L'Esperto: Carlo Leopardo
L'ESPERTO RISPONDE
A cura di Carlo Leopardo


Distributore: chi è costui?

 

È POSSIBILE CHIUDERE IL LUNEDÌ ?

A Rho tutti i lunedì mattina i negozi sono aperti perché c’è il mercato mentre il pomeriggio sono chiusi con la conseguente penuria di clientela e vita cittadina. Domanda: visto che non c’è in giro MAI nessuno, posso chiudere il lunedì pomeriggio? La domenica mattina sono sempre aperto. Grazie.

M. Petarle – Rho (MI)

 

Al momento attuale no. Si sono però aperte le trattative con la FIEG per il rinnovo dell’Accordo Nazionale che, tenendo presente il cambiamento del mercato e le realtà locali in merito a riposi e ferie, dovrebbe contenere norme più elastiche. Quindi, per il momento, se vuole riposarsi deve osservare ancora i turni di riposo domenicale e quattordicinale.

 

PROBLEMI CON LE FIGURINE

Mi chiamo Mirko e sono proprietario di un’edicola da due anni. Controllando bene le rese mi sono accorto che alcune figurine non mi erano state richiamate e l’ho, quindi, fatto notare a un responsabile che mi ha detto che sarebbero state richiamate non appena si fosse conclusa la campagna. Ora vorrei sapere: come facciamo noi edicolanti a sapere quando finisce una campagna di figurine? È normale che nella bolla di distribuzione vengano classificate con la dicitura DIL invece di SOSPESO? Perché devo pagarle il giorno in cui lo vogliono loro e non dopo averle richiamate in resa? (Non mi hanno ancora richiamato le figurine dei Digimon che però più nessuno compera). In attesa di una vostra risposta vi porgo i miei più cordiali saluti e vi faccio i complimenti per la rivista che spiega in modo comprensivo tutti gli argomenti inerenti all’edicola.

Mirko – Cagliari

 

Le figurine si devono considerare come prodotto senza periodicità e quindi devono esser date in “conto deposito”. La loro fatturazione, come per tutti gli altri prodotti che hanno una fatturazione differenziata, deve avvenire dopo 60 giorni dalla consegna e contestualmente devono essere richiamate in resa. Se da parte del suo distributore vi sono tempi di fatturazione diversi (a quanto mi pare di capire con tempi più stretti), il prodotto fatturato anche se non richiamato DEVE essere reso. Ritengo che le figurine rappresentino un prodotto particolare e che possano essere rese, se dimenticate, anche dopo il loro ultimo richiamo con relativo accredito. Per quanto riguarda i codici presenti sulla sua bolla di consegna, si faccia inviare una legenda dei medesimi dal suo distributore che le consiglio di conservare affinché possa essere sempre in grado di comprendere tutte le voci presenti.

 

IL DISTRIBUTORE NON SCARICA L’IMPORTO DEI BUONI

Il mio distributore non scarica l’importo dei buoni allegati all’E.C. e, alle mie lamentele, risponde che devo andare da lui per parlarne. Le sembra giusto che il martedì mattina debba chiudere per risolvere 2000-3000 lire di buoni?

Aggiungo un altro problema: ho inviato un numero di Car Collection presso il distributore locale per la sostituzione in quanto difettoso, ma in magazzino si è smarrito e l’agenzia non risponde alle mie richieste. Come devo comportarmi? Grazie per le risposte.

angelanovara@hotmail.com

 

Il suo distributore usa dei mezzucci che, se dovesse confrontarsi con il libero mercato e non in un regime di monopolio, lo avrebbero, probabilmente, costretto a chiudere già da tempo. Per entrambi i problemi da lei evidenziati, le suggerisco di contattare telefonicamente gli uffici diffusione dei relativi editori spiegando il tutto e richiedendo con fermezza un loro intervento. Vedrà che la situazione si normalizzerà. Per quanto riguarda i buoni sconto, lei non è obbligata a ritirarli, perciò opponga questa minaccia agli editori che li hanno emessi, quando denuncerà il comportamento del suo distributore.

 

TRASFERIMENTO DI VENDITA

Ho fatto la sperimentazione e nel mio bar vendo i giornali. Vicino al mio locale sono riuscito ad avere il permesso per un chiosco. Posso trasferire la vendita dei giornali in questo chiosco che dista 10 metri dal mio bar? Il comune mi ha risposto di no. È giusto?

A. Casciato – Sulmona (AQ)

 

È giusto. Il suo comune ha fatto bene a rispondere negativamente alla sua richiesta. Lei ha partecipato alla sperimentazione proprio perché titolare di un’altra licenza commerciale, pertanto la sua autorizzazione per la vendita dei giornali è da considerarsi non esclusiva e quindi non separabile dalle altre sue attività.

 

COME OTTENERE IL PERMESSO DAL COMUNE

Il rinnovo del contratto del mio negozio edicola/cartoleria è troppo oneroso. Potrei costruire un chiosco moderno tramite un’officina specializzata sul suolo pubblico, ma il comune, a detta del mio geometra, non dà il permesso. C’è una possibilità per arrivare a questa soluzione e che cosa mi suggerite in merito?

G. S. – Viareggio (LU)

 

Solo l’ufficio urbanistico del suo comune può darle una risposta certa. Si rivolga personalmente evidenziando il problema e proponendo un luogo dove poter inserire un chiosco che non abbia controindicazioni per quanto riguarda il traffico o altre problematiche.

Contatti lo SNAG di Viareggio: Enrico Raffaelli – tel.347.4841262 o Andrea Innocenti – tel. 055/474012 vicepresidente nazionale e coordinatore per la sua zona, le saranno certamente di aiuto.

 

È POSSIBILE FARE LE FERIE A SETTEMBRE?

Gestisco un bar-tabacchi-edicola e servizi vari connessi. Dopo il mese di maggio/giugno avrò anche il lotto. Nel periodo estivo molti negozianti chiudono per ferie mentre io preferisco tenere aperto per maggior lavoro e afflusso, dando quindi un servizio totale ai cittadini rimasti a casa. Quando gli altri riaprono vorrei poter chiudere per riposarmi per un periodo che va dal 2/09/2002 al 15/09/2002. Per quanto riguarda il bar-tabacchi e il futuro lotto non ci sono problemi, mentre per l’edicola vi chiedo un consiglio sulla procedura da seguire. Gradirei una sollecita risposta. Cordiali saluti.

I. B. – Guastalla (RE)

 

Contatti il Sindacato giornalai a lei più vicino ed esponga il problema. Esistono commissioni provinciali paritetiche tra FIEG e OO.SS dei giornalai, integrate dai rappresentanti delle aziende di distribuzione locale col compito di svolgere un monitoraggio sullo stato di agibilità della rete e, quindi, di organizzare sul territorio le turnazioni per riposi o per ferie. Per motivi particolari è possibile derogare dalle date stabilite.

 

UNA SPIEGAZIONE SUL PIANO EDICOLE

Vorrei sapere se il piano edicole che esisteva nel 1994 nel mio paese ha la validità di 4 anni come mi è stato detto dall’ufficio del commercio del mio comune. Se è vero, una licenza per un punto esclusivo rilasciata nel 1998, in assenza del piano di localizzazione in quanto scaduto, sarebbe regolare?

P. A.

Villa Rosa di Martinsicuro (TE)        

 

È possibile che un piano di localizzazione delle rivendite di giornali abbia una durata di 4 anni, tuttavia, si potrebbe ipotizzare che lo stesso piano sia operante fino a quando non ne viene stilato uno nuovo. Tale tesi è avvalorata dai numerosi pronunciamenti in questo senso dati nel tempo da alcuni tribunali amministrativi regionali.

 

SI PUÒ CHIUDERE IL SABATO E LA DOMENICA?

Sono l’unica edicolante in un paese di 260 abitanti e lavoro dall’alba al tramonto da ben 28 anni. Posso chiudere il sabato e la domenica? Se così facessi però il paese rimarrebbe senza giornali, ma io potrei riposare un poco e lavorare ancora qualche anno. Ho pensato di vendere la licenza ma non si trova in questo piccolo paese un altro locale per la vendita dei giornali: quello dove esercito la mia attività fa parte della casa dove vivo.

C. G. – S.P.

 

Attualmente non pare possibile dar corso a quanto da lei desiderato. Veda anche la risposta data al collega Petarle di Rho su questo stesso numero. Per quanto riguarda invece la possibilità di cessione della licenza, questa fa parte delle normali regole del libero mercato: se vuole smettere, o trova un’acquirente per la sua attività o rende la licenza commerciale al comune che gliel’ha rilasciata.

 

IL DISTRIBUTORE SI RIFIUTA DI MANDARE LE SCHEDE TELEFONICHE?

Il mio distributore si rifiuta di mandarmi le schede del telefono dopo una discussione avvenuta in seguito al mancato funzionamento delle stesse. Può rifiutarsi? Premetto che sono sempre state pagate regolarmente. Volevo solo che mi sostituisse quelle che non funzionavano. Ora ha deciso di non mandarmene più facendomi perdere molti clienti.

C. Corridoni – Busano (TO)

Il suo distributore locale ha l’obbligo di fornirle tutte le pubblicazioni editoriali che egli distribuisce. Altri prodotti o servizi posti in essere, come per esempio la vendita delle ricariche telefoniche, sono da considerarsi come libera trattazione tra le parti, quindi lei non è obbligatoriamente tenuto all’acquisto di prodotti non editoriali provenienti dal suo distributore, così come il suo distributore non è tenuto a fornirle altri prodotti che non siano editoriali. Questo è il libero mercato, si guardi intorno perché esistono molti altri distributori di ricariche telefoniche e non le sarà difficile trovarne uno. E, a proposito di fornitori, veda anche quanto pubblicato sul n.6 dello scorso anno di Azienda Edicola, a pag.52.

 

IL DISTRIBUTORE SBAGLIA SEMPRE GLI E.C

ü      Sono un edicolante arrabbiato che ha molti problemi con un distributore che non si comporta bene per tanti motivi il primo dei quali è il seguente: in ogni E.C settimanale vi è sempre un ammanco di soldi a scapito mio e a volte manca addirittura l’importo di un’intera resa che può variare da 3 a 400.000 lire. Ecco in breve gli altri motivi:

ü      1 – dalla bolla del sabato si evince che la resa può essere fatta il lunedì, il mio distributore mi obbliga a consegnarla la domenica altrimenti non me la calcola nell’E.C.

ü      2 – Si possono fatturare i giornali che mi arrivano qualche giorno dopo la fatturazione?

ü      3 – Ho sollecitato più volte il distributore di aumentare la fornitura di alcune testate molto richieste senza alcun risultato.

ü      4 – Spesso non mi arriva un giornale fatturato e il distributore o non me lo accredita nel termine dei 15 giorni o non me lo accredita per niente.

ü      5 – Perché delle prime uscite mi arrivano solo 2 o 3 copie?

ü      6 – A volte mi è capitato di ricevere vecchie testate già rese da altri edicolanti. Le posso rendere direttamente?

Ho dei problemi anche con la fornitura dei quotidiani, per esempio oggi mi è arrivata una sola copia di Tutto Sport che viene acquistata tutti i giorni da un cliente e che mi viene richiesta il sabato da 3 clienti.

Per concludere, vi racconto quello che è accaduto pochi giorni fa con la De Agostini alla quale ho richiesto per un cliente l’invio di un’intera opera. Quando è arrivato il pacco prima di consegnarlo al cliente mi accorgo che mancano 3 numeri per il completamento dell’opera. La casa editrice mi informa che i numeri mancanti saranno inviati successivamente. È giusto secondo voi che martedì, sul prossimo E.C io anticipi 376.138 lire per un’opera incompleta che mi devo tenere in edicola e per la quale non so se, e quando, arriveranno i numeri mancanti?

Penso proprio che noi piccoli edicolanti di piccoli paesi siamo destinati all’estinzione.

L. Colangelo

Monteleone di Puglia (FG)

 

ü      1 – Presumo che la sua edicola sia aperta tutte le domeniche, altrimenti non so come potrebbe consegnare la resa del sabato, quando cioè usufruisce del regolare turno di chiusura per il riposo quattordicinale. In ogni caso, se me lo consente, questo non mi pare un grande problema.

ü      2 – No.

ü      3 – Contatti l’ufficio diffusione delle case editrici interessate, richiedendo un loro fermo intervento.

ü      4 – No, è una forma surrettizia di appropriazione.

ü      5 – Non conosco il suo potenziale di vendita, ma veda la risposta al numero 3.

ü      6 – Sì, perché senz’altro saranno deteriorate dai seguenti ricicli e, quindi, di fatto invendibili.

ü      7 – Per quanto riguarda l’ultimo quesito, le suggerisco di rendere l’opera mancante dei tre numeri, invitando la De Agostini a inviarle l’opera solo quando sarà completa.

ü      Sarà contattato dal nostro responsabile di zona più vicino, alla ricerca di una soluzione ai suoi problemi.

 

COPIE RIDOTTE SENZA MOTIVAZIONE

Vorrei sapere se è possibile adire per vie legali in merito al fatto che, in un qualsiasi momento, mi vengono ridotte le copie di raccolta dei fascicoli dal n. 5 in poi, nonostante avessi già inviato preventivamente il numero preciso delle copie da conservarmi. Sapete benissimo i sacrifici che si fanno in un’edicola ed è un peccato perdere di immagine e serietà nei confronti del cliente che non conosce la trafila dei rifornimenti.

N. D. S.

San Severo (FG)

 

È possibile fare quanto lei chiede, anche se non penso ne valga la pena.

Le suggerisco di contattare direttamente gli uffici diffusione delle case editrici interessate, esponendo il problema. Se vi saranno colpe da parte del suo distributore, queste verranno certamente valutate al fine di ottimizzare la diffusione delle opere in oggetto.

 

PROBLEMI DI RIFORNIMENTO

Vi scrivo per sapere se c’è una soluzione al nostro problema. Sono nove mesi che abbiamo un chiosco per la vendita di giornali e riviste e da subito ci siamo accorti che il nostro distributore ci creava una serie di problemi. L’insufficiente fornitura di tutti quei settimanali di più larga diffusione e la sospensione nella consegna di opere quindicinali che, lasciate a metà ci creano, oltre al superlavoro di dover richiedere puntualmente gli arretrati, una perdita considerevole nelle vendite, e di tutte quelle riviste con gadget di cui, quando siamo fortunati ne arriva solo una. Per non parlare dei molti errori nei calcoli delle bolle e delle fatture che dobbiamo quotidianamente controllare.

Alle nostre continue sollecitazioni ci rispondono di non esser in grado di soddisfare le nostre esigenze per mancanza di copie. Vi chiedo se c’è un rimedio a questa situazione. La nostra è una piccola attività con un discreto potenziale di vendita e come tale va curata e fatta crescere tutti i giorni, ma non certo in questo modo. Sono problemi che hanno anche altri edicolanti della zona, ma nessuno oltre a parlarne se ne interessa più di tanto.

G. C. – Montefalco (PG)

 

Suggerisco anche a lei di contattare le case editrici interessate, perché queste possano valutare se vi siano colpe, o carenze, da parte del suo distributore locale. In ogni caso sarà contattato dal nostro responsabile d’area che valuterà, insieme a lei, la situazione per trovare i correttivi necessari.

 

IL DISTRIBUTORE NON ACCETTA L’ASSEGNO DEL BANCO POSTA

Ho una rivendita di giornali rifornita da un’agenzia di Potenza che accetta il pagamento dell’E.C solo tramite assegno circolare bancario. Gli ho fatto presente che posso pagare soltanto con l’assegno del Banco Posta perché nel paese non esiste alcuna banca, ma non ne vuol sapere. Così, ogni settimana, devo recarmi a Potenza per fare il pagamento. È giusto tutto ciò visto che il Banco Posta è accettato da tutti i fornitori del mio bar? Cordiali saluti.

M. R. – Brindisi di Montagna (PZ)

 

Premesso che in un rapporto commerciale tra due parti, i sistemi di pagamento devono essere concordati, se il rapporto che intercorre tra lei e il suo distributore locale è consolidato, ritengo sciocco il sistema di agire del suo fornitore ma, siccome a volte è difficile fare guerra alle sciocchezze, le suggerisco di recarsi nell’ufficio postale del suo paese dove, proprio grazie alla modernizzazione in corso, è possibile farsi emettere assegni circolari che hanno tutela pari a quelli bancari.

 

COME POSSO CAMBIARE IL DISTRIBUTORE?

Possiedo un chiosco alla periferia di Roma gestito con una miriade di problemi tutti legati a un cattivo servizio del mio distributore. Per esempio non mi vengono conteggiate alcune delle pubblicazioni regolarmente fatte di resa per un importo che va dalle 1.000 alle 100.000 lire al giorno per cui all’arrivo dell’E.C settimanale, accorgendomi delle differenze negli importi resi, devo richiedere tutte le bolle della settimana in oggetto, verificare quali sono le pubblicazioni, conteggiarle e aspettare che mi vengano accreditate. Ci vuole comunque almeno un’altra settimana tra invio delle bolle varie, segnalazioni, telefonate in distribuzione e verifiche affinché la situazione settimanale sia conclusa e i soldi, regolarmente versati l’indomani dell’E.C, mi vengano riaccreditati.

Attraverso verifiche con i miei colleghi ho scoperto che questa è una pratica abituale e che alcuni di loro, pur di evitare l’enorme lavoro legato al lungo controllo settimanale accettano di pagare qualcosa in più nell’E.C. Inoltre, il servizio d’invio su mia regolare richiesta sia dei numeri arretrati che delle pubblicazioni nuove è pressoché inesistente costringendomi a un rapporto decisamente antiproduttivo con la clientela che pur di non chiedere una pubblicazione a me preferisce cambiare edicola o richiederla direttamente all’editore.

La mia richiesta è la seguente: è possibile cambiare distributore a favore di uno che presta servizio a partire dalla zona centrale di Roma fino a un edicola che si trova a meno di 1 km da me o mi devo proprio rassegnare a questo “scomodo monopolio”? Se è possibile come devo operare? Grazie e complimenti.

A. G. – Roma

 

In linea di massima, quanto lei richiede non è possibile anche se situazioni logistiche come la sua, in numero molto limitato nel tempo, hanno avuto la soluzione da lei auspicata.

Sarà contattata dal nostro responsabile di zona, che potrà verificare i disguidi evidenziati, aiutandola a trovare una soluzione.

 

L’AUTORIZZAZIONE CHE DANNEGGIA UN EDICOLANTE

Dal 1968 sono titolare di un’edicola in un paese di 900 abitanti in provincia di Nuoro. Il comune ha rilasciato l’autorizzazione per la vendita dei quotidiani a un bar arrecandomi così un enorme danno. Il paese è piccolo e di giornali se ne vendono pochissimi. Vi chiedo se è possibile fare qualcosa in merito.

F. C. – Austis (NU)

 

Due rivendite di giornali in un paese di 900 abitanti, sono una cosa assurda. Sarà contattata dal nostro responsabile di zona a lei più vicino, per poter valutare la situazione ed, eventualmente, intervenire sul Comune.