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L'ESPERTO RISPONDE |
| A cura di Carlo Leopardo |
Egregio
Signor Carlo,
sono arrivato
al punto di chiederle un consiglio (meglio un aiuto) per sistemare i rapporti
con un distributore. Parlo per mio conto, ma le lamentele sono le stesse di
altri miei colleghi con cui ho continue relazioni. Premetto che siamo riforniti
anche da un’altra agenzia (ditta Angelini Carlo & C.) ma con questa i
rapporti sono accettabili.
Passo subito
a esporre i problemi:
1 - FORNITURE
ECCESSIVE, soprattutto di riviste senza mercato e mai vendute. Ho un’edicola sul
lungomare e il mio lavoro si svolge per il 50% nei tre mesi estivi. Ho chiesto
che durante gli altri mesi le forniture vengano adeguate alle nuove esigenze,
invece continuo a essere rifornito come se fosse il mese di luglio (50.000 di
enigmistiche varie consegnate il 21/12/2001). Continuo a protestare ma per
ottenere qualcosa devo rischiare l’interruzione delle forniture.
2 - HO
CHIESTO INVANO CHE NON MI VENGANO CONSEGNATE VHS PORNO.
3 - OGNI
ESTRATTO CONTO CONTIENE ERRORI, GLI ESTRATTI CONTO ESATTI SONO UNA RARITÀ.
Spariscono riviste nella resa, penultimo numero rifiutato, ultimo richiamo non
esiste, scaduto dopo essere stato richiamato appena dieci giorni prima.
Esempio: 4RUOTE DOSSIER n. 12 richiamato il 15/11/2001 rifiutato quando reso il
1/12/2001 perché scaduto) e lui tiene le riviste per 4 mesi!
4 - NOTA
DOLENTE: TERMINI PER IL RITIRO DELLE RIVISTE AMPIAMENTE SUPERIORI (2 e 3 volte
superiori) A QUANTO STABILITO DAL CONTRATTO NAZIONALE.
CI SONO
RIVISTE (Conto deposito o no, senza differenza) CHE STANNO IN EDICOLA OLTRE 100
GIORNI, ARRIVANO TRANQUILLAMENTE A 120/130/140 GIORNI!
Con questo comportamento si arriva a un vero e proprio strozzamento economico. Devo ricorrere ad anticipi bancari o prestiti per far fronte ai suoi estratti conto!
Io lo considero
uno STROZZINAGGIO!
Non è
possibile continuare a sostenere un simile impegno economico, con riviste
pagate e ferme in edicola per 4, 5 mesi!
Allego un
piccolo, ma esplicativo prospetto di riviste con la data di consegna e quella
del ritiro alla data del 31/12/2001. Come può vedere ci sono riviste che stanno
ancora in edicola dopo 120 giorni o che sono state richiamate dopo 135 giorni!
Allego anche
le relative fotocopie delle bolle per autenticare le mie “accuse”, perché senza
di esse sembrano inventate.
Provveda a
fare tutto quello che vuole per sanare questa situazione e con l’occasione le
porgo i miei più sentiti auguri per il nuovo anno.
P.S. So che con questa presa di posizione il minimo che mi possa succedere (conoscendo il soggetto) è la sospensione delle forniture o il rischio di altri problemi. Spero che il Sindacato mi tuteli in questa battaglia che ripeto, colpisce me e tanti altri miei colleghi.
F. M. -
San Benedetto
del Tronto
(AP)
Il nostro
vicepresidente coordinatore per il centro Italia, Andrea Innocenti è a
conoscenza dei problemi da lei evidenziati in quanto è già stato a San
Benedetto del Tronto. Sembra però che nessuno di voi si faccia parte attiva per
ricercare una soluzione definitiva. La farò contattare da lui per cercare
insieme una soluzione in proposito. Veda anche quanto detto al collega Migotto,
più avanti.
VA
ANCORA BENE LA RICEVUTA?
Vorrei per
cortesia sapere se, con l’avvento dell’euro, l’emissione di ricevuta mensile
dei giornali deve essere modificata o va bene quella che attualmente uso e di
cui vi allego fotocopia, Vi ringrazio anticipatamente.
La ricevuta va
bene così, deve solo tramutare in euro l’importo dell’eventuale bollo: (bollo €
1,29 su importi superiori e 77,47)
Sono un
“promiscuo” in quanto gestisco un negozio di tabaccheria-edicola (la licenza
primaria è “generi di monopolio”). Nella mia zona, nel raggio di circa 2,5 km.
ci sono almeno 7 edicole che “coprono” il relativo territorio.
Ho chiesto la
completa chiusura domenicale a fronte di incassi ridicoli, (in inverno col
riscaldamento, sono in perdita) visto che altri, nella mia stessa situazione
di doppia licenza, sono chiusi da anni. Le mie richieste al locale
SINAGI e alla relativa Commissione sull’agibilità della rete di vendita sono a
tutt’oggi, a distanza di mesi, prive di risposta. Attendo un vs. gentile cenno
di riscontro e/o vs. recapito telefonico per eventuali chiarimenti.
Le regole
attualmente in vigore (non è detto che in un prossimo futuro non possano
cambiare) danno la facoltà di chiusura domenicale, a scadenza quattordicinale,
fino a un massimo del 50% delle rivendite e, a questa regola, ci si deve
attenere. Il fatto che altri, nella sua stessa situazione, siano chiusi da anni
è una lieta sorpresa e una evidente disparità di trattamento tra colleghi.
Sarei curioso di conoscere gli orientamenti delle nostre controparti al
proposito.
La mancata
risposta ai suoi quesiti da parte del SINAGI, e della relativa commissione
sull’agibilità della rete, è probabilmente dovuta al fatto che le persone
preposte abbiano dovuto occuparsi di problemi più importanti, altrimenti
penserei a uno scarso uso della propria deontologia professionale.
SI
POSSONO RENDERE I GIORNALI IN ECCESSO?
I giornali
che mi arrivano sono in quantità eccessiva. Vorrei sapere se li posso rendere
in quanto devo pagare fatture esorbitanti e non ho uno spazio adeguato. Il mio
distributore mi vieta di renderli.
Art. 6
dell’Accordo Nazionale: “Le aziende editoriali si impegnano a fornire ai
rivenditori il numero di copie necessario a soddisfare le esigenze diffusionali
dei singoli punti vendita”. Ne consegue che se le forniture superano le reali
capacità di vendita di un’edicola, è legittimo rendere quanto eccede e il
distributore locale deve accreditarlo come resa adeguando il piano di vendita
alle sue reali necessità.
Il 2 gennaio
di quest’anno ho ricevuto dall’agenzia l’EC che non ho potuto pagare per super
affollamento in banca e per mancanza di assegni in euro. A causa di questo
disguido, l’agenzia si è rifiutata di consegnarmi le riviste il 7 gennaio
successivo dimenticando che in tre anni di attività ho sempre pagato
puntualmente tutti gli EC. Vorrei sapere se tutto ciò è regolare.
S. Potenza
- Taurisano (LE)
Tutti noi
abbiamo presente la confusione che si è creata nelle banche dopo il 2 gennaio
per l’entrata in vigore dell’euro. Le difficoltà momentanee da lei riscontrate,
non per sua negligenza, hanno determinato un atteggiamento inqualificabile da
parte del suo distributore. Spero che la lettura di questa lettera da parte di
qualche editore, o funzionario della FIEG, faccia riflettere sulla
professionalità e correttezza di alcuni loro distributori e renda possibile un
richiamo a un comportamento più professionale e intelligente.
Vorrei cedere
la mia edicola con annessa cartoleria (edicola 40%, cartoleria 60%) e vorrei
sapere se la licenza comunale, e quella della FIEG, ha valore anche se chi
acquista l’edicola la trasferisce in un altro comune. Attenzione: io voglio
vendere solo l’edicola e continuare l’attività di cartolibreria nel locale in
cui già mi trovo.
A. D. F. -
Cupello (CH)
Premesso che lei
è in possesso di autorizzazione comunale per la rivendita di giornali e
riviste, e che non esiste licenza FIEG come fa emergere nella sua lettera, è
possibile da parte sua cedere anche solo l’attività di rivendita di giornali
con eventuale spostamento nel rispetto dei parametri e dei regolamenti comunali
eventualmente esistenti. Non è, però, possibile trasferire l’attività in un
altro comune in quanto l’autorizzazione per la rivendita di giornali e riviste
è comunale e quindi l’attività può essere svolta solo nel territorio del comune
che la rilascia.
Il richiamo in resa di una pubblicazione prima dell’invio del numero successivo annulla il 2° comma dell’art.10 del vigente Accordo Nazionale, cioè il ritiro da parte dei rivenditori della pubblicazione col numero successivo? Il distributore di Forlì mi ha respinto una pubblicazione per scadenza dei termini, in quanto mi è sfuggito il richiamo in resa di una rivista, all’inizio della nuova l’ho trattenuta perché mancante del richiamo, alla resa di quest’ultima ho inviato anche la precedente che mi è stata respinta. Cordiali saluti
Anche se per
vari motivi una pubblicazione viene chiamata prima dell’uscita del numero
successivo, il suo distributore locale non può rifiutarsi di accreditarle copie
della stessa testata eventualmente rese con l’uscita del numero seguente. Se,
come lei dice, all’uscita del nuovo numero non vi è il contestuale richiamo in
resa, è autorizzata ugualmente a rendere la pubblicazione scrivendola in fondo
alla relativa bolla di resa. Quella del suo distributore locale è una libera,
errata e vessatoria interpretazione dell’Accordo Nazionale.
Nella mia città il supermercato che vende i giornali si trova, attualmente, a circa 2 km di distanza dalla mia edicola, ma quest’anno si trasferirà a circa 100 mt dal mio punto vendita. Vorrei sapere se esistono dei parametri di distanza per i quali si possa chiedere che questo supermercato non venda più i giornali. Grazie.
P. B. -
Borgosesia (VC)
Se il
supermercato vende da tempo i giornali ritengo sia in possesso di regolare autorizzazione
comunale, in caso contrario svolgerebbe questa attività abusivamente e sarebbe
perseguibile per legge. Le leggi vigenti non pongono limiti distanziometrici
tra due rivendite, possono però esserci dei limiti o dei vincoli nei piani o
nei regolamenti comunali: può recarsi presso l’ufficio commercio del suo comune
e prendere visione dei piani di localizzazione delle edicole.
Gestisco
un’edicola (di soli 12 mt) da 21 anni in un piccolo comune di montagna con meno
di 400 abitanti comprese la frazioni. Per sopravvivere vendo anche generi di
profumeria, cartoleria e giocattoli. Avrei un acquirente che sarebbe
intenzionato all’acquisto del negozio. So però che, con le nuove leggi, la
licenza che passa a un’altra persona deve avere il locale con il bagno che io
non ho. Volevo sapere se per le edicole vige lo stesso regolamento e inoltre
volevo ringraziarvi per il servizio reso a noi edicolanti, continuate così.
Il suo problema
riguarda gli uffici della ASL (Azienda Sanitaria Locale) che valuta i requisiti
di idoneità dei locali commerciali inerenti all’igiene. Generalmente si
richiede un vano servizi nei locali adibiti a esercizio commerciale. Molte
volte, però, per vari motivi come: locali vetusti, palazzi storici, ecc.
vengono fatte delle eccezioni e questo potrà accertarlo recandosi presso l’ASL.
In ogni caso, non esistono più metrature minime per le attività di vicinato e
ritengo che la sua sia un’attività commerciabile in quanto il suo valore è
dettato, in gran parte, solo dal suo fatturato e può anche essere trasferita
nell’ambito dei parametri indicati dal suo Comune.
TRASPORTO TROPPO COSTOSO
Da circa un
anno la nostra agenzia di distribuzione è passata a un altro proprietario e si
è trasferita a circa 26 km da Foligno. Siamo costretti a pagare quasi 206 euro
al mese solo per i trasporti. Ma in queste condizioni non possiamo essere
considerati come edicola zonale e quindi con ritenuta fissa sul venduto? Se sì
qual è l’accordo che regola questa situazione? Grazie.
P.S. Siete Forti.
G. Luci -
Foligno (PG)
L’Art.9
dell’Accordo Nazionale dice: “Le aziende editoriali praticheranno alla rete di
vendita la percentuale di sconto del 19% sul prezzo defiscalizzato per la
vendita delle loro pubblicazioni, a eccezione del primo numero delle
pubblicazioni di nuova uscita, per le enciclopedie esclusivamente alfabetiche e
composte di soli fascicoli cartacei destinate a essere rilegate in volumi e le
relative copertine e raccoglitori, per le pubblicazioni senza periodicità, per
i numeri unici, per le pubblicazioni che contengono sotto rilegatura più
fascicoli arretrati; per i libri facenti parte di collane periodiche e per le
collane monografiche qualora siano vendute anche da esercizi commerciali in
possesso di licenza libraria - in tali casi vi sarà uno sconto supplementare
del 5%. In relazione ai casi di mantenimento del ritiro delle pubblicazioni al
banco, le aziende editoriali praticheranno ai rivenditori interessati la
percentuale di sconto del 20% fatto salvo lo sconto supplementare del 5%, come
sopra previsto”. Queste sono le regole e pertanto nulla è dovuto al
distributore locale per spese di trasporto o altro.