E adesso
dove andare ?

 

Armando Abbiati
Presidente Nazionale 
SNAG–Confcommercio

ARMANDO ABBIATI

 

Già, proprio così. Dopo bar  e tabaccai, supermercati e distributori di benzina, dopo librerie e angoli della strada, raccordi autostradali e porta porta, scuole, caserme (anche se  in pochi, ormai, fanno ancora il militare) e ospedali,  dove potrà mai andare la stampa per poter trovare  nuovi lettori?

Dopo panini, cut-price e promozioni dissanguanti, che cosa inventare ancora per far sì che gli italiani, non solo continuino ad acquistare i quotidiani ma, se possibile, comincino a leggerne di più?

Invece le vendite scendono, la pubblicità, rinsavita dopo la follia spendereccia degli ultimi anni, frena e decide gli investimenti giorno per giorno lasciando così tutti in sospeso.

Gli editori si trovano dunque in un vicolo cieco, alle prese con un labirinto la cui uscita forse non c’è più. Perché c’era. E a dire la verità ancora ci sarebbe se soltanto questi signori sapessero guardare più vicino e i loro “bocconiani” incaricati di trovare soluzioni geniali per risolvere il problema, invece di restare ancorati alla scrivania, ogni tanto scendessero per strada e facessero un salto in edicola per ricevere qualche opinione illuminante.

Perché, cari Signori, la risposta che voi cercate così affannosamente, sta proprio nell’edicola.

Un’edicola “ricca” (non di testate che quelle certamente  ci sono e avanzano) ma economicamente, e quindi soddisfatta, rende più di una campagna promozionale.

Ricca di riconoscimenti  (anche morali) da pare vostra: stima che dovreste manifestare a chi vive esclusivamente del vostro prodotto e che di ciò che arriva in edicola conosce quasi tutto,se soltanto voi aveste la cultura di capire che bisogna anche insegnare…

Non si può continuare a dare tutto per scontato.

Bisogna smettere di considerare il rivenditore “un pollo”  da sfruttare o, nella migliore delle ipotesi, qualcuno che, incapace di dire “adesso basta” deve spicciarsi ad allestire il banco perché altrimenti, ora di sera, avrà il cassetto vuoto.

La vostra rete di vendita è ancora fedele, ma ormai è stanca: ha bisogno di essere rivitalizzata. Proprio come in un matrimonio  o in una relazione d’amore, in cui ognuno deve fare qualcosa per tenere stretto a sé il proprio amato per evitare che subentri l’amante.

E nel nostro caso prima che, con tutto il rispetto per queste popolazioni,  dal chiosco si affaccino soltanto croati e albanesi, marocchini o senegalesi che dei vostri giornali non sanno assolutamente nulla ma che, arrivati dalle nostre parti  in cerca di lavoro, ritengano - a torto - l’edicola una fonte di guadagno facile e assai remunerativo.

Se così dovesse accadere, probabilmente le edicole aumenterebbero anche a cinquanta, sessantamila  ma diventerebbero una rete senza controllo, in cui nessuno gestisce più nulla e la situazione potrebbe diventare  davvero disperata.

Il segno che il momento è davvero difficile viene da tutti  i punti cardinali: a Milano,per esempio, ha chiuso  la MAC 2, agenzia distributrice creata appositamente  per gestire i giornali nella grande distribuzione.

Eppure sembrava che quotidiani e periodici nei supermercati fossero proprio la ciliegina che mancava alla torta editoriale.

Cos’è che non ha funzionato?

La logica commerciale, che dovrebbe sovrintendere tutte  le iniziative legate a prodotti che si vendono  e si acquistano. Perché, anche se ammantati dietro etichette prestigiose, che cosa sono i giornali se non prodotti commerciali?

E allora cari Editori, vogliamo trovarla insieme questa strada per uscire dal labirinto o preferite, come funamboli, continuare  a percorrere sentieri pericolosi  che non portano da alcuna parte?

Nel mio ultimo editoriale avevo lanciato un invito. Che qualcuno lo raccolga.

Ci aspetta il rinnovo dell’Accordo Nazionale: perché  non ipotizzare, fra l’altro, dei punti “sperimentali” anche in questo documento?

La vita scorre ormai troppo veloce e ciò che va bene oggi, domani non funziona più. Non abbiamo alcuna certezza e Bin Laden insegna, anche se di lui,  ormai, non se ne parla quasi più.

Facciamo in modo che,  con giudizio, qualcosa a distanza di dodici, diciotto mesi possa essere ridiscusso se viene superato dalle circostanze.

La vita dei vostri giornali, cari Editori, è ancora strettamente  legata a quella delle nostre edicole.

E, ricordate, un Edicolante sorridente, sbarbato e ben vestito venderà per voi, come già detto, più di qualsiasi campagna pubblicitaria e promozionale.

E più di qualsiasi supermercato.

 

Armando Abbiati

Presidente Nazionale SNAG-Confcommercio