Il mercato ha raggiunto un giro
d’affari di 609 milioni di Euro nel 2001.
Si allarga il bacino di utenza, calano i prezzi e l’edicola mantiene, sostanzialmente, le sue posizioni
con buone prospettive per il
futuro.
Il Rapporto 2002
sullo stato dell’editoria audiovisiva in Italia, realizzato dalla Simmaco per
conto della UNIVIDEO ha presentato una serie di dati molto interessanti
evidenziando, fra l’altro, come le dimensioni che il fenomeno edicola ha in
Italia per i prodotti home video, siano sconosciute sugli altri mercati europei
a eccezione della Spagna.
Il canale delle
edicole ha, fra l’altro, svolto la funzione di catalizzatore accelerando la
modernizzazione del punto vendita, l’allargamento della domanda e la naturale discesa
del prezzo delle videocassette.
Le tipologie di
prodotto offerto sono diverse e in costante evoluzione: la diminuzione dei
prezzi delle novità in VHS introduce, poi, la possibilità di utilizzare le
nostre rivendite in maniera innovativa, inserendo prodotti di più alta qualità
rispetto al passato.
In Italia, il
mercato dell’home video è caratterizzato da due prodotti: il VHS ormai
ampiamente diffuso e il DVD in fase di sviluppo.
Il giro d’affari
maturato nel corso del 2001 è stato di 609 milioni di Euro con un aumento del
4% dei volumi complessivi. Positiva è stata la performance del DVD che ha visto
salire il valore di mercato con un fatturato di 115 milioni di euro rispetto ai
185 del VHS. L’aumento del giro d’affari
complessivo è del 7,4% rispetto all’anno precedente.
Dall’analisi
della domanda emerge che il parco installato di lettori DVD al 31 dicembre 2001
in Italia si è attestato su 605 mila pezzi (dato che è salito a 800 mila a fine
maggio 2002) con una crescita del 100% rispetto all’anno precedente. Sempre nel
2001 sono stati venduti più di un milione di videoregistratori per un totale
installato di 15 milioni di apparecchi: ciò significa che il 77% delle famiglie
che ha un televisore possiede almeno un videoregistratore.
I consumatori di
VHS realizzano grandi volumi di acquisti su un numero ristretto di titoli che
nel 2001 sono stati circa 7,5 milioni.
L’età media è di
40 anni anche se in tutte le fasce d’età c’è una distribuzione omogenea
dell’utente di software VHS.
Il numero di
acquirenti per il DVD è invece stimato intorno ai 985 mila individui, superiore
rispetto ai possessori, dato che una quota di acquisti è stata effettuata dai
vari componenti di una stessa famiglia e il disco digitale è stato spesso
scelto quale articolo da regalo.
Rispetto al VHS
i consumatori di DVD acquistano volumi più piccoli per titolo ma i loro
acquisti si concentrano su un numero maggiore di titoli.
Gli acquirenti
del DVD sono tendenzialmente maschi di 30 anni.
L’home video ha
fatto la sua comparsa in edicola nel 1988 con prodotti per bambini e film per
adulti, che rappresentavano allora la metà del fatturato sviluppato in questo
specifico canale. La costante crescita di volumi arriva nel ’94 a otto milioni
di videocassette vendute a fronte di un calo del prezzo passato dagli iniziali
10 euro ai 4-5 euro.
Dal ’94 arriva
in edicola una vera e propria rivoluzione con la diffusione delle videocassette
come gadget abbinati a quotidiani e riviste con la funzione di traino delle
vendite di quotidiani e periodici. Già nel ’96 si stimano 50 milioni di pezzi
venduti allegati ai giornali per 130 milioni di euro. Il fenomeno del gadget si
ridimensiona negli anni e i quotidiani nazionali abbandonano la forma di
promozione perché non più in grado di generare vendite aggiuntive.
(Ma, il 30
agosto, il Corriere della Sera è ripartito alla grande, offrendo il
lunedì e il venerdì (gli unici giorni senza “allegati”, Grandi Film a soli 3,50
euro in più).
La videocassetta
in edicola acquisisce, così, caratteristiche più specifiche di prodotto, escono
collane collezionabili con una proposta culturale originale, si sviluppano
prodotti audiovisivi a compendio di iniziative editoriali su carta stampata e
il prezzo tende ad allinearsi progressivamente con quello praticato dai
tradizionali punti vendita.
Dal ’96, alle
operazioni di rivitalizzazione del catalogo si aggiungono vendite a tappeto di
titoli top a distanza sempre più ravvicinata con i canali tradizionali. E in
presenza dello stesso prezzo finale, anche lanci contemporanei, con un
progressivo innalzamento della qualità del prodotto proposto.
Il volume delle
videocassette vendute in edicola cresce superando di 4 milioni di pezzi quanto
venduto nel normal trade (videoteche, grande distribuzione e canali minori),
aumento che sarà ancora più marcato nel prossimo anno.
La
commercializzazione di home video in edicola ha alcuni vincoli rispetto agli
altri canali di vendita: il primo è che l’atto d’acquisto è tipicamente
d’impulso, il consumatore si reca in una rivendita per acquistare un quotidiano
o un periodico e viene attratto dalla videocassetta o dal DVD. La seconda
caratteristica è la limitatezza dello spazio espositivo che determina un numero
ridotto di titoli e per un breve tempo.
Per evitare il
rischio di resi superiori al 50% si è determinato lo sviluppo di modalità di
presenza e di business in edicola molto differenti come i collezionabili e gli
allegati.
I collezionabili
VHS comprendono i prodotti tipici delle Grandi Opere, operazioni di
rivitalizzazione del catalogo Home Video e programmi televisivi come fiction,
culturali (La macchina del tempo) o intrattenimento (Quelli della
notte).
I segmenti
coperti dalle opere collezionabili comprendono Corsi, Bambini. Musica, Donna
(cucina e hobby), Tradizionale (enciclopedie mediche, scientifiche, ecc.),
Hobby (collezionismo, banconote, minerali, caccia e pesca, film).
Il segmento bambini è particolarmente adatto a sviluppare
un volume interessante di videocassette in quanto rappresentano il target più
forte di consumatori di VHS.
Per lanciare
questi prodotti e spingere il lettore all’acquisto si punta molto sul prezzo e
sulla pubblicità fatta sul primo numero in uscita per massimizzare le vendite,
dal momento che tra il lancio e il secondo numero vi è una perdita di
acquirenti fisiologica pari al 50%, e la quota di coloro che terminano la
collezione si riduce, di solito, a circa il 10-20%.
Normalmente per
i prodotti che fanno registrare discrete performance, si effettuano circa tre
rilanci che rimettono sul mercato il reso prodotto dalla prima uscita.
I prodotti
destinati ai bambini, che costituiscono un parco clienti che si rinnova
periodicamente, possono essere rilanciati anche un numero maggiore di volte,
come il caso di Esplorando il corpo umano, giunto ormai alla
quattordicesima riedizione.
Gli allegati a
quotidiani e periodici nazionali si presentano con due diverse tipologie:
Sono gli
allegati a testate di grande tiratura, godono di buona visibilità perché il
prodotto stampa è sempre ben esposto e funziona come cassa di risonanza che
amplifica la campagna pubblicitaria. E gli editori possono scegliere di
allegare il prodotto Home Video secondo due logiche differenti: traino della
testata e vendita di Home Video. Nel primo caso la funzione svolta dalla
videocassetta è di puro traino delle vendite di giornali, in modo simile alle
strategie di marketing sperimentate negli anni novanta. Nel secondo caso la
vendita della videocassetta, o sperimentalmente del DVD, configura un business
vero e proprio, nella misura in cui il margine realizzato sulla vendita
abbinata video+stampa, genera margini superiori alla vendita del semplice
giornale “nudo”.
L’operazione è
vantaggiosa e funziona quando la testata ha forte notorietà e conta su un ampio
bacino di lettori (500 mila per un quotidiano e 300 mila per un periodico).
L’incidenza dei resi ha un impatto economico di grande rilevanza, anche perché
l’operazione deve essere supportata da un lancio superiore ai 300 mila euro.
In questo senso
un risultato di 50% di reso a fronte di un venduto di 70/80 mila copie può
giustificare la validità economica dell’operazione.
Sono prodotti
che possono realizzare buone performance in edicola con prodotti molto mirati e
destinati ad acquirenti di diverso target, oppure possono essere titoli
cinematografici che vengono distribuiti in edicola con un supporto editoriale
che gli fa da corollario, quindi più vicini alla tipologia one shot (uscita
singola).
Sono penalizzati
dalla scarsa visibilità del prodotto: buoni risultati si ottengno, per esempio,
con la serie di cartoni animati trasmesse in parallelo alla televisione, che
funziona da cassa di risonanza dell’uscita in home video.
I diritti pagati
all’Home Video dagli editori della carta stampata sono nell’ordine di 80 mila
euro per titolo e il costo di duplicazione di una cassetta si aggira intorno a
1 euro (contro i 2 euro del prodotto destinato alla videoteca), cui si
aggiungono costi di marketing inferiori ai 500 mila euro per uscita (per un
quotidiano con una diffusione media intorno alle 300 mila copie).
I ricavi per
l’editore sono rappresentati dalla maggiorazione del prezzo del quotidiano,
dall’incremento delle copie vendute (stimabile per il 1995 nel raddoppio delle
copie nei giorni di promozione) e dalla crescita dell’impatto pubblicitario
nell’ordine dell’1-2%, e determinano un utile intorno al 20% dei costi
promozionali.
Il beneficio
dell’innovazione è però limitato nel breve periodo, perché l’emulazione di
numerosi editori scatena una guerra sul prezzo che spinge i concorrenti ad
accettare ritorni marginali decrescenti.
Pur essendo in
grande crescita il DVD non trova ancora grande diffusione in edicola.
Il primo motivo
è il parco lettori che è troppo esiguo per sostenere questo tipo di operazione.
Finché il numero dei lettori digitali non avrà raggiunto il 15% delle famiglie
italiane, il numero dei resi sarà sempre sopra il 50%. I lanci per ora possono
essere fatti per ritorno di immagine o per giornali specializzati che possono
essere supportati da allegati digitali.
Il secondo
motivo che frena la diffusione in edicola del DVD è il prezzo del prodotto,
ancora troppo elevato per stimolare l’acquisto d’impulso. Per creare nuovi
acquisti da parte dei lettori è possibile provare l’interazione tra l’edicola e
altri canali di vendita. Presentando valide operazioni di marketing tra
quotidiani e videocassette sotto la forma di collezione si può rivitalizzare un
catalogo di alta qualità. Nell’home video un’operazione di successo è stata
effettuata in Spagna dal quotidiano EL MUNDO che, con quattro uscite settimanali
a un prezzo contenuto, ha fatto esplodere le vendite in edicola. Il prezzo di
vendita al pubblico del quotidiano più la videocassetta ha consentito di
realizzare un margine minimo, ma l’operazione ha creato un notevole vantaggio
per l’editore del quotidiano grazie all’impennata delle vendite del giornale.
Un esempio che potrebbe essere seguito a breve anche in Italia.
Nel periodo
1999/2001, il fatturato edicola è calato mediamente del 6,6%, a causa della
netta discesa dei prezzi nell’ultimo anno: il decremento medio in volume è
infatti contenuto al 2,4%.
La performance
della sola videocassetta è leggermente inferiore (-8% in valore e -3,2% in
volume) in quanto l’ingresso del DVD, per quanto limitatissimo in termini
reali, ha rappresentato un 3% aggiuntivo del fatturato edicola.
L’incidenza
delle vendite edicola, sempre in valore, sul totale del DVD è del 3% mentre in
volume sale al 5%; questo è da ricondurre al fatto che il prezzo praticato nel
nostro canale deve essere almeno di 5 euro inferiore al prezzo delle
videoteche.
Per il VHS le
proporzioni sono radicalmente differenti: i volumi commercializzati in edicola
sono sostanzialmente pari alla somma di tutti gli altri canali di vendita,
mentre il fatturato generato è del 30% inferiore (proprio per la differenza di
prezzo) al giro d’affari delle videocassette nel normal trade.
Le tendenze che
si concretizzano nel 2002 indicano, per l’edicola
un’impennata dei volumi di videocassette vendute (+20%),
grazie all’innalzamento della qualità dei titoli proposti, determinato da
prezzi più in linea con le esigenze del canale;
crescita del
DVD, con tassi che
appaiono molto rilevanti, ma che mantengono in termini reali il fenomeno su
livelli contenuti: si stimano circa 600 mila pezzi per l’anno in corso.
Maria Bini