...e in vacanza
pensiamoci sopra!

 
Armando Abbiati
Presidente Nazionale 
SNAG–Confcommercio

ARMANDO ABBIATI - Presidente Nazionale SNAG - Confcommercio

 

Questo editoriale sarà diverso dal solito perché ho deciso che, dopo avere bersagliato per anni editori e distributori, sia ora il momento di prendere di mira anche voi, cari amici e colleghi, mettendo – è naturale – nel gruppo anche me che sono, prima di tutto, un giornalaio proprio come voi. Già mi immagino i vostri commenti, ma credetemi, abbiamo tutti bisogno di una certa sferzata. Sono anni, ormai, che si parla di informatizzazione, tutti la auspicano come fosse, giustamente, la panacea che risolverà buona parte di molti dei nostri guai, però i computer in edicola sono ancora pochini. Come se, in attesa di INFORIV che prima o poi arriverà, non fosse già possibile utilizzare qualche programmino che consenta di gestire con più facilità l’edicola e, nel frattempo, prendere familiarità, con tasti, vocaboli misteriosi, mouse e quant’altro. Oggi esiste una vasta gamma di portatili e non, a prezzi decisamente interessanti, fra cui scegliere quello più confacente alle nostre esigenze. E se noi possiamo trovarci imbarazzati di fronte a giga, mega, bit e altre strane diavolerie, di certo, qualcuno dei nostri figli (anche se giovanissimo) saprebbe consigliarci al meglio. Con un PC in edicola, al semplice costo di una telefonata, ci si può poi collegare con Internet grazie al quale non soltanto si possono raggiungere editori e in alcuni casi distributori, ma si può scoprire un mondo ricchissimo di informazioni, si può dialogare con altri colleghi, senza contare la possibilità di essere sempre in contatto con il proprio sindacato e, non ultimo, recuperare – attraverso un semplice clic – una risposta del commercialista o dell’avvocato, pubblicata su Azienda Edicola anche di qualche anno fa. A ciò si aggiunga, poi, che l’acquisto del computer rientrerebbe nella nuova Finanziaria e, dunque,il suo costo andrebbe detratto dalle tasse. Invece no. Si aspetta. E questo non è davvero un segno di disponibilità e lungimiranza, qualità che dovrebbero caratterizzare il rivenditore di giornali di questo nuovo millennio. Le nostre edicole, generalmente, sono piccole, non riusciamo ad avere il permesso di allargarci.

I giornali se ne stanno ammassati in pigne disordinate. Però, spesso e volentieri, le vetrine laterali o posteriori del nostro chiosco sono semi vuote. Perché? Perché, per vari motivi, sovente siamo impossibilitati ad aprire le porte esterne, perché tanto – pensiamo – lì nessuno guarda le testate che sono esposte, perché bisognerebbe tenere puliti i vetri e via dicendo. Per non dire, poi, dell’eventualità che una rivista messa sul retro rischi di essere “dimenticata” al momento della resa. (Editori, figuratevi che bello è lavorare sempre con questa angoscia: quella del distributore che ci cura a vista per il solo gusto di farci perdere una copia!). Però, quello di cui non ci ricordiamo così facendo è, invece, che una edicola ben attrezzata, pulita e luminosa attira anche da lontano il lettore più distratto e che costringere un cliente a farne il giro, per cercare nelle vetrine la pubblicazione che vuole, può indurlo a scoprirne delle altre favorendo, così, il famigerato acquisto d’impulso di cui tanto “blaterano” i nostri editori. Tempo ne abbiamo poco, pochissimo. Ma non sempre è vero. Ci sono momenti, forse pochi, in cui l’impegno è solo quello di guardare fuori dal nostro “buco” inseguendo chissà quali pensieri. E se pensieri devono essere, ecco un piccolo vademecum che forse ci farà fare qualche passo avanti:

• Io penso prima alle vendite e dopo agli invenduti

• Io penso prima alle vendite e dopo al rischio

di furto

• Io penso prima alle venditee dopo agli aspetti

pratici

• Io scelgo la collocazione dei titoli per vendere

e non solo per ritrovarli al momento della resa

• Io scelgo il posizionamento delle testate

per venderle e non solo perché “lì ci stanno”

• Io vendo ai clienti: sono loro che mi fanno vivere.

 

Ancora una cosa: non si può sempre ritenere che sia solo il sindacato a doverci tutelare, difendere, e sia solo lui a dover risolvere tutti i nostri problemi. Siamo noi il sindacato, noi che dobbiamo farci parte diligente e conoscere diritti e doveri. Noi non siamo dei dipendenti, ma dei piccoli imprenditori che di questi hanno, comunque, minori rischi e impegni.

È vero, non possiamo scegliere (per ora) le testate da vendere, né il loro prezzo e, in alcuni casi, neppure i loro quantitativi. Ma di certo possiamo darci da fare per cercare di conquistare nuovi clienti. Ognuno di noi si trova da anni nel proprio chiosco che è lì, sempre nello stesso posto. Dovremmo, dunque, essere al corrente di ogni ufficio, negozio, tipologia di clientela che ci circonda e sapere (privacy permettendo) tutto di tutti. Dovremmo conoscere i gusti più reconditi dell’avvocato con barbetta, del giovanotto palestrato, della bionda sui trampoli e della massaia sempre indaffarata. Quante volte ci è capitato di suggerire loro un’altra testata in aggiunta a quella che acquistano abitualmente, o soltanto una volta ogni tanto? Eppure anche i farmacisti hanno imparato a offrirci un prodotto da banco o una schiuma da barba quando ci consegnano il medicamento richiesto. Possibile che non si possa tentare di invertire la rotta cominciando a offrire, con più convinzione, il prodotto senza aspettare, soltanto, di vendere quello che ci viene richiesto?

Fra un mese, a Dio piacendo, cominciano le nostre sospirate ferie. Così, sono certo che riuscirete a meditare, mentre ve ne state in barca a pescare o sdraiati sotto a un pino, su queste mie parole.

E non potrete che dire: “Beh, forse sì, tutti i torti non ce li ha”. E allora, cari amici, buone vacanze. 

Io, nel frattempo, dovrò ripassarmi la lezione sul rinnovo dell’Accordo Nazionale. E questa, ve l’assicuro, è una lezione molto difficile da preparare. Fra le molte cose che dobbiamo ottenere, c’è anche il recupero di una fiducia nei confronti degli editori e verso i distributori che, stemperatasi negli anni,  abbiamo completamente perso negli ultimi tempi. Dobbiamo tutti insieme creare delle normative per affrontare serenamente il lavoro, che allentino le diffidenze e la tensione esistente. Ma, soprattutto, noi dobbiamo recuperare la “nostra immagine di clienti” quali effettivamente siamo. È il momento che qualcuno si accorga che esistiamo pure Noi.

I distributori siederanno, anche loro, al tavolo delle trattative. È poiché staranno seduti dalla parte degli editori dovranno assumersi, al momento opportuno, le loro responsabilità. Non sarà più possibile, per loro, affermare che con l’Accordo Nazionale non c’entrano nulla. All’Assemblea ANADIS  dal suggestivo logo “Sulla via della stampa”, io mi sono permesso di dire che spero che questa via non diventi per noi come la via di Fatima, che viene percorsa in ginocchio dai penitenti con la speranza di ottenere qualche “grazia”.

I pellegrinaggi si fanno soltanto in vista dei santuari.

Le nostre edicole stanno, invece, agli incroci delle strade e nelle piazze delle nostre città.

Buone vacanze a tutti e arrivederci a settembre.

Armando Abbiati

Presidente Nazionale SNAG-Confcommercio