“Inutile fare i giornali:

 se non ci sono le edicole”  

 

Alain ElkannL’ha detto Paolo Bonaiuti, (Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per l’Informazione e l’Editoria)  per bocca di Alain Elkann che ha condotto, con grande savoire faire, gli interventi degli ospiti della prima giornata dell’VIII Congresso SNAG.

E in una lettera, Gianni Letta ci ha scritto che gli sarebbe piaciuto essere fra noi, perché “amici di una vita”.

 

«Edicola casa della cultura…

Conoscere il prodotto…

Sfruttare il codice a barre»

 

Renato Salvetti

Direttore sede Fieg - Milano

 

R.SalvettiCome rappresentante degli Editori sottolineo ancora una volta la centralità del canale edicola nella vendita dei giornali. Negli ultimi 20 anni tutto è cambiato e si è modernizzato. Il giornalaio vende prodotti culturali, l’edicola è la “casa della cultura”, quindi chi vende i giornali deve conoscere il prodotto per meglio veicolarlo.

Il passo in avanti per l’attività delle edicole sarà l’informatizzazione che, consentendo di lavorare in rete, cambierà la professione dell’edicolante. Oggi le disfunzioni ci sono perché gli editori non hanno controllo sull’attività delle rivendite e per la mancanza di tempestività nei rifornimenti. Con INFORIV basterà che il giornalaio passi il lettore ottico sul codice a barre di una testata per inserire i suoi dati nella gestione informatizzata. Il problema, a tutt’oggi,  è ancora quello della leggibilità del codice: purtroppo molti editori vogliono salvaguardare l’impatto delle loro copertine e spesso questo risulta illeggibile, ma per il futuro se non si rispetterà quanto stabilito applicheremo delle sanzioni. L’obiettivo di INFORIV è di arrivare a collegare 10-14 mila edicole in tutta Italia. L’operazione avrà dei costi anche per l’edicolante che dovrà acquistare un computer, ma la spesa verrà largamente ammortizzata sfruttando anche per altri scopi l’informatizzazione: utilizzo di Internet, servizi web e altre attività come biglietteria di trasporti, teatri, emissione di certificati per enti pubblici, ecc.

Chi gestirà il servizio INFORIV? Un ente apposito di cui faranno parte rappresentanti di tutta la filiera: editori, distributori ed edicolanti.”

 

Fulvio Flaùto

Capodelegazione FIEG per il rinnovo

dell’Accordo Nazionale

 

 Negli ultimi anni il mercato editoriale è stato caratterizzato dai risultati positivi della gestione economica delle aziende editrici sebbene la crescita del comparto abbia trovato qualche ostacolo nei risultati della diffusione dei quotidiani che, pur avendo invertito negli ultimi quattro anni l’andamento degli anni precedenti, è ancora lontana dal livello massimo toccato nel 1990 con una vendita giornaliera di quasi 7 milioni di copie. Ciò si verifica malgrado l’impegno delle aziende sul piano promozionale e in presenza di un sistema televisivo anomalo che penalizza il comparto della carta stampata sia sotto il profilo diffusionale che pubblicitario.

 

Edicola al centro

La FIEG pone la rivendita esclusiva al centro del sistema diffusionale, con l’obiettivo di arrivare - attraverso la progressiva informatizzazone della rete di vendita - a una sua migliore qualificazione. L’obiettivo è di avere punti di vendita in grado di potere essere aggiornati in tempo parareale sui programmi editoriali, sulle caratteristiche delle pubblicazioni in uscita in modo da offrire un servizio più puntuale al pubblico dei lettori.

 

Il rinnovo dell’Accordo

Il rinnovo dell’Accordo Nazionale avviene dopo una sperimentazione che ha evidenziato la possibilità di raggiungere nuovi lettori, senza incidere sulle vendite degli esercizi tradizionali.

 

Borsellino di plastica

Occorre studiare l’opportunità offerta dalla moneta di plastica al fine di contribuire a facilitare i consumi e rendere più agevole l’acquisto di quotidiani e periodici. Tale particolare sistema di pagamento dovrà essere necessariamente utilizzabile su scala nazionale in tutti i punti vendita della carta stampata.

 

Incentivi per il rinnovo dei chioschi

Un ultimo innovativo progetto è finalizzato a incentivare i rivenditori che devono rinnovare

il  loro punto vendita, considerato il conseguente aumento di fatturato editoriale che si genera da tali modifiche strutturali. Per realizzare ciò prevediamo  la stipulazione di specifici accordi con istituti bancari per ottenere finanziamenti a tassi particolarmente favorevoli (tasso zero) per i rivenditori. La parte editoriale potrebbe

darsi carico degli oneri  finanziari collegati a questo progetto, anche attraverso un parziale utilizzo delle disponibilità derivanti dall’abolizione di istituti, storicamente obsoleti,

ma ancora presenti  nell’Accordo vigente.

 

«Fiducia e serenità anche per l’edicolante»

Uberto Frascerra

Vicepresidente Associazione Distributori Nazionali

 

Molte considerazioni fatte dal presidente Abbiati sono condivisibili anche da noi, giusto che l’edicolante sia spronato a far meglio, deve saper consigliare i clienti. Fiducia e serenità devono essere le basi di partenza per l’edicolante, bisogna creare nuove regole nell’Accordo Nazionale, perché ora c’è disordine con perdite per tutti. Spero che in futuro ci sia, soprattutto, maggiore interesse dell’edicolante per la sua professione.

 

Grande solidarietà anche da parte della distribuzione che conferma che, spesso, le copie mancano anche a loro.

 

«Stabilire nuove regole»

Ermanno Anselmi

Segretario generale SINAGI-CGIL

 

Dobbiamo stabilire nuove regole per la vendita della stampa. Gli edicolanti hanno un ruolo primario in questo servizio al cittadino. Le garanzie? Prima la fornitura del prodotto, poi la difesa del nostro ruolo di micro imprese. L’informatizzazione rappresenterà un cambiamento che va sottolineato nell’ambito contrattuale. La free press, va circoscritta, perché la recessione porta a eliminare l’acquisto del giornale

 

«Fieg, come la Fiat»

Enzo Bardi

Presidente Nazionale Uil-Tucs Giornalai

 

L ’editoria è in crisi e ho voglia di paragonare la Fieg alla Fiat: entrambe hanno chiesto aiuto al governo. Ma quale progetto ha presentato la Fieg al Governo per uscire dalla crisi? Se l’edicolante deve essere un imprenditore, è giusto che prenda parte ai piani di vendita perché, attualmente, molti sono gli sprechi dei distributori nazionali e/o locali. La professionalità manca oggi lungo la filiera e la crisi si manifesta con il calo nelle vendite.

 

«Unità di intenti»

Giuseppe Lo Cascio

Rappresentante FENAGI-Confesercenti

 

Spesso non ci troviamo d’accordo con lo SNAG su come perseguire alcuni obiettivi. L’importante è, però, continuare a fare politica sindacale e, pur partendo da esigenze diverse, arrivare a un unico comune obiettivo. La speranza è che l’Accordo Nazionale dia risultati interessanti per la categoria.

 

«Uniti per la ripresa»

Giuseppe Beltramo

Segretario nazionale USIAGI-UGL

 

Oggi il 10% delle vendite viene effettuato in punti non esclusivi. Il fronte sindacale deve essere unito per difendere gli edicolanti e l’Accordo Nazionale deve contenere l’impegno a realizzare l’informatizzazione per la ripresa del settore. Sono inutili i conflitti in fase di contrattazione, è giusto smetterla di fare i fatti propri, la ripresa è da raggiungere per poi differenziare gli interessi.

 

«Ruoli chiari per distributori ed edicolanti»

Gabriella Giorgi

Presidente Associazione Nazionale Distributori Stampa

 

Per la prima volta i distributori locali siedono al tavolo delle trattative per il rinnovo dell’Accordo Nazionale e questo è importante per fare chiarezza su compiti e limiti di distributori ed  edicolanti. Gli attriti che ci sono tra noi e voi avvengono soprattutto per la scarsa chiarezza: le forniture degli editori, per esempio, non ci aiutano e a me, come distributore, non rimane che tentare di fare un buon piano diffusionale. Ci auguriamo di ottenere un accordo con gli Editori che preveda, anche, limiti alle sovraforniture.

 

«Difendiamo i piccoli imprenditori, che siano editori o edicolanti»

Vittorio Volpi

Redattore capo USPI,

Unione Stampa Periodici Italiani

 

Spero che il dialogo tra Uspi e SNAG possa proseguire. Due principi sono per noi irrinunciabili: il primo è che il prodotto editoriale continui a essere cultura e informazione e venga tutelato, il secondo, è la parità di trattamento per tutte le testate.

Noi rappresentiamo 400 periodici distribuiti in edicola per la maggior parte locali, prodotti che hanno poche rese. I nostri editori sono medio-piccoli, piccoli imprenditori come gli edicolanti.

Cerchiamo in edicola la tutela delle nostre pubblicazioni contro le grandi potenze editoriali, la tutela della libertà di stampa e del pluralismo e per riuscirci abbiamo bisogno del vostro lavoro quotidiano.

 

«Giornata del giornale»

Roberto Ricciotti

Consigliere nazionale CISL-Giornalai

 

Rilanciamo l’idea della GIORNATA DEL GIORNALE così come ci sono quelle del libro e di altre attività commerciali. Un’iniziativa che potrebbe portare nuovi clienti in edicola.