In vacanza, tutti ammalati

 

In vacanza, tutti ammalatiCon il ricorso al certificato medico, molti edicolanti hanno effettuato chiusure estive per un numero di giorni superiore a quanto consentito dall’Accordo Nazionale.

La FIEG lo considera un grave disservizio ai cittadini e alla diffusione di giornali e riviste.

Il 25 ottobre 2001 si è riunita a Milano la Commissione Nazionale ex art.3, Accordo Nazionale sulla vendita dei giornali quotidiani e periodici per fissare le date di svolgimento delle chiusure estive per l’anno 2002 e valutare l’andamento delle ferie relative all’anno in corso.

 

CHIUSURE ESTIVE PER 2002

1° Periodo

turno A – dal 22/07/2002 al 07/08/2002

turno B – dal 08/08/2002 al 24/08/2002

 

2° Periodo

turno A – dal 30/07/2002 al 16/08/2002

turno B – dal 16/08/2002 al 02/09/2002

 

Nel caso di fruizione delle chiusure estive proposte dalle locali Commissioni Provinciali ex art.3 in altro periodo, tali chiusure potranno essere esercitate sino a un massimo di 17 giorni consecutivi, fino al limite del 50% delle rivendite esistenti e salvaguardando le esigenze di vendita nelle singole zone.

 

Problemi in Emilia

Le Commissioni provinciali di Modena e Reggio Emilia si sono riunite per verificare il corretto svolgimento delle turnazioni estive.

Per Modena la Commissione ha registrato la mancanza di anomalie: sono state infatti effettuate regolari chiusure di 17 giorni consecutivi da 137 rivenditori su 341 presenti.

Discorso diverso invece per Reggio Emilia dove la Commissione provinciale ha segnalato che 39 rivenditori su 251 esistenti (16%) hanno presentato certificati medici mentre 3 edicolanti hanno fornito delle dichiarazioni di ristrutturazione effettuando, di fatto, più di 17 giorni di chiusura.

A Ferrara, invece, su 283 rivenditori attivi nella provincia, 56 rivenditori del comune di Ferrara su 112 attivi, e 24 in provincia, hanno effettuato turni di chiusura di 21 giorni consecutivi aderendo alle prese di posizione della struttura locale del SINAGI.

La Commissione Nazionale ex art.3 ha espresso nel verbale del 6 luglio 2001 la decisione che: “richieste di turnazioni estive superiori a quanto disposto dall’Accordo Nazionale non possono trovare accoglienza né presso le rispettive Commissioni provinciali né in sede di Commissione Nazionale ex art.3”.

La Commissione Nazionale ex art.3 ha riconfermato pertanto che le turnazioni di chiusura estiva di 21 giorni consecutivi fruite dai rivenditori di Ferrara, conformemente alle indicazioni della struttura locale del SINAGI, non erano autorizzate e hanno costituito una grave violazione dell’Accordo Nazionale sulla vendita dei giornali quotidiani e periodici.

Il SINAGI si è dissociato su quanto affermato dalla Commissione in quanto, nel prendere in esame il caso di specie, non viene evidenziato che la complessiva chiusura di 21 giorni dei punti di vendita è stata articolata in due momenti: un primo periodo di 17 giorni di ferie come previsto dall’Accordo Nazionale, il secondo periodo di 4 giorni come azione di protesta sindacale.

 

Aumentano ancora i certificati medici

Le chiusure, sul totale del periodo estivo, hanno raggiunto il massimo in Lombardia con il 46,88%La Commissione ha espresso la propria grave preoccupazione per l’aumento generalizzato del ricorso al certificato medico per ottenere periodi di chiusura estiva superiori a quanto previsto dall’Accordo Nazionale.

Certamente è curioso il sapere che chi è andato in vacanza è stato male.

Perciò il ricorso all’uso dei certificati medici, unitamente al numero dei rivenditori che effettuano chiusure estive per un numero di giorni superiori a quanto consentito dall’Accordo Nazionale e a quelli che utilizzano chiusure al di fuori del turno loro assegnato, fa sì che, in particolare nel periodo centrale di agosto, non sia garantita l’apertura di almeno il 50% delle rivendite, con grave danno nella diffusione delle pubblicazioni e altrettanto grave danno all’assegnazione di adeguati e coerenti quantitativi di pubblicazioni per le rivendite operanti, oltre al grave danno ai cittadini cui è reso difficile usufruire di un servizio unico e insostituibile quale la carta stampata.

La Commissione ha evidenziato che non essendo garantita l’apertura di almeno il 50% delle rivendite, non è neppure garantita l’agibilità della rete di vendita e viene violato l’art.3 dell’Accordo Nazionale.

Perciò la Commissione ritiene opportuno, al fine di trarre utili indicazioni, di analizzare il fenomeno relativamente alla città di Milano rilevando per ogni chiusura a fronte di certificato medico, i giorni eccedenti il periodo di chiusura previsto, ovvero eventuali modifiche del turno rispetto a quello originalmente previsto.

Le chiusure, sul totale del periodo estivo, hanno raggiunto il massimo in Lombardia con il 46,88% seguita da Emilia Romagna (38,60%), Veneto (36,40%), Friuli (35,73%), Liguria (34,52%) e Lazio (33,86%).

Ma vediamo la situazione nei principali capoluoghi italiani di provincia.

 

TORINO CITTÀ E PROVINCIA: i certificati medici sono risultati 66, in linea con gli anni precedenti. Nel comune di Torino rispetto all’anno precedente sono aumentate le richieste di deroga esaminate dalla Commissione Provinciale e le variazioni ai turni di ferie. Nella cintura torinese sono invece diminuite le rivendite che hanno cambiato il proprio turno. La Commissione provinciale ha sottolineato il grave squilibrio verificatosi dal 9 al 19 agosto 2001 nel capoluogo piemontese dove, in tale periodo, il rapporto delle rivendite aperte rispetto al totale è sistematicamente inferiore al 50% previsto dall’Accordo Nazionale con un minimo del 40% il giorno 15 agosto.

 

MILANO CITTÀ E PROVINCIA: solo il 34% delle rivendite ha osservato il proprio turno di chiusura. Si è inoltre aggravato il fenomeno delle chiusure dietro presentazione di certificati medici, per durate superiori a quanto stabilito dall’Accordo Nazionale e, il più delle volte, in periodi diversi da quelli stabiliti in sede di Commissione Nazionale. Quest’anno le rivendite che hanno presentato certificati medici sono state 210 pari al 27% delle esistenti, con pesante aggravio rispetto alla situazione degli anni precedenti e accentuando in modo significativo le aree scoperte a livello diffusionale.

Nella provincia, il fenomeno dei certificati ha riguardato soltanto il 5% dei rivenditori, mentre le chiusure hanno avuto turnazioni regolari.

 

A Milano città è stato inoltre evidenziato il grave squilibrio dal 9 al 22 agosto 2001 con un numero di rivendite aperte sistematicamente inferiore al 50% previsto, raggiungendo il 33% il 15 agosto. Il fenomeno negativo è determinato, in parte, dalle chiusure per certificato medico e dall’effettuazione delle chiusure in periodi diversi da quelli stabiliti, il più delle volte comunicati alla Commissione provinciale prima dell’inizio delle chiusure stesse.

 

NAPOLI E ZONALE: su di un totale di circa 1.400 rivendite la situazione è risultata la seguente:

- 415 edicole non hanno effettuato ferie,

- 430 hanno compiuto turni di chiusura non superiori al consentito anche se in molti casi non hanno rispettato la data di inizio dei rispettivi periodi,

- 162 rivendite hanno eseguito turnazioni al di fuori di quanto consentito dall’Accordo Nazionale in assenza di certificati medici e con comunicazioni improvvise all’impresa di distribuzione locale.

 

ROMA: hanno usufruito delle chiusure estive 142 rivendite nel primo turno e 158 nel secondo turno. Ben 380 edicole hanno invece effettuato chiusure fuori turno di cui 59 per più dei 18 giorni consentiti dai periodi scelti. Il numero dei certificati medici (118) è rimasto stabile rispetto all’anno precedente.

 

Quali ferie per i punti ex sperimentazione?

Giuseppe Ripamonti , responsabile SNAG della Commissione nazionale ex Art.3 Dalla Commissione Nazionale ex Art.3 si è posto poi un ulteriore problema che verrà discusso nella prossima Commissione Art. 5: quello delle ferie per i punti ex sperimentazione. “Bisogna fare chiarezza sul fatto di come questi punti vendita debbano adeguarsi all’Accordo Nazionale in tema di ferie e di domeniche alternative - ha spiegato Giuseppe Ripamonti , responsabile SNAG della Commissione nazionale ex Art.3 - Per ora la questione rimane tutta da chiarire e da affrontare al più presto per regolamentarla”.