Da aprile, l’agenzia Santagostino
prova a ricucire lo strappo con gli edicolanti e a gestire con efficienza la
nuova distribuzione.
E’ stata
un’estate davvero calda quella che hanno dovuto sopportare gli edicolanti di
Piacenza alle prese con il cambio del distributore locale che ha messo a grave
rischio l’attività di molti di loro.
“Tutto è nato
dalle difficoltà finanziarie del distributore Golzi che gestiva l’80%
del fornito alle nostre edicole - spiega Claudio Rossetti dello SNAG di
Piacenza -. Il restante 20% era invece controllato dalla ditta di Roberto
Santagostino che si occupava originariamente di distribuire solo la
Rizzoli. Con la chiusura della Golzi, per problemi economici nei
confronti degli editori, si è creato il caos. Innanzitutto questo distributore
ha chiamato la resa generale chiedendoci di non andare in accredito vista
l’impossibilità finanziaria di pagarci. Molti edicolanti si sono, così,
ritrovati a dover tenere in giacenza una quantità elevata di materiale per poi
iniziare, attraverso il nuovo distributore, il recupero di cassa. Il problema
che si è evidenziato a fine giugno non era, però, nuovo; le difficoltà della Golzi
erano note da cinque-sei anni e noi del sindacato l’avevamo fatto presente agli
editori che avrebbero dovuto intervenire prima dell’aggravarsi della
situazione”.
A distanza di
mesi la situazione a Piacenza rimane ancora in alto mare. “Sì, perché il
distributore Golzi deve ancora emettere gli estratti conti sospesi e
tutti gli edicolanti aspettano questo atto per essere a posto fiscalmente” -
conclude Claudio Rossetti.
Ora a Piacenza
c’è un nuovo distributore: Roberto Santagostino che, nonostante tutta la
buona volontà, ha avuto i suoi contrattempi essendo passato da una gestione del
20% delle testate alla totalità della fornitura. Per la nuova agenzia si è
creata, così, una marea di lavoro, e come sempre, alla fine sono gli edicolanti
che ne risentono e si ritrovano in piena confusione.
Quali i
principali disguidi?
“Non abbiamo
ancora il rifornimento degli arretrati - riprende Rossetti - e,
pertanto, non siamo in grado di soddisfare le richieste dei clienti. A ciò si
aggiunga che la chiusura improvvisa dell’altra agenzia ha creato un’emergenza
anche per la banca dati che ogni edicola aveva con il proprio distributore”.
Quali, quindi, i
rimedi?
“Innanzitutto
gli editori potrebbero iniziare con il collaborare con il distributore locale
nella fornitura. È inutile caricarlo di una quantità di copie che risulteranno,
poi, invendute. Nella confusione generale questo potrebbe essere un primo
segnale di apertura nei confronti di Santagostino”.
Ma sentiamo dal
diretto interessato come stanno andando ora le cose.
“Ho accettato la
riorganizzazione della distribuzione a Piacenza, sobbarcandomi molti problemi,
fra cui quello di diverse strutture interne da ampliare. Una cosa è distribuire
solo Rizzoli e poco altro, e un conto è dover garantire l’intera copertura
della rete con periodici e quotidiani. Tutto questo ci impegna in maniera
significativa - spiega Roberto Santagostino -. Ci siamo trovati in una
situazione difficilissima dovendo, fra l’altro, raccogliere i dati necessari
per poter valutare i diversi flussi distributivi. Perché bisogna dire che non
abbiamo ricevuto alcun tabulato storico che ci aiutasse in questa prima fase
della distribuzione. Ora, dopo quattro mesi le cose sono migliorate, abbiamo,
soprattutto, puntato a ricostruire il rapporto con l’edicolante. Siamo nella
stessa rete commerciale, l’obiettivo nostro e del rivenditore è di vendere di più;
è dunque importante collaborare e lavorare in un clima di distensione. Questa è
la nostra principale finalità dopo che i problemi pregressi avevano reso un po’
tutti, giustamente, arrabbiati per gli inevitabili disservizi e disguidi. Lo
spirito di collaborazione ci ha, però, molto aiutato a superare le difficoltà
iniziali e dopo questi mesi di avvio le cose vanno migliorando.”
Dall’intera
vicenda, secondo il sindacalista dello SNAG, se ne ricava una certa morale:
“Ancora una volta quanto è successo a Piacenza, coinvolgendo noi edicolanti -
dice Rossetti - dimostra che dovremmo rifarci al contratto estimatorio
(che prevedeva che tutta la merce fosse data in conto deposito) perché, alla
fine, siamo sempre noi i più penalizzati in queste vicende e sotto l’aspetto
economico paghiamo sempre in prima persona”.
I problemi
sembrano però non finire mai per gli edicolanti piacentini che sono, ora, alle
prese con un ricorso dopo, essersi visti revocare l’autogestione del trasporto
dei giornali sul territorio locale. La questione è sorta da una diatriba con il
quotidiano di Piacenza, LA LIBERTÀ che curava la propria distribuzione
direttamente.
“Dalla LIBERTÀ
ci è arrivata la comunicazione che avremmo dovuto ritirare i quotidiani da loro
e un inserto commerciale dall’allora distributore Golzi - spiega Claudio
Rossetti -. Questo fatto creava un precedente che non poteva trovarci
d’accordo dal momento che l’inserto era gestito direttamente dal quotidiano
locale e che questi avrebbe dovuto preoccuparsi di farcelo trovare unito
all’edizione da ritirare. Il rifiuto di recarci da un altro distributore per
acquisire l’inserto commerciale, ci ha portato a uno scontro legale con LA
LIBERTÀ, la FIEG e i distributori locali”.
Il risultato
finale di questa vicenda non è stato positivo per gli edicolanti piacentini che
si sono visti togliere, dal 15 aprile scorso, la gestione del trasporto locale
di quotidiani e periodici.
“Questo
provvedimento è stato preso in quanto siamo stati accusati di aver provocato un
disservizio all’utenza - racconta ancora il sindacalista piacentino dello SNAG
- e ora il trasporto è stato affidato all’unico distributore locale sulla
piazza, Roberto Santagostino che, per fortuna, ha almeno assunto gli
autotrasportatori che lavoravano per noi. Ma oltre al danno economico, con la
perdita dell’1% che ci spettava come gestori del trasporto, il procedimento
giudiziario si è risolto addebitandoci ben 70 milioni di spese legali per gli
avvocati della LIBERTÀ, FIEG e dei distributori locali. Abbiamo cercato una
mediazione ma non riuscendoci, siamo dovuti ricorrere nelle sedi competenti
perché non abbiamo certo intenzione di subire l’ennesima angheria”.