sono gli autotrasportatori a dover fare i conti con la nebbia. Il risultato finale è che alle cinque e un quarto siamo già aperti, ma senza giornali da vendere. Poi capita che i pacchi arrivino attorno alle sette quando la gente è in coda in edicola per comprare il giornale prima di andare al lavoro. Tutto diventa perciò frenetico: siamo costretti a fare in fretta e furia per accontentare il cliente e garantirci, così, un certo valore di vendite quotidiane. E non dimentichiamo che dobbiamo andare con il nostro carretto a recuperare, negli appositi cassoni, le copie scaricate dal distributore al pontile dei vaporetti. Un ritmo di vita piuttosto duro.”

 

Mancano anche le copie

Lamentele invece per copie mancanti arrivano da Sabrina Nordio edicolante della zona Castello, alla periferia di Venezia. “Ogni giorno quando si controlla la merce, si scoprono, sempre copie in meno e non si riesce a capire di chi sia la colpa - spiega l’edicolante veneziana -. Inoltre i giornali arrivano sempre più tardi, le responsabilità vengono suddivise tra i vari passaggi della distribuzione. Sta di fatto che in edicola di prima mattina abbiamo solo i quotidiani locali grazie al primo giro di distribuzione; per quelli nazionali e le riviste bisogna attendere più tardi.”

Al coro delle lamentele sui ritardi nelle consegne si aggiunge anche Alessandro Zennaro, edicolante del Lido di Venezia e quindi servito direttamente dagli autotrasportatori. “Sicuramente per quanto riguarda il trasporto dei giornali, Venezia è rimasta per così dire al Medio Evo con scarico e carico a mano, non ci si è meccanizzati. I giornali arrivano tramite imbarcazione, poi vengono caricati sui camion e infine consegnati a noi. Basta un piccolo contrattempo e i ritardi si accumulano: a me gli arrivi in edicola variano dalle 6,45 alle 7,30 con conseguenze negative sulle vendite. D’altronde il trasporto fa diversi scali ai vari ponteggi e dalla situazione climatologica dipende anche l’efficienza della distribuzione. Purtroppo a volte i giornali giungono in edicola anche un po’ umidi e questo è un danno non da poco”.

 

Ampliare i chioschi

Un altro problema importante è sollevato ancora da Alessandro Zennaro: “Personalmente non mi posso lamentare - dice - ma a Venezia noi edicolanti dobbiamo fare i conti con spazi ristretti per la vendita. Chi ha rinnovato la licenza presso il Comune deve stare nei metri consentiti e fino a poco tempo fa i chioschi erano di dimensioni limitatissime. Finalmente qualcosa sta migliorando: negli ultimi tempi, infatti, è stato omologato un nuovo tipo di chiosco, sia pure con una metratura standard stabilita dal comune di Venezia. Chi vuol cambiare la propria edicola può farlo adeguandosi a queste norme che sono state studiate per servire meglio il cliente, vista anche la varietà dei prodotti a disposizione”. Se il trasporto rimane, insomma, un problema di difficile soluzione, per quanto riguarda le migliorie alle edicole, Venezia ha fatto un passo avanti rispetto a molte importanti città del resto d’Italia. Almeno in questo, in laguna si può sorridere e guardare al futuro positivamente.