L'ESPERTO RISPONDE
A cura di Carlo Leopardo

 

 

I decimali euro non sono un problema

 

Ho letto sull’ultimo numero di Azienda Edicola (ott./nov. 2001) a pag. 61 la procedura per il calcolo dell’aggio. Ho fatto qualche conto proiettato a dopo l’entrata in vigore dell’Euro e ritengo che, per via degli arrotondamenti i guadagni cambieranno. Da un calcolo riferito ai quotidiani col prezzo di copertina di L. 1.500 per una vendita giornaliera di 150 copie deduco che non c’è compensazione con il resto delle pubblicazioni arrotondate in positivo perché pesano poco nel quantitativo di vendite giornaliero. Gradirei una risposta. Cordiali saluti.

L. Lombardo - Spinea (VE)

 

Lei fa il calcolo di riconversione che tutti gli Italiani fanno, e che invece non dovrebbero fare. Dal 1° gennaio dobbiamo confrontarci con una nuova moneta e la lira da qui a poco non esisterà più... In ogni caso, una percentuale di guadagno, alta o bassa non cambia, sia che venga applicata alla lira, sia applicata all’euro: infatti lei evidenzia solo il minor ricavo e non il relativo minor costo della merce acquistata, che vanno di pari passo.

Proprio per evitare perdite o guadagni con gli arrotondamenti, visto che noi abbiamo comperato merce a dicembre pagandola in lire e la rendiamo a gennaio in euro, vi è stato un accordo con la Federazione Italiana Editori: per ovviare a ciò, infatti, dall’1 gennaio tutte le bolle di consegna avranno il prezzo delle varie testate espresso con 6 cifre decimali, e con ciò rispondo anche all’e-mail di Giuseppe di Gaeta che richiedeva: “Chi ha partorito la mostruosità del prezzo in euro con 6 decimali?”. Come si può vedere, quella che sembra una mostruosità ha la sua motivazione pratica.

 

LE CONSEGUENZE DI UN CONTRATTO PERSONALIZZATO E IRREGOLARE

A due anni dal rapporto con le associate Aziende di distribuzione, ancora oggi, per ricevere i quotidiani devo andarli a prelevare presso l’edicola Montella di Pomigliano d’Arco lontana 25 km. Ogni mattina mi devo alzare alle 5 e devo anche pagare le spese di gestione. Nel 1999 quando iniziai il rapporto di lavoro fui costretta a firmare un contratto personalizzato senza rispettare le norme economiche contenute nell’Accordo Nazionale con la promessa che al più presto le cose si sarebbero regolarizzate. Faccio presente che sono invalida in seguito a una operazione. La mia è un’edicola situata nei pressi del CIS di Nola nell’area industrializzata in una frazione di ben 5.000 abitanti e non è alla fine del mondo. Vi prego di intervenire.

M.C. Bernardo - Nola (NA)

 

Fatti come quelli da lei evidenziati sono purtroppo ben noti, come noti sono i comportamenti di alcuni distributori locali della zona. Sarà contattata per cercare di risolvere definitivamente i suoi problemi.

 

È POSSIBILE VENDERE SU UN CAMION?

Gradirei sapere se è possibile vendere i giornali su un camion appositamente attrezzato nel perimetro del comune e su altre piazze. Cordiali saluti.

G. Del Carlo - Viareggio (LU)

 

La legge permette la consegna porta a porta e la vendita ambulante da parte di editori, distributori ed edicolanti (Art.3 lettera E - decreto legislativo n.170/2001). È quindi possibile fare quanto lei desidera, purché sia già titolare di un’autorizzazione in posto fisso per la vendita di quotidiani e riviste. In poche parole deve possedere un’edicola. Le consiglio di contattare Andrea Innocenti, responsabile dello SNAG per la Toscana (SNAG Firenze, Via Viviani, 50 - Sesto Fiorentino - tel. 055/474012) che le potrà essere di aiuto.

 

IL PROBLEMA DELLE RESE DIMENTICATE

Vorrei cortesemente sapere se il metodo di resa adottato dalle edicole all’interno dei supermercati è lo stesso applicato a una qualsiasi edicola oppure no. In particolare la resa dimenticata visto che a partire da agosto 2001 una delle due agenzie che ci porta i giornali adotta il seguente sistema: per prima cosa bisogna attendere il sabato, dopo il quale si possono rendere solo mensili, bimestrali e periodici; per i settimanali e per i fascicoli bisogna invece attendere l’uscita del nuovo numero. Fino a questo punto la procedura può anche andar bene, il fatto è che poi al martedì ci vediamo tornare indietro quasi tutta la resa dimenticata con le diciture: scaduta, oppure: attendere richiamo. A questo punto ci chiediamo se è possibile che nei supermercati con tutto il caos che c’è e con la gente che capovolge le riviste senza rimetterle a posto non si dimentichino mai niente.

M. Rossi -

Romano di Lombardia (BG)

 

Premetto, come sempre, la norma richiamata dal quesito del lettore: Art. 10 Accordo Nazionale che al terzo capoverso dice: “La resa di ogni numero dovrà essere fatta all’atto della consegna o del ritiro da parte dei rivenditori del numero successivo della pubblicazione, fatti salvi, in caso del tutto eccezionale, residui di copie eventualmente dimenticate o non restituite per errore. La resa di tali copie sarà accettata solo col numero successivo”. Il comportamento della sua agenzia mi sembra buono se rispettato da ambedue gli operatori; non vedo però perché debba respingere le stesse pubblicazioni rese al sabato (mensili, bimestrali); corretto ritengo anche aspettare l’uscita del numero seguente per settimanali e collezionabili. Ufficialmente lo stesso trattamento deve essere riservato ai supermercati e, sino a prova contraria, ritengo sia fatto.

 

COME REGOLARSI IN CASO DI CONFEZIONI DIFETTOSE?

Quando si trovano VHS difettosi o gadget rotti a chi si deve rivolgere il cliente? Può l’edicolante accettare indietro una confezione aperta perché il cliente l’ha riscontrata difettosa? Questo tipo di problema è regolamentato da leggi? Grazie.

Edicola Caroprese -

Scalea (CS)

 

Nel caso da lei proposto, la deontologia commerciale impone di sostituire la merce difettosa al cliente (potrebbe anche essere una rivista con pagine mancanti o deteriorate, non solo WHS o gadget difettosi). Il suo distributore locale DEVE accettare in resa le copie mal riuscite anche senza celofanatura originale (se non si apre la confezione come si fa a sapere se c’è un difetto nel prodotto?). Qualora non fossero più disponibili copie del prodotto difettoso è legittimo rendere al cliente il corrispettivo speso.

 

PERCHÈ IL DISTRIBUTORE NON ACCREDITA I COMPENSI SUI SUPPLEMENTI DEI QUOTIDIANI?

Vi scrivo per risolvere questo problema: il mio distributore di quotidiani non mi accredita i compensi stabiliti dal contratto. Non ricevo le 30 lire sui supplementi dei quotidiani (es. Corr. Sera + inserto Lavoro, Economia, Sette, Donna; Repubblica + inserto Affari & Finanza, Venerdì, Donna e altro) né per gli abbinamenti come per esempio Mattino + Provincia.

Il prezzo è rimasto a 1.220,70. Chiedo di fare chiarezza e intervenire nel rispetto del contratto e del lavoro che svolgo con grande sacrificio da oltre 30 anni. Sono certo della vostra collaborazione e, in attesa di una vostra risposta, vi saluto e vi ringrazio anticipatamente.

G. B. - Praia a Mare (CS)

 

Lei è vittima di un abuso da parte del suo fornitore; la contatterò personalmente o tramite il nostro coordinatore per il Sud Italia per aiutarla.

 

EDICOLA EQUIPARATA A VENDITA AMBULANTE

Vorrei sapere se è possibile vendere altra merce (quindi con registratore di cassa) oltre ai giornali. Faccio presente che la mia edicola è situata su suolo pubblico, ma il Comune non rilascia la concessione perché non in regola con il codice della strada. L’edicola occupa quel suolo da 40 anni e i dirigenti comunali non danno l’autorizzazione a vendere altre merci in quanto l’edicola è equiparata a vendita ambulante e quindi si può vendere solo un tipo di merceologia.

M. D. - Rimini

 

Il suo Comune interpreta in modo fantasioso le norme commerciali in vigore. Il documento che ci permette di vendere giornali porta la seguente intestazione: “Autorizzazione amministrativa per la rivendita in posto fisso di giornali e riviste”; pertanto la nostra autorizzazione non può essere assimilata ed equiparata a quella ambulante. La concessione che il Comune non le rilascia, penso sia quella per l’occupazione di suolo pubblico; ma se non rilasciata, non capisco come l’amministrazione possa chiederle un canone per qualcosa che non esiste.

Secondo me lei può vendere altri generi commerciali però, come vede, l’Italia dei 1000 campanili interpreta le leggi nei modi più disparati. So che i nostri rappresentanti in loco si stanno interessando al problema. Le consiglio di contattarli:

SNAG Rimini, Walter Bianchi

tel. 0541/743299

via Italia, 9/11 - Rimini

 

LA LUNGA ATTESA PER LA LICENZA TABACCHI

Ho letto sul n. 6 /1999 di Azienda Edicola l’articolo che spiegava come richiedere la licenza per i Tabacchi. Ho risposto al questionario, ho inviato la documentazione necessaria, ho tutti i requisiti per ottenerla, ma, per motivi che mi sfuggono, non ho ancora ricevuto nulla in proposito. Mi sono anche procurato il regolamento tramite Internet (Criteri per il rilascio - Sezione n. 2 Monopoli) nel quale si evince che i requisiti ci sono. Ora chiedo un vostro intervento: la mia domanda è al Monopolio di Stato a Bari n. 02120, la superficie della mia edicola è di 25 mq. di cui 12 mq. sono chiusi il resto è ampliabile.

Volevo inoltre chiedervi quanto segue: prima della liberalizzazione la mia edicola andava molto bene, poi sono sorte altre rivendite e io da 5 mesi non riesco più a pagare l’E/C al martedì come facevo prima e il mio distributore vuole sospendere la fornitura. Forse se riuscissi a ottenere la licenza tabacchi la mia situazione potrebbe migliorare e si allontanerebbe la prospettiva di chiudere. Vorrei sapere se è possibile ottenere un piccolo finanziamento per affrontare le spese che devo sostenere col mio distributore. Vi ringrazio.

V. C. - Policoro (MT)

 

Il fatto di possedere i requisiti necessari per la vendita dei monopoli di stato non obbliga l’ente che rilascia le autorizzazioni a darle la relativa concessione. Il rilascio è un fatto puramente discrezionale e non è detto che in futuro non riesca a ottenere quanto ora le è negato. Per quanto riguarda la seconda parte della sua lettera, le ricordo che al momento non vi è stata alcuna liberalizzazione della vendita dei giornali, vendita che rimane ancora legata a una autorizzazione comunale e questo grazie all’impegno dello SNAG. Solo una forte presenza sindacale a livello locale che attui con fermezza un potere di controllo sui Comuni evita che questi ultimi interpretino la legge in modo leggero o capzioso. Se lei è in difficoltà con il pagamento dell’estratto conto settimanale, non deve accedere a nessun credito in quanto non risolverebbe il problema, anzi, dilazionandolo nel tempo lo renderebbe irrisolvibile. Probabilmente lei riceve anche un eccesso di forniture rispetto alle potenzialità della sua rivendita; ritengo perciò legittima la resa delle pubblicazioni eccedenti il suo fabbisogno che, abbassando il saldo settimanale, le permetterebbe di saldare l’estratto conto (pagamento con denaro più merce).

 

COME FARE PER SPOSTARE L’EDICOLA

Ho rilevato nel mese di marzo 2001 un’edicola che, a causa dell’infelice posizione in cui si trova, non rende un centesimo. Vorrei spostarla in una zona con più passaggio ma nessuno mi sa dire con precisione le regole da seguire per casi di questo tipo. Potreste dirmi come stanno le cose? Mi trovo in una situazione veramente critica.

Inoltre vi chiedo se mio marito può lavorare con me.

R. V. - Genova

 

Il suo Comune dovrebbe essere dotato di un piano di localizzazione delle rivendite di giornali. Generalmente questi piani sono divisi in varie aree commerciali e contengono tutti i parametri per il rilascio delle licenze, per la localizzazione delle edicole, per stabilire la distanza tra un punto vendita e l’altro, eventuale bacini di utenza, ecc. Può prendere visione di tutto ciò recandosi presso l’ufficio commercio del Comune. Le consiglio inoltre di rivolgersi all’ASCOM (Associazione Commercianti) di Genova, in via Cesarea, dove ha sede il nostro Sindacato provinciale (SNAG) e dove potrà contattare il signor Minetti, funzionario dell’ASCOM, che si occupa dei giornalai e che potrà esserle di aiuto. Suo marito può lavorare con lei e il funzionario sopra citato la potrà consigliare nel migliore dei modi.

Concludendo, mi permetto di suggerirle per il futuro una maggiore attenzione nella scelta di un’attività commerciale valutando bene i pro e i contro. La nostra è un’occupazione alla luce del sole in cui tutto è fatturato e documentato: al momento della trattativa per il subentro, dal fatturato pregresso che spero lei abbia visionato, avrebbe dovuto rendersi conto se la redditività dell’edicola corrispondeva alle sue aspettative.

 

SI PUÒ PASSARE DA STAGIONALE AD ANNUALE?

Ho la licenza stagionale dal 1998: nei mesi successivi alla stagione posso essere considerato punto non esclusivo in modo da restare aperto dodici mesi? Dopo anni di stagionale è possibile diventare annuale?

Quali i limiti e i procedimenti per ottenere la licenza di Tabacchi, Lotto, Superenalotto e Totocalcio?

C.L.

 

Alla prima e alla seconda domanda la risposta è no, tuttavia mi sentirei di dire che qualora il suo comune rilasciasse nuove licenze potrebbe darle delle priorità. Alla terza domanda mi permetto di non rispondere in quanto l’argomento è stato trattato, più volte, in modo esauriente dalla nostra rivista che lei dice di conservare. Con una piccola ricerca può trovare quanto le interessa. Veda comunque anche la risposta data in queste pagine al collega di Policoro.