Nuovo look per i chioschi milanesi

 

Una commissione operativa è stata creata tra Comune di Milano, Regione Lombardia,  organizzazioni sindacali ed editori nell’ambito del piano comunale di urbanizzazione.
Per gli edicolanti l’obiettivo è quello di ottenere chioschi più efficienti ed esteticamente validi.

 

Chioschi più efficienti ed esteticamente validi.Migliorare le edicole, ampliandole dove è possibile, ma anche renderle esteticamente più belle alla vista del turista o del semplice cliente, è tra gli obiettivi dell’iniziativa promossa da organizzazioni sindacali di categoria, editori e amministrazione comunale di Milano. Un progetto non nuovo che ha visto muovere i suoi primi passi un anno fa quando Giampiero Labò, presidente dello SNAG provinciale di Milano, e l’allora vicepresidente del consiglio d’amministrazione del GIORNALE, Roberto Crespi, in rappresentanza degli editori, presero contatto con gli amministratori del comune di Milano.

 

Il perché

“La necessità è quella di organizzare un miglioramento estetico delle nostre edicole che conseguentemente porti a un incremento anche nelle vendite - spiega Giampiero Labò -. Un intervento di questo genere terrà più ordinata la città e la renderà anche più bella alla vista di tutti coloro che la abitano e dei molti che vi arrivano per lavoro o per vacanza. L’importante sarà valutare le singole situazioni logistiche dei chioschi per unire funzionalità del servizio a miglioria dell’arredo urbano milanese”.

 

Nasce la Commissione del progetto

L’8 gennaio, presso la sala Giunta del settore commercio del comune di Milano, si è svolta una riunione nel corso della quale è stata costituita la “Commissione organizzatrice del progetto urbanizzazione dei chioschi”. A questo incontro hanno partecipato per la parte politico amministrativa PierGianni Prosperini, vicepresidente della Regione Lombardia (vedi box a fine articolo), Carla De Albertis, presidente della commissione Cultura e grandi eventi del comune di Milano, Roberto Predolin, assessore comunale al commercio, l’architetto Silvia Volpi, responsabile dell’ufficio comunale per l’arredo urbano, e Francesco Amato del settore autorizzazioni commerciali.

Oltre ai rappresentanti sindacali SNAG, FENAGI, SINAGI, UIL-TucS Giornalai e CISL-Giornalai, alla riunione hanno partecipato anche gli esponenti dei quotidiani milanesi AVVENIRE, CORRIERE DELLA SERA, IL GIORNALE, IL GIORNO, IL SOLE 24ORE, LA REPUBBLICA, LIBERO. Per la FIEG era presente Francesco Cesati.

 

Gli obiettivi

“Il risultato dell’incontro è stato quello di dar vita a una commissione che possa indire un concorso, a livello europeo, per la determinazione di linee guida atte a migliorare e potenziare i chioschi - commenta Giampiero Labò -. Indirizzi che di volta in volta verranno applicati alle singole situazioni specifiche. Il tutto ovviamente prevede l’impegno economico di organizzazioni sindacali ed editori con l’auspicio che anche i costruttori del settore edicole entrino direttamente in questo progetto.

 

Il pensiero del Comune

Il nuovo regolamento comunale potrebbe dare, dunque, un ruolo importante alle edicole di Milano. Questo è quanto si propone Roberto Predolin,Roberto Predolin: assessore comunale al commercio e artigianato. assessore comunale al commercio e artigianato: “Attualmente la nostra città ha chioschi vecchi, superati anche nell’operatività. Il progetto di ammodernamento vuol far sì che Milano si ponga al passo con le più grandi città europee. Bisogna studiare un colore omogeneo, che potrebbe essere, per esempio, il “verde milanese”, avere dimensioni più grandi e soprattutto variabili a seconda delle posizioni in cui le rivendite sono situate”.

L’abitabilità del punto vendita è fondamentale per garantire all’edicolante un buon lavoro e per permettergli in futuro il commercio non solo di quotidiani e riviste, ma anche di pastigliaggi. L’assessore Roberto Predolin va, però, più avanti: “L’edicola è, da sempre, un punto, di riferimento per il cittadino e il turista, soprattutto quello straniero. In molti si rivolgono al rivenditore per chiedere informazioni sulle vie, su alberghi o teatri della città. Occorre studiare il modo per crearvi un punto informatico collegato con il Comune, ovviamente valutando costi e ricavi per entrambi gli interlocutori: 730 edicole, in Milano città, sono un potenziale da sfruttare per divulgare notizie in tempo reale. Il ruolo delle rivendite in metropolitana, poi, è determinante in funzione del pendolarismo. Per il Comune della nostra città, i chioschi diventerebbero un veicolo importante per propagandare le proprie attività e per pubblicizzare eventi e realtà locali; per l’edicolante, nell’epoca della post-sperimentazione e di una concorrenza maggiore della grande distribuzione, rappresenterebbe un opportunità in più”.

 

I tempi per il nuovo regolamento comunale

La funzionalità e le novità per i chioschi milanesi devono, come sempre, fare i conti con i tempi della amministrazione pubblica. “Il nostro obiettivo - prosegue l’assessore milanese - è di velocizzare l’iter burocratico. Abbiamo già, avuto già, fra l’altro, due incontri positivi e stiamo incontrando molta attenzione da parte degli editori. Un’edicola esteticamente bella è, d’altra parte, anche nel loro interesse dal momento che sappiamo come possa contribuire ad aumentare le vendite, non è un vantaggio di cui beneficia solo il suo titolare.

Il regolamento, che stileremo con bozze da discutere anche con la categoria dei rivenditori, dovrà poi passare in commissione e in consiglio comunale. Successivamente saremo “costretti” a emettere un bando per valutare i progetti per i nuovi chioschi milanesi”.

 

Il ruolo fondamentale dell’edicolante

“Credo molto nel rapporto personale tra edicolante e cliente - prosegue ancora Roberto Predolin - perché fra i due s’instaura un dialogo, una fiducia reciproca che, nell’ambito del miglioramento della qualità della vita, non può essere trascurato. Inoltre, l’edicolante ha anche un ruolo importante sul territorio nell’ambito della sicurezza: vede quello che succede dal primo mattino fino a tarda sera. Per tutti questi motivi, e per il bene della città, bisogna investire sul futuro delle rivendite milanesi”.

 

La pubblicità

Nell’ambito comunale è in discussione un piano di riordino della pubblicità che va a toccare direttamente anche i chioschi di giornali. “Sono diverse le soluzioni che si presentano - spiega l’assessore -. Si potrebbero istituire dei totem da sistemare a fianco dell’edicola, ma si può sfruttare anche meglio lo spazio esistente con pannelli laterali o utilizzare la parte sovrastante della struttura. Tutte situazioni che possono creare un introito in più sia per le casse comunali sia per gli edicolanti che, ormai, dal ruolo iniziale di artigiani devono trasformarsi in piccole imprese”.

 

Tutelare la categoria

Dopo il decreto legge n. 170 del 24 aprile 2001, e la circolare esplicativa del 28 dicembre scorso, i comuni devono dare risposte sulle autorizzazioni per i nuovi punti vendita. Il comune di Milano non sta alla finestra: “Come amministrazione comunale - conclude l’assessore milanese al commercio - abbiamo aperto un dialogo con la Regione Lombardia affinché si applichi una legge che tuteli la categoria. Ci siamo già incontrati con i funzionari regionali e abbiamo fissato per l’immediato futuro altrettante importanti scadenze”.

E.V.

 

 

La Regione Lombardia a sostegno degli edicolanti

Il progetto di urbanizzazione dei chioschi di Milano città, oltre a quello del Comune, vedrà l’impegno concreto della Regione Lombardia e, in prima persona, del Il vicepresidente del Consiglio della Regione PierGianni Prosperini. vicepresidente del Consiglio della Regione PierGianni Prosperini, che si è meritato l’appellativo di «amico degli edicolanti». “Ne sono fiero - dice - perché da sempre sono vicino alla categoria e ho un rapporto di grande collaborazione con Giampiero Labò (presidente provinciale dello SNAG di Milano). Credo molto nel ruolo degli edicolanti e nel servizio che offrono quotidianamente al cittadino”.

Impegno per i finanziamenti

Non solo parole, ma soprattutto fatti è quanto promette lo stesso Prosperini: “Mi sono dichiarato subito disponibile a trovare dei finanziamenti per sostenere il riammodernamento dei chioschi cittadini. Ci sono diverse strade percorribili, tra queste anche quella di un’eventuale ricerca di fondi a tassi agevolati nell’ambito della Comunità Europea. La mia determinazione e il mio impegno nascono dal convincimento di pubblica utilità dell’edicola che, secondo me, è assoluta e indispensabile. Tutto passa attraverso forme di comunicazione su carta stampata: dalle gare agli appalti, dalle sentenze alle delibere. Il cittadino, quindi, può conoscere le nuove leggi e tutte queste informative proprio attraverso l’edicola.

Pari opportunità per rivenditori dopo la sperimentazione

La difesa dei diritti e delle opportunità di vendita per gli edicolanti è la parola d’ordine di PierGianni Prosperini: “Dal momento che i tabaccai e i supermercati possono vendere i giornali, la mia battaglia personale è quella di offrire agli edicolanti «sperimentalmente per 200-300 anni» di vendere i pastigliaggi. Il nostro deve essere un chiaro grido di guerra che, pur arrivando dal Nord, lanciamo in napoletano: ca’ nisciuno è fesso”.

La legge del buon senso

Carla De Albertis che ricopre il ruolo di presidente della commissione cultura e grandi eventi del Comune di Milano.Il vicepresidente è impegnato, nel progetto urbanizzazione dei chioschi, con la sua collaboratrice Carla De Albertis che ricopre il ruolo di presidente della commissione cultura e grandi eventi del Comune di Milano. Un punto importante sarà quello delle metrature che dovranno essere concesse agli edicolanti milanesi. “Il massimo consentito per legge è di 24 metri quadrati per rivendita. Non bisogna però fermarsi semplicemente a questo dato - commenta Prosperini -. In alcune zone del centro cittadino per motivi di viabilità o di codice della strada potranno essere adottate regolamentazioni diverse, rispettando criteri fondamentali come quelli di un chiosco esteticamente bello e confortevole per il venditore. L’amministrazione comunale di Milano dovrà, insomma, agire applicando la legge del buon senso”.

Aspettando il piano regionale

La Regione Lombardia potrebbe prendersi, intanto, un primo impegno concreto nei confronti dei comuni della Provincia di Milano, in attesa della predisposizione del piano regionale per la localizzazione dei punti vendita, anticipando alcuni indirizzi di massima.

Questo è quanto auspicato in un incontro che PierGianni Prosperini ha avuto con i rappresentanti dello SNAG di Milano.