Ritiriamoci 
in convento

 

Armando Abbiati
Presidente Nazionale 
SNAG–Confcommercio

ARMANDO ABBIATI

 

Anno nuovo, vita nuova.

La lira, da qui a poco più di un mese, sarà definitivamente sparita dalle nostre tasche.

Dopo 140 anni di onorato servizio (è nata infatti il 24 agosto 1862, sotto il segno della Vergine), se ne va in pensione soppiantata dall’Euro che ci rende fratelli, e alla pari, di Paesi molto più forti di noi. Come già detto nel numero scorso, questa nostra europeizzazione deve farci diventare più adulti e maturi. Più consapevoli della nuova realtà che ci aspetta tutti, non soltanto a livello di portafoglio, che questo sarebbe - tutto sommato - il più facile da gestire, ma anche di rapporti fra noi e gli editori, tanto per restare nell’ambito ristretto del nostro lavoro.

Maturità che vale anche per gli editori, naturalmente, perché da loro ci attendiamo quel maggiore rispetto che si ha, di solito, per tutte le controparti di un certo peso.

Il nostro peso sulla bilancia è dato - come tutti sanno - dal numero elevatissimo di punti vendita super qualificati e dislocati nei punti strategici di ogni città, grande o piccola che sia, e di ogni paese.

È dato dalla nostra conoscenza del prodotto (checché se ne dica), dalla nostra disponibilità nei confronti della clientela, nella pazienza incommensurabile nel sopportare ritardi di distribuzione e mancanze di rifornimenti. È dato dalla nostra straordinaria abilità nell’arrampicarci sui vetri quando dobbiamo recuperare degli arretrati per i collezionisti che, grazie a noi, non demordono dal proseguire la loro raccolta...

E potrei andare avanti fino a domani se non volessi approfittare di questo ultimo numero del 2001, e contemporaneamente il primo del nuovo anno, per parlare di qualche argomento che considero di vitale importanza, proprio perché iniziare bene un nuovo anno è fondamentale.

 

In data 28 dicembre è stata varata la Legge Finanziaria 2002 che ha introdotto delle agevolazioni  per l’Editoria modificando l’art.74 c.1, lett. C del DPR 633/72  e stabilendo che l’IVA, per i giornali quotidiani e periodici, esclusi quelli pornografici e quelli ceduti unitamente a supporti integrativi o ad altri beni, potrà  applicarsi in relazione al numero di copie consegnate o spedite, diminuito a titolo di forfettizzazione dell’80% mentre per i libri l’aliquota è del 70%.

Come certamente ricorderete, la percentuale di forfettizzazione era, prima, del 60%.

E altrettanto bene non avrete dimenticato che, quando a suo tempo entrò in vigore questa prima agevolazione, i computer dei distributori si attivarono immediatamente, senza un attimo di indecisione, per aggiornare i nostri aggi sul costo defiscalizzato.

Anche se la presenza o meno di supporti integrativi, rende più complesso il calcolo degli aggi, è evidente che ci saremmo attesi - anche questa volta - la stessa solerzia da parte di editori e distributori.

Ma non è stato così: oggi, che per una volta qualcosa è a nostro vantaggio, questa normativa è passata sotto silenzio e abbiamo dovuto attivarci immediatamente presso la FIEG per ottenere un incontro nel quale definire la variazione della percentuale di sconto in funzione della nuova defiscalizzazione. Come andrà a finire ve lo diremo appena possibile.

 

Gli editori hanno sempre lamentato vendite in calo e ci sono voluti dieci anni per arrivare a decidere di voler attivare nuovi punti vendita che ora, però, si dimostrano in buona parte non remunerativi (vendite meno costi distributivi) senza contare che i risultati complessivi, nonostante quest’allargamento della rete, denunciano un drastico meno tre per cento.

Se gli editori prima piangevano, adesso, il loro è diventato un pianto dirotto e così  ottengono qualcosa dal Governo che li conforterà per un po’, ma non troppo a lungo.

Domanda: per quale recondito motivo la stampa deve beneficiare di trattamenti di favore? Perché l’informazione è sacra? Ma quale? Quella che grida allo scandalo quando aumenta la benzina e che lascia, invece, al solo edicolante di avvertire il cliente che il quotidiano è passato a 1.700 lire (0,88 Euro), giusto in vista dell’entrata in vigore della nuova moneta, e che certamente nel giro di poco tempo arriverà sotto religioso silenzio a 1 Euro tondo tondo?

Tanto per non crearci problemi con gli spiccioli?

(E il cliente cos’ha fatto di fronte alla sorpresa? Stupito e mugugnante ha pagato il dovuto).

Che si parlasse di aumento dei quotidiani non era una novità, ma non sarebbe stato più corretto farlo, per esempio, quest’estate, dichiaratamente e motivandolo?

Questo moralismo da quattro soldi ci lascia assai perplessi e poco fiduciosi che i Signori della carta stampata si siano resi conto che, anche per loro, è tempo di diventare veramente Europei e di smettere di  limitarsi a sbirciare nel giardino dei compagni d’Oltralpe per gridare poi a noi che i giornali si vendono dappertutto.

(Ma sulle metodologie, orari di apertura, ferie e quant’altro.... ssst, che il nemico ci ascolta!)

Montezemolo, nel quale nutrivamo una certa fiducia, in una recente intervista a PRIMA, esterna quali siano i suoi futuri programmi come presidente FIEG.

A dir la verità non ci sembra di avere letto niente di straordinario se non che anche a lui piacerebbe diventare “Editore a tutti i costi: editore di un quotidiano locale,  di una tv, di un monoscopio, di un citofono”. Perché “la passione è quella”.

 

Quanto tempo è passato dalla disdetta da parte degli editori dell’Accordo Nazionale? E cosa è successo nel frattempo? È successo che gli Editori hanno siglato un Accordo con la ANADIS (Associazione Nazionale Distributori) nel quale, sostanzialmente, si riconosce che “chi crea costi, se li paga”.

Erano anni che i distributori chiedevano di essere riconosciuti quale parte integrante della filiera della carta stampata. Benissimo, ora sono serviti.

Ma per quale ragione dovrebbero adesso, come pretendono, sedersi al tavolo delle nostre trattative? Non sarà che l’ANADIS  sia un po’ troppo ingorda?

Di certo, il nuovo Accordo Nazionale non potrà essere in contraddizione con quanto già concordato dalla FIEG con i Distributori Locali.

 

E che dire infine del Governo? Il 28 dicembre è uscita una circolare (vedere alle pagine seguenti) che dovrebbe chiarire i punti di dubbia interpretazione del decreto legge n. 170.

In realtà molte cose, invece, si complicano perché quelle che dovevano essere delle delucidazioni diventano delle vere e proprie contraddizioni con quanto contenuto nella stessa legge.

Perciò, nei prossimi mesi ne vedremo delle belle.

 

E dunque, se anno nuovo significa vita nuova, io desidero fare un invito: ritiriamoci in un convento. Quale non ha importanza.

Ma dove ci sia la possibilità di stare intorno a un tavolo “fratino” a parlare, discutere, guardarci negli occhi e cercare, insieme, le basi di un nuovo indispensabile Accordo.

A telefonini, tutti, assolutamente spenti,  dobbiamo urgentemente stare l’uno davanti all’altro ad analizzare i molti problemi che assillano il nostro mondo per cercare delle soluzioni che riportino la gente a comperare i giornali (qualcuno ha fatto un’indagine per sapere perché le vendite continuano a scendere? Noi, per esempio, potremmo riferire assai bene quali sono i commenti dei lettori che si trovano  davanti riviste gadgettate, testate abbinate a due, tre alla volta,  calendari super patinati offerti quale strenna, ecc.).

Dov’è finito il prodotto editoriale, quello vero?

Noi siamo disponibili, senza limiti di tempo: un week end, una settimana?  Non c’è problema.

E per la scelta del luogo lasciamo alla FIEG, più mondana certamente di noi, di scegliere il convento giusto. L’importante è che nella cella ci sia un inginocchiatoio:  per pregare il buon Dio di ispirare ai partecipanti di trovare la soluzione ottimale.

 

Buon anno e buon lavoro.

Armando Abbiati

Presidente Nazionale SNAG-Confcommercio