Luisa Lombardo, giovane e bella edicolante veneta,
riflette sulle esasperazioni quotidiane e invita editori e distributori a
prendere qualche provvedimento.
È
psicologicamente stressato, perché non riesce a gestire al meglio il proprio
lavoro; è continuamente in lotta con il distributore di zona, per:
1. la
valanga di pubblicazioni che vengono catapultate in Edicola, che vengono
fornite in numero eccessivo rispetto le vendite.
2. Il
problema di esporre cartonati enormi delle raccolte, che servono all’Editore
per promuovere abbonamenti, con consegna diretta al cliente, (in barba
all’Edicolante che ha fatto da procacciatore, a titolo gratuito).
3. L’ossessione
che danno le pubblicazioni non corrispondenti alla dicitura di copertina,
pertanto sicuramente avrà problemi al momento della resa.
4. Nessuna
certezza per i rifornimenti: pertanto le risposte ai clienti saranno deludenti
e poco affidabili; per le raccolte poi, se non si è affidabili, il cliente
rinuncia.
5. Bollinatura
delle rese: tempo impegnato per il distributore senza avere nulla in cambio.
6. Differenze
tra le rese e accrediti in fattura: continui solleciti al Distributore per
ottenere la verifica, e dopo mesi e mesi di attesa, nella gran parte dei casi
la conclusione è a suo favore.
7. Non
parlare delle rese del periodo delle ferie: accantonate per mesi dal
Distributore, che pretende i pagamenti settimanali senza scontarle quando sarà
comodo.
8. La
mancanza di aiuto da parte del Distributore e degli Editori, per migliorare il
servizio che offre al cliente.
9. I
pagamenti: vengono pagate con molto anticipo pubblicazioni che rimangono in
Edicola oltre una settimana, e, spesso mandano il conto in rosso (costo del
denaro 9% ca.). Alcune pubblicazioni giacciono oltre i limiti del contratto.
Mentre il Distributore invita, con comunicazioni in bolla, a non sgarrare con
il giorno di valuta.
Con l’animo
avvelenato e con il sorriso sulle labbra l’Edicolante deve vendere giornali –
consigliare e dare informazioni ai clienti che ne fanno richiesta.
L’edicolante domani
dovrebbe:
1. superare
il più possibile gli attuali problemi di ossessione, per vendere i prodotti
editoriali, rimanendo il più possibile concentrato in questo intento.
2. Migliorare
la qualità del servizio: chi non lo farà verrà emarginato dai clienti.
3. Fornire
ai clienti, che ne fanno richiesta, informazioni esaurienti, utilizzando
sistemi moderni di informazione.
4. Rendere
a specchio le pubblicazioni con titoli non ben identificabili in copertina. Per
evitare che quello che non viene reso diventi un costo passivo.
5. Garantire
al cliente continuità di consegna delle pubblicazioni e recupero certo delle
pubblicazioni arretrate, in tempi brevi.
6.
Mettere
a disposizione del Distributore le copie esuberanti.
Il distributore al passo con
i tempi
dovrebbe:
1. fornire
all'Edicola la giusta quantità di pubblicazioni, senza creare casino: l’Edicola
non è un magazzino, ma una vetrina.
2. Fornire
pubblicazioni con diciture chiare, con dei codici che facilmente identificano
il prodotto, e quant’altro permetta il veloce recupero della resa.
3. Fornire
in tempo reale informazioni aggiornate delle giacenze in magazzino (nuove e
arretrate).
4. Ricevere
l’ordinazione dei rifornimenti in tempo reale, e se c’è disponibilità,
garantire la fornitura delle copie ordinate. Consegna in tempi rapidi (ideale
in giornata?!! Come i medicinali?).
5. Recuperare
dalle Edicole le copie esuberanti, per la distribuzione.
Cosa dovrebbero fare gli
editori seri:
1. migliorare
il prodotto, mantenendo i prezzi decenti: sicuramente aumenteranno le vendite, scaricando
meglio i costi, diminuire la pubblicità o collocarla in maniera che non produca
nausea.
2. Scendere
in trincea con ispettori capaci, per studiare le tendenze. Per tastare, tramite
l’Edicolante, il polso del cliente. Verificare i comportamenti controproducenti
del Distributore locale e prendere provvedimenti. Appoggiarsi alle Edicole per
informazioni e indagini.
3. Distribuire
tramite le Edicole le copie agli abbonati (eventuale fornitura diretta in
Edicola delle copie).
4. Dare
alle Edicole i mezzi necessari (programmi, cd rom, ecc.) per permettere di
fornire le informazioni necessarie, per conoscere i prodotti Editoriali
(contenuti e programmi).
Gli editori dovrebbero
riflettere su:
1. abbonamenti
= pubblicazioni a casa = il Cliente non viene in contatto con altri prodotti
editoriali = Viene a mancare al cliente lo stimolo all’acquisto. Infatti il
Cliente che si abbona a un quotidiano e a un settimanale va raramente in
Edicola.
2. troppi
prodotti editoriali, alcuni veramente scadenti e cari, saturano la superficie
espositiva e creano confusione = il Cliente viene disorientato = calano gli
acquisti.
3. se
un prodotto è scadente, anche se la pubblicità copre il 50% delle spese, è
venduto poco. Senz’altro calerà il livello di vendite per i numeri successivi.
Il prodotto, con tutta la sua pubblicità, torna in resa. I motivi quali
saranno? Il lettore che non legge, oppure il lettore che s’è stufato di pagare
per essere preso in giro?
4. Spesso
prodotti buoni non hanno la diffusione meritata, perché immersi nel marasma, e
senza l’informazione che l’Edicola potrebbe dare, con il giusto coinvolgimento.
5.
Bisogna
investire più risorse sull’Edicola, anello determinante della catena.
Luisa Lombardo - Spinea
(VE)