Giornate intense

di interventi  

 

Voglia di autonomia dal distributore, forza sindacale e massima imprenditorialità

 

Due giorni intensi di interventi, discussioni, valutazioni dei problemi che affliggono la categoria, primo fra tutti il calo delle vendite e, nello stesso tempo, il proliferare di testate quotidiane e periodiche che intasano l’edicola, creando disorientamento nel cliente.

All’edicolante è stato chiesta maggiore professionalità, ma non si è spiegato cosa si intendesse con questo termine.

Da lui si pretende maggiore conoscenza del prodotto e si dimentica che, ormai, la maggior parte delle testate arriva celofanata, sul suo banco di vendita, impedendogli qualsiasi possibilità di esame. E giustamente Armando Abbiati ha chiesto, nella sua relazione di apertura, che gli editori informino il rivenditore sui prodotti che gli vengono consegnati proprio perché è la sua professionalità che lo pretende.

Si è parlato molto di INFORIV nelle assolate e tiepide giornate romane. Ma i tempi sono ancora lunghi e non resta che augurarsi che possano trascorrere velocemente, perché da questo sistema informatico tutti si attendono la soluzione dei molti mali che affliggono la filiera della carta stampata.

 

Dagli interventi dei rappresentanti delle altre Organizzazioni Sindacali è emersa la volontà di procedere uniti e questo è già un segno positivo per le trattative in corso sul rinnovo dell’Accordo Nazionale.

Così come tutti i delegati SNAG che hanno preso la parola hanno dichiarato la loro voglia di autonomia dal mondo distributivo ed editoriale per tutto ciò che concerne vincoli, penalizzazioni, imposizioni, ecc.

 

Armando Ferreri

Vicepresidente uscente Snag Nazionale

RISULTATI POSITIVI SU TUTTI I FRONTI

S i sono migliorati processi di collaborazione con le Ascom locali.

In cinque anni, dall’ultimo consiglio di Montegrotto, abbiamo svolto molteplici interventi presso i partiti e il parlamento per far conoscere la nostra attività, chiedendo garanzie per i rivenditori.

Solamente lo SNAG ha difeso il regime autorizzatorio che ha impedito, di fatto, agli editori di fare quello che volevano. Dopo il decreto legislativo 170 e la circolare interpretativa Marzano, che stravolgeva il contenuto del decreto stesso, la maggior parte delle Regioni non ha accettato quest’ultima interpretazione, ciò nonostante alcuni Comuni hanno rilasciato autorizzazioni in disarmonia con lo spirito di programmazione. E la presidenza SNAG si è battuta per tutelare i diritti degli edicolanti facendo anche ricorso al TAR. Fino a questo momento, solo la Lombardia ha emesso un provvedimento che tuteli la categoria, grazie all’impegno congiunto di SNAG Nazionale, Regionale e del Provinciale di Milano. Altre Regioni hanno, nel frattempo emesso circolari più o meno chiarificatrici, in attesa di emanare gli indirizzi regionali e, anche in questi casi, lo SNAG si è fatto sempre portavoce dei diritti dei giornalai affrontando le varie problematiche.

Da un anno è ripresa la massima operatività dei vicepresidenti nelle aree di loro competenza che in un anno hanno percorso 75mila chilometri per essere presenti sul territorio.

Sono state create nuove strutture a Jesi, Albenga, Bordighera, Verbania, Biella, Saronno, Viareggio, Massa Carrara.

Nel complesso la presidenza uscente dello SNAG reputa di aver valorizzato il sindacato, punto di riferimento costante per gli edicolanti suoi associati.

 

 

Tullio Mura - Sassari

LAVORIAMO COME AUTOMI

L a figura del giornalaio è diventata quella di un automa, deve lavorare ma non pensare. L’impegno è aumentato e non consente, spesso, di potersi occupare del sindacato. Come si fa a trovare il tempo per lavorare al servizio della categoria? La sperimentazione è fallita e gli editori sono senza più illusioni; ora, alla vigilia del rinnovo dell’Accordo Nazionale, possiamo dire di essere noi, senza ambiguità, a dettare legge.

 

 

Giovanni Gorrea - Torino

EDICOLANTE, SUDDITO DEL DISTRIBUTORE

È  stata positiva la scelta della segreteria del congresso di non imporre linee, ma di lasciare libero spazio al dibattito. Il punto vendita non deve più essere un suddito della distribuzione che, oggi, ha una posizione dominante, impone il prodotto e condiziona il  rivenditore. La crisi editoriale è evidente, si vendono meno tutti i tipi di giornali.

 

 

Giampiero Labò

Presidente Snag Provinciale di Milano

RETE DISPONIBILE, MA NON DEDICATA

     

Il concetto fondamentale per lo SNAG Provinciale di Milano è che l’edicola esclusiva sia l’unico punto dove l’editoria può trovare il suo rilancio, attuando nuove strategie e iniziative, considerandola una rete disponibile ma non più dedicata  come lo era prima della sperimentazione.

Dal nuovo Accordo Nazionale ci aspettiamo poche regole valide per tutte le parti. Bisognerà distinguere il prodotto editoriale da quello paraeditoriale e, addirittura, non editoriale con percentuali diverse tra il primo e i secondi, con obblighi di messa in vendita per il primo e la facoltatività per gli altri. Per il contratto estimatorio non desideriamo più anticipare soldi: se una volta, infatti, c'era una compensazione tra quantità di quotidiani e settimanali venduti e mensili ricevuti, purtroppo tale rapporto è, ora, mutato con uno sbilanciamento a favore dei mensili. È doveroso chiedere pesi e dimensioni predeterminati per gli inserti, compensi maggiori su quanto ci viene inviato e non sul venduto. Per i “panini” la percentuale deve essere quella pattuita per la singola testata e non quella sul prezzo di vendita promozionale. Richiediamo almeno 21 giorni di ferie con 5 giorni jolly e che si prenda in esame l’opportunità di chiudere anche tutte le domeniche se la redditività del punto vendita non ne consente un’economica gestione.

 

Luigi Catena - Broni (Pv)

SPERIMENTO POSITIVAMENTE INFORIV

Sull’informatizzazione porto la mia esperienza: da 12 anni faccio l’edicolante e da nove ho un computer per la gestione dell’edicola. Sono tra i rivenditori che stanno sperimentando INFORIV e vi posso dire che, appena completato, questo programma ci potrà far fare un salto di qualità. Incominciando dalla gestione vendite attraverso un lettore ottico che legga i codici a barre.

Si potrà programmare la propria azienda sapendo in anteprima le rese e quanto ci arriverà l’indomani in edicola.

 

 

Piero Zanardi - Genova

PIÙ INCONTRI REGIONALI

L a nuova dirigenza deve operare con l’intento di promuovere incontri con i vertici regionali e con le Regioni per aiutarli nella formulazione degli indirizzi che ci riguardano. L’Accordo Nazionale è in questo momento indispensabile perché i distributori si sono rafforzati in maniera indiscriminata. Gli editori chiedono più professionalità alla nostra categoria, ma è giusto motivarla.

 

 

Antonino Alicata - Catania

BASTA SUBIRE GLI EDITORI

L o SNAG è cresciuto in questi anni grazie al paziente lavoro di costante, continua informazione per rendere gli edicolanti sempre più partecipi alle scelte e agli indirizzi dell’organizzazione. Come edicolanti potremmo chiedere di modificare la defiscalizzazione, perché le nostre aziende sono al servizio del paese nella diffusione della cultura.

Dobbiamo dire agli Editori che gli edicolanti non possono essere costretti ad avere un solo distributore per i rifornimenti. A loro dobbiamo anche ribadire che vogliamo avere un ruolo, dare lustro e valore alle nostre attività, dal momento che noi

                  vendiamo e trasformiamo in soldi contanti il 92% dei prodotti editoriali. E se, per esempio, decidessimo di non venderli cosa faranno?

 

Nei giovani c’è voglia di imparare per

fare sempre meglio il proprio lavoro.

Che, nonostante tutto, continua ad appassionare.

 

Andrea Innocenti

Vicepresidente Nazionale uscente, rieletto

UNO SNAG FORTE E INDIPENDENTE

Lo SNAG è stata l’unica organizza-zione che ha continuato a fare attività sindacale nel vero senso della parola, basti pensare a quanto abbiamo fatto in difesa dell’autorizzazione amministrativa per la vendita di giornali e riviste. Ora siamo qui a Roma con uno SNAG vivo, sano, in crescita, in ottima salute, libero, indipendente e più forte di prima. Con il successo della GEDIS, la nostra organizzazione ha iniziato a fare l’imprenditore con l’esclusivo obiettivo di dare maggior sostegno e impulso all’attività sindacale in difesa dei giornalai, perché il nostro obiettivo primario è solo e soltanto questo. Il messaggio che dovremo continuamente far arrivare agli editori è “pensate a fare giornali leggibili, che noi siamo pronti, da sempre, a venderli”.

Al momento attuale l’Accordo Nazionale mantiene lo stesso impianto strutturale di trenta anni fa e, se non ci saranno nuovi benefici, per migliorare il reddito dei nostri punti vendita non ci sarà altra scelta che diminuire impegni e orari nei confronti della carta stampata per dedicare più attenzione a prodotti alternativi.

Il nuovo accordo, tutto da ridisegnare e ristrutturare, dovrà prevedere diritti e doveri non solo dei rivenditori, ma anche per gli editori e i distributori. Dovrà farci recuperare la redditività delle nostre edicole; diversamente meglio non firmare niente. La difesa del rivenditore e del suo punto vendita deve rimanere, per lo SNAG, primaria ed essenziale.

 

Alessandro Montaldi - Milano

NUOVI PRODOTTI  PER SOPRAVVIVERE

Ho un edicola nella metropolitana milanese, moderna e per la quale ho attuato un ampliamento merceologico per continuare a operare con margini economici soddisfacenti. Il sindacato deve muoversi su tre livelli. Il primo di difesa della categoria operando un controllo sul piano di localizzazione. Il secondo è sul fronte commerciale, dove lo SNAG (attraverso la GEDIS) ha avuto risultati ottimi. Il terzo punto riguarda la professionalità: bisogna lavorare sui servizi per far crescere gli edicolanti. Occorrono fondi agevolati per la ristrutturazione delle edicole, trovare nuovi spazi, comunque a Milano stiamo lavorando con il Comune in tal senso.

 

 

Macario Boccardi

Vicepresidente Nazionale uscente

CON LO SNAG NEL CUORE

Nel corso di questi anni abbiamo promosso iniziative a vantaggio di tutti gli edicolanti. La speranza è di aver lavorato al meglio per tutta la categoria. Ho sempre detto che nessuno è migliore di nessuno e lo sottoscrivo anche oggi, l’importante è incontrarsi e parlare. Questa è la filosofia che ho applicato nel mandato che si chiude quest’oggi a Roma.

Pur avendo terminata la mia esperienza alla vicepresidenza nazionale, non lascerò mai lo SNAG che rimane nel mio cuore.

 

Lino Maesano - Roma

IMPRENDITORE AUTOGESTITO

Se le trattative per l’Accordo Nazionale vanno avanti con speranza per gli edicolanti, questo è grazie anche allo SNAG che qui a Roma, e nel Lazio, sta sviluppandosi giorno dopo giorno.

L’Accordo, però, non va rinnovato, ma riscritto totalmente. Tre punti sono importantissimi: la sperimentazione, la free press e il calo delle vendite, tutti fattori che ci penalizzano. INFORIV, i cui tempi di decollo sono assai lunghi, dovrà garantire ai rivenditori l’autogestione delle assegnazioni. È  inutile, infatti continuare a essere soggetti delle decisioni altrui. Solo così si diventa imprenditori.

 

 

Maura Noce - Cairate (Va)

PROFESSIONALITÀ TRAMITE CORSI FORMATIVI

H o 30 anni e da dieci svolgo l’attività di rivenditore di giornali. Per migliorare la mia professionalità ho seguito corsi per edicolanti che sono stati tenuti a Busto Arsizio. I risultati sono stati entusiasmanti, abbiamo trovato facilità nell’uso del computer, concepito un nuovo modo di dialogare con il cliente, nuove strategie di marketing. Un vero salto di qualità per la nostra professione. Molte sono le idee nate grazie a questi corsi, come la realizzazione di moduli uguali per i rifornimenti.

 

Occorre al più presto chiarire

le contraddittorietà delle indicazioni ministeriali

sul tema dei piani di localizzazione

 

Carlo Leopardo - Vicepre-sidente uscente SNAG Nazionale, rieletto

GLI EDITORI DEVONO FARE LE LORO RINUNCE

La difesa del rivenditore rimane l’obiettivo primario dello SNAG.

I distributori locali hanno carenze e agiscono con arroganza, i giornalai, come ultimo anello della filiera, sono costretti a subire. Gli scontri tra organizzazioni sindacali purtroppo penalizzano la nostra categoria e rafforzano il potere della Fieg. Come SNAG siamo affidabili, chiari, carismatici, ci siamo modernizzati, ci avvaliamo di tecnici ed effettuiamo un continuo monitoraggio della rete per svolgere attività sindacali.

Abbiamo studiato i prodotti editoriali, le incidenze, i dati forniti, il distribuito, le rese e abbiamo constatato che, mediamente, un’edicola fa il 40% di resa. In alcuni casi l’invenduto arriva anche al 70%. E su questi risultati è necessario fare opportune considerazioni. Noi abbiamo rinunciato a tanto, ora anche gli editori debbono cedere qualcosa. Dobbiamo ripristinare chiarezza per ridare fiducia all’intero settore.

Tra i nostri obiettivi per gli edicolanti ci sono: formazione  per INFORIV, recupero degli spazi, del tempo, della redditività e della dignità.

 

Giuseppe Tagliabue - Busto Arsizio (VA)

LARGO AI GIOVANI

Credo che il Sindacato abbia bisogno di forze nuove, bisogna invogliare i giovani a proseguire nella strada che abbiamo indicato. Bisogna combattere la politica di sconti degli editori che arrivano addirittura a percentuali come l’80%.

 

 

Giancarlo Cattaruzza - Pordenone

LIBERTÀ DI SCEGLIERE

Come rappresentante sindacale del Friuli-Venezia Giulia evidenzio la contraddittorietà delle indicazioni ministeriali sul tema dei piani di localizzazione: la possibilità di porre in vendita quotidiani e periodici, la mancanza di un contingentamento del numero di autorizzazioni e il loro rilascio in mancanza di piani e criteri. Bisogna controllare il numero dei punti vendita non esclusivi che vendono o quotidiani o periodici. Occorre una decisa azione a livello ministeriale per ottenere, con la massima tempestività, i necessari chiarimenti su queste contraddizioni. Nel nuovo Accordo Nazionale riteniamo necessaria esercitare la potestà di decidere autonomamente la quantità delle pubblicazioni ricevute prevista dalla nuova disciplina di vendita. Dal punto di vista economico riteniamo imperativo rendere trasparente la formazione dei prezzi di cessione, eliminando la defiscalizzazione del prezzo di copertina. Penso perciò che sia necessario riformare radicalmente anche il sistema di determinazione dei compensi per la vendita di pubblicazioni, introducendo un parametro di riferimento innovativo, rispetto al quale calcolare il compenso per la vendita, parametro che abbiamo definito “prezzo professionale”.

 

 

Carlo Monguzzi - Milano

SINDACATO FORTE E VISIBILE

L a stampa è in crisi. Gli editori sono in crisi. L’edicola, di conseguenza, è in crisi. E l’edicolante, che non partecipa a nessuna delle attività di sviluppo della così detta “filiera”, paga amaramente suo malgrado i disastrosi investimenti di chi non sa e non ha saputo cogliere una crisi che era nell’aria. L’edicolante che, vincolato da un Accordo Nazionale oramai superato sia nella forma che nei contenuti, vede precipitare il  fatturato della propria azienda e, in alcuni casi forzato dagli eventi, è costretto a chiudere l’attività.

Ma dove l’edicolante non può, il Sindacato deve. Il sindacato deve rappresentare i propri iscritti davanti a chiunque, in ogni luogo e con ogni mezzo. Il sindacato ha il dovere di ricominciare a confrontarsi con le controparti. Il sindacato non potrà sempre vincere, ma non deve smettere mai di lottare. Il sindacato deve essere più visibile, sia all’interno che all’esterno.

Gli associati hanno bisogno di avvertir-ne la presenza, di conoscerne il pensiero, di vedere e valutarne le azioni. Bisogna riconoscere più autonomia alle strutture locali, attraverso una netta rivalutazione della figura del Presidente Regionale.

Sarebbe insensato non considerare le diversità territoriali e sarebbe altresì ingiusto non gratificare le varie strutture, per la capacità con cui operano e conquistano con i denti accordi di carattere locale, regionale, provinciale o comunale.

 

 

Giuseppe Ripamonti - Erba (Como)

NUOVO ACCORDO UGUALE A NUOVE REGOLE

Nel nuovo Accordo Nazionale ci sono possibilità per un discorso concreto sul prezzo defiscalizzato. Nella normativa andranno indicate chiaramente le ferie: ci aspettiamo di poter arrivare a 25 giorni.

Il conto deposito doveva dare respiro alla rete vendita, ma alcuni distributori nazionali ci hanno utilizzato come magazzino, questo non deve essere più permesso.