Ma dopo il Piemonte,
primo a prendere una posizione ufficiale, vediamo come si stanno muovendo le
altre Regioni facenti parte della commissione interregionale (vedere Azienda
Edicola n.1).
La Liguria
è capofila in materia della commissione interregionale per il settore commercio
e, in questo ruolo, ha avuto colloqui diretti con il Ministero per le Attività
Produttive per fissare l’atteso incontro chiarificatore sulla vicenda della “circolare
Marzano” del 28 dicembre scorso.
“Come capofila
della commissione, abbiamo condotto le trattative con il ministero – spiega Serenella
Milia, funzionario responsabile del settore commercio –. Nel frattempo
alcune Regioni hanno provveduto a inviare note informative ai comuni di loro
competenza per invitarli a non prendere iniziative in attesa del chiarimento
richiesto. Siamo in una fase interlocutoria in cui non dare disposizioni
ulteriori è l’unico modo per non aggiungere confusione a una situazione già
poco chiara. Questa è la nostra linea sia come capofila della commissione che
all’interno della nostra Regione”.
Tra le prime
Regioni a effettuare comunicazioni ai comuni di propria competenza troviamo Veneto
e Campania. “Il Veneto partecipa al coordinamento interregionale ed è molto
critico sul carattere estensivo della circolare Marzano che porta a seri
problemi di operatività alle Regioni nella formulazione dei loro piani previsti
dal decreto legge n.170 – commenta Michele Marcucci della direzione
dell’assessorato al commercio –. In una nostra prima comunicazione abbiamo
informato, delle nostre incertezze i comuni, l’Anci (Associazione Nazionale
Comuni Italiani) e le associazioni di categoria, e li abbiamo invitati a non
prendere iniziative sui piani di localizzazione”. Nel documento della Regione
Veneto si sottolinea la sostanziale difformità della circolare ministeriale del
28 dicembre rispetto a quanto contenuto nel decreto legislativo di attuazione
della riforma e si ribadisce la competenza esclusiva delle Regioni in materia.
Sono riaffermati, poi, altri punti come la preventiva autorizzazione comunale
per ogni attività di vendita, il cui rilascio deve avvenire in ragione di
determinati parametri.
Viene ricordato,
inoltre, che entro il 29 maggio prossimo è obbligatoriamente prevista
l’adozione dei piani di localizzazione dei comuni e si invita, per ora, a non
rilasciare nuove autorizzazioni in attesa di comunicazioni future.
In una seconda
nota affermeremo come nell’operatività ci si debba discostare dalla circolare
ministeriale del 28 dicembre – spiega ancora Michele Marcucci –.
Proseguiremo poi nei lavori per gli atti di indirizzo del piano regionale con
incontri con le associazioni di categoria e gli editori”.
Anche la Regione
Campania ha emesso una propria comunicazione indirizzata ai Comuni per far
chiarezza sull’applicazione del decreto legge n.170.
“Dopo un tavolo
di concertazione, il cui primo incontro si è svolto il 20 febbraio scorso, è
stata emanata dall’assessore regionale al Commercio, Gianfranco Alois,
una nota informativa con i primi indirizzi ai comuni in parallelo a quanto
affermato dal decreto legge 170 e non prendendo in considerazione la circolare
ministeriale del 28 dicembre, che va contro a quanto legiferato in precedenza e
alle competenze regionali – afferma Giovanni Miele, funzionario
dell’assessorato regionale al commercio –. Per esempio, la Regione Campania ha
invitato i comuni alla concessione delle licenze ai punti vendita che hanno
effettuato la sperimentazione e non a quelli che hanno solamente dato
comunicazione, come affermato invece nella circolare ministeriale – conclude Miele
– La nostra Regione prosegue, poi, il suo impegno nel gruppo di lavoro
interregionale che definirà gli indirizzi precisi per i piani di
localizzazione”.
Sono molte le
Regioni che attendono l’incontro richiesto dalla commissione interregionale con
i rappresentanti del Ministero delle Attività Produttive.
“La Regione va
avanti in attesa di una legge che nasca dal gruppo di lavoro nazionale –
commenta Giustino Ranieri, dirigente del settore commercio e industria
della Regione Calabria –. Quando tutto sarà chiarito potremo emettere
una circolare definitiva; intanto stiamo preparando un documento che consenta
l’esercizio di vendita a chi abbia realmente effettuato la sperimentazione. È
chiaro che la circolare del 28 dicembre ha spiazzato le regioni che stavano
preparando i loro piani da far applicare ai comuni”.
Anche la Toscana
prosegue il suo cammino unitariamente alla commissione interregionale e per
questo ha formulato un invito a non prendere iniziative: “Abbiamo inviato una
lettera ai comuni invitandoli a non emanare alcun provvedimento in attesa
dell’incontro richiesto con il ministro Marzano – ci spiega Paola Frontini,
dell’assessorato regionale al commercio –. Lavoriamo intanto sulla bozza del
piano regionale e insieme alle altre regioni stiamo effettuando le valutazioni
sulla griglia dei principi da seguire per questo provvedimento”.
In Abruzzo
la circolare del 28 dicembre ha bloccato tutto: “Il 27 marzo si è tenuto un
incontro con tutte le categorie interessate: editori, distributori e
rappresentanti degli edicolanti. L’obiettivo era quello di confrontarsi con le
parti per discutere delle prospettive per arrivare a proporre, poi, atti
definitivi e ufficiali – dichiara Mario Di Nizzio, dirigente del
servizio commercio –. La circolare del ministro Marzano presenta contraddizioni
con il precedente decreto legislativo n.170. I comuni si erano attivati con una
propria pianificazione, ma ora tutto va rivisto nell’ottica di questa
confusione creatasi con il documento del 28 dicembre”.
Anche in una
piccola realtà a statuto speciale come la Valle d’Aosta tutto è fermo:
“Il nostro compito, di predisporre una normativa regionale, è bloccato in
attesa dell’incontro richiesto dalla commissione ai dirigenti del ministero –
risponde Stefano Ferrero dell’ufficio turismo e commercio –. Abbiamo
rinviato ogni tipo di decisione e provvedimento dopo aver ravvisato l’incongruenza
tra circolare ministeriale e decreto legge”.
Alcuni indirizzi
di massima, in attesa della predisposizione del piano regionale per la
localizzazione dei punti vendita, potrebbero essere dati nei prossimi mesi
anche dalla Regione Lombardia come anticipato nel numero scorso di Azienda
Edicola (n.1/2002, – ndr).
In Emilia
Romagna qualcosa si sta muovendo in queste settimane. Gli indirizzi
regionali, per la predisposizione da parte dei comuni dei piani di
localizzazione dei punti di vendita esclusivi della stampa quotidiana e
periodica, sono al vaglio della commissione consigliare commercio. L’iter
burocratico prevede poi il passaggio del documento alla discussione e
approvazione del consiglio regionale.
Nelle Marche,
l’assessorato regionale al commercio ha ricevuto i dati di vendita dai
distributori e li ha trasmessi ai comuni per una verifica. Un primo passo che
servirà per poi predisporre una bozza di piano di localizzazione rispettando i
criteri di legge. Alla Regione Lazio si è svolta una riunione lo scorso
19 marzo e ora l’assessorato al commercio invierà un’informativa ai Comuni con
le indicazioni per i piani di localizzazione. Il documento, che tiene ben
presente il ruolo e le competenze regionali, passerà poi al vaglio della giunta
laziale.
Realtà locale
diversa è quella del Friuli-Venezia Giulia che, grazie al suo statuto speciale,
si è già mosso in anticipo rispetto al resto d’Italia.
Con una delibera
della Giunta Regionale (n.2334 del 13 luglio 2001) pubblicata sul Bollettino
Ufficiale del Friuli- Venezia Giulia del 10 ottobre 2001 è stato adottato
l’atto di indirizzo attuativo del dlg. 170. Il decreto nazionale trova
immediata applicazione anche nell’ordinamento del Friuli Venezia Giulia, in
quanto contenente una normativa organica che disciplina ex novo il sistema di
diffusione della stampa, e pertanto tale normativa assume la valenza di riforma
economico sociale, con l’esclusione però delle parti riguardanti la cosiddetta
sperimentazione, poiché la medesima è rimasta “lettera morta per quanto
concerne il territorio” della Regione (come da sentenza TAR Friuli-Venezia
Giulia n.138/2000). La sperimentazione non ha infatti interessato questa zona
del Nord-Est perché non recepita come legge regionale in una realtà a statuto
speciale. Nella circolare del 10 ottobre scorso il Friuli-Venezia Giulia
disciplina invece l’attività dei punti vendita esclusivi e non, la vendita
stagionale e su aree pubbliche (ambulanti) e definisce i piani di
localizzazione e i criteri seguiti per le concessioni. Si fissano infatti le
distanze minime tra le rivendite e le discrezionalità ai comuni di ampliarle in
presenza di opportune motivazioni.
Anche la Puglia
sta lavorando per predisporre la propria bozza di piano regionale. “Abbiamo
tenuto nelle scorse settimane una riunione con le associazioni di categoria per
verificare la possibilità di emanare una nota di chiarimento dopo la circolare
esplicativa del 28 dicembre scorso – commenta il funzionario del settore
commercio della Regione Puglia, Teresa Lisi –. Si sono volute recepire
le esigenze degli edicolanti e, in una prossima riunione, saranno ascoltati
anche i rappresentanti dei comuni che debbono rilasciare le licenze di vendita
ai punti vendita esclusivi e non.
Intanto
continuiamo a stare in linea con le altre regioni in attesa dell’incontro
auspicato con i vertici ministeriali. Purtroppo – conclude il funzionario
pugliese – le associazioni di categoria non concordano fra di loro: gli editori
si sono detti favorevoli all’applicazione della circolare ministeriale Marzano,
i sindacati invece no.
Dovremo perciò
seguire un delicato percorso che ci possa portare a una bozza che regoli i
piani di localizzazione regionali”.