Sigarette e Nutella 

Questa è una favola ispirata

da quella che per noi è, una realtà quotidiana.

 

Sigarette e Nutella Ieri, avendo bisogno di comprarmi un paio di scarpe e dei jeans, ho dovuto pregare (sì, a noi giornalai capita così) mia sorella di sostituirmi per un paio d’ore in edicola. Vado, faccio le mie commissioni, poi, già che sono in giro, mi fermo a comprare le sigarette e altre cosucce.

Arrivo a casa, apro la stecca e ci trovo una specie di volantino tutto colorato. Leggo, incuriosito.

Era dei Monopoli di Stato: “Gentile Cliente, ecc, ecc,……. Se Lei compila il coupon allegato e ce lo spedisce, oppure se telefona a questo numero verde, oppure se va sul sito Internet www.smokeonthewater.it riceverà direttamente a casa sua, senza scomodarsi più ad andare dal tabaccaio, la stecca delle Sue sigarette preferite con uno sconto del 65%”.

Accipicchia, penso, e mi metto a fare i miei conticini della serva.

Una stecca adesso la pago 30 euro secchi, e devo anche, ogni settimana, preoccuparmi di allungare la strada verso casa per fermarmi dal tabaccaio. Questi, invece, me la portano a domicilio e in più vado a pagarla, invece di 30 euro, la bellezza di 10 euro e cinquanta.

Impossibile, dico tra me e me, e rifaccio il conto.

Allora: 30 euro. Il 65% è 19,50 euro. 30 meno 19,50 = 10,50

Perdinci… è vero. Caro Ginetto (così si chiama il mio tabaccaio) sei gentile, ammodo e educato, mi tratti sempre bene, sei anche un mio amico, ma… insomma, i soldi sono soldi… il mio “vizio” mi viene a costare un terzo di quanto mi costa ora… sorry, mi spiace, me dispiass… ma non mi vedrai più.

E poi il Monopolio mi regala anche un bell’accendino. Olè, io compilo e spedisco al volo, mica sono scemo! Ahhhhhhh. Fatto! Che soddisfazione. Mi merito un premio.

Avevo comprato anche la Nutella (sapete, sono un goloso) e tutto contento decido di mangiarne un po’. Apro il vasetto e da sotto il coperchietto svolazza fuori un tagliandino. Una bella cucchiaiata da impastarmi la bocca, raccolgo il suddetto da terra e, mentre smaltisco il dolcissimo boccone, gli do un’occhiata.

Cavolo! È della Ferrero: “Gentile Cliente, ecc, ecc,… Se Lei compila il coupon allegato e ce lo spedisce, oppure se telefona  a questo numero verde, oppure va sul sito Internet www.nutellomani.it riceverà direttamente a casa sua, senza scomodarsi più ad andare dal negoziante, la fornitura annuale della sua cioccolata preferita, con uno sconto del 65%”. Urca… e che è? Babbo Natale mi vuole bene oggi?

Svelto conticino. Un vasetto alla settimana per 52 settimane mi costa ora la bellezza di 2 euro e 10 x 52 = 109,20 euro. E ogni tanto capita che non faccio in tempo ad andare a prenderla in negozio.

La Ferrero me la manda a casa e mi fa spendere… vediamo… 109.20 meno il 65% che sarebbe 70 e 98 = 38.22.

Porcavacca… meno di 40 euro invece di quasi 110. E anche qui c’è il regalino, una bella calcolatrice. Compiliamo subito. E il mio salumiere mi vedrà solo una volta ogni tanto, se e quando avrò voglia di un etto di prosciutto. Potrei continuare……ma mi fermo qui. Non ci credete, eh? Fate bene. Non sono cose possibili.

Nessun produttore vero, sarebbe tanto ingenuo da bruciare in questo modo la sua rete di vendita. Gli Editori, sì.

Pura beneficenza, col solo risultato di allontanare i clienti dalle tabacch… anzi no, dai salum… anzi no, dalle edicole.

Poi si lamentano del crollo delle vendite.

Questa favoletta, serve a ricordare, a chi di competenza, che se gli editori offrono il 65%di sconto al cliente non possono piangere calde lacrime per il 18 e rotti che elargiscono a noi.

Il famoso 65% (quando non aumenta) è una libera scelta degli editori… noi DOBBIAMO chiedere almeno il 30, e senza recedere, senza mercanteggiare.

Non è essere esosi o fuori da ogni logica. È meno della metà di quanto regalano loro, ad altri però, quando noi garantiamo 340 ore di apertura mensili, mica patatine! Non accettano? Dicono di non farcela? Ok. Allora, se non ce la fanno, devono spiegare com’è che possono elargire abbonamenti al 70%di sconto. Il cliente deve pagare il prodotto al medesimo prezzo cui viene offerto in edicola. Punto e basta.

E se i giornali ci faranno guadagnare poco, bene, allora sì che “io diversifico”. Sempre meno spazio per loro, voglio decidere personalmente cosa e quanto ricevere, lo spazio e i soldi mi servono per altre cose. Sono anni che lo affermo. A mio modo di vedere, quanto sopra esposto si può benissimo configurare come concorrenza sleale. Ma, a quanto pare, sono il solo a pensarla così, quindi evidentemente mi sbaglio. Primo comandamento del giornalaio: sta zitto, subisci… e muori senza clamore.

Sarebbe gradita una risposta… da chi ci rappresenta e ha in mano il nostro destino. Ma una risposta esaustiva, documentata e argomentata. E soprattutto, non politica.

 

Alberto Tintori