LA PAROLA ALL'AVVOCATO            
Maurizio Corti A cura di Maurizio Corti

 

L’effetto “circolare” si è già fatto sentire

 

 

A. F. di Modugno (BA) lamenta che nel proprio Comune è stata rilasciata un’autorizzazione alla vendita di quotidiani e periodici a una cartoleria che non aveva partecipato alla sperimentazione e che il rilascio sarebbe avvenuto in forza della circolare esplicativa n. 3538/c del 28.12.2001 del Ministero per le Attività Produttive.

Il fatto denunziato dal rivenditore è, purtroppo, il frutto di una scellerata interpretazione data dal Ministero al decreto legislativo 170/01 recante le norme per il riordino del sistema di diffusione della stampa quotidiana e periodica. Ho volutamente riportato per esteso l’intitolazione del decreto legislativo per evidenziare che, ove venissero applicati i criteri esplicativi della circolare, non vi sarebbe in Italia alcun “riordino” della diffusione dei giornali, ma si creerebbe invece un “disordine” difficilmente controllabile e gestibile, dal momento che ben 24.000 nuovi punti vendita (tanti sono gli esercizi che hanno chiesto di partecipare alla sperimentazione) verrebbero autorizzati alla vendita di giornali.

Non vi è dubbio che il ministro per le Attività Produttive, Antonio Marzano, sia andato ben oltre le proprie specifiche competenze, attesa la modifica della Costituzione che demanda alle Regioni ogni potestà normativa in materia di commercio e, quel che è peggio, abbia in ogni caso travisato l’intendimento del legislatore stesso che, per l’appunto, era diretto a incrementare la vendita della stampa quotidiana e periodica in Italia, attraverso una ponderata e graduale sperimentazione di nuove forme di vendita e non certamente attraverso uno sperequato, e non programmato, allargamento (a dismisura) della rete di vendita.

Debbo comunque evidenziare che le reazioni negative al testo della circolare si sono immediatamente sollevate dalle forze politiche, attraverso una precisa e incisiva interrogazione parlamentare da parte del diessino Giuseppe Giulietti che ha denunziato le “storture” della circolare.

A livello istituzionale vi è stata una dura presa di posizione del gruppo di lavoro interregionale (vedere pagine precedenti) che stava studiando la possibilità di dare dei criteri omogenei all’applicazione sul territorio nazionale del decreto legislativo n. 170/01 e che ha inoltrato al Ministero per le attività produttive e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri un documento congiunto in cui viene duramente contestata la “famigerata” circolare tanto nella forma, poiché ritenuta invasiva delle specifiche competenze regionali, quanto nella sostanza, posto che viene ritenuta stravolgente rispetto ai principi enunciati dal decreto legislativo.

Ovviamente anche le Organizzazioni di Categoria, con l’esclusione della CISL, hanno fatto sentire la loro voce e, il giorno 13 febbraio, nell’incontro con il Direttore Generale del Ministero per l’Attività Produttiva hanno, fra l’altro, proprio evidenziato l’impatto che la circolare sta avendo sulle Amministrazioni Comunali che, ancora in attesa dell’emanazione degli indirizzi da parte delle Regioni potrebbero, proprio come nel caso del Comune di Modugno, procedere al rilascio dell’autorizzazione anche agli esercizi che non hanno effettuato la sperimentazione rendendo così vana e inutile la ponderata applicazione dei criteri previsti dallo stesso decreto legislativo per la predisposizione dei piani e per il rilascio di nuove autorizzazioni ai punti vendita non esclusivi.

Mi preme comunque ricordare che la circolare esplicativa non ha forza di legge e che quindi ben può essere disapplicata dai destinatari (Regioni e Comuni) delle norme contenute nel decreto legislativo.

Ritengo infine certamente ipotizzabile che, come peraltro comunicatoci direttamente dalla Direzione Generale del Ministero per le Attività Produttive, a seguito del clamore negativo sollevato dalla circolare, si possa prevedere a breve un incontro tra i rappresentanti del coordinamento interregionale e le istituzioni al fine di chiarire la situazione e, come auspicabile, sospendere e/o revocare la circolare in esame, se non altro, limitatamente al rilascio automatico delle autorizzazioni alla vendita agli esercizi commerciali che hanno inteso partecipare alla sperimentazione senza effettuarla.

In conclusione, ritornando al caso specifico sollevato dal rivenditore pugliese, debbo da un lato evidenziare che le cartolerie (a meno che non fossero anche librerie e rispondessero ai requisiti richiesti in fatto di metratura) non erano annoverate tra gli esercizi commerciali che avevano titolo a partecipare alla sperimentazione (si veda in proposito l’art.1 comma 1 n. 3 della legge 108/99) e, dall’altro, invitare il rivenditore a promuovere un immediato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale per impugnare l’autorizzazione, a mio parere, illegittimamente rilasciata.

A tale proposito vorrei evidenziare che lo SNAG, per i propri associati e per i casi ritenuti di interesse generale, ha stanziato un fondo al fine di concorrere al pagamento delle spese legali occorrenti per la proposizione di azioni giudiziarie relative alle illegittime applicazioni da parte delle Amministrazioni Comunali del decreto legislativo n. 170/01.