Proteste inascoltate? Interviene l’avvocato
S.Benedetto/Tronto,
27 aprile
2002
• Spett.le
AZIENDA EDICOLA,
In relazione
all’articolo pubblicato sul n.1 di Azienda Edicola di febbraio-marzo 2002 nella
rubrica “L’esperto risponde”, facciamo presente che il sindacato SNAG –
aderente alla Confcommercio locale – si è più volte attivato al fine di
risolvere problematiche in essere con l’agenzia di distribuzione Morresi.
Purtroppo, nonostante le ripetute sollecitazioni, a tutt’oggi, non si è addivenuti ad alcuna risoluzione e, pertanto, vi inviamo copia della lettera di diffida da parte dell’avvocato della nostra Associazione inviata al distributore, in attesa di ottenere concrete risposte alle lamentele degli edicolanti.
Restando a
disposizione per ulteriori chiarimenti e, ringraziando fin d’ora per la
collaborazione prestata, vi invitiamo a pubblicare questa nostra precisazione,
e vi porgiamo cordiali saluti.
Maria
Angelotti
Ascoli
Piceno,
11
marzo 2002
• Spett.le
Agenzia Morresi – Fermo
e per
conoscenza
• Fieg –
Milano
• Anadis –
Milano
• Snag –
Milano
• A & G
Marco – Milano
• Mondadori –
Segrate (MI)
• Messag.
Periodici – Milano
• Parrini
& C. – Roma
• Sodip –
Milano
• Deadis –
Novara
• Rcs
Diffusione – Milano
• Il
Messaggero – Roma
• A. Pieroni
– Milano
• Il Sole 24
Ore – Milano
• Corriere
Sport – Roma
• La Stampa –
Torino
• Poligrafici
Edit.le – Bologna
• Erinne –
Milano
• Azienda
Edicola – Milano
In nome e per
conto delle rivendite di giornali e riviste operanti nell’area di distribuzione
di San Benedetto del Tronto (AP) e comuni limitrofi, le quali sottoscrivono a
ogni effetto di legge, faccio seguito alla precedente missiva già inviata dai
miei assistiti che si rimette in copia, per evidenziare e lamentare il generale
disagio creato dalle modalità operative della sua agenzia di distribuzione e in
particolare:
ü
Gli
estratti conto settimanali di ciascuna rivendita non sono correttamente
quantificati e, naturalmente, le differenze sono sempre a favore del
distributore;
ü
contrariamente agli accordi sindacali le
pubblicazioni da richiamare in resa non vengono ritirate nei termini e,
addirittura, rimangono in giacenza presso le rivendite per più mesi
determinando comprensibili e gravosi problemi economici e logistici;
ü
le rivendite vengono rifornite senza un
corretto criterio e non rispettando l’effettiva esigenza e potenzialità di
vendita della rivendita stessa, determinando aggravi di spese e, quindi, minore
disponibilità economica;
ü
con preoccupante assiduità vengono
sospese le distribuzioni agli edicolanti, con motivazioni assurde e
ingiustificate, in occasione di contrasti determinati dalla non corretta
operatività dell’agenzia di distribuzione sopra evidenziata.
Peraltro le problematiche prospettate si riscontrano esclusivamente con la sua agenzia e, nonostante le ripetute sollecitazioni, richieste e tentativi di incontro, non si è riusciti ad arrivare alla soluzione del problema o, comunque, a un accordo.
Pertanto debbo
invitarla e diffidarla all’immediato e completo rispetto delle normative di
legge e degli accordi sindacali in essere tra agenzie di distribuzione ed
edicolanti.
In mancanza,
gli edicolanti mio tramite si attiveranno nelle forme di legge che riterranno
opportune.
Distinti
saluti.
Avv.
Walter Gibellieri
+ le firme
di 43 rivenditori
di
giornali
Basta con le offerte del Messaggero!
Castiglione
del Lago (PG),
26
febbraio 2002
• SINAGI –
Perugia
e per
conoscenza:
• AZIENDA
EDICOLA – Milano
• Ag.Umbra Dis.
Stampa di Conti – Ponte S.Giovanni
Le edicole Peccetti, Bannella, Bradanini di Castiglione del Lago (PG) vogliono evidenziare la continua “offerta” del Messaggero al prezzo irrisorio di 0,52 Euro che, inziata per durare solo qualche giorno, persevera ormai da quasi 5 anni e questo prezzo è rimasto invariato nonostante l’aumento degli altri quotidiani.
Il perdurare
di tale iniziativa penalizza notevolmente gli incassi giornalieri che,
nell’arco dell’intero anno, si riducono in modo elevato.
Riteniamo opportuno
un Vostro intervento, sollecitando la partecipazione delle EDICOLE UMBRE e
delle testate regionali, tale da porre termine all’offerta del Messaggero.
In attesa di
una Vostra pronta risposta.
Annamaria
Peccetti,
Luigi
Banella,
Al supermercato non c’è. Dunque
neppure in edicola!
• Spett.le
Azienda Edicola,
(…) Il mercato dell’editoria periodica è in continua flessione e, a dimostrarlo, sono i dati sulle vendite pubblicati sul numero 5 (ottobre/novembre 2001).
Personalmente
credo che dipenda da troppi fattori: il prezzo di copertina, la voluminosità
dei giornali, i gadget sempre uguali, troppa offerta televisiva e, anche, una
scarsa propensione alla lettura dell’italiano. In ultimo: la sempre, eterna,
cattiva, distribuzione.
La trovata,
quindi, di allontanare il lettore dalle edicole ha aiutato non poco ad arrecare
altro danno. Nelle edicole il lettore trova moltissime testate, a centinaia;
nei punti alternativi le testate presenti sono poche e selezionate (dal gestore
del punto alternativo o da chi per lui), così, il cliente compera ciò che trova
ma non vede altre testate che, per affinità o curiosità, potrebbero
interessargli.
Personalmente
ho constatato, che, mentre per i quotidiani, il calo è stato contenuto, per
certe testate, nella mia edicola, il calo è a volte del 50%! Esempi? Prima
della nuova “era” (premetto che sono in periferia) di Sorrisi e Canzoni
vendevo mediamente 90 copie settimanalmente, ora raramente ne vendo più
di 50. La Settimana Enigmistica: mai sceso sotto le 70 copie, ora
raramente ne vendo più di 50.
Topolino,
dalle 10 alle 15 copie settimanali, sono sceso a quattro o cinque! Mi fermo qui.
Vi racconto
un aneddoto. Un mio cliente, appassionato di motociclette, alcuni anni fa, mi
chiese di riservargli una copia di un mensile sul suo argomento preferito, e,
magari, di darla alla moglie quando veniva a prendere il quotidiano. La moglie,
me ne accorsi quasi subito, non doveva essere molto contenta di quella passione
del marito, perché aveva sempre una scusa per rimandare l’acquisto. Poi la
cliente sembrò sparire. Non doveva certo rendere conto a me dei suoi movimenti:
avevo solo perso una vendita. Mesi dopo, il marito, forse in ferie, venne a
comperare il solito quotidiano e, istintivamente, guardò verso il punto dove
tengo le riviste motoristiche e vide quella che leggeva con piacere.
Acquistandola, mi chiese se era tornata in edicola. Risposi che non era mai
mancata. Il cliente disse allora: “Mia moglie era certa che, non vedendola
esposta, la rivista avesse chiuso”.
Ne deduco che
gli acquisti di giornali, la signora li facesse, ormai, tutti al supermercato.
Certo, è solo
un episodio, però fa pensare: quante vendite mancheranno perché quella tal
rivista, al supermercato non c’è e pertanto non viene “vista” e, quindi, non
più cercata neppure in edicola?
Termino con
una vicenda molto personale. Da oltre cinquant’anni la mia famiglia gestisce
una rivendita di tabacchi; anni fa volevo un negozio più grande per sistemarla
meglio; l’edicolante che era a pochi passi dal mio negozio, decise di ritirarsi
e io presi al volo l’occasione di inserire la vendita dei giornali nelle mie
attività, approfittando così di un negozio più grande. Ora è arrivato il mio
momento di ritirarmi. Ho due figlie che sarebbero disposte a gestire la
tabaccheria, ma mi hanno posto una condizione: che mi liberi dell’edicola. Sono
giovani e a loro pesa il lavoro domenicale, le ore di sonno perse, il fatto che
la sera non possono andare a ballare perché al mattino devono comunque alzarsi
molto presto, ecc.
Ho provato a
spargere la voce che sono disposto a cedere la licenza (si può ancora dire così
ora?) per l’edicola, ma nessuno si fa avanti; forse alcuni dei motivi sono gli
stessi delle mie ragazze. O sono altri? Senza dimenticare il punto alternativo
(il supermercato) a meno di duecento metri…
Così, si fa
sempre più credibile la possibilità che rinunci volontariamente all’edicola
che, fino a tre anni fa era in continua ascesa d’affari (in quindici anni di
lavoro sono riuscito a far crescere il fatturato dagli iniziali 22 milioni a
330 milioni; e ora in meno di tre anni, sono sceso a 270! Quindici anni di
lavoro e una perdita secca di almeno 50 milioni! Bell’affare l’edicola!
Una precisazione da Bari
• Spett.le
Azienda Edicola – Milano
con riferimento a quanto riportato a pagina 9 dell’ultimo numero (n.1/2002 – ndr) del vostro giornale, relativamente alla lettera del collega V.F. di Modugno (BA), ci preme precisare quanto segue:
-
l’autorizzazione amministrativa di cui si fa cenno è stata rilasciata dal
Comune di Modugno prima del 28 dicembre, data di emanazione della circolare
Marzano;
- l’esercizio
commerciale interessato non ha mai aderito alla sperimentazione;
- il collega
V.F. è stato da noi informato del fatto, unitamente ad altri colleghi, prima
ancora che tale esercizio fosse attivato. Lo stesso collega ha partecipato a
uno dei tre incontri che il nostro sindacato ha avuto con l’assessore
competente;
- il ricorso
al TAR Puglia è stato già presentato, a firma di V.F. e di altri due colleghi
di Modugno, e le relative spese sono state interamente assunte dal SINAGI di
Bari.
Certi di aver
chiarito alcuni aspetti della vicenda narrata dal nostro collega di Modugno, vi
ringraziamo anticipatamente per l’ospitalità che vorrete concederci sul vostro
giornale.
Cordiali
saluti.
Segretario
Generale – SINAGI
Ferie: un diritto sacrosanto
Gentile
Direttore,
mi rivolgo a
Lei dopo aver letto l’articolo “In vacanza, tutti ammalati” apparso sul numero
6 dicembre/gennaio 2002 della rivista da Lei diretta.
Sono un
edicolante di Torino ed essendo solo a gestire il negozio, mi ritrovo ad aprire
l’edicola alle ore 5,30 e a chiuderla alle ore 19,30 (quando va bene) facendo
orario continuato. Sono aperto a domeniche alterne.
La prima
domanda che mi viene da porre al giornalista che ha scritto l’articolo è a
quanti giorni di ferie retribuite ha diritto, di quanti giorni lavorativi è
composta la sua settimana, se il 25 aprile o il 1° maggio sono giorni festivi
(retribuiti), come per gli altri lavoratori, magari da trascorrere con la sua
famiglia.
Sono
d’accordo che nessuno mi obbliga a fare questo lavoro, ma anche i lavoratori,
che nel primo novecento non avevano alcun diritto, adesso hanno dei ritmi di
lavoro un po’ più umani. Forse gli editori e i distributori potrebbero mediare
un po’ di più con gli edicolanti e venire incontro anche alle loro esigenze.
Tengo a
precisare che per quanto riguarda la diffusione delle riviste nei periodi
estivi non siamo noi edicolanti a creare squilibrio, ma è la rete distributiva
che taglia gli invii nelle grandi città, senza tenere conto che ormai, nel
mondo del lavoro, si è indirizzati verso le ferie scaglionate e pertanto ci si
ritrova senza riviste già alla fine della mattinata dell’invio, con grave danno
per i cittadini. Penso che, chi come me si fa 14 ore in piedi abbia diritto ad
almeno tre settimane di ferie, senza dover ricorrere, come a scuola, “alla
giustifica firmata dai genitori”! Ringrazio per l’attenzione che vorrà
riservare a questo mio “sfogo”, e invio cordiali saluti.
Marco M.
Dove sono finiti gli ispettori?
26
febbraio 2002
• AZIENDA
EDICOLA – Milano
Chi vi scrive è un giovane edicolante, subentrato ai genitori che acquistarono la licenza nel lontano 1960, e posso dire che dentro l’edicola ci sono cresciuto.
Ricordo con
grande piacere gli ispettori di quotidiani e riviste che mi lasciavano regali
come palloni con la scritta Rusconi, oppure magliette firmate La
Nazione e così via…
Le visite
degli ispettori di zona erano frequenti e si poteva sviluppare un certo sistema
di lavoro.
E adesso?
Sono circa cinque anni che non vedo più nessuno perché loro se ne stanno lì
seduti a sviluppare i dati che il computer gli dà. E intanto le vendite di
quotidiani e periodici, secondo quanto riporta Italia Oggi, scendono.
(…) I signori
ispettori devono ritornare ad avere un rapporto con le edicole perché solo
attraverso i nostri commenti possono cercare di migliorare un sistema di
vendita. Ispettori lasciate il computer e fate da tramite fra noi e gli
editori: è troppo facile digitare dei dati senza sapere perché in quella
edicola ci sono stati dei cali di vendita o altri problemi.
Regolatevi,
perché si tratta anche del vostro lavoro.
Grazie,
sperando che questo mio sfogo sia salutare per tutti, vi ringrazio.
Roberto
Peccetti
Castiglion del Lago
Chiodi d’epoca18 febbraio
2002
• Spett.le
Azienda Edicola,
vista la
tipologia dei collezionabili di cui ci sommergono gli editori (soprattutto
negli ultimi tempi) e considerato l’interesse che solo le prime uscite
suscitano nella schiera dei lettori, vi invio in anteprima assoluta, la prima
uscita della prossima opera. Se volete potete pubblicarla, oppure no, tanto
sarà supportata da una massiccia campagna di spot in TV.
Notate bene
le dimensioni del
cartone di supporto che mira a far sì che l’edicolante, più
che in un chiosco, stabilisca la sua rivendita in un capannone. Cordiali
saluti.
Cianci (firma non leggibile) – Edicolante
pazzo
P.S. – Ah,
dimenticavo! Come al solito, nel caso che il gadget sia fissato a destra sul
supporto di cartone, il foro per appenderlo sarà praticato rigorosamente a
sinistra: Se invece il gadget è al centro, il foro sarà praticato
indifferentemente a destra o a sinistra, in modo che una volta appeso non stia
mai diritto, in modo che l’edicolante (come faccio io) possa dotarsi di un
perforatore e praticare un nuovo foro in posizione corretta. Naturalmente per
questa pratica riceverà un sovrasconto di e 0,00000001 per ogni foro, grazie al
quale si pagherà le ferie.