Roma: gli edicolanti della repubblica delle banane

Roma: gli edicolanti della repubblica delle banane

 

Quando dalla Segreteria Nazionale mi viene chiesto come funziona la vita degli edicolanti di Roma, confesso che provo sempre un profondo imbarazzo, quasi le mie risposte dovessero pervenire a Milano da un terzo mondo al quale non mi sento di appartenere.

In effetti per quanto riguarda la nostra categoria, l’evolversi delle situazioni è tale da far pensare che i giornalai romani vivano e svolgano la loro attività, non nella capitale d’Italia, ma in una vera e propria Repubblica delle Banane.

Per spiegare questa sensazione è sufficiente analizzare i tre rapporti obbligati che ogni rivenditore romano (e non solo romano) deve intrattenere per svolgere la sua attività lavorativa: con il distributore locale, con le istituzioni comunali e con l’organizzazione sindacale alla quale è iscritto.

Con il distributore locale il giornalaio romano ha uno strano rapporto che la recente risuddivisione del fatturato su piazza, non ha certamente contribuito a chiarire.

Intendiamoci, gran parte delle pubblicazioni sono state concentrate su un’agenzia qualificata e dal grande potenziale che potrebbe fare moltissimo per ottenere un rapporto ottimale con la rete di vendita che, in definitiva, rappresenta la sua vera clientela.

Ancora però non abbiamo capito quali siano le intenzioni e i veri obiettivi di quest’azienda che ha fatto moltissimo per tentare di aggiornare tecnicamente le sue capacità produttive e quasi nulla per permettere ai rivenditori di lavorare meglio e quindi di rendere di più.

Noi, per esempio, avevamo avanzato una modestissima richiesta: quella di un foglio che, inviato a tutti i rivenditori, avrebbe dovuto evidenziare fotograficamente i richiami resa di dubbia interpretazione.

Ovviamente, nei richiami resa non sarebbero state comprese le pubblicazioni con periodicità certa, ed eravamo addirittura disponibili ad accordarci per sostenere parte delle spese di questo indispensabile strumento di lavoro. Malgrado le tante assicurazioni ricevute, questa richiesta non è mai stata soddisfatta e oggi resta una pesante lacuna.

I rivenditori romani, infatti, non sono messi nella condizione di effettuare le rese in modo corretto e perdono decine e decine di milioni di giornali al mese.

Per certe sigle sindacali il problema non ha alcun significato politico e quindi è giudicato irrilevante.

Parliamo ora delle relazioni con il comune di Roma dal momento che, finalmente, siamo usciti da un vero e proprio “black-out”.

Come assessore al commercio abbiamo avuto l’attuale vicesindaco Enrico Gasbarra, talmente occupato dai suoi impegni politici e mondani da non aver mai avuto tempo di ricevere, almeno una volta e per tutto il periodo del suo assessorato, una sola delegazione di rivenditori.

Al suo posto c’è ora Daniela Valentini che apprezziamo, conosciamo da molto tempo e che, siamo certi, avrà maggiore disponibilità per ascoltare i nostri problemi e, forse, per aiutarci a risolverli.

Da anni, concessione edilizia e piano edicole sono un vero e proprio incubo dei rivenditori romani e anche di chi li deve rappresentare, dal momento che i diciannove municipi romani operano in diciannove modi diversi.

 

Soffermandoci invece sui rapporti che il rivenditore ha con il suo mondo sindacale, andiamo a toccare una nota dolente che mette ancor più in evidenza la differenza fra chi difende questa categoria e chi intende solamente sfruttarla per i propri interessi, con la complicità di quelle istituzioni che dovrebbero essere “super partes”.

Credo di non sbagliare affermando che è appena iniziata una nuova fase del rapporto rivenditore-sindacato.

Ogni organizzazione sta tentando una serie di attività commerciali che dovrebbero essere finalizzate all’autofinanziamento per la sopravvivenza delle costose strutture sindacali attualmente operanti.

Alcune iniziative sono realizzate in modo professionale, altre no. È sconcertante, però, come la concorrenza avvenga a colpi di circolari informative che, molto spesso, sfiorano il patetico: “.. il mio prodotto è migliore del tuo, il tuo costa più del mio, ecc..”.

Aspettiamoci per il futuro che le intestazioni delle circolari, che continuano comunque a giungere copiose in edicola, non inizino più con Cari Colleghi, ma con Gentili Clienti.

Fatto da un sindacato dovrebbe destare qualche perplessità anche nella Repubblica delle Banane.

Per informazioni:

SNAG - Roma: tel 06/4078032

Fax 06/40815770

e-mail: l.maesano@cicero.it

 

Lino Maesano